{"id":49675,"date":"2019-03-13T09:00:48","date_gmt":"2019-03-13T08:00:48","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49675"},"modified":"2019-03-13T02:12:11","modified_gmt":"2019-03-13T01:12:11","slug":"portogallo-tra-mito-della-crescita-e-realta-dello-sfruttamento-parte-prima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49675","title":{"rendered":"Portogallo: tra mito della crescita e realt\u00e0 dello sfruttamento (Parte prima)"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>CONIARE RIVOLTA<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2019\/03\/binario.png?w=700\" alt=\"binario\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da alcuni anni il Portogallo attraversa un periodo di forte ripresa economica.\u00a0Media\u00a0e\u00a0commentatori, con rilevanti\u00a0ammiccamenti\u00a0a sinistra, lo dipingono come\u00a0virtuoso esecutore\u00a0di una sana politica economica che sarebbe riuscita nell\u2019ardua impresa\u00a0di coniugare la dovuta e irrinunciabile austerit\u00e0 fiscale prevista nell\u2019architettura dell\u2019Unione Europea con la crescita e con, addirittura, una qualche dose di redistribuzione del reddito a favore dei lavoratori. Questa premessa impone un\u2019analisi accurata del caso portoghese, al fine di verificare quanto c\u2019\u00e8 di vero nella rappresentazione pi\u00f9 in voga della politica economica lusitana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Colpito duramente dalla crisi del 2008, nel 2011 il Portogallo \u00e8 costretto a chiedere il\u00a0salvataggio\u00a0alle istituzioni internazionali per evitare il default. Come nel caso greco, il piano di aiuto \u00e8 stato subordinato all\u2019accettazione dei diktat della\u00a0Troika\u00a0(Fondo Monetario Internazionale, Commissione Europea, Banca Centrale Europea), basati sull\u2019imposizione di politiche di austerit\u00e0. La linea del rigore prosegue senza soluzione di continuit\u00e0 fino al 2014. Dalla fine del 2015 sono al governo i socialisti che, con l\u2019appoggio esterno della sinistra (Partito Comunista Portoghese e\u00a0Bloco de Esquerda), inaugurano un ciclo di politiche economiche dal tenore contrastante: in continuit\u00e0 con il ciclo precedente negli aspetti quantitativi di finanza pubblica (come vedremo, il Portogallo realizza avanzi primari), ma con alcuni elementi di discontinuit\u00e0 sul piano delle scelte distributive. Questi i fatti macroeconomici nudi e crudi: dal 2014 l\u2019economia portoghese \u00e8 in crescita costante, il tasso di disoccupazione in calo significativo (praticamente dimezzato tra 2013 e 2018) ed il rapporto debito\/PIL in diminuzione (dal 2015).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo l\u2019ortodossia liberista, sarebbero state proprio le politiche restrittive pedissequamente applicate dal Portogallo ad aver permesso al Paese di riacquisire competitivit\u00e0, di rimettere a posto i conti pubblici e di superare la crisi. Gli effetti benefici di queste manovre si sarebbero visti per\u00f2 solo a distanza di qualche anno. L\u2019aumento dalla competitivit\u00e0 avrebbe fatto aumentare le esportazioni che, unitamente allo sviluppo del settore turistico, avrebbero rilanciato l\u2019economia lusitana. A quel punto, rimessa in ordine i conti pubblici, i portoghesi si sarebbero potuti permettere qualche politica orientata alla riduzione delle disuguaglianze, mantenendo dritto il timone di una crescita sostenibile in quanto subordinata al rigore fiscale. Oltre le apparenze di questa narrativa, \u00e8 del massimo interesse approfondire cosa sia successo davvero in Portogallo, per capire quali siano i reali pilastri su cui si fonda questa\u00a0strana trinit\u00e0\u00a0fatta di austerit\u00e0 fiscale, crescita economica e un pizzico di politiche sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Figura 1 \u2013 Contributi alla crescita del PIL (Fonte: Eurostat)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2019\/03\/pf1.png?w=700\" alt=\"PF1\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partendo dall\u2019assunto che la crescita della produzione non pu\u00f2 che essere dipendente da una crescita della domanda aggregata, occorre andare a scandagliare le componenti di quest\u2019ultima, al fine di comprendere dove si cela il segreto dell\u2019aumento del PIL portoghese degli ultimi 4 anni. I dati mostrano che dal 2014 il Paese cresce in modo continuo, a tassi oscillanti tra l\u20191% e il 2,5%. La crescita del PIL nel 2017 \u00e8 arrivata al 2,5%, mentre nel 2016 era all\u20191,5% (dati Ameco, Commissione Europea).