{"id":49592,"date":"2019-03-10T12:00:40","date_gmt":"2019-03-10T11:00:40","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49592"},"modified":"2019-03-11T16:37:17","modified_gmt":"2019-03-11T15:37:17","slug":"giorgio-la-pira-una-vita-al-servizio-della-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49592","title":{"rendered":"Giorgio La Pira, una vita al servizio della pace"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Emanuel Pietrobon)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"shrinkToFit\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/CITTANANFOTO_20180707093916499.jpg\" alt=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/CITTANANFOTO_20180707093916499.jpg\" width=\"908\" height=\"654\" \/><\/p>\n<div id=\"contropost\" class=\"content\">\n<div class=\"thepost single\">\n<div class=\"post\">\n<div class=\"riassunto\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Politica e fede, interesse nazionale e volont\u00e0 divina: Giorgio La Pira \u00e8 stato uno degli statisti pi\u00f9 interessanti, importanti e versatili della storia della Prima Repubblica.<\/strong><\/div>\n<div class=\"sep\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"postcontent\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giorgio<\/strong> <strong>La Pira \u00e8 stato <\/strong><strong>uno dei pi\u00f9 grandi statisti e diplomatici della Prima Repubblica<\/strong> ed il suo pensiero geopolitico ha plasmato profondamente la visione che suoi contemporanei e successori hanno avuto del ruolo dell\u2019Italia nel mondo. Fiero patriota, devoto cattolico, membro dell\u2019Assemblea costituente, collaboratore e amico di altri personaggi chiave del dopoguerra come Alcide De Gasperi, Amintore Fanfani, <a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/homines\/enrico-mattei\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Enrico Mattei<\/a>, Aldo Moro, Giulio Andreotti, e i pontefici Pio XII, Giovanni XXIII e Paolo VI, La Pira \u00e8 stato sicuramente uno dei difensori pi\u00f9 versatili dell\u2019interesse nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parlamentare, missionario, scrittore, accademico, e per due volte alla guida di Firenze, dalla quale fu ribattezzato il <em>Sindaco santo<\/em>\u00a0per via delle sue virt\u00f9, La Pira \u00e8 stato anche un <b>importante geopolitico<\/b>, capofila di una visione per l\u2019Italia da lui chiamata la <em>geografia della grazia<\/em>, fortemente influenzata dalla geopolitica della fede del Vaticano. Se in Italia dovesse mai avere luogo un risveglio di qualche sorta, capace di riportare la qualit\u00e0 della classe politica nazionale ai fasti della Prima Repubblica, si potrebbe ripartire proprio dal pensiero di La Pira, congruo e complementare sia con il <strong>neoatlantismo<\/strong> di Fanfani e Mattei che con il <strong>terzomondismo filoarabo<\/strong> di Craxi e Andreotti.<\/p>\n<div id=\"attachment_105588\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-105588\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/giorgio-la-pira-uomo-di-pace-dialogo.jpg\" sizes=\"(max-width: 1600px) 100vw, 1600px\" srcset=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/giorgio-la-pira-uomo-di-pace-dialogo.jpg 1600w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/giorgio-la-pira-uomo-di-pace-dialogo-768x563.jpg 768w\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"1173\" aria-describedby=\"caption-attachment-105588\" \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-105588\" class=\"wp-caption-text\" style=\"text-align: justify;\">Giorgio La Pira, dopo la sua morte \u00e8 stato dichiarato venerabile da Giovanni Paolo II. Recentemente papa Francesco ha annunciato l\u2019avvio del processo di beatificazione. La sua vita dedicata al trionfo della pace e alla ri-cristianizzazione delle relazioni internazionali non \u00e8 stata dimenticata dal Vaticano<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sindaco santo vedeva come un interesse nazionale la trasformazione dell\u2019Italia in un <b>intermediario superpartes<\/b> tra blocchi contrapposti, Occidente e impero sovietico o mondo islamico ed Israele, capace di assumere un tale ruolo sia per il suo posizionamento geostrategico che per la presenza del Vaticano. L\u2019Italia non avrebbe pi\u00f9 dovuto