{"id":49965,"date":"2019-03-21T09:30:58","date_gmt":"2019-03-21T08:30:58","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49965"},"modified":"2019-03-21T07:57:50","modified_gmt":"2019-03-21T06:57:50","slug":"perche-dobbiamo-liberarci-quanto-prima-dallideologia-dello-schwarze-null","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49965","title":{"rendered":"Perch\u00e9 dobbiamo liberarci quanto prima dall&#8217;ideologia dello Schwarze Null"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di <strong>VOCI DALLA GERMANIA (Peter Bofinger)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/3.bp.blogspot.com\/-MRyz1VU2YCk\/XI_3-tbIy1I\/AAAAAAAAHss\/CpoQEB8H4DQPysrXY3ASWGYq-yZimhI7gCLcBGAs\/s320\/2%252Cw%253D993%252Cq%253Dhigh%252Cc%253D0.bild%2B%25281%2529.jpg\" width=\"320\" height=\"180\" border=\"0\" data-original-height=\"559\" data-original-width=\"993\" \/><\/p>\n<p><i><b>Il grande economista Peter Bofinger, per oltre 15 anni membro del prestigioso Consiglio degli esperti economici tedeschi, dalle pagine della IPG (Internationale Politik und Gesellschaft) ci spiega perch\u00e9 la Germania deve liberarsi quanto prima dalla assurda ideologia dello Schwarze Null. <a href=\"https:\/\/www.ipg-journal.de\/rubriken\/soziale-demokratie\/artikel\/nullnummer-3314\/\">Ne scrive <\/a><a href=\"https:\/\/www.ipg-journal.de\/rubriken\/soziale-demokratie\/artikel\/nullnummer-3314\/\">Peter Bofinger sulla rivista IPG<\/a>.<\/b><\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Quando i nostri figli e nipoti fra 30 anni guarderanno indietro per capire cosa \u00e8 accaduto in questo periodo, <\/b>probabilmente si chiederanno per quale motivo un paese civile come il Regno Unito abbia potuto prendere in considerazione l&#8217;idea di uscire dall&#8217;Unione Europea rinunciando alle sue prospettive economiche e politiche. Guardando alla Germania invece, si chiederanno perch\u00e9 la terra dei poeti e dei pensatori abbia scelto di seguire ciecamente <b>l&#8217;ideologia dello &#8220;Schwarze Null&#8221;<\/b>: come \u00e8 possibile che la Germania abbia intenzionalmente deciso di rinunciare gli investimenti per il futuro &#8211; credendo anche di fare un favore alle generazioni future?<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>La SPD sembra essere in procinto di correggere gli errori del passato. <\/b>Ci\u00f2 vale in particolar modo per le riforme del mercato del lavoro realizzate nel 2005 sotto il cancelliere federale Gerhard Schr\u00f6der, il quale aveva incaricato una commissione sotto la presidenza di Peter Hartz, l&#8217;ex direttore del personale della Volkswagen. Le riforme Hartz per molti anni sono state celebrate come una grande conquista. Ad un esame pi\u00f9 attento, tuttavia, \u00e8 chiaro che assomigliano molto alla fiaba &#8220;I vestiti nuovi dell&#8217;Imperatore&#8221;.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Perch\u00e9 i successi dell&#8217;economia tedesca sui mercati mondiali non hanno nulla a che fare con il fatto <\/b>che con Hartz IV i\u00a0 benefici\u00a0per i disoccupati di lunga durata\u00a0sono stati ridotti. Se una tale riforma fosse davvero un punto di svolta, allora l&#8217;economia italiana e greca dovrebbero prosperare, dopotutto, i disoccupati di lunga durata in quei paesi non ricevono alcun sostegno statale. \u00c8 quindi positivo che la SPD abbia iniziato a mettere sotto esame Hartz IV, casualmente anche con effetti positivi sui risultati dei loro sondaggi.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"separator\"><a href=\"https:\/\/2.bp.blogspot.com\/-ZQvZTtXy5YA\/XJArLndUsjI\/AAAAAAAAHs4\/t-fHGNSYSiUJ54GcPVlqPA9WgFDGoZieACLcBGAs\/s1600\/Bofinger2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/2.bp.blogspot.com\/-ZQvZTtXy5YA\/XJArLndUsjI\/AAAAAAAAHs4\/t-fHGNSYSiUJ54GcPVlqPA9WgFDGoZieACLcBGAs\/s200\/Bofinger2.jpg\" width=\"133\" height=\"200\" border=\"0\" data-original-height=\"330\" data-original-width=\"220\" \/><\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<p><b>Proprio per questa ragione la SPD dovrebbe essere coraggiosa e prendere le distanza dall&#8217;ideologia dello &#8220;Schwarze Null&#8221;<\/b>, ideologia secondo la quale i bilanci pubblici devono essere sempre in pareggio. Perch\u00e9 a sostegno di questa regola, che a partire dalla crisi finanziaria globale \u00e8 stata inserita anche in Costituzione con il nome di <b>&#8220;freno all&#8217;indebitamento&#8221;<\/b>, non ci sono argomenti economici validi.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>In Germania, il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo attualmente \u00e8 del 56%<\/b>. Questa cifra \u00e8 inferiore al limite del 60% fissato dal Trattato di Maastricht e ben al di sotto del livello degli altri paesi del G7: il Giappone ha il pi\u00f9 alto rapporto debito PIL, al 237% del PIL, seguito dall&#8217;Italia (129%), Stati Uniti Stati (108%), Francia (96%), Regno Unito (87%) e Canada (85%).