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le esportazioni nette (esportazioni meno importazioni) non sono sufficienti, da sole, a spiegare la crescita registrata dal 2014. Analizzando i contributi alla crescita del PIL, infatti, si pu\u00f2 osservare che le esportazioni nette (nella Figura 1, in giallo) danno un apporto positivo nel periodo compreso tra il 2011 e il 2013, che per\u00f2 diventa in seguito negativo a causa del recente aumento dei beni e servizi importati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Figura 2 \u2013 Importazioni ed esportazioni di beni e servizi, valori in miliardi di euro (fonte: Ameco)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2019\/03\/pf2.png?w=700\" alt=\"PF2\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andando a guardare l\u2019andamento delle esportazioni (nella Figura 2, in arancione), cio\u00e8 della domanda di prodotti portoghesi proveniente dall\u2019estero, si nota un loro costante aumento, iniziato gi\u00e0 nel 2009 e che ha una netta accelerazione dal 2016. Nel merito occorre tuttavia chiarire alcuni punti. Innanzitutto, tra le esportazioni \u00e8 compreso il\u00a0turismo, il cui eventuale successo non pu\u00f2 essere fatto derivare interamente da un abbassamento di salari e prezzi, ma pu\u00f2 essere dovuto a molteplici fattori, difficilmente valutabili e quantificabili, come ad esempio \u2018mode\u2019 e trend passeggeri. L\u2019assenza di episodi di terrorismo in Portogallo, inoltre, pu\u00f2 essere un fattore rilevante nella crescita del turismo. Tuttavia, una ripresa\u00a0economica basata sul turismo\u00a0\u00e8 instabile, proprio per la natura instabile dei flussi turistici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019aumento delle esportazioni, in generale, comporta inoltre dei problemi. A differenza di quanto affermano le ricette\u00a0mainstream, non tutti i Paesi possono esportare pi\u00f9 di quanto importano, per il semplice e banale fatto che se qualcuno esporta, qualcun altro deve importare. La ricetta, dunque, non \u00e8 applicabile e replicabile sempre e comunque e prevede che qualcuno guadagni mentre qualcun altro perda. Una politica del genere \u00e8 stata infatti definita gi\u00e0 da Adam Smith \u201cbeggar thy neighbours\u201d: detto semplicemente, chi cerca di crescere solo sulla base dell\u2019export sta cercando di rifilare la fregatura ai propri vicini. In questo solco si pongono le ingenti agevolazioni fiscali per i pensionati stranieri che intendano trasferirsi in Portogallo (in vigore dal 2009). Sebbene dati ufficiali non ce ne siano, nell\u2019agosto del 2018\u00a0un noto settimanale\u00a0ha scritto che \u201csi stima che i trasferiti superino ormai gli 80 mila (oltre 10 mila nostri connazionali) e che abbiano regalato a Lisbona l\u20191,5 per cento di Pil in pi\u00f9.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019analisi deve pertanto essere approfondita all\u2019andamento dei consumi e degli investimenti privati. Dopo un pesante crollo proprio tra 2011 e 2013, il contributo di entrambe le voci torna positivo e ci\u00f2 avviene proprio a partire dal 2014, come si evince dalla Figura 1 (in grigio gli investimenti e in arancione i consumi). A partire da quel momento, la crescita della produzione si accompagna ad un calo molto significativo della disoccupazione, che passa dal 17,5% del 2013 al 7,9% del 2018 (Figura 3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Figura 3 \u2013 Tasso di disoccupazione del Portogallo (fonte: Ameco)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2019\/03\/pf3.png?w=700\" alt=\"PF3\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta constatata, come vedremo meglio tra poco, la prosecuzione costante della linea di austerit\u00e0 fiscale del Portogallo, e quindi l\u2019assenza di stimoli dal lato della domanda pubblica, ci si potrebbe chiedere come ci\u00f2 sia possibile. Da dove proviene l\u2019innesco che ha fatto crescere l\u2019economia portoghese? I consumi privati, infatti, possono aumentare e fungere da miccia iniziale che attiva