{"id":49580,"date":"2019-03-11T09:00:10","date_gmt":"2019-03-11T08:00:10","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49580"},"modified":"2019-03-10T15:05:19","modified_gmt":"2019-03-10T14:05:19","slug":"via-della-seta-perche-la-cina-punta-sullitalia-e-perche-gli-usa-sbuffano-parla-caracciolo-limes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49580","title":{"rendered":"Via della Seta, perch\u00e9 la Cina punta sull\u2019Italia e perch\u00e9 gli Usa sbuffano. Parla Caracciolo (Limes)"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>STARTMAG (Marco Orioles)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/Jinping-640x400.jpg\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" srcset=\"https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/Jinping-640x400.jpg 640w, https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/Jinping-300x188.jpg 300w, https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/Jinping-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/Jinping-1024x640.jpg 1024w, https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/Jinping.jpg 1460w\" alt=\"Cina - Xi Jinping\" width=\"640\" height=\"400\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Sono vari anni che la Cina bussa alla porta italiana, poich\u00e9 l\u2019Italia si configura dal punto di vista geografico come un paese privilegiato, nel centro del Mediterraneo, ideale per il collegamento tra le rotte marittime provenienti dall\u2019Oceano Indiano via canale di Suez e poi dirette verso l\u2019Europa centrale e la Germania\u201d. Parla Lucio Caracciolo, analista di geopolitica, direttore di Limes ed editorialista del quotidiano la Repubblica<\/strong><\/em><span id=\"more-55678\"><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La notizia del giorno \u00e8 la probabile, addirittura imminente, adesione dell\u2019Italia \u2013 primo Paese del G7 a farlo \u2013 al maxi progetto infrastrutturale della Cina di Xi Jinping: la \u201cBelt and Road Initiative\u201d (BRI). Sono le famose \u201cnuove vie della Seta\u201d che si sostanzieranno in sei corridoi, cinque terrestri ed uno marittimo, tra Asia ed Europa, capaci di connettere la Repubblica Popolare al mercato strategico del Vecchio Continente e a quelli emergenti dell\u2019Asia sudorientale, dell\u2019Asia centrale, del Medio Oriente e dell\u2019Africa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-55679 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/IMG_0792-300x284.jpg\" sizes=\"(max-width: 405px) 100vw, 405px\" srcset=\"https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/IMG_0792-300x284.jpg 300w, https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/IMG_0792-423x400.jpg 423w, https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/IMG_0792.jpg 749w\" alt=\"\" width=\"405\" height=\"383\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un progetto ambizioso, fiore all\u2019occhiello del presidente Xi, con cui Pechino si candida a guidare una nuova fase della globalizzazione, questa volta con \u201ccaratteristiche cinesi\u201d. Ma al quale non pochi guardano con sospetto, riconoscendovi l\u2019imprinting di un preciso disegno geopolitico che mira ad assorbire intere regioni e paesi in una nuova sfera di influenza della Cina. La quale diventerebbe, cos\u00ec, il nuovo centro di un mondo riconfigurato secondo i desiderata, e le esigenze, del Partito Comunista Cinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I primi a suonare l\u2019allarme sono, ovviamente, gli Stati Uniti.