{"id":49829,"date":"2019-03-19T10:30:40","date_gmt":"2019-03-19T09:30:40","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49829"},"modified":"2019-03-17T15:22:01","modified_gmt":"2019-03-17T14:22:01","slug":"aiib-come-funziona-la-banca-asiatica-che-prestera-fondi-allitalia-per-la-bri-fatti-scenari-e-polemiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49829","title":{"rendered":"Aiib, come funziona la banca asiatica che prester\u00e0 fondi all\u2019Italia per la Bri. Fatti, scenari e polemiche"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>STARTMAG (Marco Orioles)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/Jinping-640x400.jpg\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" srcset=\"https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/Jinping-640x400.jpg 640w, https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/Jinping-300x188.jpg 300w, https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/Jinping-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/Jinping-1024x640.jpg 1024w, https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/Jinping.jpg 1460w\" alt=\"Cina - Xi Jinping\" width=\"640\" height=\"400\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Tutte le ultime novit\u00e0 sui rapporti Italia-Cina e la prossima visita di Xi in Italia con il caso della banca asiatica d\u2019investimento per le infrastrutture (Aiib)<\/strong><\/em><span id=\"more-56915\"><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 un dettaglio delle trattative in corso tra Roma e Pechino che, pur pensato per stemperare un clima quanto mai arroventato, finisce per aggiungere benzina sul fuoco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venerd\u00ec\u00a0<a href=\"https:\/\/amp.ft.com\/content\/29f4814c-467e-11e9-a965-23d669740bfb\">il <em>Financial Times<\/em> ha svelato la bozza<\/a> del Memorandum d\u2019intesa (Mou) con cui l\u2019Italia aderir\u00e0, prima grande economia mondiale a farlo, alla \u201cBelt and Road Initiative\u201d (Bri), le nuove vie della Seta con cui la Cina mira a creare corridoi terrestri e marittimi attraverso i quali unificare, sotto la sua egida, l\u2019intera Eurasia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lunga cinque pagine, la <a href=\"http:\/\/prod-upp-image-read.ft.com\/707f0cc2-46b0-11e9-b168-96a37d002cd3\">bozza<\/a> si intitola \u201cDocumento d\u2019intesa tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica Popolare Cinese sulla collaborazione all\u2019interno del progetto economico \u2018Via della Seta\u2019 e dell\u2019iniziativa per le vie marittime del XXI\u00b0 secolo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un testo che, una volta siglato, impegner\u00e0 \u2013 si legge \u2013 le \u201ccontroparti\u201d a \u201clavorare insieme\u201d in questo maxi progetto infrastrutturale che avr\u00e0 ricadute concrete nel nostro Paese \u2013 si parla insistentemente dei porti di Genova e Trieste \u2013 regolamentate da ulteriori accordi in via di definizione. Sono una ventina, riferisce al <em>Ft<\/em> il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano (M5S), i Memorandum su cui apporranno la loro firma i rappresentanti del governo italiano e, per quello cinese, il presidente Xi Jinping, atteso nel Belpaese questa settimana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scegliendo di partecipare alla Bri, il governo italiano sa, naturalmente, di compiere un atto divisivo. Lo dimostrano le roboanti polemiche di questi giorni, che hanno ritratto l\u2019Italia alle prese con una spericolata transizione geopolitica che, dal tradizionale alveo euroatlantico, la sta spostando dentro il campo della pax sinica. I moniti giunti da Washington e Bruxelles documentano la drammaticit\u00e0 di questo momento tutto italico, di questo flirt con la seconda potenza economica mondiale che ora, grazie all\u2019accredito romano del suo progetto bandiera, segna un punto a favore della sua ambiziosa strategia volta a rifare il mondo a sua immagine e somiglianza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 proprio per prevenire le obiezioni dei suoi storici alleati che l\u2019Italia pentaleghista, nell\u2019aderire alla Bri, compie un passo volto, secondo le intenzioni di chi l\u2019ha concepito, a rassicurarli. Come sottolinea il <em>Ft<\/em>, il MoU in gestazione al Ministero dello Sviluppo Economico prevede che Roma e Pechino, nel progettare le opere delle vie della Seta, lavorino \u201cassieme alla Banca di investimento asiatica per le infrastrutture (AIIB)\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per finanziare la parte italiana della Bri, Roma accender\u00e0 dunque prestiti con la banca