{"id":49639,"date":"2019-03-12T11:00:23","date_gmt":"2019-03-12T10:00:23","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49639"},"modified":"2019-03-12T07:41:18","modified_gmt":"2019-03-12T06:41:18","slug":"linizio-di-una-stalingrado-sociale-in-europa-i-gilet-gialli-contro-limpero-totalitario-della-finanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49639","title":{"rendered":"L\u2019inizio di una \u201cStalingrado\u201d sociale in Europa: i gilet gialli contro l\u2019impero totalitario della finanza"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>VOCI DALL&#8217;ESTERO (Rododak)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/fotogiletgialli.jpeg\" alt=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/fotogiletgialli.jpeg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em><a href=\"https:\/\/uwidata.com\/2580-the-beginning-of-a-social-stalingrad-in-europe-the-yellow-vests-against-the-totalitarian-empire-of-finance\/\">Il giornalista\u00a0greco Dimitris Konstantakopoulos<\/a>\u00a0traccia un parallelismo storico tra le manifestazioni dei gilet gialli in Francia e altri momenti drammatici della storia: la Rivoluzione francese, l\u2019ascesa del nazismo \u2013 dovuta al fatto che il popolo ha \u201cabbandonato\u201d la sua rivoluzione in mani altrui -, l\u2019assedio di Stalingrado. Le proteste che stanno percorrendo incessantemente la Francia \u2013\u00a0nonostante le violente reazioni delle forze dell\u2019ordine,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/mondo\/2019\/03\/06\/gilet-gialli-onu-indagine-su-uso-forza_a4a5ca87-1abc-4feb-ad2d-d285520910ac.html\">su cui l\u2019Onu ha recentemente sollecitato un\u2019indagine<\/a>\u00a0\u2013 rappresentano una presa di coscienza e una forte reazione da parte del popolo contro\u00a0l\u2019enormit\u00e0 del progetto totalitario neoliberale, la\u00a0controrivoluzione che \u2013\u00a0eliminata qualsiasi influenza keynesiana e marxista sulle scienze economiche e sociali \u2013 ha portato alla distruzione dell\u2019Urss e dei regimi nazionalisti arabi, ha gi\u00e0 distrutto la Grecia e ora sta arrivando nel cuore dell\u2019Europa.\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"name\" style=\"text-align: justify;\"><em>di Dimitris Konstantakopoulos, 6 marzo 2019<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Euforica, con la risolutezza di un \u201cnoi\u201d formato da molti, improvvisamente consapevole del suo potere, la folla si riversa fuori dalla stradina in cui era stipata fino alla spaziosa Place de la Republique, cantando la Marsigliese. \u00c8 di gran lunga la canzone pi\u00f9 popolare tra i gilet gialli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda pi\u00f9 cantata \u00e8 una canzone dei partigiani della seconda guerra mondiale (Chant\u00a0 des\u00a0 Partisans), anche se con le parole leggermente modificate. Ora la canzone esorta gli \u201csdentati\u201d, gli \u201canalfabeti\u201d, i \u201cfannulloni\u201d, i \u201cGalli testardi\u201d \u2013 come Macron e i suoi servi hanno chiamato le persone che hanno rifiutato di abbracciare le sue \u201criforme\u201d \u2013 a insorgere contro l\u2019\u00e9lite finanziaria, senza risparmiare lacrime e sangue, proprio come hanno fatto i patrioti francesi quando hanno combattuto contro i tedeschi. Occasionalmente puoi anche sentirli cantare l\u2019Internazionale, che, comunque, era un adattamento della Marsigliese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nata come la canzone della Rivoluzione francese, la Marsigliese \u00e8 oggi l\u2019inno nazionale ufficiale della Francia. Chiama \u201cles enfants (i figli) de la patrie \u201c, i \u201ccittadini\u201d a \u201cprendere le armi\u201d e sollevare le \u201cbandiere insanguinate\u201d contro la \u201ctirannia\u201d, ora che \u00e8 arrivato il \u201cgiorno della gloria\u201d.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Il fantasma della rivoluzione<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 una analogia dominante che viene indicata, indirettamente ma esplicitamente, da tutti \u2013 sia quando si discute con i rappresentanti dell\u2019establishment francese o guardando le dimostrazioni dei gilet gialli o ascoltando gli slogan e le canzoni dei manifestanti qui in Francia; un\u2019analogia che \u00e8 stata fortemente percepita negli ultimi tre mesi durante i quali questo movimento spontaneo, nonostante l\u2019inevitabile fatica, continua le sue mobilitazioni, prendendo d\u2019assalto le aree rurali e periurbane francesi, diverse citt\u00e0 di provincia, e ora tentando anche di penetrare nelle periferie metropolitane, i fortini della classe lavoratrice francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo paragone ineludibile, che appare in una grande variet\u00e0 di forme, siano esse pianificate o spontanee, \u00e8 la grande Rivoluzione francese del 1789.