\u00a0 I quali, <a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/17f91d24-3f60-11e9-b896-fe36ec32aece\">nello stesso articolo del <em>Financial Times<\/em><\/a> che riportava ieri le dichiarazioni con cui il sottosegretario al ministero dello Sviluppo Economico, Michele Geraci, rivelava che il Memorandum of understanding con cui aderiremo alla BRI \u00e8 in dirittura d\u2019arrivo, consegnavano al nostro paese un duro monito, arrivato attraverso le parole di Garret Marquis, portavoce del National Security Council, organo della Casa Bianca che si occupa di minacce strategiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle stesse ore, inoltre, <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/19_marzo_06\/italia-via-seta-cinese-arriva-no-stati-uniti-65c93e6e-3fe5-11e9-bb83-aca868a1eb53.shtml\">fonti del Corriere della Sera<\/a> portavano a galla le pressioni esercitate dagli Usa sul presidente del Consiglio Giuseppe Conte e sul sottosegretario di Palazzo Chigi Giancarlo Giorgetti affinch\u00e9 l\u2019Italia non dia seguito al suo proposito di essere il primo paese del gruppo dei Grandi a partecipare alla BRI e non approfitti in particolare della visita nel nostro paese del presidente Xi, programmata per i prossimi 22 e 23 marzo, per apporre la fatidica firma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un dossier scottante che\u00a0<em>Start Magazine <\/em>ha deciso di approfondire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco la conversazione con Lucio Caracciolo, direttore di <em>Limes<\/em>, la prima rivista italiana di geopolitica e fucina di analisti ed intellettuali che dissezionano i grandi trend strategici del nostro pianeta.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Cosa sono dunque, Caracciolo, le nuove vie della Seta, ovvero \u201cuna cintura, una strada\u201d?<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rappresentano una strategia di globalizzazione vestita da progetto di promozione infrastrutturale marittima e terrestre, che ha il compito di collegare il mercato europeo a quello cinese e ad altri mercati asiatici. Un progetto con un chiaro sottotono geopolitico, che punta sulla valorizzazione del marchio Cina e sull\u2019espansione dell\u2019influenza cinese nel mondo, con particolare riguardo ai paesi toccati da queste rotte marittime e terrestri.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Un insieme di progetti, la BRI, nell\u2019ambito dei quali il nostro paese dovrebbe ricoprire un ruolo privilegiato, nella sua qualit\u00e0 di sbocco delle vie della seta:\u00a0 di qui l\u2019importanza dei porti dell\u2019Alto Adriatico, tra cui quello di Trieste.<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 che di ruolo per il nostro paese, parlerei di potenziale. Nel senso che sono vari anni che la Cina bussa alla porta italiana, poich\u00e9 l\u2019Italia si configura dal punto di vista geografico come un paese privilegiato, nel centro del Mediterraneo, ideale dunque per il collegamento tra le rotte marittime provenienti dall\u2019Oceano Indiano via canale di Suez e poi dirette verso l\u2019Europa centrale e la Germania. Potenziale, perch\u00e9 sinora l\u2019Italia non \u00e8 stata in grado o non ha voluto offrire vere sponde alla Cina.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">E oggi?<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, se veramente si firmer\u00e0 questo memorandum, le cose procederanno diversamente. Lei ha citato Trieste, ma si potrebbe citare Genova, cos\u00ec come altri porti meno rilevanti, che potrebbero diventare dei perni del collegamento marittimo e ferroviario dalla Cina all\u2019Europa. Trieste ha la caratteristica speciale di essere un porto franco, fondato 300 anni fa dagli Asburgo: ci\u00f2 significa un vantaggio doganale notevole per chi vi sbarca o lo utilizza. Trieste \u00e8 ben collegata alla linea Vienna-Monaco piuttosto che al resto dell\u2019Italia. E poi Trieste ha da sempre una vocazione autonoma, di carattere anche geopoliticamente ambiguo fra Italia ed Europa di mezzo, e questo rappresenta da un certo punto di vista un vantaggio, ma anche un problema per l\u2019Italia. Poi c\u2019\u00e8 un secondo capitolo della BRI\u2026<\/p>\n<div class=\"entry-stuff clear margin-bottom-15 hidden-print single-post-ads-between center-block text-center\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Quale?<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 il capitolo rappresentato dalle vie della seta digitali, ossia la penetrazione di cavi internet e data center. Su questo i cinesi puntano molto, in particolare Huawei, portatrice di una tecnologia 5G che le conferisce una posizione privilegiata rispetto agli americani. Questo crea per\u00f2 una tensione forte tra Italia e Usa, perch\u00e9 Washington teme che la Cina usi l\u2019Italia come base di spionaggio.