{"id":49862,"date":"2019-03-19T09:30:55","date_gmt":"2019-03-19T08:30:55","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49862"},"modified":"2019-03-18T14:55:17","modified_gmt":"2019-03-18T13:55:17","slug":"la-situazione-in-europa-peggiorera-perche-brexit-e-stato-solo-linizio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49862","title":{"rendered":"\u201cLa situazione in Europa peggiorer\u00e0. Perch\u00e9 Brexit \u00e8 stato solo l\u2019inizio\u201d"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>GLI OCCHI DELLA GUERRA (Roberto Vivaldelli)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"attachment-large size-large wp-post-image\" src=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/FOTOGRAMMA_20190112192158_28163311.jpg\" sizes=\"(max-width: 1140px) 100vw, 1140px\" srcset=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/FOTOGRAMMA_20190112192158_28163311-300x198.jpg 300w, http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/FOTOGRAMMA_20190112192158_28163311-768x507.jpg 768w, http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/FOTOGRAMMA_20190112192158_28163311-200x132.jpg 200w, http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/FOTOGRAMMA_20190112192158_28163311-963x636.jpg 963w, http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/FOTOGRAMMA_20190112192158_28163311-636x420.jpg 636w, http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/FOTOGRAMMA_20190112192158_28163311.jpg 1500w\" alt=\"gran bretagna ue\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>John J. Mearsheimer \u00e8 uno dei pi\u00f9 importanti e influenti studiosi di relazioni internazionali al mondo. Distinto professore di <span id=\"more-72042\"><\/span>Scienze Politiche presso l\u2019Universit\u00e0 di Chicago, Mearsheimer \u00e8 un noto esponente della scuola del realismo politico contemporaneo, che ha radici e tradizione in Machiavelli, Hobbes, fino a capisaldi del\u00a0Novecento\u00a0come Edward Hallett Carr, Hans Morgenthau, Kenneth N. Waltz.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel suo celebre lavoro\u00a0<em>The Tragedy of Great Power Politics<\/em>\u00a0del 2001 (in italiano:\u00a0<em>La logica di potenza. L\u2019America, le guerre, il controllo del mondo<\/em>) Mearsheimer ha definito la teoria strutturale del \u201crealismo offensivo\u201d, secondo la quale le grandi potenze \u201csono impegnate principalmente a studiare il modo di sopravvivere in un mondo in cui non esiste alcuna agenzia che le protegga l\u2019una dalle altre\u201d, quindi in un sistema sostanzialmente anarchico.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo scorso settembre, lo studioso americano ha pubblicato\u00a0<em>The Great Delusion. Liberal Dreams and International Realities<\/em>(Yale Press University)\u00a0la cui pubblicazione ha generato un <a href=\"https:\/\/www.abc.net.au\/radionational\/programs\/betweenthelines\/the-shifting-current-in-us-foreign-policy\/10585606\">grande dibattito negli Stati Uniti<\/a>, tant\u2019\u00e8 il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/c713200e-ee05-11e8-89c8-d36339d835c0\"><em>Financial Times<\/em><\/a>\u00a0lo ha inserito tra le pi\u00f9 importanti opere del 2018. Secondo il professore, sposando l\u2019egemonia liberale dopo la fine della Guerra fredda, la politica estera degli Stati Uniti \u00e8 stata un fallimento dietro l\u2019altro. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto a una visione distorta della politica internazionale. Abbiamo raggiunto Mearsheimer per parlare del suo ultimo lavoro, della politica estera dell\u2019amministrazione Trump e del futuro dell\u2019Unione europea.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Professore,\u00a0<em>The Great Delusion. Liberal Dreams and International Realities<\/em>\u00a0\u00e8 un lavoro che riflette sulla politica estera adottata dagli Stati Uniti dalla fine della Guerra fredda ad oggi. Nel libro, spiega come l\u2019egemonia liberale sia stata un\u2019enorme delusione. Cosa ha portato gli Stati Uniti ad abbracciare questa strategia profondamente ambiziosa?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono una serie di fattori che hanno portato gli Stati Uniti a perseguire l\u2019egemonia liberale. In primo luogo, l\u2019avvento dell\u2019unipolarismo significava che gli Stati Uniti non avevano pi\u00f9 grandi potenze rivali, perch\u00e9 erano per definizione l\u2019unica grande potenza del sistema. Dato il loro immenso potere, non dovevano pi\u00f9 impegnarsi in politiche di\u00a0<em>balance of power<\/em>. Non dovevano pi\u00f9 agire secondo i dettami del realismo, e quindi erano liberi di perseguire una politica estera ideologica. Ci\u00f2 non sarebbe stato possibile n\u00e9 in un sistema bipolare, come quello che abbiamo avuto durante la Guerra fredda, n\u00e9 nel mondo multipolare in cui ci stiamo ora muovendo. L\u2019unipolarismo, in breve, ha permesso agli Stati Uniti di perseguire l\u2019egemonia liberale.