un processo di crescita solo in presenza di una forte redistribuzione progressiva del reddito, a favore dei pi\u00f9 poveri che hanno una propensione al consumo ben pi\u00f9 alta dei pi\u00f9 ricchi. Redistribuzione che in Portogallo, come vedremo, non si \u00e8 sostanzialmente verificata. Gli investimenti, dal canto loro, dovrebbero aumentare solo quando gli investitori hanno aspettative di guadagno. Ci\u00f2 avviene quando cresce la domanda pubblica o privata di beni e servizi, domanda che spinge gli imprenditori a comprare macchinari ed altri beni capitali (quando parliamo di investimento, parliamo esattamente di questo) attraverso i quali espandere la propria produzione per soddisfare la crescente domanda per i propri prodotti. In questo caso, tuttavia, in assenza di interventi pubblici di stampo espansivo, la crescita dell\u2019investimento privato dovr\u00e0 verosimilmente trovare altrove la propria ragion d\u2019essere. Ed \u00e8 plausibile che la contestuale crescita dei consumi sia il portato logico della crescita dell\u2019investimento e non il contrario: pi\u00f9 investimenti, pi\u00f9 produzione, pi\u00f9 occupazione, pi\u00f9 consumi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto essenziale diventa allora capire quale possa essere stata la scintilla che ha fatto ripartire gli investimenti in Portogallo. L\u2019utilizzo da parte del Paese dei fondi europei del piano Juncker per rilanciare gli investimenti privati per circa 2 miliardi di euro contribuisce in modo assai modesto alla spiegazione (basti pensare che gli investimenti complessivi, in media, sono stati di circa 30 miliardi annui tra il 2011 e il 2017). Serve allora una chiave di lettura diversa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Figura 4 pu\u00f2 esserci di aiuto: essa mostra l\u2019andamento, nel corso degli ultimi anni ed in vari Paesi europei, Portogallo compreso, dei\u00a0salari reali\u00a0a parit\u00e0 di potere d\u2019acquisto. Questo significa che i dati sono depurati dall\u2019influenza di eventuali differenze tra il livello dei prezzi in diversi Paesi: se il salario del Paese A ed il salario del Paese B sono entrambi di 1000 euro a parit\u00e0 di potere d\u2019acquisto, ci\u00f2 significa che il salario nei due Paesi permette di comprare lo stesso quantitativo di beni e servizi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si noti come l\u2019andamento dei salari dei lavoratori portoghesi sia\u00a0stagnante\u00a0per tutto il periodo 2001-2009. Dal 2009 ha inizio una flessione, modesta ma ben visibile, che continua fino al 2014. Ma ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 interessante \u00e8 notare come, ad eccezione della Grecia, gli altri Paesi europei che presentano al principio della serie storica salari ben pi\u00f9 bassi, aumentino gradualmente sino a convergere sui livelli portoghesi e greci. Dal 2013-2014 Grecia e Portogallo si collocano a pieno titolo nella famiglia dei Paesi europei a pi\u00f9 basso salario, ivi inclusi i Paesi dell\u2019est Europa. Dopo un lungo periodo di stagnazione assoluta e di crollo relativo (rispetto all\u2019andamento dei salari di altri paesi a basso costo della manodopera), il Portogallo diventa cos\u00ec terra di conquista tanto per i capitalisti locali quanto per i capitalisti stranieri, per i quali si schiudono possibilit\u00e0 di investimenti ad alta profittabilit\u00e0 sfruttando salari da fame ed una forza lavoro indebolita ed impoverita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interessante, in tal senso, osservare la crescita degli investimenti diretti esteri \u2013 espressi come percentuale del PIL \u2013 che da una media del 3,2% nel periodo 2002-2011, passano ad una media del 5,2% nel periodo 2012-2017, a testimoniare un incrementato interesse per il Paese lusitano da parte dei capitalisti stranieri, desiderosi di poter approfittare di una classe lavoratrice istruita, qualificata e remunerata in maniera misera. Nel contesto di\u00a0dumping\u00a0sociale permesso dall\u2019assoluta libera circolazione dei capitali all\u2019interno dell\u2019Unione Europea, un calo dei salari,\u00a0ceteris paribus, ha come logica conseguenza l\u2019afflusso di investimenti esteri, anche tramite delocalizzazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco che allora la crescita