{"id":49754,"date":"2019-03-15T08:30:42","date_gmt":"2019-03-15T07:30:42","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49754"},"modified":"2019-03-14T21:28:40","modified_gmt":"2019-03-14T20:28:40","slug":"litalia-nella-via-della-seta-si-scatena-lirritazione-della-casetta-bianca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49754","title":{"rendered":"L\u2019Italia nella via della seta? Si scatena l\u2019irritazione della \u201ccasetta bianca\u201d!"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>MARX XXI (Fabio Massimo Parenti)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.marx21.it\/images\/personaggi\/conte-trump-500x333.jpg\" alt=\"conte trump 500x333\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non solo la Casa Bianca, ma anche Bruxelles sta mostrando preoccupazione per la volont\u00e0 dell\u2019Italia di firmare un MoU sulla BRI. Un memorandum d\u2019intesa \u00e8 un accordo di base per una migliore cooperazione futura, che non prevede obblighi, ma principi condivisi per l\u2019organizzazione di forme specifiche di cooperazione economica. Xi Jinping arriver\u00e0 in Italia in poche settimane e, come previsto durante le visite italiane in Cina nell\u2019ultimo anno, l\u2019Italia dovrebbe essere pronta a formalizzare l\u2019adesione alla BRI. Sin dal precedente governo, c\u2019\u00e8 stato un grande interesse nazionale verso l\u2019enorme progetto di interconnessione cinese lanciato nel 2013. Polonia, Ungheria, Grecia, Portogallo hanno gi\u00e0 firmato la loro partecipazione formale alla BRI. Dov\u2019\u00e8 lo scandalo? L\u2019intera Europa \u00e8 parte dell\u2019AIIB (la banca asiatica per gli investimenti e le infrastrutture), fondata anche per sostenere la proposta della BRI. Queste istituzioni e progetti sono aperti anche agli Stati Uniti. Nessuno \u00e8 escluso in base a discriminanti ideologico-politiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il nuovo governo e il ruolo chiave dell\u2019esperto e pragmatico Michele Geraci \u2013 Sottosegretario al Ministero dell\u2019Economia \u2013 le relazioni sino-italiane hanno subito un\u2019accelerazione. C\u2019\u00e8 maggiore consapevolezza e volont\u00e0 di cogliere le opportunit\u00e0 legate allo sviluppo cinese, per ragioni economico-geografiche e in virt\u00f9 di una lunga amicizia che storicamente ha unito i due spazi di civilizzazione.\u2028Sfortunatamente, vale la pena notare che nel Ministero degli Affari Esteri ci sono voci critiche, meno aperte alla Cina, in particolare quella di Guglielmo Picchi, Sottosegretario al MAE in quota Lega, ex Forza Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il portavoce della Casa Bianca per il Consiglio di sicurezza nazionale ha espresso scetticismo, mettendo in guardia l\u2019Italia. A suo dire la BRI servirebbe esclusivamente gli interessi della Cina e non porter\u00e0 benefici agli italiani. \u201cLa Casa Bianca ha detto che i piani di Roma difficilmente potrebbero aiutare l\u2019Italia economicamente, mentre potrebbero danneggiare in modo significativo l\u2019immagine internazionale del Paese\u201d \u2013 Financial Times, l\u2019Italia si appresta a sostenere formalmente l\u2019iniziativa Cintura e Strada cinese. Queste affermazioni sono irrazionali e piene di pregiudizi. Meglio, sono i preamboli di una minaccia subdola. Non \u00e8 giusto, non \u00e8 onesto, non \u00e8 leale interferire in modo cos\u00ec fazioso nei confronti di un paese amico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come nei casi ZTE e Huawei, gli Stati Uniti stanno lavorando per contenere il pi\u00f9 possibile l\u2019avanzamento dell\u2019economia cinese, il suo nuovo sviluppo e la crescente, correlata, competitivit\u00e0. Non \u00e8 affatto una competizione leale. Gli Stati Uniti stanno lavorando per consolidare la propria sfera di influenza, dal Pacifico all\u2019America Latina, dall\u2019Europa al Medio Oriente. Tuttavia, come ho scritto qualche giorno fa, in molte situazioni \u201cil mondo non accetta pi\u00f9 i diktat statunitensi\u201d, soprattutto quando sono irrazionali, contro i bisogni della gente, in violazione della Carta delle Nazioni Unite e contrari alla coesistenza pacifica. L\u2019Italia non firmer\u00e0 un accordo militare, non svilupper\u00e0 una strategia contro qualcuno, ma sta intelligentemente cercando nuove forme di cooperazione in un mondo che cambia velocemente e radicalmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I progetti della Cina hanno gi\u00e0 concretizzato molte infrastrutture civili in svariate regioni povere, nei Balcani, in Africa e in Asia, creando basi materiali per lo sviluppo economico e il miglioramento delle condizioni di vita. Leggendo le notizie italiane e internazionali sull\u2019interesse italiano nei confronti della BRI, \u00e8 sorprendente trovare un livello irragionevole di critiche pregiudizievoli nei confronti della Cina, che sta dimostrando, nei fatti, di essere una nazione pacifica capace di promuove programmi economici concreti, anche per lo scambio culturale e la comprensione reciproca. Le critiche sono pregiudiziali perch\u00e9 non possono provare la presunta natura cattiva