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo fantasma sembra ossessionare i francesi e il loro paese. Se sia perch\u00e9 vogliono cancellarne la nozione o trarne ispirazione, non ne sono sicuro, ma alla fine questa \u00e8 l\u2019analogia che, in un modo o nell\u2019altro, \u00e8 tracciata da tutti; sia i manifestanti sia chi \u00e8 schierato dalla parte del governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiunque voglia rendere convincente un\u2019argomentazione politica, nella Francia di oggi, corre a \u201cprendere in prestito\u201d un personaggio o un simbolo del 1789. \u201cSei come Mirabeau\u201d, si \u00e8 scagliato l\u2019altro giorno contro M\u00e9lenchon un critico \u201cdi sinistra\u201d, accusandolo di essere troppo prono ai compromessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sia attraverso simboli e analogie storiche sia grazie alla memoria collettiva, il ricordo \u00e8 stato tramandato lungo dieci generazioni di francesi. La madre dell\u2019Europa e della moderna democrazia si trova ora di fronte al suo passato, alla ricerca del suo futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Francia, in tutte le sue classi \u2013 a parte forse i manager anglofoni delle multinazionali francesi e alcuni neo-liberali e neoconservatori estremi che si vergognano della storia del loro paese \u2013 rimane intrinsecamente orgogliosa della sua rivoluzione, anche se rabbrividisce alla sua memoria.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Il tempo dei lacrimogeni<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bench\u00e9 la Marsigliese annunci la venuta del giorno della gloria, per ora \u00e8 solo il tempo dei lacrimogeni, mentre un inferno di candelotti tempesta la manifestazione che lascia Place de la R\u00e9publique. \u201cAccidenti\u201d, mi dico, parlando tra me e me, dopo avere visto Eric Drouet, il camionista che \u00e8 diventato una \u201cstella\u201d del movimento dei gilet gialli, ma non riesco a raggiungerlo per fargli un\u2019intervista. Sono intrappolato dalla furia che ha disperso la folla, tra quelli di noi fuggiti per trovare riparo e gli altri che continuano a spingere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Drouet ha diverse centinaia di migliaia di follower sulla sua pagina Facebook e ormai parlargli \u00e8 diventato difficile quanto parlare al Primo Ministro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma sui gas lacrimogeni in questi giorni in Francia c\u2019\u00e8 poco da scherzare. Ci sono molti che quella mattina avevano iniziato la loro giornata con entrambi gli occhi e le braccia e la sera si sono ritrovati in un ospedale, con un occhio o un braccio in meno. La repressione della polizia \u00e8 ovviamente un\u2019arma a doppio taglio, visto che \u00e8 gi\u00e0 stata condannata da Amnesty International, esperti di diritto e parlamentari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da un lato scoraggia alcuni dall\u2019unirsi alle manifestazioni, dall\u2019altro scatena la rabbia. Allo stesso tempo, gli agenti di polizia sembrano avere raggiunto il loro limite, dopo avere trascorso giorni e notti nelle strade negli ultimi tre mesi, contando gli infortuni, senza straordinari pagati, per opporsi a manifestanti tra i quali potrebbero trovare le proprie mogli!<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">La ghigliottina<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un contestatore vestito con un abito del XVIII secolo martella ritmicamente il suo tamburo\u2026 nessuno sembra prestare attenzione a quel suono profondo e ripetuto, e non ce n\u2019\u00e8 bisogno. Come colonna sonora della dimostrazione, il messaggio trasportato dal battito ritmico \u00e8 cos\u00ec inequivocabile che entra direttamente nella tua testa, probabilmente inavvertito dalla tua mente vigile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 esattamente il suono che un tempo ha accompagnato Luigi XVI e Maria Antonietta in viaggio verso la ghigliottina alla fine del XVIII secolo, quello che risuona ancora una volta per le strade di Parigi. La loro decapitazione costitu\u00ec l\u2019atto fondatore della Repubblica francese e della moderna democrazia europea.