{"id":49866,"date":"2019-03-19T09:00:38","date_gmt":"2019-03-19T08:00:38","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49866"},"modified":"2019-03-18T21:02:15","modified_gmt":"2019-03-18T20:02:15","slug":"il-piano-della-cina-per-prendersi-il-continente-africano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49866","title":{"rendered":"Il piano della Cina per prendersi il continente africano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di <strong>GLI OCCHI DELLA GUERRA (Youcef Oussama Bounab)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-large wp-post-image\" src=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/LP_5821409-1739x1080.jpg\" alt=\"(161004) -- ADDIS ABABA, Oct. 4, 2016 (Xinhua) -- A train runs on the Ethiopia-Djibouti railway during an operational test near Addis Ababa, Ethiopia, on Oct. 3, 2016. Africa's first modern electrified railway -- the Ethiopia-Djibouti railway built by Chinese firms, is set to become fully operational on Wednesday. (Xinhua\/Zhou Xiaoxiong) (nxl)\" width=\"844\" height=\"524\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra il 2000 ed il 2016, la <strong>Cina<\/strong> aveva gi\u00e0 dato in prestito all\u2019Africa circa 125 miliardi di dollari, stando\u00a0quanto riferito<span id=\"more-72057\"><\/span> da\u00a0\u00a0<em>China Africa Research Initiative<\/em>. Si stima che nel 2017, gli scambi bilaterali delle due controparti abbiano raggiunto la somma di 180 miliardi di dollari, di cui la maggior parte sono frutto di esportazioni cinesi. Ad oggi, quindi, la Cina \u00e8 il principale partner commerciale e creditore dell\u2019Africa, avendo superato gli Stati Uniti fin dal 2009.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/africa-china-casts-about-for-stronger-footholds\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ENGLISH VERSION<\/a><\/p>\n<div class=\"quads-location\" style=\"text-align: justify;\"><ins id=\"aswift_0_expand\" data-ad-slot=\"8527991625\"><ins id=\"aswift_0_anchor\"><\/ins><\/ins>La presenza della Cina in Africa \u00e8 talmente predominante che pi\u00f9 di met\u00e0 dei principali cantieri esistenti nel continente sono realizzati da imprese cinesi. Ad oggi sette delle pi\u00f9 grandi imprese di costruzioni al mondo su dieci sono cinesi e, da solo, il continente africano vede all\u2019opera pi\u00f9 di 10mila imprese cinesi specializzate per lo pi\u00f9 in materie prime e progetti per infrastrutture.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maggior parte di questi progetti riguarda linee ferroviarie, autostrade e porti, soprattutto in Africa orientale, e rientra nel pi\u00f9 ampio contesto della <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/che-cose-la-nuova-via-della-seta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Belt and Road Initiative (Bri)<\/a>. La Bri fu annunciata dal\u00a0presidente <strong>Xi Jinping<\/strong> nel 2013 e prevede investimenti a livello globale che supereranno di gran lunga le stime di un trilione di dollari.<\/p>\n<div id=\"attachment_56308\" class=\"wp-caption alignnone\" style=\"text-align: justify; width: 914px;\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-56308 \" src=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/via-della-seta-finale.png\" alt=\"Le rotte della Nuova via della Seta (Alberto Bellotto)\" width=\"914\" height=\"689\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Le rotte della Nuova via della Seta (Alberto Bellotto)<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa partnership sino-africana, tuttavia, interesser\u00e0 tutta l\u2019Africa, tenendo conto della crescita economica e dello sviluppo infrastrutturale che tutte queste iniziative porteranno nel continente. <em>Afrobarometer<\/em> riporta che nel 2015 il 63% degli africani approvavano la presenza delle imprese cinesi nel continente, cosa che era percepita in contrasto con il brutto ricordo della servit\u00f9 dell\u2019era coloniale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLaddove le vecchie ferrovie erano costruite con l\u2019oppressione e la violenza, contro i desideri di coloro che si vedevano le loro terre divise, la nuova ferrovia \u00e8 costruita con il consenso e la partecipazione\u201d, ha dichiarato il presidente del Kenya <strong>Uhuru Kenyatta<\/strong> alla firma dell\u2019accordo con la Cina nel 2014.<ins class=\"adsbygoogle adsbygoogle-noablate\" data-ad-format=\"auto\" data-ad-client=\"ca-pub-5900703667713678\" data-adsbygoogle-status=\"done\"><ins id=\"aswift_4_expand\"><ins id=\"aswift_4_anchor\"><\/ins><\/ins><\/ins><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Kenia la Cina ha erogato 3,7 miliardi di dollari di prestiti nel solo 2017, soprattutto per la costruzione di ferrovie. In Etiopia ha dato in prestito 575 milioni nel 2015 per costruire ferrovie sopraelevate. Ha anche avviato progetti importantissimi come le ferrovie che collegano il Benin alla Costa d\u2019Avorio e le altre che collegano l\u2019Uganda, il Kenya, il Ruanda e la Tanzania in Africa orientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei pi\u00f9 rilevanti progetti da realizzare nel continente, anche questo sostenuto dalla Cina, \u00e8 il <strong>porto di Dar es-Salaam<\/strong>, in Tanzania, che coprir\u00e0 12 miglia della costa di Bagamoyo, e che si prevede vedr\u00e0 un traffico di \u201c20 milioni di container all\u2019anno\u201d,\u00a0rendendolo cos\u00ec il pi\u00f9 grande porto africano in un Paese in cui l\u201980% della popolazione vive al di sotto del livello di povert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Paesi che ricevono in prestito somme elevate dalla Cina, per\u00f2, corrono spesso il rischio dell\u2019<strong>indebitamento<\/strong> e della <strong>dipendenza commerciale<\/strong>. Secondo la Banca mondiale, 27 Paesi africani hanno mostrato nel 2017 livelli di indebitamento in crescita.