della BRI. Al contrario, la proposta cinese sta ottenendo un consenso sempre maggiore e il numero di paesi che sono entrati ufficialmente nel progetto \u00e8 costantemente aumentato \u2013 123 nazioni, pi\u00f9 29 organizzazioni internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia sarebbe il primo membro del G7 a firmare il MoU e questo fatto sta creando allarmi alla Casa Bianca, come espresso nell\u2019articolo del FT pochi giorni fa. Tuttavia, il gruppo informale pi\u00f9 rappresentativo della nuova economia mondiale \u00e8 il G20, non pi\u00f9 il G7, che \u00e8 anacronistico. L\u2019Italia ha tutto il diritto di scegliere le migliori opzioni e strategie economiche per adattarsi a un mondo che cambia. La geografia mondiale del commercio \u00e8 cambiata radicalmente negli ultimi 20 anni e la Cina \u00e8 il principale partner commerciale di 126 nazioni, mentre gli Stati Uniti sono il principale partner commerciale di 56 nazioni. Era il contrario nel 2006.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessuna nazione \u00e8 stata costretta a entrare in queste nuove reti guidate dai successi economici della Cina. Come \u00e8 successo, a volte i contratti sono stati cancellati o sono stati revisionati (vedi casi nel Sud-est asiatico). Nessuno \u00e8 obbligato. La maggior parte dei paesi del mondo \u00e8 molto interessata ai nuovi piani di investimento e sviluppo correlati alla BRI.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo spazio europeo \u00e8 in crisi da pi\u00f9 di 15 anni, gli Stati Uniti hanno esportato la pi\u00f9 grande crisi finanziaria solo pochi anni fa \u2013 la Grande Recessione del 2007-2008. L\u2019Italia possiede legami storici con la civilt\u00e0 cinese, molti secoli prima della colonizzazione delle Americhe da parte degli europei. Il bacino del Mediterraneo sta riguadagnando la centralit\u00e0 economica nella nuova geografia del commercio. Perch\u00e9 dunque l\u2019Italia dovrebbe perdere l\u2019opportunit\u00e0 di collegare le sue terre e i suoi porti al progetto economico cinese? A causa delle continue interferenze degli Stati Uniti e per soddisfare i loro propri interessi? L\u2019Italia non sta scegliendo un blocco di alleanza, si sta adattando ai cambiamenti in base alle priorit\u00e0 nazionali e ai problemi macro-regionali che stentano a trovare soluzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche le critiche provenienti dall\u2019Unione europea, guidata da Germania e Francia, sono chiaramente ipocrite, perch\u00e9 basate su ragioni strettamente economiche, in concorrenza con l\u2019Italia. Germania e Francia lavorano con la Cina, sono praticamente coinvolte nei progetti BRI, hanno pi\u00f9 scambi rispetto all\u2019Italia. E solo per ragioni geopolitiche e di calcolo, non hanno ancora aderito ufficialmente alla BRI, ma hanno aderito all\u2019AIIB. Inoltre, lo spazio nordeuropeo ha paura di vedere ridimensionare il proprio vantaggio competitivo rispetto allo spazio Mediterraneo. Il ruolo dei porti del Nord Europa sar\u00e0 riequilibrato dal crescente ruolo, potenziale, dei porti italiani, in collegamento con i porti del Medio Oriente e dell\u2019Africa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le reazioni e le interferenze nell\u2019agenda della cooperazione internazionale italiana sono profondamente irrispettose, ma anche irrazionali. Usando le parole del portavoce del MFA cinese, abbiamo a che fare con \u201cgiudizi assurdi\u2026 come grande paese l\u2019Italia sa dove \u00e8 il proprio interesse e pu\u00f2 sviluppare politiche indipendenti \u201c.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo mondo che cambia, gli Stati Uniti sembrano essere il sistema politico pi\u00f9 arcaico e rigido contro molteplici forme di cooperazione, contro il multipolarismo mondiale\/i processi di democratizzazione delle relazioni internazionali. Se l\u2019Europa confermasse ancora la sua subordinazione passiva agli Stati Uniti, ci\u00f2 sarebbe dannoso per la pace mondiale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019AUTORE<br \/>\nFabio Massimo Parenti \u00e8 professore associato (ASN), insegna all\u2019Istituto Internazionale Lorenzo de\u2019 Medici a Firenze, \u00e8 membro del think tank CCERRI, Zhengzhou, e membro di EURISPES, Laboratorio BRICS, Roma. Il suo ultimo libro \u00e8 Geofinance and Geopolitics, Egea. Su twitter @fabiomassimos<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/cina\/29612-litalia-nella-via-della-seta-si-scatena-lirritazione-della-casetta-bianca\">http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/cina\/29612-litalia-nella-via-della-seta-si-scatena-lirritazione-della-casetta-bianca<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARX XXI (Fabio Massimo Parenti) Non solo la Casa Bianca, ma anche Bruxelles sta mostrando preoccupazione per la volont\u00e0 dell\u2019Italia di firmare un MoU sulla BRI. Un memorandum d\u2019intesa \u00e8 un accordo di base per una migliore cooperazione futura, che non prevede obblighi, ma principi condivisi per l\u2019organizzazione di forme specifiche di cooperazione economica. 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