multilaterale per lo sviluppo fondata nel 2016 da Pechino, con sede a Pechino e controllata da Pechino. Una mossa che, per il quotidiano della City, dimostrerebbe gli sforzi fatti dall\u2019Italia per dissipare i timori della Commissione Europea, che punta il dito sull\u2019opacit\u00e0 dei finanziamenti del Dragone e sull\u2019assenza di remore che caratterizza di norma gli appalti cinesi. Il coinvolgimento dell\u2019AIIB servirebbe proprio a fugare questi dubbi, blindando il MoU Roma-Pechino rendendolo conforme alle norme europee e agli standard internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un bel passo in avanti, insomma, rispetto alle pratiche tradizionalmente seguite da Pechino. Fino ad oggi infatti, ricorda ancora il <em>Ft<\/em>, la maggioranza dei prestiti per le infrastrutture delle vie della Seta sono stati gestiti dalla China Development Bank e dalla Export-Import Bank of China, \u201cdue istituti di credito bilaterali \u2013 scrive il quotidiano finanziario inglese \u2013 che concedono prestiti in segretezza quasi sempre legati a contratti di costruzione di societ\u00e0 cinesi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal cilindro di Palazzo Chigi e del Mise, dunque, spunta un asso formidabile. Che un diplomatico europeo di stanza a Bruxelles citato dal <em>Ft<\/em> definisce \u201cun punto di svolta\u201d. \u201cSenza il coinvolgimento dell\u2019AIIB nel prestito ai progetti \u2013 spiega infatti la feluca \u2013 sarebbe difficile per la Bri volare in uno stato membro chiave dell\u2019Ue\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una mossa geniale, insomma, quella del nostro governo. Che, per usare l\u2019espressione del vicepremier Matteo Salvini, dona le chiavi delle infrastrutture in progetto ad una Banca attiva dal gennaio 2016 cui aderiscono sessantuno Paesi tra cui figurano, oltre a quelli dell\u2019area originariamente beneficiaria dei suoi interventi, l\u2019Asia-Pacifico, anche pesi massimi come Germania, Francia e Regno Unito. E l\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certificata con una tripla A da Moody\u2019s, Fitch e S&amp;P, l\u2019AIIB ha apparentemente tutte le carte in regola per rasserenare le Cassandre che denunciano la deriva gialla dell\u2019Italia. Se non fosse per un dettaglio che proprio neutro non \u00e8: la governance della Banca. Il voto della Cina pesa infatti per il 27% del totale. Ci\u00f2 le conferisce di fatto un diritto di veto su tutte le decisioni chiave, dalla nomina del Presidente, alla ripartizione dei proventi all\u2019approvazione di finanziamenti al di fuori del continente asiatico. Con un capitale di 2,57 miliardi di dollari pari al 2,7% del totale, l\u2019Italia occupa un posto di rilievo nella Banca ma, al cospetto di Pechino, appare chiaramente un peso leggero, se non un fuscello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dato finanziario \u00e8 per\u00f2 poca cosa rispetto a quello politico, decisamente pi\u00f9 sostanziale. L\u2019AIIB viene infatti lanciata nell\u2019ottobre 2013 non solo e non tanto per venire incontro al fabbisogno infrastrutturale di un continente affamato di acciaio e cemento come l\u2019Asia, ma per porsi come alternativa alla Banca Mondiale e al Fondo Monetario Internazionale, istituzioni notoriamente controllate da Washington. La sua nascita fu interpretata proprio come reazione alla riottosit\u00e0 del Congresso Usa a rivedere le quote della World Bank e del Fmi e conferire quindi maggiore influenza alla Cina. L\u2019AIIB, in altre parole, \u00e8 un tassello del nuovo ordine mondiale disegnato dalla Cina <em>pro domo sua.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli Usa, non a caso, esercitarono non poca pressione sui Paesi europei affinch\u00e9 non saltassero sul nuovo carro finanziario di Pechino. Senza per\u00f2 ottenere risultati. Le maggiori nazioni del Vecchio Continente non si vollero far sfuggire l\u2019occasione di essere parte di un\u2019istituzione nata con il preciso mandato di essere il braccio operativo della Bri e con l\u2019incarico di innaffiare le opere in cantiere con l\u2019abbondante liquidit\u00e0 disponibile nelle casse cinesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Presente nella Banca sin dalle sue prime battute, l\u2019Italia fa dunque un ulteriore passo in avanti, diventando, da azionista, beneficiaria delle sue provvidenze. Destinataria, insomma, di finanziamenti a prestito. Con tutte le conseguenze del caso, quelle politiche in <em>primis. <\/em>Che, a giudicare dall\u2019opinione di un economista di rango come Giulio Sapelli, sono molto pesanti.