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">E qui, dopo le opportunit\u00e0 che i progetti cinesi offrono all\u2019Italia, si apre la questione delle minacce. Che gli Usa, sia per quanto riguarda BRI che per Huawei, ci ricordano ad ogni pie\u2019 sospinto. Perch\u00e9, concretamente, gli Usa vogliono che l\u2019Italia si tenga alla larga dalla BRI e dalla Cina pi\u00f9 in generale?<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli Stati Uniti vedono nella Cina la minaccia numero uno al loro primato mondiale. Vedono nella tecnologia cinese nel campo di internet un rivale pericoloso, capace di penetrare anche i segreti degli Usa e della loro sfera di influenza imperiale, di cui noi facciamo parte. Quindi, se, come gi\u00e0 sta avvenendo, Huawei apre dei centri di raccolta dati e internet in Italia, questo crea un malumore negli Stati Uniti.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Gli Usa lanciano l\u2019allarme Huawei, ma non esibiscono le prove: non c\u2019\u00e8 la pistola fumante di un coinvolgimento dell\u2019azienda di Shenzhen nello spionaggio di Pechino. Le famose \u201cbackdoor\u201d che Huawei piazzerebbe nella rete, e che costituirebbero il cavallo di Troia con cui il regime cinese penetrerebbe nei nostri network, non le ha viste nessuno.<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi sappiamo che da parte britannica, dunque di un alleato privilegiato degli Usa, \u00e8 stata notata una relativa innocuit\u00e0 delle tecnologie di Huawei. E\u2019 chiaro che, in questo campo, prove certe non ci sono, o se si hanno ciascuno le tiene per s\u00e9, magari sotto il tavolo. Quindi non mi aspetterei rivelazioni clamorose. Resta il fatto che gli americani, che abbiano ragione o torto, credono che Huawei sia un pericolo.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Un pericolo anche perch\u00e9 la legge cinese sull\u2019Intelligence del 2017 dice chiaramente che Huawei \u00e8 obbligata a collaborare col governo.<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma questo \u00e8 perfettamente normale, in tutti i paesi normali. Anche Google e Facebook collaborano con il governo americano.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Ma quali minacce specifiche pone la Via della seta al nostro Paese?<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessuna in particolare. Il vero problema a mio avviso \u00e8 che i cinesi potrebbero usare l\u2019Italia per i loro fini esclusivi e mettano un\u2019impronta troppo forte ed esclusiva sull\u2019Italia. Questo significa evidentemente una minaccia per un paese come il nostro che fa parte della Nato ed \u00e8 dentro la sfera di influenza europea dell\u2019America. Quindi, come vediamo anche dalla cronaca, siamo sottoposti ad una serie di pressioni.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Peraltro, \u00e8 la stessa Unione Europea a nutrire diffidenza nei confronti della BRI. Ricordo solo il <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/economia\/2018\/10\/21\/news\/italia_cina_cavallo_di_troia-209362805\/\">report<\/a> firmato da 27 ambasciatori in Cina dei paesi UE \u2013 tutti tranne quello ungherese \u2013 che l\u2019anno scorso evidenzi\u00f2 tutte le perplessit\u00e0 europee sul progetto.<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la verit\u00e0 alcuni paesi europei non secondari, come la Germania o l\u2019Inghilterra, sono gi\u00e0 in rapporti con Huawei ed hanno gi\u00e0 rapporti piuttosto avanzati in campo tecnologico con la Cina. Credo che retorica e sostanza in questo caso non coincidono.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Secondo lei, il governo italiano sottovaluta i problemi intrinseci ai dossier BRI ed Huawei? Vede la possibilit\u00e0 all\u2019orizzonte di uno scollamento nei rapporti tra Italia e Usa?<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 un problema di dilettantismo, o se si preferisce di ignoranza. Questo \u00e8 un governo composto da persone che non hanno mai avuto a che fare con questo genere di dossier, e dunque si sono fatte prendere alla sprovvista. Di Maio stesso pensava di poter firmare il memorandum of understanding sulla BRI nel novembre scorso (mentre era in visita istituzionale in Cina, <em>ndr<\/em>), ed evidentemente \u00e8 stato fermato dagli americani.