{"id":49810,"date":"2019-03-18T10:00:24","date_gmt":"2019-03-18T09:00:24","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49810"},"modified":"2019-03-16T08:59:51","modified_gmt":"2019-03-16T07:59:51","slug":"litalia-dica-no-alle-banche-cinesi-o-fara-la-fine-della-grecia-la-versione-di-sapelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49810","title":{"rendered":"L\u2019Italia dica no alle banche cinesi. O far\u00e0 la fine della Grecia. La versione di Sapelli"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>FORMICHE (Gianluca Zapponini)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/formiche.net\/timthumb.php?src=https%3A%2F%2Fformiche.net%2Ffiles%2F2019%2F03%2FAIIB_Headquarter_Beijing.jpg&amp;h=580&amp;w=950&amp;a=c&amp;bid=10051&amp;zc=1\" alt=\"L\u2019Italia dica no alle banche cinesi. O far\u00e0 la fine della Grecia. La versione di Sapelli\" \/><\/p>\n<header class=\"entry-header aa\">\n<div id=\"ec-excerpt\" style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;economista a Formiche.net: l&#8217;ipotesi di chiedere prestiti all&#8217;Asian infrastructure investment bank (Aiib) per finanziare le opere della via della Seta aprirebbe le porte a un nuovo imperialismo del debito. Con esiti incontrollabili e disastrosi. Il governo ne prenda atto prima che sia troppo tardi<\/strong><\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"entry-content-wrapper\">\n<div id=\"ec-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia come la Grecia, Roma come Atene. A qualcuno tremeranno i polsi, a qualcun altro correr\u00e0 un brivido lungo la schiena. La storia del Paese ellenico degli ultimi 15 \u00e8 una lenta discesa agli inferi: prima il crack del bilancio statale complice i conti pubblici truccati, il commissariamento di fatto da parte dell\u2019Unione europea e infine l\u2019indebitamento di un intero sistema con le banche europee, soprattutto tedesche. Su almeno quest\u2019ultimo punto l\u2019Italia rischia di fare la stessa fine, almeno a sentire il parere dell\u2019economista di <strong>Giulio Sapelli<\/strong>. Ma non con gli istituti tedeschi, bens\u00ec con la Cina, pi\u00f9 precisamente con Aiib, (Asian infrastructure investment bank), il fondo per lo sviluppo delle infrastrutture in Asia, promosso e sostenuto da Pechino in contrapposizione al Fondo Monetario e alla Banca Mondiale. La questione, nemmeno a dirlo, riguarda la tanto discussa Via della Seta, la serie di accordi per le infrastrutture italo-cinesi con cui il Dragone punta a espandersi in Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema, o potenziale tale, \u00e8 tutto in un\u2019operazione che secondo alcune indiscrezioni riportate dal <em>Financial Times<\/em>, avrebbe trovato posto tra le pagine del memorandum italo-cinese, che Roma punta a firmare in occasione della visita di <strong>Xi Jinping<\/strong> in Italia, il prossimo 22 marzo.\u00a0Roma\u00a0starebbe valutando l\u2019accensione di prestiti presso l\u2019Aiib al fine di\u00a0dissipare i timori della Commissione Ue (e degli Stati Uniti) sull\u2019apertura italiana al collegamento commerciale e infrastrutturale con l\u2019Asia e la Cina. Questo perch\u00e9 l\u2019Aiib opererebbe in linea con gli standard internazionali, inclusi gli appalti competitivi e gli studi sull\u2019impatto ambientale, che sono richiesti all\u2019interno dell\u2019Ue. Insomma, dalla Cina arriverebbe denaro per il finanziamento delle opere ma nel pieno rispetto delle regole e delle garanzie occidentali. Questi gli obiettivi ufficiali, ma c\u2019\u00e8 chi vede dietro tutto questo un rischio concreto per la stessa sovranit\u00e0 finanziaria dell\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSiamo dinnanzi a una minaccia seria, una minaccia che porta il nome dell\u2019imperialismo del debito. Una nuova forma di colonialismo basata non pi\u00f9 sulla conquista di terre ma sul debito. Basti pensare a quello che \u00e8 successo in Indonesia, dove la Via della Seta indo-cinese ha portato all\u2019indebitamento di intere nazioni (il 40% del debito pubblico del solo Myammar \u00e8 detenuto da Pechino, ndr). E noi stiamo rischiando di fare la stessa fine. Dobbiamo assolutamente fermare la macchina della Via della Seta, bloccare sul nascere ogni possibilit\u00e0 di chiedere prestiti a banche o fondi cinesi. Non facciamo l\u2019errore di dire di s\u00ec, come fu con la Germania nazista. Dire di s\u00ec alla Cina sarebbe follia\u201d, attacca Sapelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cUn po\u2019 di memoria storica aiuta\u201d, ragiona l\u2019economista. \u201cChe cosa \u00e8 successo in Grecia? Interi pezzi di economia sono finiti nelle banche tedesche a causa del debito: porti, infrastrutture, tutto. Ecco, noi corriamo lo stesso rischio anche perch\u00e9 siamo vulnerabili, come dimostra una certa recente sudditanza alla Cina. Prima hanno iniziato con le partecipazioni, Pirelli che \u00e8 diventata cinese ma anche l\u2019operazione con Cdp (il 40% di Cdp reti \u00e8 nelle mani dell\u2019asiatica State Grid, ndr). Adesso attaccano col debito, portando avanti questa variante del colonialismo, l\u2019imperialismo del debito. La nostra sovranit\u00e0, per colpa di governi come quello di <strong>Prodi<\/strong> o <strong>Gentiloni<\/strong> \u00e8 stata gi\u00e0 messa a repentaglio e ora questo governo sta facendo lo stesso. Con l\u2019aggravante di farci tracciare un solco con i nostri veri amici, alleati: gli Stati Uniti e, naturalmente l\u2019Europa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sapelli intravede tuttavia nella golden power, i poteri speciali in capo al governo contro le scalate ostili, un mezzo per arginare l\u2019onda cinese. \u201cLa Lega fa bene a perorare la causa di una golden power a prova di Cina, anche se mi pare che il governo sia spaccato anche su questo, sulla quantit\u00e0 di muscoli da mostrare con Pechino. L\u2019aggressivit\u00e0 cinese \u00e8 figlia della loro crisi. Non crescono pi\u00f9 come una volta e allora cercano di alimentarsi con debito altrui. Ma l\u2019Italia si fermi, non commetta questo errore. Dica di no. Offra da bere a Xi Jinping ma non firmi\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/formiche.net\/2019\/03\/aiib-banche-cina-sapelli\/?fbclid=IwAR232ZFSHRJrxepD6TCJisq5iwU2d7ep62Rg5nDlHx7iCgJAjuKLgTTipzQ\">https:\/\/formiche.net\/2019\/03\/aiib-banche-cina-sapelli\/?fbclid=IwAR232ZFSHRJrxepD6TCJisq5iwU2d7ep62Rg5nDlHx7iCgJAjuKLgTTipzQ<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Gianluca Zapponini) L&#8217;economista a Formiche.net: l&#8217;ipotesi di chiedere prestiti all&#8217;Asian infrastructure investment bank (Aiib) per finanziare le opere della via della Seta aprirebbe le porte a un nuovo imperialismo del debito. Con esiti incontrollabili e disastrosi. Il governo ne prenda atto prima che sia troppo tardi L\u2019Italia come la Grecia, Roma come Atene. 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