{"id":49929,"date":"2019-03-20T08:45:07","date_gmt":"2019-03-20T07:45:07","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49929"},"modified":"2019-03-20T10:24:05","modified_gmt":"2019-03-20T09:24:05","slug":"perche-nel-xvii-secolo-vi-fu-un-crollo-della-ricerca-scientifica-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49929","title":{"rendered":"Perch\u00e9 nel XVII secolo vi fu un crollo della ricerca scientifica italiana?"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> SINISTRA IN RETE (Lucio Russo)<\/strong><\/p>\n<p><strong> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories8\/320px-Bertini_fresco_of_Galileo_Galilei_and_Doge_of_Venice.jpg\" alt=\"320px Bertini fresco of Galileo Galilei and Doge of Venice\" width=\"300\" height=\"265\" \/><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credo che si possa tranquillamente affermare che la moderna scienza europea nacque nel Rinascimento italiano (anche se gli storiografi anglosassoni tendono a spostare il lieto evento di qualche secolo, facendolo coincidere con il salto di qualit\u00e0, sul quale torneremo, che si realizz\u00f2 alla fine del Seicento).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza ricordare i tanti successi scientifici italiani del Quattrocento e del Cinquecento, notiamo solo che una chiara prova del ruolo centrale svolto dal nostro paese nella scienza dell\u2019epoca \u00e8 fornita dalla sua capacit\u00e0 di attrarre studiosi stranieri. \u00c8 universalmente riconosciuto il ruolo chiave svolto dal fiammingo Andrea Vesalio (Andreas van Wesel) nella nascita dell\u2019anatomia moderna; \u00e8 perci\u00f2 significativo che Vesalio, dopo aver studiato a Lovanio e Parigi, abbia voluto coronare la sua carriera laureandosi a Padova, divenendovi professore e svolgendovi le sue principali ricerche. In astronomia \u00e8 universalmente noto il ruolo svolto da Niccol\u00f2 Copernico (Miko\u0142aj Kopernik), che aveva studiato a Bologna, Ferrara e Padova. Ancora nel Seicento il padre riconosciuto della geologia e della stratigrafia, il danese Niccol\u00f2 Stenone (Niels Stensen), svolse quasi tutta la sua attivit\u00e0 di ricerca in Toscana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Seicento ai successi italiani nelle scienze fisico-matematiche (soprattutto, ma non solo, ad opera della scuola galileiana) si accompagn\u00f2, nelle scienze della vita, il ruolo decisivo svolto da scienziati come Francesco Redi e Marcello Malpighi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Settecento, e gi\u00e0 alla fine del Seicento, l\u2019Italia era tuttavia divenuta un paese scientificamente sottosviluppato (con qualche eccezione nelle scienze della vita). Quali furono le cause di un crollo verticale cos\u00ec rapido?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vulgata, ripetuta infinite volte, d\u00e0 una risposta netta e chiara: la colpa fu della chiesa cattolica, che blocc\u00f2 le ricerche scientifiche con i processi e le condanne di Bruno (1600) e di Galileo (1633).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credo che questa risposta sia quasi universalmente accettata (con l\u2019eccezione di pochi cattolici integralisti) perch\u00e9 permette di soddisfare sia il nostro antropomorfismo, che suggerisce di ricondurre le cause di processi storici all\u2019individuazione di colpevoli, sia il desiderio di \u201csentirsi dalla parte giusta\u201d, addebitando crolli culturali e disastri economici e politici ad avversari ideologici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le cose non sono per\u00f2 cos\u00ec semplici. In primo luogo la spiegazione usuale \u00e8 smentita dalla cronologia. Il processo a Galileo si concluse nel 1633. Spostiamoci alla met\u00e0 degli anni sessanta. In che stato \u00e8, dopo pi\u00f9 di trent\u2019anni, la scienza italiana e in particolare l\u2019astronomia, che era stata colpita dalla condanna dell\u2019eliocentrismo da parte della Chiesa? Il principale astronomo europeo \u00e8, all\u2019epoca, l\u2019italiano Giovanni Domenico Cassini (1625-1721): non solo \u00e8 copernicano, ma d\u00e0 anche importanti conferme osservative delle leggi di Keplero. Cassini lavora nello Stato pontificio, dirigendo l\u2019Osservatorio di Bologna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1666 Giovanni Alfonso Borelli pubblica a Pisa le\u00a0Theoricae mediceorum planetarum ex causis phisicis deductae. Il moto dei satelliti intorno a Giove vi \u00e8 studiato in analogia con la rivoluzione dei pianeti intorno al Sole: entrambi i moti sono spiegati con l\u2019attrazione del corpo centrale, equilibrata dalla forza centrifuga. \u00c8 l\u2019opera che, anticipando parte dei risultati di Newton, inaugura la meccanica celeste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso 1666, a Firenze, Lorenzo Magalotti pubblica i\u00a0Saggi di naturali esperienze fatte nell\u2019Accademia del Cimento.