\u00a0\u00a0Secondo, gli Stati Uniti sono un Paese profondamente liberale che crede che la democrazia liberale sia il miglior regime politico possibile e che se tutti i Paesi del pianeta fossero democrazie liberali, il mondo sarebbe un posto molto migliore. Questo tipo di pensiero ha dato un forte impulso a fare una crociata per diffondere la democrazia liberale in tutto il mondo. Terzo, gli Stati Uniti e i loro alleati dell\u2019Europa occidentale pensavano che sarebbe stato abbastanza facile diffondere la democrazia liberale, perch\u00e9 credevano che le persone che vivevano in stati autoritari volevano invece vivere in una democrazia.\u00a0Quindi, una volta rovesciato dal potere un leader autoritario come Saddam Hussein, sarebbe stato facile trasformare l\u2019Iraq in una democrazia liberale. In breve, gli Stati Uniti erano pronti ad adottare l\u2019egemonia liberale perch\u00e9 era estremamente potente, e allo stesso tempo erano convinti che sarebbe stato facile diffondere la democrazia liberale, che avrebbe dovuto essere la panacea per\u00a0gran parte dei problemi del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019\u00e9lite della politica estera americana ha preso coscienza degli errori commessi negli ultimi 30 anni?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non c\u2019\u00e8 dubbio che molte persone nell\u2019establishment della politica estera americana comprendano che l\u2019egemonia liberale \u00e8 stata un fallimento. Ci sono semplicemente troppe prove del fallimento di tale politica. Basta guardare tutte le morti e il caos che gli Stati Uniti hanno contribuito a creare nel Grande Medio Oriente. \u00c8 davvero sorprendente quanto poco successo abbiano avuto gli Stati Uniti nel diffondere la democrazia liberale in quella regione. Inoltre, quasi tutti riconoscono che l&#8217;\u201dengagement\u201d con la Cina \u00e8 fallito, e che sebbene l\u2019espansione della Nato e dell\u2019Ue abbia avuto alcuni successi iniziali, poi si \u00e8 scontrata contro un muro in Georgia nel 2008 e in Ucraina nel 2014.\u00a0Il risultato sono le relazioni velenose tra la Russia e l\u2019Occidente. \u00c8 anche importante sottolineare che da quando Donald Trump ha ricoperto la carica di presidente nel 2016, ha costantemente sottolineato i fallimenti dell\u2019egemonia liberale. E ha vinto le elezioni! Se poi l\u2019\u00e9lite della politica estera abbia appreso le giuste lezioni dai suoi errori passati, questa \u00e8 un\u2019altra questione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lei sostiene che la democrazia liberale sia probabilmente la migliore forma di governo ma il liberalismo in politica estera \u00e8 pericoloso. Perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In\u00a0<em>The Great Delusion\u00a0<\/em>ho sottolineato che la democrazia liberale\u00a0\u00e8 il miglior tipo di sistema politico nel mondo e che sono molto grato di essere nato e cresciuto negli Stati Uniti. Tuttavia, penso che il liberalismo come sistema politico e il liberalismo come politica estera, siano due cose diverse. Una politica estera come l\u2019egemonia liberale \u00e8 destinata a fallire perch\u00e9 invariabilmente si scontra con il nazionalismo e il realismo, che sono forze molto pi\u00f9 potenti del liberalismo. Ad esempio, il nazionalismo \u00e8 un\u2019ideologia che privilegia i concetti di autodeterminazione e sovranit\u00e0. Gli Stati-nazione (e viviamo in un mondo pieno di Stati-nazione) non amano l\u2019idea che altri Paesi interferiscano nelle loro politiche interne. Basta pensare a quanto gli americani si arrabbino quando sentono dire che la Russia ha interferito nelle elezioni presidenziali del 2016.\u00a0L\u2019egemonia liberale, tuttavia, richiede che gli Stati Uniti interferiscano nelle politiche dei Paesi di tutto il pianeta. Chiede agli Stati Uniti di fare ingegneria sociale su larga scala, invadendo e conquistando Paesi, se necessario. Questa politica con ogni probabilit\u00e0 rischia di generare risentimento e resistenza che alla fine la indeboliranno. E per ragioni realistiche, la Russia resister\u00e0 all\u2019espansione della Nato. Potrei aggiungere che l\u2019egemonia liberale fa male alla democrazia liberale sul fronte interno. Nello specifico, questa politica altamente ambiziosa porta a guerre interminabili e alla costruzione di uno \u201cStato di sicurezza nazionale\u201d sempre pi\u00f9 potente, che sicuramente miner\u00e0 le libert\u00e0 civili all\u2019interno degli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019emergere della Cina come grande potenza e il risveglio della Russia obbligheranno gli Stati Uniti a\u00a0tornare al realismo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ascesa della Cina e la rinascita della potenza russa negli ultimi anni hanno messo fine al \u201cmomento unipolare\u201d