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">E invece la Lega \u2013 al di l\u00e0 dell\u2019entusiasmo di Geraci \u2013 che posizione ha su questi dossier?<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Almeno finora, direi che sostanzialmente condivide la necessit\u00e0 di aderire alle Vie della seta. Non vedo dunque su questo una divaricazione tra M5S e Lega.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Gli Usa tuttavia, va detto, hanno un atteggiamento quanto meno ondivago. Perch\u00e9 se da un lato chiamano all\u2019ordine gli alleati su Huawei e BRI, poi scopriamo dal New York Times che Donald Trump ogni tanto si consulta con i suoi consiglieri su come si possa far uscire l\u2019America dalla Nato. Quindi non ci si pu\u00f2 stupire se l\u2019Italia non sappia pi\u00f9 come orizzontarsi.<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">A parte le esercitazioni di Trump, \u00e8 chiaro che gli Usa non hanno alcuna voglia di uscire dalla Nato. Anzi, negli ultimi tempi la loro presenza in Europa anche militare si \u00e8 accresciuta.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">A proposito dei nostri rapporti con il nostro maggiore alleato, cosa ne pensa della partecipazione del ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi alla ministeriale di Varsavia convocata due settimane fa dagli Usa per dare vita ad una poderosa coalizione contro l\u2019Iran? Un\u2019iniziativa che \u00e8 stata disertata, oltre che da Federica Mogherini, dai capi delle diplomazie di Francia e Germania, che hanno preso clamorosamente le distanze dal tentativo americano di coinvolgere l\u2019Europa nella campagna di \u201cmassima pressione\u201d nei confronti degli ayatollah. Le chiedo, l\u2019Italia ha per caso aderito, senza strombazzarlo troppo, alla coalizione anti-Iran?<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non mi risulta. L\u2019Italia mantiene una posizione piuttosto riservata. Comunque la posizione italiana non conta granch\u00e9 visto che il nostro paese, per sua scelta, non ha voluto partecipare ai negoziati con l\u2019Iran sul trattato contro la proliferazione nucleare. Quindi siamo fuori da questo gioco.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Nella grande partita che \u00e8 in corso nella Mezzaluna tra regimi come quello di Sisi e bin Salman da un lato\u00a0e forze islamiste guidate da\u00a0Turchia e Qatar dall\u2019altro, noi stiamo facendo un gioco, come dire, altalenante, che non sembra nemmeno funzionale ai nostri interessi nazionali, come dimostra il caso della Libia, che ci vede sempre pi\u00f9 isolati ed in difficolt\u00e0. Lei cosa suggerirebbe a questo governo?<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io penso che sia importante mantenere relazioni decenti con tutti, anzitutto con l\u2019Iran, che \u00e8 uno dei paesi veri della regione. A parte Teheran, io vedo solo Israele e Turchia come realt\u00e0 consolidate. Il resto sono o famiglie allargate, vedi quella saudita, o regimi su cui difficilmente si pu\u00f2 scommettere per il futuro. Segnalo anche i sommovimenti in corso in Algeria, che ci interessano da vicino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/mondo\/cina-usa-via-della-seta-caracciolo-limes\/?fbclid=IwAR38j3vq-EDIeq7kjaKtEXsONuP3o4cnzyIcq1DeCO7j891rpyplk_Ct-po\">https:\/\/www.startmag.it\/mondo\/cina-usa-via-della-seta-caracciolo-limes\/?fbclid=IwAR38j3vq-EDIeq7kjaKtEXsONuP3o4cnzyIcq1DeCO7j891rpyplk_Ct-po<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di STARTMAG (Marco Orioles) Sono vari anni che la Cina bussa alla porta italiana, poich\u00e9 l\u2019Italia si configura dal punto di vista geografico come un paese privilegiato, nel centro del Mediterraneo, ideale per il collegamento tra le rotte marittime provenienti dall\u2019Oceano Indiano via canale di Suez e poi dirette verso l\u2019Europa centrale e la Germania\u201d. 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