{"id":49826,"date":"2019-03-19T11:00:11","date_gmt":"2019-03-19T10:00:11","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49826"},"modified":"2019-03-17T11:14:01","modified_gmt":"2019-03-17T10:14:01","slug":"yu-xuefeng-la-cina-cerca-cooperazione-non-egemonia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49826","title":{"rendered":"Yu Xuefeng: \u201cLa Cina cerca cooperazione, non egemonia\u201d"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;OPINIONE PUBBLICA (Maria Morigi)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.opinione-pubblica.com\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Belt-and-Road-Initiative-640x479.jpg\" alt=\"http:\/\/www.opinione-pubblica.com\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Belt-and-Road-Initiative-640x479.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Yu Xuefeng, docente di politica internazionale all&#8217;Universit\u00e0 di Pechino, spiega qual \u00e8 il reale senso della Belt and Road Initiative e soprattutto mette a nudo la scarsa credibilit\u00e0 delle accuse di progetto egemonico o di colonialismo che vengono oggi rivolte alla Cina.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019arresto in Canada di\u00a0Meng Wenzhou, direttrice finanziaria del colosso hi-tech cinese Huawei, costituisce l\u2019apice di un\u2019escalation fra Washington e Pechino che vede le due potenze contrapposte su pi\u00f9 fronti: dal confronto militare nel Mar Cinese Meridionale alla guerra dei dazi, passando per la battaglia nello spazio cibernetico. \u00a0Quasi una riedizione della Guerra Fredda in cui la Cina costituirebbe lo sfidante dell\u2019egemonia statunitense e del mondo occidentale.<\/p>\n<div class=\"td-g-rec td-g-rec-id-content_inlineleft td_uid_2_5c8df5c2235b7_rand td_block_template_1\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 nell\u2019aprile scorso era emersa la posizione negativa degli USA nei confronti del progetto delle Nuove Vie della Seta, lanciato nel 2013 dal Presidente Xi \u00a0Jinping. Infatti la conclusione di uno studio pubblicato da Washington Center for Global Development \u00a0aveva messo in guardia l\u2019Europa sull\u2019\u201caltruismo\u201d cinese accusando la Cina di creare una situazione di dipendenza per tanti dei protagonisti dell\u2019iniziativa. Ecco perch\u00e9 era auspicabile, secondo il think tank americano, che la comunit\u00e0 internazionale, invece di rimanere a guardare, iniziasse a dialogare con la Repubblica Popolare Cinese per definire regole ben precise nelle formule di finanziamento e nella loro sostenibilit\u00e0, altrimenti il rischio era che la lunga mano cinese estendesse questo rapporto di dipendenza a molte nazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passato un anno da questi solenni avvertimenti, gli USA ancora una volta interferiscono avvertendo l\u2019Europa che non \u00e8 il caso di aderire al progetto cinese. Evidentemente ignorano che da almeno 3 anni \u2013 e con molta lungimiranza \u2013 \u00a0i nostri porti con le rispettive Autorit\u00e0 portuali si sono ben attrezzati per ricevere e rispondere alle proposte cinesi, in modo utile per tutti e senza scatenare guerre civili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti quello che si andr\u00e0 a firmare (speriamo) \u00e8 un Memorandum of Understanding, non un trattato vincolante e l\u2019Italia sarebbe il primo membro del G7 ad entrare nel progetto infrastrutturale. La tesi dello scontro di civilt\u00e0 \u00e8 inoltre nettamente rifiutata dagli accademici cinesi, che presentano la crescita cinese come un\u2019occasione per il resto del mondo e accusano gli Stati Uniti di cercare lo scontro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 di questo avviso Yu Xuefeng, docente di politica internazionale all\u2019Universit\u00e0 degli Studi Internazionali di Pechino, ospite alla Farnesina a Roma per la commemorazione \u00a0dei cinquant\u2019anni di Pietro Nenni. Il professore \u00e8 stato intervistato da Formiche.net e qui ne trascriviamo l\u2019intervista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Professore come \u00e8 stato accolto in Cina l\u2019arresto di Meng Wenzhou?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019opinione pubblica cinese \u00e8 molto arrabbiata di questa azione che gli Stati Uniti hanno preso nei confronti di una persona cinese. Arrestare senza nessuna giustificazione la figlia del titolare di una societ\u00e0 cinese competitor di aziende americane, dimostra che gli Stati Uniti credono di poter far valere le loro leggi come leggi internazionali. Gli Stati Uniti parlano sempre di democrazia e diritti umani, ma non sempre li rispettano. Non si pu\u00f2 arrestare una persona solo perch\u00e9 \u00e8 sospetta. L\u2019arresto di Wenzhou ha lasciato spiazzato il popolo cinese, ma non \u00e8 il primo caso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019allarme Huawei per\u00f2 \u00e8 stato lanciato dall\u2019intelligence di tanti altri Paesi. Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda, perfino Italia. Sono tutte congetture?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non credo siano accuse sostanziate dalla realt\u00e0. Nella storia la Cina non ha mai invaso la sovranit\u00e0 di altri Paesi n\u00e9 cercato l\u2019egemonia globale. Se il mondo pensa che la Cina stia divenendo una minaccia, il popolo cinese fatica a capire questa preoccupazione, perch\u00e9 tali ambizioni non fanno parte della nostra storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Come spiega la diffusa percezione di un progetto egemonico sotteso alla crescita economica del Dragone?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La straordinaria crescita e la stabilit\u00e0 dell\u2019economia cinese non pu\u00f2 preoccupare il mondo, dovrebbe bens\u00ec essere un fattore positivo per contribuire alla stabilit\u00e0 del mondo. Senza crescita economica come pu\u00f2 la Cina mantenere un miliardo e quattrocento milioni di abitanti?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Rifiuta dunque a priori la tesi di uno scontro economico e militare in atto fra Cina e Stati Uniti?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non c\u2019\u00e8 nessuno \u201cscontro di civilt\u00e0\u201d. Gli Stati Uniti sono la prima potenza globale da tanti anni e hanno questa auto-percezione di s\u00e9. Comprendiamo in parte le preoccupazioni degli americani di fronte alla crescita della Cina sullo scenario globale. Quel che non capiamo \u00e8 perch\u00e9 gli Stati Uniti guardino ai competitor nell\u2019ottica dello scontro e della possibile \u201csconfitta\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Alcuni studiosi americani hanno coniato l\u2019espressione \u201csharp power\u201d (potere affilato,\u00a0ndr) per descrivere la sfida della Cina all\u2019egemonia dell\u2019Occidente.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 una narrazione ideologica. La Cina \u00e8 cresciuta molto in questi anni e ora sente il dovere, la responsabilit\u00e0 storica di costruire un mondo migliore e pi\u00f9 armonioso, di aiutare gli altri con gli strumenti di cui dispone. \u00c8 un concetto molto caro al presidente Xi Jinping.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Oggetto di crescente preoccupazione \u00e8 la nuova Via della Seta inaugurata da Xi, il mastodontico progetto infrastrutturale che unir\u00e0 via terra e via mare l\u2019Asia all\u2019Europa passando per l\u2019Africa. Diversi Stati hanno denunciato le finalit\u00e0 politiche di questo piano.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Cina ha proposto questa iniziativa per trovare una soluzione efficace ai problemi che sta affrontando a livello globale. Siamo divenuti la seconda economia del mondo, dobbiamo assumerci maggiori responsabilit\u00e0. La via della Seta \u00e8 la misura concreta per farlo, non un progetto egemonico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Un caso \u00e8 quello degli investimenti cinesi nei porti del Mediterraneo.\u00a0Il porto di Trieste costituisce il terminale ideale per la via della Seta, ma in molti segnalano il rischio di una leva politica in mano alle compagnie cinesi che investono nelle infrastrutture europee.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019obiettivo del governo cinese \u00e8 sempre quello della doppia vincita. Gli investimenti della Belt and Road \u00a0non sono un gioco a somma zero, tutti devono trarne beneficio. Nessuno \u00e8 cos\u00ec ingenuo da cercare appositamente lo scontro. La Cina ha gi\u00e0 tanti problemi interni da risolvere, a cominciare dalla crisi demografica, che non ha bisogno di ricattare altri Stati attraverso gli investimenti nelle loro infrastrutture.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A cura di Maria Morigi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.opinione-pubblica.com\/yu-xuefeng-la-cina-cerca-cooperazione-non-egemonia\/?fbclid=IwAR2Cp-0ULGFDLsr2LWn_g_SqA_9a39_3xClSfC3xmMnykcnE16olaz_PaEU\">http:\/\/www.opinione-pubblica.com\/yu-xuefeng-la-cina-cerca-cooperazione-non-egemonia\/?fbclid=IwAR2Cp-0ULGFDLsr2LWn_g_SqA_9a39_3xClSfC3xmMnykcnE16olaz_PaEU<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;OPINIONE PUBBLICA (Maria Morigi) Yu Xuefeng, docente di politica internazionale all&#8217;Universit\u00e0 di Pechino, spiega qual \u00e8 il reale senso della Belt and Road Initiative e soprattutto mette a nudo la scarsa credibilit\u00e0 delle accuse di progetto egemonico o di colonialismo che vengono oggi rivolte alla Cina. 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