{"id":49808,"date":"2019-03-18T09:00:23","date_gmt":"2019-03-18T08:00:23","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49808"},"modified":"2019-03-16T08:57:07","modified_gmt":"2019-03-16T07:57:07","slug":"che-cosa-prevedono-davvero-le-vie-della-seta-lanalisi-di-bertozzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49808","title":{"rendered":"Che cosa prevedono davvero le Vie della Seta. L\u2019analisi di Bertozzi"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>STARTMAG (Diego Angelo Bertozzi)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/via-della-seta-belt-and-road-initiative-710x400.jpg\" sizes=\"(max-width: 710px) 100vw, 710px\" srcset=\"https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/via-della-seta-belt-and-road-initiative-710x400.jpg 710w, https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/via-della-seta-belt-and-road-initiative-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/via-della-seta-belt-and-road-initiative-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/via-della-seta-belt-and-road-initiative-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/via-della-seta-belt-and-road-initiative.jpg 1115w\" alt=\"\" width=\"710\" height=\"400\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Dal libro di Diego Angelo Bertozzi, \u201cLa Belt and Road Initiative: la nuova Via della Seta e la Cina Globale\u201d (Imprimatur), ecco la descrizione dei sette corridoi \u2013 sei terrestri e uno marittimo \u2013 in cantiere che collegheranno Asia, Medio Oriente, Africa ed Europa permettendo alle merci cinesi di viaggiare pi\u00f9 agevolmente in direzione dei mercati che contano, e viceversa. <\/em><\/strong><span id=\"more-56322\"><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella che oggi conosciamo come Belt and Road Initiative (Bri) \u2013 oppure One Belt One Road (Obor) \u2013 \u00e8 stata ufficialmente enunciata sul finire del 2013 in occasione di due viaggi all\u2019estero intrapresi da Xi Jinping, al termine del suo primo anno da presidente della repubblica e segretario del Partito comunista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel mese di settembre di fronte agli studenti dell\u2019Universit\u00e0 Nazarbayev di Astana in Kazakistan, nel ripercorrere la storia della antica Via della seta e dei viaggi di Zhang Qiang, Xi ha presentato la proposta di costituzione di una \u00abCintura economica lungo la Via della seta\u00bb invitando allo sviluppo di collegamenti infrastrutturali \u00abdal Pacifico al mar Baltico\u00bb costruendo una \u00abrete di trasporti che colleghi l\u2019Asia orientale, l\u2019Asia occidentale \u2013 che noi chiamiamo Medio Oriente \u2013 e l\u2019Asia meridionale\u00bb, a una maggiore collaborazione economica, all\u2019intensificazione degli scambi commerciali attraverso l\u2019uso delle monete locali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mese successivo il parlamento indonesiano, nella cornice del 20\u00b0 vertice Cina-Asean, \u00e8 stato teatro della presentazione del ramo marittimo dell\u2019iniziativa cinese: questa volta nel nome dell\u2019ammiraglio Zheng He, il presidente Xi Jinping ha invitato tutti i Paesi aderenti all\u2019organizzazione a partecipare alla costruzione di una nuova \u00abVia della seta marittima\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Messe insieme le due proposte portano a un ampio progetto il cui scopo generale \u00e8 quello di far rivivere in versione moderna lo spirito di quella sorta di \u201cprima globalizzazione\u201d rappresentata dalla antica Via della seta: favorire l\u2019integrazione di tutta la massa continentale euroasiatica, dall\u2019Asia all\u2019Europa, attraverso lo sviluppo di reti infrastrutturali e collegamenti marittimi per incrementare gli scambi commerciali, collegando i due terzi della popolazione mondiale e coprendo il 60% del pil mondiale, per un piano di investimenti fino a 1000 miliardi di dollari secondo le previsioni del Center for Strategic &amp; International Studies di Washington.