{"id":49656,"date":"2019-03-13T09:30:07","date_gmt":"2019-03-13T08:30:07","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49656"},"modified":"2019-03-13T02:15:24","modified_gmt":"2019-03-13T01:15:24","slug":"riforma-della-legittima-difesa-pro-o-contro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49656","title":{"rendered":"Riforma della legittima difesa: pro o contro?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di<strong> L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Redazione)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/336562cd909ab2f50edf6a80793d380e.jpg\" alt=\"Risultati immagini per riforma della legittima difesa: pro o contro?\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong><span style=\"font-size: 14pt;\">Salvini sta per portare a compimento la riforma sulla legittima difesa e le reazioni contrastanti degli italiani non si sono fatte attendere. L&#8217;opinione pubblica \u00e8 spaccata in due: chi urla alla legalizzazione dell&#8217;omicidio, e chi plaude ad un testo che finalmente riconosce la presunzione di proporzionalit\u00e0 in caso di difesa domiciliare. Noi non potevamo esimerci dal dire la nostra, ed \u00e8 per questo che abbiamo deciso di presentarvi un duello tra nostri redattori. Da un lato Annibale Gagliani, favorevole ad una legittima difesa 2.0; dall&#8217;altro Mattia Palatta, convinto che nessuno debba esser messo nella condizione di doversi fare giustizia da solo.<\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Il diritto di difendersi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>di Annibale Gagliani<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/afgtrpfm9z8bmn2dm3at.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Legittima difesa s\u00ec? Legittima difesa no? Questo il dilemma serpeggiante tra salotti intellegibili e Camere di potere negli ultimi giorni. <strong>Salvini<\/strong> ne ha fatto una questione di Stato nell&#8217;ultima campagna elettorale, e forte del sostegno del centrodestra, e del <strong>Movimento 5 Stelle<\/strong> (salvo venticinque dissidenti), il disegno di legge si presta a raccogliere la metamorfosi tanto ambita: legge. Dopo il lasciapassare della Camera dei Deputati, il testo avr\u00e0 una rilettura formale al Senato, attendendo il definitivo s\u00ec di Palazzo Madama, che dovrebbe essere sfornato per fine marzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nuova misura sulla sicurezza pubblica e privata apporta delle sensibili innovazioni alle vecchie norme in vigore: pene pi\u00f9 severe per la violazione di domicilio, per il furto in abitazione, per lo scippo e la rapina; la legittima difesa assume una forma pi\u00f9 proporzionata, proteggendo il cittadino che agisce in stato di &#8220;grave turbamento&#8221;, <strong>garantendogli il gratuito patrocinio e nessun obbligo di risarcimento<\/strong>. In taluni casi la dicotomia ideale sulla faccenda \u00e8 di facile lettura: chi ha vissuto sulla propria pelle casi di aggressione privata o di violazione del proprio domicilio da figure criminose di ogni genere \u00e8 assolutamente favorevole alla legittima difesa 2.0 tinta di giallo-verde; chi non ha provato mai una delle citate vertigini si staglier\u00e0 tra le seggiole del partito della non violenza a prescindere, presieduto dalla Chiesa Cattolica e in memoria di Mahatma Gandhi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, seguendo l&#8217;indirizzo della futura legge, una persona che uccide un ladro sorpreso nel proprio spazio privato pu\u00f2 essere comunque indagata, in quanto la norma riduce la discrezionalit\u00e0 del magistrato nel giudicare la proporzionalit\u00e0 di una difesa rispetto all&#8217;offesa, ma non si pone come &#8220;scudo giuridico&#8221; su ogni casistica. Inoltre, la violazione di domicilio, di un luogo dove si esercita un&#8217;attivit\u00e0 commerciale, professionale o d&#8217;impresa, gode di una difesa proporzionale all&#8217;offesa che dovr\u00e0 rispecchiare un&#8217;entit\u00e0 di tali casi: quando viene usata un&#8217;arma legittimamente detenuta o un altro mezzo atto a tutelare la propria o altrui incolumit\u00e0 o per difendere i beni propri o altrui nel momento in cui il ladro non si appresti a desistere e aggredisca gli attori in campo fisicamente o con armi o differenti mezzi d&#8217;offesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La filosofia dell&#8217;atto legislativo, fino a qui, \u00e8 di legittima rilevanza. Mettetevi nei panni di un padre o di una madre di famiglia,m che subiscono un&#8217;irruzione in casa e vedono in serio pericolo la vita delle loro creature. Mettetevi nei panni di un uomo, che come in<em> Arancia Meccanica<\/em>\u00a0di Stanley Kubrick vede sotto i suoi occhi annegati nel sangue la moglie violentata da un clan di belve. <strong>Mettetevi nei panni di un anziano picchiato a sangue\u00a0<\/strong>da belve sciolte e che assiste