\u00a0L\u2019Accademia del Cimento era stata fondata nel 1657 (un quarto di secolo dopo il processo a Galileo) ed era la prima accademia europea dotata di laboratori in cui si compivano esperimenti: costitu\u00ec, in larga misura, il modello della Royal Society e delle accademie scientifiche sorte negli altri principali paesi europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla stessa epoca Marcello Malpighi portava avanti il suo studio pionieristico dell\u2019anatomia e fisiologia microscopiche. Nel 1666 pubblic\u00f2, in particolare, il\u00a0De viscerum structura, nel quale era messo in evidenza la struttura microscopica dei reni ed era sviluppato un nuovo modello del processo della secrezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quegli stessi anni, a Bologna, Pietro Mengoli, in lavori oggi spesso ignorati\u00a0[1], sviluppava metodi di analisi infinitesimale e in particolare i concetti di limite e di integrale definito, con un rigore che Leibniz e Newton non eguaglieranno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1665 \u00e8 pubblicata postuma l\u2019opera di Francesco Maria Grimaldi in cui si annuncia la scoperta della diffrazione della luce:\u00a0Physico mathesis de lumine, coloribus, et iride, aliisque annexi libri duo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lavoro che inaugura la biologia sperimentale, le\u00a0Esperienze intorno alla generazione degl\u2019insetti, di Francesco Redi, vede la luce nel 1668.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stratigrafia nasce nell\u2019opera di Stenone\u00a0De solido intra solidum naturaliter contento dissertationis prodromus, pubblicata a Firenze nel 1669.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Potrei continuare, ma credo che gli esempi fatti finora siano sufficienti a mostrare una ricerca scientifica italiana che negli anni sessanta del XVII secolo appare in ottima salute. Il colpo subito a causa del processo a Galileo era stato evidentemente ben assorbito nell\u2019arco di qualche decennio, anche nel settore dell\u2019astronomia. Il crollo \u00e8 per\u00f2 subitaneo ed avviene intorno al 1670. Ricordiamo poche date:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1669 si riunisce per l\u2019ultima volta l\u2019Accademia del Cimento\u00a0[2].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso 1669 Marcello Malpighi smette di pubblicare in Italia. Tutte le sue opere successive saranno pubblicate a Londra, a cura della Royal Society.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1670 Giovanni Domenico Cassini lascia Bologna e si trasferisce a Parigi, dove Luigi XIV lo ha chiamato a dirigere l\u2019Osservatorio astronomico da poco creato. Partendo, dichiara di non lasciare successori in Italia. Fonder\u00e0 una dinastia di astronomi francesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non conosco opere scientifiche di importanza confrontabile con quella delle opere citate degli anni sessanta del secolo XVII pubblicate in Italia nel decennio successivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le date viste finora acquistano un maggior significato se viste insieme ad altre date, relative ad eventi esterni all\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1662 a Londra nasce la Royal Society e Robert Hooke vi \u00e8 assunto per occuparsi degli esperimenti: \u00e8 il primo ricercatore retribuito della storia europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1665 appare a Parigi il\u00a0Journal des s\u00e7avans\u00a0(poi divenuto\u00a0Journal des savants). \u00c8 la prima rivista scientifica europea. L\u2019anno successivo \u00e8 affiancata dalle inglesi\u00a0Philosophical Transactions of the Royal Society.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1666 \u00e8 istituita a Parigi l\u2019Acad\u00e9mie des sciences; \u00e8 una delle istituzioni scientifiche francesi create in quegli anni per iniziativa di Jean-Baptiste Colbert, il potente ministro di Luigi XIV che fond\u00f2 anche l\u2019Osservatorio astronomico di Parigi, completato nel 1671, e una scuola di idrografia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1675 \u00e8 fondato l\u2019Osservatorio reale di Greenwich.