<\/p>\n<div class=\"ezAdsense adsense adsense-midtext\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Detto questo, \u00e8 anche lo stesso suono che, pochi anni dopo, accompagn\u00f2 Maximilian Robespierre, il leader dei giacobini, alla sua orribile fine, senza che nessuno tra il popolo di Parigi alzasse un dito per salvarlo. Era la stanchezza e lo sfinimento delle persone stesse che Joseph Fouch\u00e9 us\u00f2 per togliere di mezzo Robespierre. Il suo ruolo presenta alcune somiglianze con quello di Stalin nella rivoluzione russa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rispondendo alla domanda di Hemingway \u201cper chi suona la campana\u201d, un amico seduto accanto a me (psichiatra in uno dei grandi ospedali della capitale) mi offre una spiegazione del ripetersi sempre pi\u00f9 frequente in tutto il paese del rituale della decapitazione di un\u2019immagine del \u201cRe-Macron \u201c, che ha causato una reazione quasi isterica nei mezzi di comunicazione governativi: \u201c<em>I francesi hanno bisogno della loro storia per rinforzare il loro coraggio. Lo hanno fatto una volta, quindi possono rifarlo<\/em>\u201c. Naturalmente, questa \u00e8 solo un\u2019esecuzione \u201csimbolica\u201d, non reale.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">\u00c8 una rivoluzione?<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u201ccarnevale\u201d della ribellione pu\u00f2 trasformarsi in una vera rivoluzione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cChe cosa sta succedendo nel tuo paese? \u00c8 una ribellione? Possiamo dire che \u00e8 una rivoluzione?\u201d<\/em>, chiedo a Francois Asselineau, un uomo che conosce bene la storia francese e i trattati europei, profondamente gollista nella sua ideologia e leader di un piccolo partito che si batte per l\u2019uscita della Francia dall\u2019UE e dalla Nato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Capisco che \u00e8 turbato ed esita a rispondere \u2013 proprio come chiunque altro a cui io abbia posto la stessa domanda. Alla fine si gira verso di me:\u00a0<em>\u201cNon lo so. Manca qualcosa. C\u2019\u00e8 una parte delle persone che non \u00e8 pronta a mettere in gioco tutto\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ascoltandolo, quello che mi viene in mente \u00e8 la diagnosi di Wilhelm Reich. Il famoso scrittore marxista-freudiano del periodo tra le due guerre contribu\u00ec a una delle analisi pi\u00f9 acute sul nazismo e fu espulso dal Partito comunista e dall\u2019Associazione psicoanalitica internazionale a causa del suo pensiero anticonformista e critico. Scrisse che ai tedeschi negli anni \u201930 era andata male perch\u00e9 volevano una rivoluzione, ma ne avevano paura. Invece di farla da soli, incaricarono Hitler di farla per loro \u2013 e il resto \u00e8 storia.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">I limiti dei gilet gialli<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ci sono altre ragioni che spiegano il fatto che, sebbene la grande maggioranza dei francesi sia d\u2019accordo con le richieste dei gilet gialli, solo una minoranza si sia unita alle loro manifestazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei motivi \u00e8 che, nonostante il fatto che met\u00e0 dei francesi soffra sotto l\u2019attuale regime, l\u2019altra met\u00e0 sembri stare bene\u2026 almeno, per ora: se i loro figli saranno in grado di permettersi lo stesso livello di vita \u00e8 ancora in discussione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La gente potrebbe anche pensare che, sebbene i gilet gialli stiano combattendo per la giusta causa, non hanno per\u00f2 trovato il sistema per raggiungere i loro obiettivi. Dopo tutto, che cosa potrebbe fare un singolo paese nel contesto della \u201cglobalizzazione\u201d e della dittatura globale del capitale finanziario? Come si pu\u00f2 ottenere davvero qualcosa?