{"id":49622,"date":"2019-03-12T08:45:02","date_gmt":"2019-03-12T07:45:02","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49622"},"modified":"2019-03-11T21:46:22","modified_gmt":"2019-03-11T20:46:22","slug":"ora-e-scontro-nel-governo-la-lega-frena-sullaccordo-con-la-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49622","title":{"rendered":"Ora \u00e8 scontro nel governo. La Lega frena sull\u2019accordo con la Cina"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>GLI OCCHI DELLA GUERRA (Lorenzo Vita)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"attachment-large size-large wp-post-image\" src=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/LP_9233772.jpg\" alt=\"lega m5s\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il governo vacilla sullo scontro fra Cina e Stati Uniti. E anche in questo caso, le spaccature all\u2019interno<span id=\"more-71512\"><\/span> della maggioranza sono evidenti. L\u2019idea che Roma entri a far parte del progetto della Nuova Via della Seta, con la possibile firma del <strong>Memorandum of Understanding<\/strong>, preoccupa e non poco il governo americano. E queste tensioni si riflettono anche sulla maggioranza di governo, che \u00e8 fortemente divisa su quello che pu\u00f2 essere fatto da parte di Palazzo Chigi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019amministrazione <strong>Trump<\/strong> non \u00e8 mai stata cos\u00ec esplicita come in questi giorni. Dal governo Usa sono arrivati avvertimenti molto netti sul fatto che l\u2019Italia non debba entrare a far parte della grande iniziativa cinese. E ha gi\u00e0 fatto capire che, in caso contrario, il governo giallo-verde potrebbe ricevere nuovi moniti, peraltro gi\u00e0 fatti pervenire a Roma, a cominciare dal settore delle partnership sulla Difesa.<ins id=\"aswift_0_expand\" data-ad-slot=\"8527991625\"><ins id=\"aswift_0_anchor\"><\/ins><\/ins><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E queste preoccupazioni sono arrivate non solo al <strong>Quirinale<\/strong>, ma anche a Palazzo Chigi. E in particolare in ambito Lega ci sono molte perplessit\u00e0 sul ruolo dell\u2019Italia nel piano di investimenti di Pechino. Un piano che non \u00e8 soltanto economico, ma che ha chiarissimi risvolti politici e strategici su cui il blocco occidentale a guida Usa ora deve dare una risposta chiara. E proprio per questo motivo, i funzionari del Pentagono hanno parlato di \u201crischi\u201d nel ruolo dell\u2019Italia all\u2019interno della Nato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sottosegretario <strong>Michele Geraci<\/strong>, uno dei pi\u00f9 convinti sostenitori del progetto cinese, ha detto a La Stampa che la firma non dovrebbe avere valore geopolitico. Ma questa prospettiva non convince per niente l\u2019alleato americano, che anzi continua a dire che \u201c\u00e8 l\u2019esatto opposto. Non c\u2019\u00e8 alcun significato economico, perch\u00e9 la Cina investirebbe comunque in Italia e in Europa [\u2026] La motivazione \u00e8 solo geopolitica. La ragione per cui vuole che l\u2019Italia firmi \u00e8 ottenere una vittoria politica per una iniziativa che sta perdendo legittimit\u00e0 ovunque, anche nella stessa Cina\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E i dissidi all\u2019interno dell\u2019esecutivo non mancano. Geraci \u00e8 un uomo molto vicino a <strong>Matteo Salvini<\/strong> ma che ha anche ottimi rapporti con il Movimento Cinque Stelle. Lui \u00e8 convinto che l\u2019inserimento del nostro Paese nell\u2019iniziativa cinese possa portare solo benefici. E lo ha confermato anche in una recente intervista a <em>Il Messaggero<\/em> con cui ha definito l\u2019accordo fra Roma e Pechino\u00a0un modo per definire \u201cuna cornice di standard, per esempio di trasparenza, sostenibilit\u00e0 economica ed ambientale, che protegga le nostre aziende che fanno affari con controparti cinesi. Le imprese potranno godere di un maggiore supporto del governo nella strategia commerciale con Pechino. E anche una maggiore spinta alle esportazioni\u201d.