{"id":49757,"date":"2019-03-15T09:00:09","date_gmt":"2019-03-15T08:00:09","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49757"},"modified":"2019-03-14T21:30:00","modified_gmt":"2019-03-14T20:30:00","slug":"via-della-seta-parla-joseph-nye-attenzione-allo-sharp-power-cinese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49757","title":{"rendered":"Via della Seta, parla Joseph Nye: attenzione allo sharp power cinese"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> FORMICHE (Francesco Bechis)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/formiche.net\/timthumb.php?src=https%3A%2F%2Fformiche.net%2Ffiles%2F2018%2F01%2FJoseph-Nye-Wikimedia.jpg&amp;h=580&amp;w=950&amp;a=c&amp;bid=10051&amp;zc=1\" alt=\"Via della Seta, parla Joseph Nye: attenzione allo sharp power cinese\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Intervista esclusiva di Formiche.net a Joseph Nye, politologo di Harvard e presidente della Trilaterale, padre del &#8220;soft power&#8221;. Gli investimenti cinesi nei porti del Mediterraneo? Possono essere uno strumento efficace di sharp power, alcuni non hanno ratio economica. Togliere le sanzioni alla Russia? Un errore, quel che ha fatto in Crimea ha un costo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019era una volta il soft power, il potere discreto della cultura. All\u2019indomani della caduta del muro di Berlino questa espressione coniata dal politologo di Harvard\u00a0<strong>Joseph Nye<\/strong>\u00a0ha trovato grande fortuna alimentando il mito della globalizzazione, di un mondo senza barriere e multipolare. Un mito che con gli anni ha perso appeal: la globalizzazione economica ha s\u00ec frantumato vecchi muri, ma non ha davvero travolto il mondo delle relazioni internazionali cos\u00ec come vaticinato in dozzine di autorevoli saggi. Una nuova corrente di pensiero ha scosso il dibattito accademico occidentale, proponendo una lettura alternativa del XXI secolo: lo sharp power. Gli Stati competono nell\u2019agone internazionale con i mezzi che la globalizzazione ha messo loro a disposizione, il libero commercio, l\u2019informazione via web, gli scambi culturali. Apparentemente innocui, questi strumenti possono facilmente servire piani egemonici. Lo hanno capito anche Stati come Cina e Russia, un tempo chiusi al mondo, oggi decisi a competere con gli Stati Uniti in Asia e in Europa. La Via della Seta, mastodontico piano infrastrutturale promosso da Pechino cui ora l\u2019Italia vorrebbe aderire, \u00e8 esempio eloquente di questa ambivalenza. \u201cLo sharp power non \u00e8 che la guerra informativa, esiste da sempre\u201d.\u00a0<strong>Joseph Nye<\/strong>\u00a0non nasconde il suo scetticismo. Intervistato in esclusiva da\u00a0<em>Formiche.net<\/em>, il padre del soft power, presidente della Trilaterale, spiega perch\u00e9 la sua lettura del mondo \u00e8 ancora attuale, ma invita a non abbassare la guardia quando si parla di Russia e Cina. Gli investimenti diretti nelle infrastrutture critiche \u201cpossono essere uno strumento di sharp power molto efficace\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Joseph Nye, cos\u2019\u00e8 lo sharp power e perch\u00e9 questo nome fa arrabbiare cinesi e russi?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSharp power\u201d \u00e8 un sinonimo di \u201cinformation warfare\u201d, la guerra informativa che esiste da sempre. Durante la Guerra Fredda tanto gli Stati Uniti quanto la Russia hanno usato quest\u2019arma. Il termine \u00e8 stato inventato dal National Endowment for Democracy (Ned), un think tank americano fondato da Ronald Reagan. \u00c8 un concetto che ha ovviamente origini occidentali, ma questo non significa, come accusano cinesi e russi, che rispecchi necessariamente un comportamento o un pregiudizio dell\u2019Occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Propaganda, ingerenze negli affari domestici di Stati rivali, colonizzazioni finanziarie sono frutto della globalizzazione o esistevano gi\u00e0 prima?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 negli anni \u201930, quando la globalizzazione economica era un lontano miraggio, gli Stati autoritari esportavano la propaganda politica. Lo stesso Adolf Hitler era un maestro nel farlo, e seppe sfruttare al meglio la scoperta tecnologica della radio. Oggi il progresso tecnologico globale e internet permettono di esportare la propaganda al di fuori dei propri confini a basso prezzo e in poco tempo. Perch\u00e9 sia efficace non basta per\u00f2 esportarla: la propaganda deve essere credibile, altrimenti pu\u00f2 non attrarre e non generare soft power.