al taglio del lobo sinistro della moglie. La difesa \u00e8 ineccepibilmente legittima per costoro. A chi crede che non reagire a un&#8217;aggressione, a un furto o a un atto dispregiativo sia monito di educazione e senso di <em>pietas\u00a0<\/em>per il mondo, bisogna dire che la rivolta culturale non si fa davanti a un criminale che \u00e8 pronto a freddarti, ma nelle scuole e nei salotti intellegibili che da anni non producono niente, solo smancerie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possiamo distinguere pi\u00f9 tipologie di ladro o aggressore: chi ruba per fame, costui non arriva a uccidere o a essere sadico o in maniera cruenta; chi ruba per potersi drogare, pilotato da un capoclan &#8220;imprenditore del crimine&#8221;, costui ucciderebbe per la droga (in questi casi il protagonista potrebbe essere proprio il capoclan che ucciderebbe con le sue mani); chi ruba o aggredisce per sfregio o per regolamento di conti, figure prive della sanit\u00e0 mentale e pronte a tutto, anche torturare e uccidere. Tolta la prima casistica, che raffigura un masnadiero spinto dai morsi della fame, la maggioranza rileva profili criminosi pronti a uccidere per raggiungere il loro obiettivo.\u00a0<strong>Perci\u00f2 la difesa \u00e8 pi\u00f9 che legittima.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;imminente legge si ritrova a esporre solo un punto realmente fragile: non modifica in alcun modo le regole sul reperimento, la regolarizzazione e l&#8217;utilizzo delle armi. L&#8217;attuale porto d&#8217;armi &#8220;per uso sportivo&#8221; dovrebbe essere sostituito da un porto d&#8217;armi &#8220;di difesa&#8221; rilasciato a persone che godano di un perfetto equilibrio psicologico, che non abbiano precedenti penali gravi e che si siano distinte per una buona condotta esistenziale. Il rischio di diventare un costola del Far West \u00e8 reale, vista la furbizia schiacciante del popolo italiano e la disorganizzazione dei controlli nel settore sicurezza. A questo mio richiamo il ministro per la pubblica amministrazione, <strong>Giulia Bongiorno<\/strong>, ha risposto prontamente:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><span style=\"font-size: 14pt;\">Fino a oggi ci si poteva difendere solo dopo un&#8217;analisi della situazione e quindi rispondere all&#8217;aggressione. Adesso se una persona mi entra in casa di notte io ho il diritto di difendermi, con qualsiasi cosa dal mattarello fino all&#8217;arma da fuoco regolarmente registrata. E&#8217; una legge che permette di difendersi, ma non \u00e8 certo una licenza d&#8217;uccidere.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il diritto deve essere introiettato dallo Stivale come <strong>un&#8217;azione di extrema ratio<\/strong> e non come una possibilit\u00e0 ben presente nel districarsi dei giorni, da utilizzare per uso e consumo. Prendendo ad esame l&#8217;osservazione del filosofo dell&#8217;Impero, <strong>Marco Aurelio<\/strong>,\u00a0 la legge morale dentro ogni uomo dovrebbe preventivamente rimanere la seguente:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><span style=\"font-size: 14pt;\">Il modo migliore per difendersi da un nemico \u00e8 di non comportarsi come lui.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Nessuno pu\u00f2 farsi giustizia da solo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>di Mattia Palatta<\/em><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/qDenhr4REsfh2SJViKsjYpTCjs.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Rousseau<\/strong> descrisse l&#8217;uomo con l&#8217;espressione del &#8220;buon selvaggio&#8221;. Secondo tale definizione, l&#8217;uomo in origine era di animo buono e non aggressivo verso gli altri, perch\u00e9 non aveva bisogno di competere per accaparrarsi le risorse necessarie alla sua sopravvivenza. Tale idillio \u00e8 stato poi bruscamente interrotto dalla nascita dei villaggi e dalla vita in comunit\u00e0, oltre che soprattutto dall&#8217;avvento della propriet\u00e0, che tanto fece arrabbiare il filosofo francese e qualche altro intellettuale dotato di un discreto carisma e un seguito nutrito. Tuttavia, la storia ha smentito Rousseau praticamente in tutto: l&#8217;uomo si \u00e8 dimostrato essere di indole senza dubbio non buona e, soprattutto, la vita in comunit\u00e0 ha portato innegabilmente pi\u00f9 vantaggi che svantaggi a noi primati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sensazione di insicurezza che inconsciamente abbiamo quando entriamo in un centro abitato dopo giorni di campeggio in mezzo alla natura \u00e8 qualcosa di insopprimibile, anche per il pi\u00f9 incallito degli amanti della vita all&#8217;aria aperta. Perch\u00e9, in fin dei conti, noi\u00a0<strong>siamo animali sociali<\/strong>. E non possiamo evadere da questa realt\u00e0. Ed \u00e8 proprio questa nostra natura profonda che ci ha portato a stabilire delle regole di convivenza