{"id":49538,"date":"2019-03-08T09:30:25","date_gmt":"2019-03-08T08:30:25","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49538"},"modified":"2019-03-08T07:05:05","modified_gmt":"2019-03-08T06:05:05","slug":"perche-litalia-guadagna-con-la-nuova-via-della-seta-della-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49538","title":{"rendered":"Perch\u00e9 l&#8217;Italia guadagna con la Nuova via della seta della Cina"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LETTERA 43 (Barbara Ciolli)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"shrinkToFit\" src=\"https:\/\/l43.cdn-news30.it\/blobs\/variants\/0\/8\/4\/9\/08490bf8-779e-4bec-af57-b710c61300c3_large.jpg?_636875002452086568\" alt=\"https:\/\/l43.cdn-news30.it\/blobs\/variants\/0\/8\/4\/9\/08490bf8-779e-4bec-af57-b710c61300c3_large.jpg?_636875002452086568\" width=\"1162\" height=\"654\" \/><\/p>\n<h4>L&#8217;espansione di Pechino verso l&#8217;Europa ha gi\u00e0 spostato il traffico dal Pacifico al Mediterraneo. Partecipare al progetto conviene. E infatti dietro le quinte sono attive Regno unito e Germania.<\/h4>\n<div>\n<div class=\"lf\">\n<div class=\"lf-text-dropcap lf-col1 typography  lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-padding-auto lf-text lf-block\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<p style=\"text-align: justify;\">In Europa e Oltreoceano ha innescato una levata di scudi la notizia, riportata dal britannico <a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/17f91d24-3f60-11e9-b896-fe36ec32aece\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Financial Times<\/em>, dell&#8217;<strong>Italia<\/strong> pronta a entrare da questa primavera nella<strong> Nuova via della seta <\/strong><\/a>della <strong>Cina<\/strong> come prima potenza del <strong>G7.<\/strong> L&#8217;occasione per firmare il <strong>memorandum d&#8217;intesa<\/strong> sul maxi piano commerciale e di infrastrutture del gigante asiatico sarebbe la visita del presidente cinese <strong>Xi Jinping<\/strong> in <strong>Italia,<\/strong> il 22 e il 23 marzo. O, un mese dopo, al Forum sulla <strong>Belt and road initiative<\/strong> (\u00abUna cintura, una strada\u00bb \u00e8 il nome in mandarino del programma), tra il 25 e il 27 aprile. L&#8217;allarme tra i big occidentali \u00e8 scattato con l&#8217;altol\u00e0 degli Stati Uniti a un passo che pu\u00f2 \u00abdanneggiare in modo significativo l&#8217;immagine internazionale del Paese\u00bb. E proprio il 21 marzo, mentre Jinping sar\u00e0 a Roma, a Bruxelles si riuniranno i capi di Stato e di governo dell&#8217;Unione europea (<strong>Ue<\/strong>) per discutere di una linea comune sugli<strong> investimenti con la Cina.<\/strong><\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">RENZI E GENTILONI, PRIMA DI DI MAIO<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che la trovino \u00e8 dubbio, considerate le divisioni dei leader europei pressoch\u00e9 su tutto. Mentre \u00e8 certo che nel processo all&#8217;Italia ci sia una grande ipocrisia. Innanzitutto la notizia del <em>Ft<\/em> non \u00e8 un&#8217;indiscrezione, n\u00e9 una rivelazione: gi\u00e0 durante la sua visita in Cina del settembre scorso il vicepremier <strong>Luigi Di Maio (M5s)<\/strong> espresse la volont\u00e0 di \u00abconcludere un <em>memorandum of understanding <\/em>con Pechino entro il 2018 sulla Nuova via della seta\u00bb. La data \u00e8 addirittura slittata, ma c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9: quanto presentato, a questo punto dall&#8217;Ue, come una mossa azzardata, non allineata del governo populista di <strong>M5S e Lega Nord<\/strong>, \u00e8 in realt\u00e0 un percorso<strong> perseguito<\/strong> e avviato dai <strong>governi Renzi<\/strong> e <strong>Gentiloni<\/strong>: nel 2017 l&#8217;ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni vol\u00f2 a Pechino per partecipare al primo Forum della Belt and road initiative, come primo leader del G7. Di Maio ha accelerato il processo, in un contesto internazionale \u2013 questo \u00e8 il punto \u2013 nel frattempo cambiato.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"bannerBlock\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"bannerBlock\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"lf-col1 typography  lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-padding-auto lf-text lf-block\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<p><strong>LEGGI ANCHE: <\/strong><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/it\/articoli\/mondo\/2018\/04\/20\/investimenti-cina-europa-via-della-seta\/219582\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Gli investimenti cinesi che rischiano di spaccare l&#8217;Europa<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"bannerBlock\" style=\"text-align: justify;\">\n<div id=\"videoincontent\"><\/div>\n<div id=\"videoincontent2\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"   lf-height-auto lf-cal-a lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-media lf-picture lf-block\" style=\"text-align: justify;\" data-main-eref=\"photo:81d7c982-8421-4155-b270-b377be315de3\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<figure><img decoding=\"async\" class=\" lazyloaded\" src=\"https:\/\/l43.cdn-news30.it\/blobs\/variants\/8\/1\/d\/7\/81d7c982-8421-4155-b270-b377be315de3_large.jpg?