portoghese, che prende il via a partire dal 2014 e che tutt\u2019ora persiste, ed il conseguente calo molto significativo della disoccupazione, possono essere interpretati come una dinamica di ipersfruttamento del lavoro. Dopo una lunga fase di compressione salariale, soprattutto in termini relativi agli altri Paesi europei, per i padroni \u00e8 forte l\u2019incentivo a far ripartire, per un certo periodo, un nuovo ciclo di investimenti a costi fortemente contenuti. Una dinamica del tutto simile, del resto, \u00e8 stata riscontrata in Grecia dopo la crisi del debito e il commissariamento della\u00a0Troika. Grazie alla ripartenza degli investimenti, la produzione portoghese si \u00e8 rimessa in moto, e con essa la dinamica occupazionale. D\u2019altro canto, capitalisti e proprietari non hanno una passione intrinseca per la disoccupazione. Quest\u2019ultima \u00e8 per loro uno\u00a0strumento utile nella misura in cui permette di disciplinare i lavoratori\u00a0ed obbligarli ad\u00a0accettare condizioni salariali e lavorative\u00a0che, in condizioni \u2018normali\u2019, rifiuterebbero. Una volta che la disciplina \u00e8 stata ristabilita, il padrone ha tutti gli interessi a dotarsi di manodopera a buon mercato, approfittando di condizioni sul mercato del lavoro che vanno del tutto a loro vantaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Figura 4 \u2013 Salari reali a parit\u00e0 di potere d\u2019acquisto (fonte: OCSE)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2019\/03\/pf4.png?w=700\" alt=\"PF4\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come gi\u00e0 anticipato, per ci\u00f2 che riguarda il rapporto tra spesa pubblica ed entrate generate dalla tassazione, va detto che le politiche del governo Costa, in carica dalla fine del 2015, hanno avuto\u00a0un impatto decisamente restrittivo. Il governo ha proseguito con l\u2019austerit\u00e0 e ne ha incrementato le dosi, sfruttando un periodo di crescita del PIL in cui si ha un calo fisiologico di quelle componenti di spesa sociale inversamente legate al livello del reddito. I dati mostrano che sono state varate manovre di bilancio che hanno pesantemente sottratto risorse all\u2019economia con entrate che, al netto degli interessi passivi pagati dallo Stato portoghese sul debito pubblico, hanno sempre ecceduto le uscite in tutta la serie 2015-2019 ed\u00a0un avanzo primario\u00a0stimato addirittura al 2,7% per il 2018 (si veda Tabella 1).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tabella 1 \u2013 Saldi di finanza pubblica (fonte: Ameco \u2013 * per dati previsionali)<\/p>\n<table width=\"573\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"119\"><strong>Dati in % di PIL<\/strong><\/td>\n<td width=\"151\"><strong>Saldo primario<\/strong><\/td>\n<td width=\"151\"><strong>Indebitamento netto<\/strong><\/td>\n<td width=\"151\"><strong>Debito<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"119\"><strong>2000<\/strong><\/td>\n<td width=\"151\">-0,2<\/td>\n<td width=\"151\">-3,2<\/td>\n<td width=\"151\">50,3<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"119\"><strong>2001<\/strong><\/td>\n<td width=\"151\">-1,8<\/td>\n<td width=\"151\">-4,8<\/td>\n<td width=\"151\">53,4<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"119\"><strong>2002<\/strong><\/td>\n<td width=\"151\">-0,5<\/td>\n<td width=\"151\">-3,3<\/td>\n<td width=\"151\">56,2<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"119\"><strong>2003<\/strong><\/td>\n<td width=\"151\">-1,8<\/td>\n<td width=\"151\">-4,4<\/td>\n<td width=\"151\">58,7<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"119\"><strong>2004<\/strong><\/td>\n<td width=\"151\">-3,6<\/td>\n<td width=\"151\">-6,2<\/td>\n<td width=\"151\">62<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"119\"><strong>2005<\/strong><\/td>\n<td width=\"151\">-3,6<\/td>\n<td width=\"151\">-6,2<\/td>\n<td width=\"151\">67,4<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"119\"><strong>2006<\/strong><\/td>\n<td width=\"151\">-1,6<\/td>\n<td width=\"151\">-4,3<\/td>\n<td width=\"151\">69,2<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"119\"><strong>2007<\/strong><\/td>\n<td width=\"151\">-0,1<\/td>\n<td width=\"151\">-3<\/td>\n<td width=\"151\">68,4<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"119\"><strong>2008<\/strong><\/td>\n<td