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Della nuova Via della seta esistono diverse mappe \u2013 ufficiali o meno \u2013 che di volta in volta segnalano l\u2019aggiornamento delle rotte individuate o dei progetti in essere. La prima ufficiale \u00e8 stata pubblicata nel 2014, mentre l\u2019ultima versione \u00e8 del dicembre del 2016 e porta alcune novit\u00e0 quali una descrizione pi\u00f9 dettagliata dei corridoi terrestri, la copertura dell\u2019intero bacino mediterraneo (\u2026) lungo una linea che prosegue, senza una meta precisa, verso l\u2019Atlantico, cos\u00ec come a est si aprono rotte marittime verso l\u2019Artico e oltre l\u2019Australia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste aperture non ben definite, cos\u00ec come la maggiore specificazione dei percorsi terrestri e marittimi, vanno a confermare la natura aperta dell\u2019intero progetto, che non segue disegni e confini prestabiliti, che si adatta di volta in volta agli accordi conclusi e che non preclude possibili nuove collaborazioni; tanto da aver ormai abbandonato l\u2019iniziale dimensione regionale per farsi globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il processo di ampliamento geografico ha coinvolto anche il nome stesso dell\u2019iniziativa cinese che, dall\u2019iniziale \u201cOne Belt One Road\u201d, \u00e8 passato nei documenti ufficiali alla \u201cBelt and Road Initiative\u201d. Il primo, infatti, rischiava di non tenere il passo con i sempre pi\u00f9 numerosi percorsi e rotte in cantiere, con i tanti progetti collegati e suggeriva l\u2019impressione di limitazioni spaziali.<\/p>\n<div class=\"entry-stuff clear margin-bottom-15 hidden-print single-post-ads-between center-block text-center\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le mappe, ufficiali o meno, sono comunque tutte concordi nel riportare l\u2019insieme dei corridoi lungo i quali si sta sviluppando l\u2019intera iniziativa: sei sono quelli terrestri che interessano l\u2019intera massa continentale euroasiatica, mentre uno \u00e8 quello marittimo che dalla Cina arriva \u2013 per ora? \u2013 al Mediterraneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>Corridoio economico Cina-Mongolia-Russia<\/strong> (Cmrec) (\u2026) si snoda lungo due arterie principali: la prima dalla regione cinese Pechino-Tianjin-Hebei a Hohhot (Mongolia interna cinese) per giungere in Mongolia e in Russia; la seconda si estende dalle citt\u00e0 cinesi di Dalian, Shenyang, Changchun, Harbin e Manzhouli alla russa Chita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>New Eurasian Land Bridge<\/strong> (Nelb) \u00e8 un passaggio internazionale che collega il Pacifico e l\u2019Atlantico. Questo corridoio va dalle citt\u00e0 costiere cinesi di Lianyungang e Rizhao fino a Rotterdam in Olanda e Anversa in Belgio. Il collegamento ferroviario di 10.800 chilometri attraversa Kazakistan, Russia, Bielorussia, Polonia e Germania e serve oltre trenta Paesi e regioni. A oggi sono attivi collegamenti ferroviari che da Chongqing, attraverso lo Xinjiang, arrivano alla tedesca Duisburg attraverso la Polonia, da Chengdu alla Polonia, e da Yiwu a Madrid. E, infine, da Yiwu fino alla stazione di Barking nei pressi di Londra attraverso Kazakistan, Russia, Bielorussia, Polonia, Germania, Belgio e Francia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulle antiche rotte della prima Via della seta si snodano, invece, i percorsi previsti dal <strong>Corridoio economico Cina-Asia centrale-Asia occidentale<\/strong> (Ccwaec), destinati a collegare la Cina alla penisola arabica, al Golfo Persico e al Mediterraneo. Si parte dallo Xinjiang, si attraversano l\u2019Asia centrale (Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan e Turkmenistan), Iran, Arabia Saudita e Turchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Destinato ad aumentare la cooperazione con i Paesi membri dell\u2019Asean e, di conseguenza, a ridurre le tensioni presenti nel Mar cinese meridionale per questioni di sovranit\u00e0, \u00e8 il <strong>Corridoio economico della penisola