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quegli anni in Inghilterra sono pubblicati lavori fondamentali di meccanica e di astronomia, tra gli altri di Hooke. Altri lavori, altrettanto fondamentali, di meccanica sono pubblicati in Olanda da Huygens (ricordiamo l\u2019Horologium oscillatorium sive de motu pendularium,\u00a0del 1673), mentre nello stesso paese Antoni van Leeuwenhoek fonda la microbiologia scoprendo infusori, batteri e spermatozoi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 necessario allungare troppo questo elenco per rendersi conto che il crollo italiano \u00e8 contemporaneo a un salto di qualit\u00e0 nell\u2019organizzazione della ricerca e nei risultati scientifici in paesi come la Francia, l\u2019Inghilterra e i Paesi Bassi, che si dotano di laboratori, riviste scientifiche, accademie e altre strutture scientifiche. Vi \u00e8, in altre parole, un chiaro passaggio di consegne dagli Stati italiani ad altri Stati europei, ed alcuni scienziati italiani ne sembrano pienamente consapevoli e partecipi, come abbiamo visto nel caso di Cassini e di Malpighi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comincia ad apparire chiaro che si tratta di un fenomeno europeo che difficilmente pu\u00f2 essere stato causato dalle decisioni di un paio di pontefici. Cos\u2019era dunque successo? L\u2019attiva politica scientifica di un politico ed economista come Colbert mostra con chiarezza l\u2019origine economica del fenomeno. Se uno Stato come la Francia e le \u00e9lite inglesi e olandesi (in paesi nei quali il finanziamento alla ricerca fu pi\u00f9 privato che statale) decidono di investire risorse finanziarie nella ricerca scientifica, \u00e8 evidentemente perch\u00e9 pensano che si tratti di un buon investimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricerca scientifica non \u00e8, se non in misura trascurabile, una ricerca disinteressata della \u201cverit\u00e0\u201d. Per lo pi\u00f9 nasce dall\u2019esigenza di risolvere problemi concreti. Quali erano stati i problemi concreti affrontati dagli scienziati italiani del Quattrocento e del Cinquecento? Una rapida rassegna dei risultati ottenuti rende evidente che si trattava soprattutto di applicazioni riguardanti i consumi delle \u00e9lite: le belle arti avevano stimolato lo sviluppo della teoria della prospettiva e dell\u2019anatomia (che all\u2019epoca interessava scultori e pittori pi\u00f9 che i medici); l\u2019astronomia era motivata dall\u2019esigenza di compilare costosi oroscopi personali; la botanica coincideva in larga misura con la farmacologia, sviluppata soprattutto per curare i membri della classe dominante; la matematica era applicata alla contabilit\u00e0 che interessava banchieri e commercianti. Il mecenatismo dei principi era allora sufficiente per finanziare la ricerca. Applicazioni di interesse per gli Stati e per la nascente borghesia erano state tentate nel Cinquecento (sin dalla\u00a0Nova Scientia\u00a0di Tartaglia, del 1537, in cui si iniziarono gli studi di balistica) e soprattutto nel Seicento, quando Galileo aveva tentato di convincere la repubblica di Venezia di saper risolvere problemi (che ora diciamo di scienza delle costruzioni) di interesse per la cantieristica navale. Si trattava per\u00f2 di tentativi privi di reale efficacia pratica. Nella seconda met\u00e0 del Seicento la scienza mostra invece di poter essere convenientemente applicata a problemi che interessavano gli Stati nazionali e la borghesia: innanzitutto nell\u2019ambito della navigazione, della costruzione di navi e dell\u2019artiglieria. A quel punto l\u2019Italia \u00e8 superata rapidamente dalle potenze europee e in particolare dalle potenze marittime. \u00c8 in effetti impressionante vedere quanta parte delle ricerche scientifiche nell\u2019ambito della scienza esatta nel secondo Seicento e nel Settecento fu motivata dai bisogni della navigazione: l\u2019esigenza di determinare la longitudine in mare aperto motiv\u00f2 non solo lo sviluppo dell\u2019orologeria (che a sua volta stimol\u00f2 la meccanica), ma una serie di altre direzioni di ricerca: ad esempio fu il tentativo di risolvere il problema della longitudine con metodi astronomici che port\u00f2, tra l\u2019altro, alla prima misura della velocit\u00e0 della luce; il calcolo vettoriale nacque in larga misura dallo studio della navigazione a vela, mentre il moto dello scafo nell\u2019acqua stimol\u00f2 la fluidodinamica, che pose problemi all\u2019analisi matematica; importanti concetti della meccanica dei corpi rigidi (come gli assi principali di inerzia) furono introdotti da Eulero per l\u2019analisi del beccheggio e del rollio delle navi; il cannocchiale era stato sviluppato nei Paesi Bassi per le esigenze dei marinai e il telescopio a riflessione fu in larga misura un sottoprodotto dello sviluppo dei fari; la ricerca sulle maree ebbe importanti ricadute sulla meccanica e sull\u2019astronomia; lo studio delle mappe conformi (ossia delle funzioni olomorfe) nacque per le esigenze della cartografia nautica; \u2026 si potrebbe continuare a lungo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019organizzazione