_636875000816364521\" alt=\"Cina Nuova Via Della Seta Italia Percorso Venezia \" data-src=\"https:\/\/l43.cdn-news30.it\/blobs\/variants\/8\/1\/d\/7\/81d7c982-8421-4155-b270-b377be315de3_large.jpg?_636875000816364521\" \/><figcaption>\n<div>\n<div class=\"media-subtitle\">Il premier Paolo Gentiloni con il presidente Xi Jinping.<\/div>\n<\/div>\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lf-col1 typography  lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-padding-auto lf-text lf-block\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<h2>UN MAXI PIANO \u00abDELLA CINA PER LA CINA\u00bb<\/h2>\n<p>La novit\u00e0 \u00e8 la<strong><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/it\/articoli\/mondo\/2019\/03\/06\/cina-dazi-trump-usa\/229767\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">guerra<\/a><\/strong><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/it\/articoli\/mondo\/2019\/03\/06\/cina-dazi-trump-usa\/229767\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> di <strong>Donald Trump<\/strong> alla<strong> Cina<\/strong>, che coinvolge anche gli alleati europei,<\/a> non l&#8217;adesione degli stranieri all&#8217;ambizioso progetto di Jinping della ricostruzione in grande stile delle rotte commerciali tra Oriente e Occidente. <strong>Grecia<\/strong> e <strong>Portogallo<\/strong> sono entrati nella Belt and road initiative prima dell&#8217;Italia, ed \u00e8 comprensibile che il Paese di <strong>Marco Polo<\/strong> miri a un ruolo di punta nella Nuova via della seta: i porti di <strong>Venezia<\/strong> e <strong>Trieste<\/strong>, con una storia millenaria di commerci con l&#8217;Oriente, sono in prima linea per il rilancio concepito dall&#8217;ultimo presidente Jinping; le antiche rotte tra Asia, Africa ed Europa collegavano il Celeste impero con Roma. Sono certo legittime le condanne dell&#8217;Ue alla <strong>competizione sleale<\/strong> e al furto di <strong><em>copyright <\/em><\/strong>della Cina, e sensati i sospetti che per la Nuova via della seta non tratter\u00e0 di \u00abmutui investimenti\u00bb, come sostiene Pechino, ma piuttosto di un progetto \u00abdella Cina per la Cina\u00bb, come ammonisce Trump.<\/p>\n<h2>TUTTA L&#8217;UE ALLA TAVOLA DEL FONDO MONETARIO CINESE<\/h2>\n<p>\u00abA senso unico\u00bb, dice anche il presidente francese<strong> Emmanuel Macron <\/strong>che, come i leader del Regno Unito e della Germania, preferisce non firmare memorandum con la Repubblica popolare. Nel 2013, tuttavia, presentato il progetto cinese dei miliardi di investimenti in infrastrutture attraverso l&#8217;Asia centrale, il Medio Oriente e l&#8217;Africa tutte le grandi e medie economie globali si precipitarono ad aderire all&#8217;<strong>Asian infrastructure investment bank (Aiib)<\/strong>, fondata a Pechino nel 2014 e operativa dal 2016. Dell&#8217;<strong>alternativa asiatica<\/strong> al <strong>Fondo monetario internazionale (Fmi)<\/strong> e alla Banca mondiale orientati dagli Usa, l&#8217;Italia figura tra i numerosi fondatori, ma solo come<strong> quarto azionista europeo<\/strong>, dopo nell&#8217;ordine <strong>Germania, Regno Unito<\/strong> e <strong>Francia<\/strong>. E, nella fase precedente all&#8217;allargamento europeo, in Medio Oriente la <em>Belt and road initiative<\/em> ha arruolato alleati di ferro degli Usa \u2013 e di Trump \u2013 <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/it\/articoli\/mondo\/2019\/02\/24\/mbs-arabia-saudita-asia-viaggio-affari\/229462\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">come l&#8217;<strong>Arabia Saudita<\/strong><\/a> e <strong>Israele<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"bannerBlock\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"bannerBlock\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"lf-quote-type1 typography  lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-padding-auto lf-quote lf-block\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<blockquote>\n<div>\n<p>Il potenziale dell&#8217;Italia sta nei suoi porti sul Mediterraneo, pi\u00f9 che nel commercio delle merci cinesi e nelle partnership industriali<\/p>\n<\/div>\n<\/blockquote>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"   lf-height-auto lf-cal-a lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-media lf-picture lf-block\" style=\"text-align: justify;\" data-main-eref=\"photo:2dcbb84a-d85f-4c54-a617-68b266d6b615\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<figure><img decoding=\"async\" class=\" lazyloaded\" src=\"https:\/\/l43.cdn-news30.it\/blobs\/variants\/2\/d\/c\/b\/2dcbb84a-d85f-4c54-a617-68b266d6b615_large.jpg?