e hanno portato all\u2019emergere del multipolarismo. Ci\u00f2 significa che il realismo \u00e8 tornato e che Cina, Russia e Stati Uniti dovranno competere tra loro per il potere. Significa anche che l\u2019egemonia liberale \u00e8 effettivamente finita come grande strategia, dal momento che gli Stati Uniti non sono pi\u00f9 liberi di perseguire una grande strategia basata sull\u2019ideologia. Ora devono concentrarsi sulla politica di <em>balance of power<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In\u00a0<em>Teoria della politica internazionale<\/em>, Kenneth N. Waltz sostenne che la transizione dall\u2019ordine multipolare a quello bipolare favor\u00ec l\u2019integrazione europea. Nel 1990 lei scrisse\u00a0<em>Back to the Future: Instability in Europe after the Cold War<\/em>. Il futuro dell\u2019Europa sar\u00e0 nel nome di una maggiore integrazione o di una probabile disgregazione?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non credo che il futuro dell\u2019integrazione europea, che in realt\u00e0 significa il futuro dell\u2019Ue, avr\u00e0 molto a che fare con il passaggio attuale dall\u2019unipolarismo al multipolarismo. Credo che l\u2019Ue sia nei guai e che la situazione possa peggiorare, non migliorare, nel tempo. Parte del problema \u00e8 l\u2019euro, che non funziona bene senza l\u2019integrazione fiscale e politica \u2013 e questo non accadr\u00e0. Un altro aspetto del problema \u00e8 la libera circolazione dei popoli all\u2019interno dell\u2019Ue, che tende ad alimentare il nazionalismo. La Brexit, ad esempio, \u00e8 stata causata in buona parte dall\u2019infelicit\u00e0 britannica per il gran numero di europei dell\u2019Est che si erano trasferiti in Gran Bretagna.\u00a0\u00a0E se ci sar\u00e0 un\u2019altra ondata di rifugiati in Europa, ci\u00f2 causer\u00e0 enormi problemi. Molti europei ritengono inoltre che i loro Paesi abbiano consegnato troppa autorit\u00e0 o sovranit\u00e0 a Bruxelles, che non \u00e8 responsabile nei confronti degli elettori nei vari Paesi europei. In sostanza, esiste un \u201cdeficit democratico\u201d che genera ostilit\u00e0 verso l\u2019Ue, specialmente quando non sta andando bene economicamente. Non penso che l\u2019Ue si disintegrer\u00e0, ma \u00e8 in seri guai e non sembrano esserci molte soluzioni praticabili sul tavolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ultima domanda sull\u2019Iran: Teheran rappresenta una minaccia diretta per gli Stati Uniti come sostengono alcuni liberali e neoconservatori?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Iran non \u00e8 una minaccia diretta per gli Stati Uniti. Non \u00e8 nemmeno una minaccia indiretta. Primo, l\u2019Iran non ha armi nucleari e ha firmato un accordo con le maggiori potenze mondiali che rende impossibile per Teheran sviluppare armi nucleari nel prossimo futuro. Secondo, l\u2019Iran non ha missili che possano colpire la\u00a0popolazione degli Stati Uniti. Terzo, l\u2019Iran ha forze convenzionali deboli, che non possono essere utilizzate contro gli Stati Uniti o in qualsiasi altro Paese del Medio Oriente sotto l\u2019ombrello della sicurezza americana. In quarto luogo, l\u2019Iran non rappresenta una seria minaccia per attaccare un altro Paese nella sua regione. Non ha lanciato una guerra contro un altro Paese nemmeno una volta nei tempi moderni, e non ci sono prove che stia ora preparando l\u2019offensiva contro i suoi vicini.\u00a0In quinto luogo, l\u2019Iran non \u00e8 la fonte del problema del terrorismo americano. Nella misura in cui un singolo Paese merita questo titolo, questo \u00e8 l\u2019Arabia Saudita, non l\u2019Iran. La verit\u00e0 \u00e8 che sono gli Stati Uniti che rappresentano una minaccia diretta per l\u2019Iran, non il contrario. L\u2019amministrazione Trump, come fortemente suggerito da Israele e Arabia Saudita, ha la pistola puntata sull\u2019Iran. L\u2019obiettivo \u00e8 il cambio di regime, e ci sono molte evidenze che dimostrano che gli Stati Uniti potrebbero impiegare la forza militare per raggiungere questo obiettivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/dalla-guerra-alliran-al-futuro-incubo-dellue-parla-john-j-mearsheimer\/\">http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/dalla-guerra-alliran-al-futuro-incubo-dellue-parla-john-j-mearsheimer\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GLI OCCHI DELLA GUERRA (Roberto Vivaldelli) John J. Mearsheimer \u00e8 uno dei pi\u00f9 importanti e influenti studiosi di relazioni internazionali al mondo. Distinto professore di Scienze Politiche presso l\u2019Universit\u00e0 di Chicago, Mearsheimer \u00e8 un noto esponente della scuola del realismo politico contemporaneo, che ha radici e tradizione in Machiavelli, Hobbes, fino a capisaldi del\u00a0Novecento\u00a0come Edward Hallett Carr, Hans Morgenthau, Kenneth N. Waltz. 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