<\/p>\n<div class=\"entry-stuff clear margin-bottom-15 hidden-print single-post-ads-between center-block text-center\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSiamo dinnanzi a una minaccia seria\u201d, <a href=\"https:\/\/formiche.net\/2019\/03\/aiib-banche-cina-sapelli\/\">tuona a\u00a0<em>Formiche.net<\/em>\u00a0Sapelli<\/a>, \u201cuna minaccia che porta il nome dell\u2019imperialismo del debito. Una nuova forma di colonialismo basata non pi\u00f9 sulla conquista di terre ma sul debito\u201d. Lo storico dell\u2019economia che<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/mondo\/sapelli-cina-italia-vichy\/\"> in un\u2019intervista a <em>Start Magazine <\/em><\/a>ha definito \u201cuna piccola Vichy\u201d il MoU con cui l\u2019Italia dovrebbe aderire alla Bri invita tutti a guardare a cosa \u00e8 successo ad un Paese molto vicino all\u2019Italia che prima di noi fu beneficiario di prestiti cinesi: la Grecia. Un Paese che \u00e8 diventato la vittima pi\u00f9 illustre, nel Vecchio Continente, della \u201ctrappola del debito\u201d e che, oberato da prestiti che non \u00e8 stato in grado di onorare, ha dovuto cedere a Pechino le chiavi del porto del Pireo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, se il governo italiana pensava di rassicurare gli scettici con l\u2019escamotage della AIIB, finisce in realt\u00e0 per accrescerne l\u2019inquietudine. E far lievitare il numero di quanti, insieme al prof. Sapelli, sono del parere che il MoU con la Cina non vada firmato. L\u2019escamotage studiato dall\u2019avvocato del popolo Giuseppe Conte per far digerire agli italiani l\u2019abbraccio con la Cina potrebbe rivelarsi pi\u00f9 velenoso del fiele?<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">TUTTI GLI APPROFONDIMENTI DI START MAGAZINE SU VIA DELLA SETA E DINTORNI:<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/mondo\/sapelli-cina-italia-vichy\/\">IL MOU ITALIA-CINA? UNA PICCOLA VICHY. PAROLA DEL PROF. SAPELLI<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/economia\/cina-europa-italia\/\">ECCO GLI INVESTIMENTI CINESI IN EUROPA (POCHI IN ITALIA). IL REPORT DEL CESI DI MARGELLETTI<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/smartcity\/cina-italia-via-seta-prodi-paolo-costa\/\">VI SPIEGO PERCHE\u2019 L\u2019ITALIA NON DEVE SNOBBARE LE VIE DELLA SETA. PARLA COSTA (EX MINISTRO NEL GOVERNO PRODI)<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/mondo\/nuova-via-seta-cina-lega-italia\/\">ECCO LE CONDIZIONI DELLA LEGA PER IL SI\u2019 ALL\u2019ACCORDO ITALIA-CINA. PARLA PICCHI<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/mondo\/errori-italia-cina-via-seta\/\">TUTTI GLI ERRORI DELL\u2019ITALIA SULLA CINA. PARLA IL SINOLOGO SISCI<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/economia\/la-nuova-via-della-seta-un-buon-affare-per-il-made-in-italy-parola-di-sace\/\">LA VIA DELLA SETA? UN BUON AFFARE PER IL MADE IN ITALY. PAROLA DELLA SACE-CDP<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/mondo\/via-della-seta-cina-europa\/\">ECCO COME GLI STATI EUROPEI SI DIVIDONO SULLA VIA DELLA SETA. L\u2019ANALISI DELL\u2019ISPI<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/mondo\/come-e-perche-lamerikano-mattarella-gela-i-bollori-americani-su-italia-e-cina-per-la-nuova-via-della-seta\/\">COME E PERCHE\u2019 L\u2019AMERIKANO MATTARELLA HA GELATO I BOLLORI DEGLI AMERICANI SU ITALIA-CINA. IL COMMENTO DI DAMATO<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/mondo\/cina-usa-via-della-seta-caracciolo-limes\/\">VI SPIEGO PERCHE\u2019 LA CINA PUNTA ALL\u2019ITALIA E PERCHE\u2019 GLI USA SBUFFANO. PARLA LUCIO CARACCIOLO (LIMES)<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/economia\/usa-cina-via-della-seta\/\">VIA DELLA SETA, ECCO COME GRECIA E UNGHERIA SI SONO CINESIZZATE. IL COMMENTO DI POLILLO<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/smartcity\/bri-bertozzi-vie-seta\/\">CHE COSA SONO DAVVERO LE VIE DELLA SETA. L\u2019ANALISI DI BERTOZZI<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/mondo\/aiib-come-funziona-la-banca-asiatica-che-prestera-fondi-allitalia-per-la-bri-fatti-scenari-e-polemiche\/\">https:\/\/www.startmag.it\/mondo\/aiib-come-funziona-la-banca-asiatica-che-prestera-fondi-allitalia-per-la-bri-fatti-scenari-e-polemiche\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di STARTMAG (Marco Orioles) Tutte le ultime novit\u00e0 sui rapporti Italia-Cina e la prossima visita di Xi in Italia con il caso della banca asiatica d\u2019investimento per le infrastrutture (Aiib) C\u2019\u00e8 un dettaglio delle trattative in corso tra Roma e Pechino che, pur pensato per stemperare un clima quanto mai arroventato, finisce per aggiungere benzina sul fuoco. 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