_636875000652097246\" alt=\"Cina Nuova Via Della Seta Italia Percorso Venezia\" data-src=\"https:\/\/l43.cdn-news30.it\/blobs\/variants\/2\/d\/c\/b\/2dcbb84a-d85f-4c54-a617-68b266d6b615_large.jpg?_636875000652097246\" \/><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lf-col1 typography  lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-padding-auto lf-text lf-block\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<h2 style=\"text-align: justify;\">SEI CORRIDOI NEL MEDITERRANEO ENTRO IL 2022<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uffici di rappresentanza e sedi finanziarie della Nuova via della seta sono spuntati anche ne<a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/it\/articoli\/mondo\/2017\/10\/29\/medio-oriente-la-cina-si-erge-a-leader-della-ricostruzione\/214865\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">i <strong>porti<\/strong> del<strong> Libano<\/strong>, pronti a espandersi in<strong> Siria<\/strong><\/a>una volta concluso il conflitto e riportato il territorio sotto il controllo del regime di Bashar al Assad, oltre che negli<strong> Emirati <\/strong>e negli altri Paesi del Golfo. Circa 70 miliardi di dollari sono stati investiti in 1400 progetti soprattutto in Asia, tra il 2014 e il 2017. Ma sar\u00e0 il <strong>Mediterraneo<\/strong> il<strong> bacino<\/strong> privilegiato dei <strong>sei corridoi commerciali<\/strong> (via terra, via mare e uno anche aereo) che la Cina vuole sviluppare entro il 2022 attraverso reti <strong>ferroviarie, autostrade, rotte navali<\/strong> e <strong>facilitazioni doganali<\/strong>: la crescita del Dragone ha provocato, nel Terzo millennio, un riequilibrio nel mercato globale del traffico commerciale nel Mare nostrum (al 42% dal 27% degli Anni &#8217;90), dal <strong>canale di Suez<\/strong>, a scapito della tratta transpacifica (calata al 44%). Nell&#8217;ultimo quinquennio, il numero delle <strong>navi portacontainer <\/strong>nel <a href=\"https:\/\/www.esteri.it\/mae\/resource\/pubblicazioni\/2018\/06\/newsletter_n3_aprile_2018_new.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Mediterraneo sarebbe aumentato del 20%<\/a> dalle stime di Pechino.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">INGLESI E TEDESCHI ATTIVI DIETRO LE QUINTE<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso il Bosforo, la<strong> Turchia<\/strong> non ha mai smesso di beneficiare dei commerci con l&#8217;Oriente, la Nuova via della seta mina gli <strong>interessi <\/strong>del Centro e del <strong>Nord Europa<\/strong>, oltre che degli <strong>Usa<\/strong>. Il potenziale dell&#8217;Italia sta nei suoi porti sul Mediterraneo, pi\u00f9 che nel commercio delle merci cinesi e nelle partnership industriali per le infrastrutture. Una torta di investimenti, bench\u00e9 pilotati dal <em>soft<\/em> e <em>hard power<\/em> di Pechino, considerevole: tant&#8217;\u00e8 che un&#8217;ex potenza coloniale come il <strong>Regno Unito<\/strong> non ci mette la faccia ma,<a href=\"https:\/\/www.scmp.com\/special-reports\/business\/topics\/special-report-belt-and-road\/article\/2164842\/uk-supports-belt-and\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> secondo le cronache cinesi, intende da <strong>dietro le quinte<\/strong><\/a> sostenere la Belt and road initiative con investimenti finanziari, sostegno tecnologico e personale specializzato. In un&#8217;ottica post-<strong>Brexit<\/strong>, la premier Theresa May sarebbe pronta a \u00abrafforzare gli accordi bilaterali con la Cina\u00bb. Cos\u00ec ha fatto anche la <strong>Germania<\/strong>,<strong> prima <\/strong>nell&#8217;<strong>Ue<\/strong> per <strong>export<\/strong> verso <strong>Pechino<\/strong>, anche per sopperire al calo di ordini della crisi dal 2008. Ma della Nuova via della seta non si deve parlare.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/it\/articoli\/mondo\/2019\/03\/07\/cina-nuova-via-della-seta-italia-percorso-venezia\/229848\/\">https:\/\/www.lettera43.it\/it\/articoli\/mondo\/2019\/03\/07\/cina-nuova-via-della-seta-italia-percorso-venezia\/229848\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LETTERA 43 (Barbara Ciolli) L&#8217;espansione di Pechino verso l&#8217;Europa ha gi\u00e0 spostato il traffico dal Pacifico al Mediterraneo. Partecipare al progetto conviene. E infatti dietro le quinte sono attive Regno unito e Germania. In Europa e Oltreoceano ha innescato una levata di scudi la notizia, riportata dal britannico Financial Times, dell&#8217;Italia pronta a entrare da questa primavera nella Nuova via della seta della Cina come prima potenza del G7. 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