che, nel corso dei secoli, sono diventate sempre pi\u00f9 affinate fino a diventare l&#8217;odierno elefantiaco e a volte frustrante diritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, a guardare bene, tutto l&#8217;impianto del diritto e della nostra vita si basa su di un&#8217;unica regola sociale sacra e immutabile nel tempo: <strong>nessuno pu\u00f2 farsi giustizia da solo<\/strong>, perch\u00e9 ci\u00f2 comporterebbe la liquefazione della societ\u00e0 per come la conosciamo. Infatti, se questo accadesse, non vi sarebbe pi\u00f9 la possibilit\u00e0 di contenere quella <em>legge del pi\u00f9 forte\u00a0<\/em>(o della giungla, se vi piace di pi\u00f9 identificarla con toni esotici o floreali) che continua a covare nell&#8217;animo di ognuno di noi perch\u00e9 tutti, almeno una volta, abbiamo avuto l&#8217;irrefrenabile impulso di farci giustizia per un torto subito. E tutti noi abbiamo immaginato di farlo senza dubbio non ricorrendo a maniere <em>oxfordiane <\/em>o concordi con il vivere civile, ma usando la sana e vecchia forza bruta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Basterebbe tale onesta riflessione per capire che la riforma della legittima difesa, cos\u00ec com&#8217;\u00e8 concepita, non \u00e8 semplicemente in grado di rappresentare un argine al tracimare del libero arbitrio. Perch\u00e9 le visioni portate avanti da questo governo sul tema (riassumibili nello slogan tutto propaganda e niente sostanza <em>la difesa \u00e8 sempre legittima<\/em>) sono semplicemente legate a un equivoco e\u00a0<strong>\u00a0una visione assolutamente irreale della nostra capacit\u00e0 di giudizio\u00a0<\/strong>e contegno nelle situazioni in cui difenderci diventa necessario. Infatti, affermare che reagire \u00e8 sempre legittimo quando qualcuno si intrufola in casa senza considerare in nessun modo la situazione contingente equivale a una messinscena da parte dello Stato simile a quella che rese celebre Ponzio Pilato\u00a0e, pertanto, riassumibile con un &#8220;me ne lavo le mani&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa norma, in questo frangente, sembra quasi equivalere ad <strong>una rinuncia alla giurisdizione dello Stato nelle case degli italiani<\/strong>, in nome della sacralit\u00e0 della propriet\u00e0 privata e del libero arbitrio da parte dei suoi detentori. Perch\u00e9, stando cos\u00ec le cose, non importer\u00e0 pi\u00f9 per quale motivo si sia sparato al ladro, ma solo che il fatto sia avvenuto in un&#8217;abitazione privata. Con buona pace dell&#8217;esclusivit\u00e0 dello Stato di fare giustizia. E il tanto vituperato eccesso di legittima difesa? Rimane, ma tanto depotenziato da renderlo quasi inutile in questi frangenti in nome dello slogan\u00a0<em>la difesa \u00e8 sempre legittima\u00a0<\/em>che, dal canto proprio, si dimostra talmente forte da ascendere a vera e propria presunzione giuridica (un fatto cio\u00e8 ritenuto vero anche prima delle prove che lo possano affermare in maniera indiscutibile)\u00a0quasi come lo stesso sfortunato uomo processato da Ponzio Pilato ascese al cielo, secondo alcuni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di conseguenza, se volessimo dare una lettura del motivo che abbia spinto il nostro governo a riformare in questo modo tanto incosciente la legittima difesa la potremmo ricercare in un improvviso innamoramento dell&#8217;Esecutivo per Rousseau e il suo inguaribile ottimismo verso la natura umana, ritenendo cos\u00ec noi italiani tanto buoni da non necessitare della presenza dello Stato per regolare i problemi che possono nascere nelle nostre case, perch\u00e9 colmi di buon senso e <strong>infallibilmente volti ad optare per la reazione pi\u00f9 proporzionale all&#8217;offesa ricevuta<\/strong>. Oppure, potremmo leggere questa riforma come una naturale conseguenza di una campagna elettorale tanto ardita e fantasiosa da esigere una capitalizzazione dell promesse fatte, a qualunque costo, con buona pace dei molti membri del governo che indossano una casacca gialla e che, firmando il decreto in questione, si sono sentiti scorrere lungo la schiena un brivido. Il tutto in nome di un&#8217;altra regola non scritta della vita in comunit\u00e0:\u00a0 <em>pacta sunt servanda<\/em>. Sempre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/riforma-legittima-difesa-matteo-salvini\/\">https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/riforma-legittima-difesa-matteo-salvini\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Redazione) Salvini sta per portare a compimento la riforma sulla legittima difesa e le reazioni contrastanti degli italiani non si sono fatte attendere. L&#8217;opinione pubblica \u00e8 spaccata in due: chi urla alla legalizzazione dell&#8217;omicidio, e chi plaude ad un testo che finalmente riconosce la presunzione di proporzionalit\u00e0 in caso di difesa domiciliare. 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