Cina-Indocina<\/strong>, un ponte terrestre che, partendo dalla ricca area del Delta del Fiume delle perle (vera e propria fabbrica del mondo che oggi rappresenta il 25% dell\u2019intero export cinese e che ha in Guangzhou il suo centro commerciale e finanziario) attraversa Vietnam, Laos, Cambogia, Thailandia, Myanmar e Malesia fino alla citt\u00e0-Stato di Singapore, grazie alla superstrada Nanchong-Guang\u2019an e alla ferrovia ad alta velocit\u00e0 Nanning-Guangzhou via Nanning e Pingxiang fino ad Hanoi e Singapore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Componente decisamente importante, anche dal punto di vista strategico, della Belt and Road, anche per la natura del partner presente, \u00e8 il <strong>corridoio economico Cina-Pakistan<\/strong> (Cpec), proposto nel maggio del 2013 dal premier cinese Li Keqiang nel corso di una visita ufficiale. Con base di partenza a Kashgar nello Xinjiang raggiunge, lungo un percorso di 3000 chilometri, il porto pakistano di Gwadar, appena fuori dallo stretto di Hormuz, che d\u00e0 accesso al Medio Oriente e all\u2019Africa. Rappresenta, quindi, il collegamento fra ramo terrestre e ramo marittimo della Via della seta. Il corridoio fornisce una rotta pi\u00f9 breve proprio tra Asia occidentale (Medio Oriente) e Cina per il trasporto di petrolio e merci ai porti cinesi. L\u2019attuale rotta che attraversa lo stretto di Malacca, \u00e8 lunga circa 12.000 km, ai quali vanno aggiunti altri 3500 km di viaggio via terra dai porti cinesi allo Xinjiang.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine c\u2019\u00e8 il <strong>corridoio economico Bangladesh-Cina-India-Myanmar<\/strong> che ha come potenziale quello di unire due enormi mercati in espansione come quelli cinese e indiano. Il suo sviluppo in termini di connessione infrastrutturale, cooperazione economica e libera circolazione delle merci, \u00e8 per\u00f2 legato al difficile rapporto tra Pechino e Nuova Delhi, con quest\u2019ultima che nutre diverse preoccupazioni nei riguardi della Belt and Road Initiative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questi corridoi terrestri vanno aggiunte le rotte rappresentate dalla Via marittima della seta del 21\u00b0 secolo che uniscono le coste cinesi, da una parte, all\u2019Africa e al Mediterraneo attraverso il Mar cinese meridionale e l\u2019Oceano Indiano, dall\u2019altra all\u2019Oceano Pacifico attraverso l\u2019Oceania.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/smartcity\/bri-bertozzi-vie-seta\/?fbclid=IwAR22z4m9Iy-Pw2iSks6mqJWpS-ZpqERmADZavie781s4bHjqtjcHfFvoZ2c\">https:\/\/www.startmag.it\/smartcity\/bri-bertozzi-vie-seta\/?fbclid=IwAR22z4m9Iy-Pw2iSks6mqJWpS-ZpqERmADZavie781s4bHjqtjcHfFvoZ2c<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di STARTMAG (Diego Angelo Bertozzi) Dal libro di Diego Angelo Bertozzi, \u201cLa Belt and Road Initiative: la nuova Via della Seta e la Cina Globale\u201d (Imprimatur), ecco la descrizione dei sette corridoi \u2013 sei terrestri e uno marittimo \u2013 in cantiere che collegheranno Asia, Medio Oriente, Africa ed Europa permettendo alle merci cinesi di viaggiare pi\u00f9 agevolmente in direzione dei mercati che contano, e viceversa. Quella che oggi conosciamo come Belt and Road Initiative (Bri)&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":48474,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/start-magazine.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-cXm","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49808"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=49808"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49808\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":49809,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49808\/revisions\/49809"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/48474"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=49808"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=49808"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=49808"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}