combattere conflitti, ma spingere alleati e rivali sul tavolo delle trattative con l\u2019obiettivo di <b>allontanare lo spettro di una terza guerra mondiale<\/b>, lavorando inoltre per un ritorno dell\u2019Europa al vero cristianesimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Pira, in quanto profondamente timorato del Divino, temeva l\u2019eventualit\u00e0 di una possibile ricaduta del mondo nel buio della guerra planetaria e ci\u00f2 che essa avrebbe comportato ai fini del <b>giudizio finale<\/b> dell\u2019umanit\u00e0. Lavor\u00f2 fino alla fine dei suoi giorni, al servizio di due agende, ossia quella italiana e quella vaticana, per rendere le relazioni internazionali realmente incardinate sul mutuo rispetto e la pace. Per conto di entrambi i paesi si premur\u00f2 di studiare carteggi, effettuare viaggi diplomatici, intrattenere e costruire relazioni con capi-nazione di rilievo, procurandosi un potere e prestigio impossibili da acquisire per un semplice parlamentare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante il suo primo mandato alla guida di Firenze, nel 1952, organizz\u00f2 il <em>Primo convegno internazionale per la pace e la civilt\u00e0 cristiana<\/em>, avente l\u2019obiettivo di coltivare e promuovere rapporti di qualit\u00e0 tra i politici di tutti i paesi del mondo. Tre anni dopo, sempre su sua iniziativa si svolse il <em>Convegno dei sindaci di tutto il mondo<\/em> a Palazzo Vecchio, la prima iniziativa del suo genere, a cui parteciparono i sindaci delle capitali dell\u2019Europa occidentale e orientale sottoscrivendo un <b>comune appello contro gli arsenali nucleari<\/b>. Con La Pira, Firenze rub\u00f2 a Roma lo scettro di centro della diplomazia nazionale, mentre l\u2019Italia inizi\u00f2 a fare i primi, timidi passi sullo scacchiere mondiale del secondo dopoguerra.<\/p>\n<p><em>Giorgio La Pira ricorda Enrico Mattei<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1958 fu l\u2019autore dei <em>Colloqui Mediterranei<\/em>, una piattaforma di dialogo intercontinentale destinata sia a leader europei che della regione Medio Oriente e Nord Africa. All\u2019evento partecip\u00f2 anche una delegazione israeliana. Nello stesso anno ricevette a Palazzo Vecchio un rappresentante della Repubblica Popolare Cinese direttamente giunto da Pechino, suscitando un notevole clamore \u2013 all\u2019epoca l\u2019Italia, infatti, riconosceva legittimit\u00e0 di governo esclusivamente a Taiwan. L\u2019anno seguente fu invitato a Mosca, dove tenne uno storico discorso <b>davanti al Soviet Supremo<\/b> in favore della <b>distensione e del disarmo<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo viaggio fu fonte di profonda discordia tra gli Alleati, che fecero pressioni all\u2019Italia affinch\u00e9 non gli fosse concesso di partire. La Pira, alla fine, part\u00ec ugualmente e parl\u00f2 in difesa della pace mondiale e della necessit\u00e0 di dialogo tra i due blocchi, senza ricevere alcun benestare ufficiale da parte dell\u2019esecutivo. Ma per lui non era importante l\u2019approvazione dell\u2019Italia, quanto quella del Vaticano (che ottenne) dal momento che si considerava un diplomatico al servizio del Vangelo, impegnato affinch\u00e9 il bene supremo trionfasse sulla malignit\u00e0 imperante nel mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fine pacifica della guerra fredda divent\u00f2 la sua ossessione. Negli anni della crisi missilistica e della guerra del Vietnam, riusc\u00ec a riunire a Firenze la <em>nona sessione della tavola rotonda Est-Ovest<\/em> sul disarmo, e a ricevere <b>Alexei Adjubei<\/b>, il genero di Nikita Kruscev, per discutere di un possibile disgelo diplomatico. Il 1965 fu l\u2019anno della svolta. Lasci\u00f2 l\u2019Italia in direzione di Hanoi, per incontrare personalmente <b>Ho Chi Minh<\/b>, il leggendario leader dei rivoluzionari comunisti vietnamiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il viaggio fu lungo e costellato di fermate intermedie strategiche: Varsavia, Mosca, Pechino. Pur rappresentando un piccolo paese, tra l\u2019altro estraneo alla guerra del Vietnam, La Pira riusc\u00ec a convincere Ho Chi Minh a lavorare ad un accordo di tregua a quattro mani da proporre a Washington. Tornato in Italia, La Pira consegn\u00f2 le condizioni avanzate dal leader vietnamita ad <b>Amintore Fanfani<\/b>, che a sua volta lo present\u00f2 l\u2019anno seguente a <b>Lindon Johnson<\/b>, l\u2019allora presidente degli Stati Uniti. Come \u00e8 noto, la proposta di tregua fu rifiutata, perch\u00e9 ritenuta eccessivamente pro-vietnamita da Johnson. Soltanto nel 1973, dopo migliaia di morti e milioni di dollari spesi inutilmente, gli Stati Uniti uscirono dal conflitto, tremendamente sconfitti, assistendo all\u2019unificazione dei due Vietnam sotto la bandiera della rivoluzione comunista.