dei grandi Stati richiese anche lo sviluppo della statistica matematica (chiamata inizialmente aritmetica politica) e della cartografia. Lo sviluppo di strumenti scientifici fu spesso motivato anche da esigenze pratiche di artigiani e commercianti. Un solo esempio: il gi\u00e0 citato fondatore della microbiologia, l\u2019olandese Antoni van Leeuwenhoek, era inizialmente un commerciante tessile, che aveva cominciato a usare microscopi per analizzare la qualit\u00e0 dei tessuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia non poteva pi\u00f9 essere competitiva non solo perch\u00e9 non vi era uno Stato unitario capace di investire significative risorse nella scienza, ma, ancor pi\u00f9, perch\u00e9 per vari motivi (tra i quali ebbe certamente una grande importanza lo spostarsi delle pi\u00f9 importanti rotte commerciali fuori dal Mediterraneo\u00a0[3]) la sua economia aveva subito un crollo gi\u00e0 intorno al 1620, quando le esportazioni di Milano, Genova e Venezia erano precipitate e Genova era stata sostituita da Amsterdam come centro della finanza europea. Carlo Maria Cipolla scrive che in quell\u2019occasione<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>l\u2019Italia da paese trasformatore di materia prima ed esportatore di manufatti e servizi divenne un paese eminentemente agricolo di baroni e contadini che esportava soprattutto prodotti agricoli. [4]<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa situazione il crollo scientifico era inevitabile, ma poich\u00e9 una tradizione culturale di alto livello non muore in pochi anni, si pu\u00f2 capire che segu\u00ec quello economico con un paio di generazioni di ritardo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembra chiaro, in definitiva, che le spiegazioni popolari, che vorrebbero interpretare fenomeni culturali in termini ideologici, come se fossero avulsi dal contesto materiale, economico e sociale, sono gravemente inadeguate. Non vi \u00e8 dubbio che episodi gravi come il processo a Galileo dimostrano che le gerarchie della Chiesa cattolica svolsero, pi\u00f9 delle confessioni protestanti, un ruolo di freno verso la ricerca scientifica, ma credo che il rapporto causa-effetto debba essere rovesciato. Alla base di questa differenza non vi furono le differenze teologiche tra le due religioni (ricordiamo che i protestanti furono, tra l\u2019altro, molto pi\u00f9 attivi dei cattolici nella caccia alle streghe), ma con ogni probabilit\u00e0 la circostanza che nel centro del cattolicesimo, cio\u00e8, per dirla con le parole di Cipolla, in un\u00a0paese eminentemente agricolo di baroni e contadini che esportava soprattutto prodotti agricoli, vi era molta meno attenzione ai benefici portati dalla ricerca scientifica.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">Note<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\">[1] Ad esempio uno storico come Morris Kline nella sua\u00a0Storia del pensiero matematico\u00a0ignora i fondamentali risultati di Mengoli.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\">[2] Di solito si legge che l\u2019Accademia del Cimento cess\u00f2 l\u2019attivit\u00e0 nel 1667, ma la documentazione dell\u2019esistenza dell\u2019Accademia nei due anni successivi fu esibita da Raffaello Caverni ed \u00e8 stata giudicata ineccepibile da Ugo Baldini.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\">[3] \u00c8 significativo che il primo settore della tecnologia scientifica italiana che fu superato dalle nuove potenze marinare fu la cartografia, che anticip\u00f2 di quasi un secolo il crollo generale. La produzione cartografica di Venezia, che fino ad allora era stata la prima al mondo, croll\u00f2 infatti verticalmente intorno al 1575, sopraffatta dalla concorrenza fiamminga e olandese.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\">[4] Carlo M. Cipolla et al.,\u00a0Storia facile dell\u2019economia italiana dal Medioevo a oggi, Mondadori, Milano 1996, p. 72.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/cultura\/14591-lucio-russo-perche-nel-xvii-secolo-vi-fu-un-crollo-della-ricerca-scientifica-italiana.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/cultura\/14591-lucio-russo-perche-nel-xvii-secolo-vi-fu-un-crollo-della-ricerca-scientifica-italiana.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRA IN RETE (Lucio Russo) Credo che si possa tranquillamente affermare che la moderna scienza europea nacque nel Rinascimento italiano (anche se gli storiografi anglosassoni tendono a spostare il lieto evento di qualche secolo, facendolo coincidere con il salto di qualit\u00e0, sul quale torneremo, che si realizz\u00f2 alla fine del Seicento). 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