width=\"151\">-0,7<\/td>\n<td width=\"151\">-3,8<\/td>\n<td width=\"151\">71,7<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"119\"><strong>2009<\/strong><\/td>\n<td width=\"151\">-6,8<\/td>\n<td width=\"151\">-9,8<\/td>\n<td width=\"151\">83,6<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"119\"><strong>2010<\/strong><\/td>\n<td width=\"151\">-8,2<\/td>\n<td width=\"151\">-11,2<\/td>\n<td width=\"151\">96,2<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"119\"><strong>2011<\/strong><\/td>\n<td width=\"151\">-3,1<\/td>\n<td width=\"151\">-7,4<\/td>\n<td width=\"151\">111,4<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"119\"><strong>2012<\/strong><\/td>\n<td width=\"151\">-0,8<\/td>\n<td width=\"151\">-5,7<\/td>\n<td width=\"151\">126,2<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"119\"><strong>2013<\/strong><\/td>\n<td width=\"151\">0<\/td>\n<td width=\"151\">-4,8<\/td>\n<td width=\"151\">129<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"119\"><strong>2014<\/strong><\/td>\n<td width=\"151\">-2,3<\/td>\n<td width=\"151\">-7,2<\/td>\n<td width=\"151\">130,6<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"119\"><strong>2015<\/strong><\/td>\n<td width=\"151\">0,2<\/td>\n<td width=\"151\">-4,4<\/td>\n<td width=\"151\">128,8<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"119\"><strong>2016<\/strong><\/td>\n<td width=\"151\">2,2<\/td>\n<td width=\"151\">-2<\/td>\n<td width=\"151\">129,2<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"119\"><strong>2017<\/strong><\/td>\n<td width=\"151\">0,8<\/td>\n<td width=\"151\">-3,0<\/td>\n<td width=\"151\">124,8<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"119\"><strong>2018<\/strong><\/td>\n<td width=\"151\">2,7*<\/td>\n<td width=\"151\">-1,4*<\/td>\n<td width=\"151\">124,1*<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"119\"><strong>2019<\/strong><\/td>\n<td width=\"151\">2,7*<\/td>\n<td width=\"151\">-1.2*<\/td>\n<td width=\"151\">121,1*<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiariti i termini quantitativi delle politiche di spesa, \u00e8 a questo punto essenziale entrare nel merito della composizione delle manovre finanziarie governative varate negli ultimi anni, nonch\u00e9 analizzare l\u2019evoluzione della dinamica distributiva del paese lusitano. Su questa disamina si gioca la veridicit\u00e0 della patente di \u201cgoverno progressista\u201d da alcuni attribuita all\u2019esecutivo Costa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2019\/03\/09\/portogallo-tra-mito-della-crescita-e-realta-dello-sfruttamento-parte-prima\/\">https:\/\/coniarerivolta.org\/2019\/03\/09\/portogallo-tra-mito-della-crescita-e-realta-dello-sfruttamento-parte-prima\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONIARE RIVOLTA Da alcuni anni il Portogallo attraversa un periodo di forte ripresa economica.\u00a0Media\u00a0e\u00a0commentatori, con rilevanti\u00a0ammiccamenti\u00a0a sinistra, lo dipingono come\u00a0virtuoso esecutore\u00a0di una sana politica economica che sarebbe riuscita nell\u2019ardua impresa\u00a0di coniugare la dovuta e irrinunciabile austerit\u00e0 fiscale prevista nell\u2019architettura dell\u2019Unione Europea con la crescita e con, addirittura, una qualche dose di redistribuzione del reddito a favore dei lavoratori. Questa premessa impone un\u2019analisi accurata del caso portoghese, al fine di verificare quanto c\u2019\u00e8 di vero&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":89,"featured_media":40187,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/coniarerivolta.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-cVd","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49675"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/89"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=49675"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49675\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":49691,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49675\/revisions\/49691"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/40187"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=49675"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=49675"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=49675"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}