\u00a0In Zimbabwe \u2013 dove un\u2019impresa cinese sta costruendo il nuovo Parlamento \u2013 il tasso di indebitamento, che era pari al 48% del Pil nel 2013, nel 2017 ha raggiunto l\u201982%. In Mozambico il livello del debito \u00e8 volato al 102% del Pil nel 2017, dal 51% del 2013.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure, a parte i prestiti ed i progetti infrastrutturali della Cina \u2013\u00a0realizzati da tecnici cinesi e talvolta anche con operai cinesi al lavoro\u00a0\u2013 le altre potenze economiche mondiali mostrano pochissimo interesse verso l\u2019Africa, nel timore di non essere rimborsate dei prestiti. Ma per la Cina la mancata restituzione non \u00e8 un grande problema, dato che rafforza le sue mire sul continente.<ins class=\"adsbygoogle adsbygoogle-noablate\" data-ad-format=\"auto\" data-ad-client=\"ca-pub-5900703667713678\" data-adsbygoogle-status=\"done\"><ins id=\"aswift_5_expand\"><ins id=\"aswift_5_anchor\"><\/ins><\/ins><\/ins><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima della collaborazione\u00a0si firma\u00a0una \u201cclausola di salvaguardia\u201d in base alla quale la controparte in bancarotta si impegna a rimborsare in<strong> materie prime<\/strong> e <strong>infrastrutture<\/strong> costruite dalle imprese cinesi. Un esempio emblematico in questo senso \u00e8 dato dallo <strong>Sri Lanka<\/strong> (Asia) che nel 2015 non \u00e8 riuscito a restituire alla Cina il prestito ricevuto per la costruzione del suo pi\u00f9 grande porto. I due Paesi hanno sottoscritto un accordo in base al quale la Cina potr\u00e0 detenere il controllo su tale porto per 99 anni. In modo analogo, nel 2017 anche il Pakistan ha dato in affitto il suo porto di Gwadar alla Cina per un periodo di 40 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I due Paesi asiatici sono punti di snodo fondamentali della \u201cVia marittima della Seta\u201d cinese nell\u2019Oceano indiano. Nota anche con il nome di \u201cCollana\u00a0di Perle\u201d, questa via marittima si estende dalla Cina fino a Port Sudan, strategico per il Canale di Suez, che apre la strada verso l\u2019Europa, altro continente dove la Cina ha guadagnato terreno.<\/p>\n<div id=\"attachment_56309\" class=\"wp-caption alignnone\" style=\"text-align: justify; width: 793px;\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-56309 \" src=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/collana-di-perle-finale.png\" alt=\"La &quot;collana di perle&quot; (Mappa di Alberto Bellotto)\" width=\"793\" height=\"715\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">La \u201ccollana di perle\u201d (Mappa di Alberto Bellotto)<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Assicurandosi il passaggio attraverso il Mar Rosso verso il Canale di Suez, la Cina ha realizzato anche la sua prima base militare a Gibuti, accanto agli Stai Uniti, il Giappone, la Francia e l\u2019Italia, anche se aveva giurato che non lo avrebbe mai fatto, in quanto si opponeva all\u2019imperialismo americano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la presenza cinese in Africa non \u00e8 solo economica o militare. Il continente africano oggi ospita 54 Istituti Confucio \u2013 Centri di cultura cinese e scuole di Mandarino \u2013 arrivando fino a cinque istituti in un singolo Paese, come in Sudafrica, o quattro, come in Kenya \u2013 dove il Mandarino sar\u00e0 obbligatorio nelle scuole elementari a partire dal 2020, e dove la Cina ha stabilito il suo primo Istituto Confucio in Africa, insieme alla sua prima sede africana della Cctv\u00a0(China Central Television).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli Stati Uniti, dal canto loro, hanno a lungo ammonito i Paesi\u00a0africani che, cos\u00ec facendo, avrebbero rinunciato alla loro sovranit\u00e0 in cambio di questa eccezionale collaborazione con la Cina, laddove gli scambi tra l\u2019Africa e gli Stati Uniti non superavano neanche i 39 miliardi di dollari nel 2017.<ins id=\"aswift_1_expand\" data-ad-slot=\"8527991625\"><ins id=\"aswift_1_anchor\"><\/ins><\/ins><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A oggi, il 90% delle materie prime africane sono esportate in Cina, dato che i debiti del continente si stima abbiano raggiunto i 130 miliardi di dollari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/la-cina-parla-presenza-piu-stabile-africa\/\">http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/la-cina-parla-presenza-piu-stabile-africa\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GLI OCCHI DELLA GUERRA (Youcef Oussama Bounab) Tra il 2000 ed il 2016, la Cina aveva gi\u00e0 dato in prestito all\u2019Africa circa 125 miliardi di dollari, stando\u00a0quanto riferito da\u00a0\u00a0China Africa Research Initiative. 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