<\/p>\n<div id=\"attachment_105587\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-105587\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/LaPiraHoChiMinh.jpg\" sizes=\"(max-width: 2361px) 100vw, 2361px\" srcset=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/LaPiraHoChiMinh.jpg 2361w, https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/LaPiraHoChiMinh-768x535.jpg 768w\" alt=\"\" width=\"2361\" height=\"1644\" aria-describedby=\"caption-attachment-105587\" \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-105587\" class=\"wp-caption-text\" style=\"text-align: justify;\">La Pira ad Hanoi<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019indomani della morte di <b>Salvador Allende<\/b>, conosciuto personalmente durante una visita ufficiale in Cile, scrisse un telegramma di sdegno e denuncia ad <b>Augusto Pinochet<\/b>, ammonendolo attraverso alcune parole di Ges\u00f9 contenute nel Vangelo secondo Matteo: \u201c<i>Qui Gladio ferit, gladio perit<\/i>\u201d. Pass\u00f2 gli ultimi anni della sua vita continuando ad occuparsi del dialogo tra cristianit\u00e0 e islam e tra Ovest ed Est, facendo leva sull\u2019influenza acquisita dalla <b>Federazione Mondiale delle Citt\u00e0 Unite<\/b> per spingere i paesi dei due blocchi ad approfondire il dialogo sul disarmo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lapirismo \u00e8 stato probabilmente una delle visioni geopolitiche pi\u00f9 sagge, realiste e lungimiranti partorite dal pensiero politico italiano del secondo dopoguerra; una dottrina unica nel suo mescolare elementi escatologici, come il fatalismo ebraico isaiaco e il millenarismo neotestamentario, al pragmatismo di necessit\u00e0 dell\u2019uomo politico, con l\u2019obiettivo ultimo di condurre il mondo alla salvazione per mezzo della diffusione dell\u2019autentico messaggio di pace del cristianesimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel realismo di La Pira non c\u2019\u00e8 spazio per il pessimismo morgenthauniano, emerso negli Stati Uniti agli albori della guerra fredda, che ritiene gli uomini naturalmente tendenti alla malvagit\u00e0, considerando la bellicosit\u00e0 delle relazioni internazionali un semplice riflesso di ci\u00f2 e l\u2019equilibrio di potenza l\u2019unica soluzione possibile, per quanto fragile, ai fini del<b> mantenimento della pace mondiale<\/b>. \u00c8 invece l\u2019<b>ottimismo cristiano <\/b>a caratterizzare il lapirismo, nella speranza che la ragionevolezza e la giustizia prevalgano su irrazionalit\u00e0, egoismi, inimicizie e rivalit\u00e0, a maggior ragione in un\u2019epoca di distruttivit\u00e0 quale quella contemporanea, in cui una guerra mondiale atomica <b>condurrebbe l\u2019umanit\u00e0 all\u2019estinzione<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Pira \u00e8 morto, ed insieme a lui \u00e8 scomparsa anche l\u2019idea di \u201c<i>geopolitica come geografia della grazia<\/i>\u201d in luogo di uno strumento per portare avanti disegni egemonici. Il suo pensiero, insieme a quello di Mattei, Fanfani, Moro, Andreotti e Craxi, \u00e8 l\u2019espressione pi\u00f9 iconica di quello che l\u2019Italia ha significato nel secolo scorso e potrebbe ancora significare oggi: un paese con un ruolo speciale nel mondo, ossia la diffusione dell\u2019<b>arte della pace<\/b>.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/storia\/giorgio-la-pira-servizio-della-pace\/\">https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/storia\/giorgio-la-pira-servizio-della-pace\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Emanuel Pietrobon) Politica e fede, interesse nazionale e volont\u00e0 divina: Giorgio La Pira \u00e8 stato uno degli statisti pi\u00f9 interessanti, importanti e versatili della storia della Prima Repubblica. 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