<ins class=\"adsbygoogle adsbygoogle-noablate\" data-ad-format=\"auto\" data-ad-client=\"ca-pub-5900703667713678\" data-adsbygoogle-status=\"done\"><ins id=\"aswift_4_expand\"><ins id=\"aswift_4_anchor\"><\/ins><\/ins><\/ins><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma se Geraci spinge per questo MoU, all\u2019interno del Carroccio sono molti ad avere dei dubbi. Dubbi sollevati dallo stesso Salvini che, a margine della scuola di formazione politica a Milano della Lega, ha detto che su questo tema \u00e8 fondamentale \u201cche venga tutelato<strong> l\u2019interesse nazionale<\/strong> soprattutto quando si parla di telecomunicazioni e dati sensibili, perch\u00e9 mettere i dati e le informazioni di milioni di italiani in mano ad altri \u00e8 cosa molto delicata e quindi bisogna pensarci cinque volte\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sostanza, un primo assist verso l\u2019alleato americano sul caso <strong>Huawei<\/strong>. Che \u00e8 quanto hanno gi\u00e0 fatto capire i servizi americani alla nostra intelligence, cos\u00ec come i rappresentanti Usa al <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/lega-trump-italia-giorgetti\/\">sottosegretario Giancarlo Giorgetti<\/a>. Lo stesso sottosegretario Guglielmo Picchi, sempre in quota Lega, ha espresso recentemente delle perplessit\u00e0 sul punto. E il Carroccio vorrebbe prendere tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019idea di molti \u00e8 che l\u2019Italia possa firmare questo memorandum con la Cina in concomitanza con la visita di <strong>Xi Jinping<\/strong> in Italia. La Lega vorrebbe innanzitutto conoscere nei dettagli il testo dell\u2019accordo con cui il governo vuole legarsi all\u2019iniziativa asiatica. Ma soprattutto vuole garantire quegli interessi del blocco occidentale su cui il Carroccio punta per blindare l\u2019asse con Donald Trump in un momento in cui l\u2019Unione europea non vede di buon occhio l\u2019esecutivo. L\u2019asse Roma-Washington ha bisogno di garanzie e gli Stati Uniti, per continuare a investire a livello politica sull\u2019alleanza Lega-Cinque Stelle, vogliono che l\u2019esecutivo inizi a darle.<ins id=\"aswift_1_expand\" data-ad-slot=\"8527991625\"><ins id=\"aswift_1_anchor\"><\/ins><\/ins><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Movimento Cinque Stelle, fino a questo momento, \u00e8 il partito di governo che \u00e8 apparso pi\u00f9 incline a un\u2019intesa fra Cina e Italia. <strong>Luigi Di Maio<\/strong>, sulla scia dei precedenti governi, ha gi\u00e0 fatto tappa nel Paese asiatico ed \u00e8 stato lui a voler evitare qualsiasi tipo di bando contro l\u2019ingresso di Huawei nella rete 5G italiana. Il problema \u00e8 che non\u00a0sembra essere particolarmente interessato ai\u00a0risvolti politici, che al contrario appaiono dirimenti. E non a caso il Copasir ha chiesto un incontro proprio con il ministro dello Sviluppo economico e con Giuseppe Conte. L\u2019impressione \u00e8 che anche in questo caso il dissidio interno sia forte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/governo-cina-italia-lega\/\">http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/governo-cina-italia-lega\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GLI OCCHI DELLA GUERRA (Lorenzo Vita) Il governo vacilla sullo scontro fra Cina e Stati Uniti. E anche in questo caso, le spaccature all\u2019interno della maggioranza sono evidenti. L\u2019idea che Roma entri a far parte del progetto della Nuova Via della Seta, con la possibile firma del Memorandum of Understanding, preoccupa e non poco il governo americano. 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