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Nuova Via della Seta di Xi Jinping \u00e8 spesso citata come caso di sharp power. C\u2019\u00e8 un progetto politico dietro gli investimenti del Dragone in Eurasia?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">One Belt One Road \u00e8 pi\u00f9 uno slogan che un programma politico o un piano infrastrutturale. Con questo termine il governo cinese fa riferimento a un ampio range di progetti, dai porti in Asia e nel Mediterraneo alla ferrovia in Kenya. Molti fra i soggetti interessati cominciano a mostrare resistenze a questi progetti per come il governo cinese li sta gestendo. \u00c8 il caso dell\u2019acquisizione a basso prezzo dei porti che si affacciano sull\u2019Oceano Indiano, che sembra pi\u00f9 una strategia per contenere l\u2019influenza dell\u2019India nella regione piuttosto che un vettore di sviluppo economico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019acquisizione dei porti nel Mediterraneo ha suscitato non poche critiche in Europa. \u00c8 stato notato ad esempio che a seguito della vendita del porto del Pireo ai cinesi di Cosco la Grecia abbia mostrato un insolito allineamento politico con Pechino.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni di questi investimenti del governo cinese hanno una ratio economica, altri decisamente no. Bisogna saper distinguere di caso in caso e giudicare ponderatamente, perch\u00e9 gli investimenti diretti all\u2019estero possono essere uno strumento di sharp power molto efficace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Poco pi\u00f9 di un anno fa, nell\u2019ottobre 2017, il presidente Xi Jinping ha inserito nella costituzione del Partito Comunista Cinese (Pcc) il solenne compito accrescere \u201cil soft power culturale\u201d della Cina. Che effetto le fece?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Devo dire che rimasi molto sorpreso gi\u00e0 nel 2007, quando l\u2019allora presidente Hu Jintao aveva spiegato al 17\u00b0 congresso del partito che la Cina avrebbe dovuto investire di pi\u00f9 nel soft power. Quando Xi Jinping lo ha incastonato nella costituzione la sorpresa \u00e8 stata ancora pi\u00f9 grande. Pu\u00f2 essere una strategia vincente per Xi, ma bisogna vedere se sapr\u00e0 metterla in pratica davvero. Sar\u00e0 un test importante per lui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Uno dei casi di indebita propaganda politica cinese all\u2019estero citato dai teorici dello sharp power \u00e8 la rete degli Istituti Confucio, i centri culturali che in centinaia di universit\u00e0 nel mondo insegnano il mandarino e la cultura cinese. Sono davvero un pericolo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo accogliere gli Istituti Confucio quando insegnano la lingua e la cultura cinese in modo imparziale. Se invece interferiscono con la libert\u00e0 accademica restringendo il criticismo e mettendo veti sugli oratori questi istituti non devono pi\u00f9 essere legittimati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Non solo Cina. Anche la Russia \u00e8 accusata dall\u2019Occidente di manipolazioni e indebite intromissioni<\/strong>.\u00a0<strong>Oggi il governo italiano dichiara di voler migliorare i rapporti con Mosca e alcuni autorevoli esponenti propongono di bloccare le sanzioni Ue contro Mosca per la violazione degli accordi di Minsk.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credo sia un errore sospendere o eliminare le sanzioni finch\u00e9 non vediamo un serio miglioramento dell\u2019atteggiamento russo. La Russia ha violato una norma base del sistema disegnato dalle Nazioni Unite dopo il 1945: non puoi prendere il territorio del tuo vicino attraverso l\u2019uso unilaterale della forza. Le sanzioni rinforzano questa norma mostrando che la sua violazione ha un costo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Esiste un pericolo russo sui social media o si tratta di un\u2019esagerazione?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Russia ha imparato negli anni ad hackerare i social media e ad usare queste piattaforme come un\u2019arma. Solo rendendo i pubblici ufficiali e le forze di polizia coscienti di queste tecniche russe possiamo vaccinare il pubblico dai loro effetti pi\u00f9 pericolosi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2019\/03\/cina-sharp-power-joseph-nye\/\">https:\/\/formiche.net\/2019\/03\/cina-sharp-power-joseph-nye\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Francesco Bechis) Intervista esclusiva di Formiche.net a Joseph Nye, politologo di Harvard e presidente della Trilaterale, padre del &#8220;soft power&#8221;. 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