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non vi \u00e8 alcun dubbio sul fatto che le richieste sociali dei gilet gialli siano giuste. Senza dubbio alcune potrebbero essere soddisfatte attraverso una forma di \u201credistribuzione\u201d della ricchezza, ma, alla fine, ci\u00f2 che \u00e8 necessario \u00e8 una riforma radicale, quasi rivoluzionaria, del modello economico neoliberale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I quarant\u2019anni di decadenza e degenerazione della sinistra e della sua ideologia, durante i quali \u00e8 stata eliminata qualsiasi influenza keynesiana e marxista sulle scienze economiche e sociali e le dottrine neo-liberali sono prevalse quasi ovunque, non hanno permesso la formazione di alternative convincenti all\u2019ordine corrente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel maggio 1968, l\u2019idea dell\u2019autogestione sociale generalizzata era in prima linea nelle nuove idee per l\u2019organizzazione della societ\u00e0. Al giorno d\u2019oggi, non se ne sente quasi pi\u00f9 parlare. Questo pu\u00f2 essere spiegato in parte da quello che \u00e8 successo nei decenni successivi a quel maggio, ma non \u00e8 solo questo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I francesi oggi non stanno facendo una rivoluzione alla ricerca dell&#8217;\u201dUtopia\u201d, di una societ\u00e0 migliore, come fecero 50 anni fa. Si sono ribellati perch\u00e9 sentono di avere le spalle al muro, sentono che forze al di fuori del loro controllo hanno preso il potere e vogliono distruggere la Francia, la sua democrazia, la sua gente e la sua societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 probabilmente il motivo per cui i giovani e gli intellettuali non partecipano alla rivolta come hanno sempre fatto in maniera preponderante nelle precedenti rivolte e rivoluzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le generazioni pi\u00f9 anziane ricordano meglio, comprendono e sentono il significato di quello che \u00e8 in gioco, di quello che sta per essere perso, di quello che sta arrivando. Hanno pi\u00f9 strumenti per cogliere la gravit\u00e0 dell\u2019avvicinarsi del totalitarismo rispetto sia alla parte di popolazione fatta da giovani istruiti, che sperano ancora che ci sar\u00e0 un posto per loro, sia agli intellettuali (compresi i cosiddetti \u201crivoluzionari di professione\u201d) che da tempo hanno smesso di essere motivati da qualsiasi cosa tranne il loro smisurato ego, direttamente proporzionale all\u2019insignificanza della loro produzione intellettuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019estremit\u00e0 opposta, i gilet gialli, cio\u00e8 le classi popolari francesi, sembrano sapere molto bene come valutare i Melenchon, l\u2019ex LCR, i loro sindacati\u2026 per non parlare di Marine Le Pen!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per istinto e per la loro stessa esperienza sociale, percepiscono molto meglio di chiunque altro l\u2019enormit\u00e0 del progetto totalitario che si trovano di fronte, della controrivoluzione che ha avuto inizio con il neoliberalismo e ha portato alla distruzione dell\u2019Urss e dei regimi nazionalisti arabi. Ha gi\u00e0 distrutto la Grecia e ora sta arrivando nel cuore dell\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo senso, la rivolta francese \u00e8 importante quasi quanto la battaglia di Stalingrado nella Seconda guerra mondiale .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse \u00e8 anche molto pi\u00f9 importante, considerando i rischi incomparabilmente pi\u00f9 grandi che l\u2019umanit\u00e0 e la nostra civilt\u00e0 affrontano oggigiorno come risultato delle tecnologie potenzialmente in grado di portare alla fine del mondo sviluppate dal 1945.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2019\/03\/11\/linizio-di-una-stalingrado-sociale-in-europa-i-gilet-gialli-contro-limpero-totalitario-delle-finanze\/\">http:\/\/vocidallestero.it\/2019\/03\/11\/linizio-di-una-stalingrado-sociale-in-europa-i-gilet-gialli-contro-limpero-totalitario-delle-finanze\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALL&#8217;ESTERO (Rododak) Il giornalista\u00a0greco Dimitris Konstantakopoulos\u00a0traccia un parallelismo storico tra le manifestazioni dei gilet gialli in Francia e altri momenti drammatici della storia: la Rivoluzione francese, l\u2019ascesa del nazismo \u2013 dovuta al fatto che il popolo ha \u201cabbandonato\u201d la sua rivoluzione in mani altrui -, l\u2019assedio di Stalingrado. 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