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Finora la scienza economica non \u00e8 riuscita a calcolare un limite massimo convincente per il rapporto debito\/PIL degli Stati.<\/b> Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff nel 2010 in un articolo scritto per l&#8217;American Economic Review avevano identificato una soglia del 90 %, lo studio tuttavia conteneva alcuni dati errati. Inoltre, nonostante il suo elevato rapporto debito\/PIL, il Giappone non ha mai avuto problemi a prendere in prestito nuovo denaro. Non c&#8217;\u00e8 mai stata una grande crisi di fiducia nei confronti dello yen. Al contrario, la valuta giapponese spesso in passato \u00e8 andata meglio di quanto non abbia fatto l&#8217;economia giapponese.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Ma anche supponendo che un rapporto debito\/PIL al 60% per la Germania sia appropriato, lo Schwarze Null non \u00e8 giustificato. <\/b>Supponiamo che il prodotto interno lordo nominale continui a crescere di circa il 3% all&#8217;anno. In questo caso, il deficit di bilancio annuale della Germania potrebbe ammontare all&#8217;1,8% del PIL, quindi il rapporto debito\/PIL rimarrebbe al livello attuale. Ci\u00f2 deriva da una formula semplice: il livello di deficit, che consente di mantenere costante il rapporto debito\/PIL \u00e8 il prodotto del tasso di crescita del PIL nominale e del rapporto debito\/PIL (3 x 0,6 = 1,8). <b>La Germania, quindi, ogni anno potrebbe<\/b><b>\u00a0spendere circa 60 miliardi in pi\u00f9 in investimenti pubblici.<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Con un deficit di questa portata, la Germania si troverebbe ad un livello simile al resto del G7.<\/b> Attualmente il deficit \u00e8 del 5,0% negli Stati Uniti, del 2,8% in Giappone, dell&#8217;1,7% nel Regno Unito e in Italia e dell&#8217;1,1% in Canada.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Sebbene non esista una solida base teorica per stabilire un limite massimo nel rapporto debito\/PIL,\u00a0<\/b>si pu\u00f2 affermare che l&#8217;indebitamento di un paese sovrano pu\u00f2 essere giustificato se il denaro viene utilizzato per finanziare gli investimenti per il futuro. Questa \u00e8 la <b>&#8220;regola d&#8217;oro&#8221;<\/b> delle politiche di finanza pubblica, che pu\u00f2 essere dedotta dalla\u00a0ottimale\u00a0distribuzione delle risorse nel tempo. La logica di questa regola \u00e8 tanto semplice quanto intuitiva: se lo stato costruisce un nuovo ponte che pu\u00f2 essere utilizzato nei prossimi 50 anni, non vi \u00e8 alcun motivo per pagarlo solo con le entrate dell&#8217;anno in corso.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Persino l&#8217;ultra-conservatore &#8220;Consiglio tedesco dei saggi economici&#8221; nel 2007<\/b> ha esplicitamente confermato il principio della regola aurea in una relazione speciale pubblicata sotto il titolo: &#8220;Limitare in modo efficace il debito pubblico&#8221;. Gli economisti sostenevano che la richiesta di un\u00a0generale\u00a0divieto all&#8217;indebitamento era &#8220;economicamente priva di senso, come lo sarebbe proibire ai privati \u200b\u200bo alle aziende di prendere denaro in prestito&#8221;.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Se la Germania rinunciasse allo Schwarze Null come leitmotiv della sua politica fiscale e iniziasse\u00a0invece\u00a0<\/b><b>a seguire la regola aurea,<\/b> si potrebbe fare molto per migliorare la prosperit\u00e0 e la qualit\u00e0 della vita delle generazioni future. Il risultato sarebbe una maggiore stabilit\u00e0 politica: migliori infrastrutture pubbliche e maggiori risorse da dedicare all&#8217;istruzione contrasterebbero una insoddisfazione ampiamente diffusa nei confronti della classe politica. Con i fondi pubblici sarebbe possibile aumentare considerevolmente le attivit\u00e0 di ricerca nel nostro paese e l&#8217;uso di energie rinnovabili &#8211; in linea con la gi\u00e0 pianificata transizione energetica.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Pi\u00f9 investimenti pubblici in Germania, inoltre, darebbero un contributo alla riduzione dell&#8217;eccedenza commerciale tedesca<\/b>\u00a0e a riequilibrare gli squilibri economici all&#8217;interno dell&#8217;area dell&#8217;euro. Questo, a sua volta, potrebbe togliere il vento dalle vele del protezionismo\u00a0del governo americano, particolarmente critico nei confronti della Germania a causa del suo surplus di conto corrente molto elevato.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>I vantaggi economici e politici di un simile cambio di paradigma fiscale sono ovvi. <\/b>Allo stesso tempo \u00e8 difficile capire cosa la Germania potrebbe avere da guadagnare se restasse ancorata allo Schwarze Null. In termini puramente matematici nei prossimi 20 anni il rapporto debito\/PIL scenderebbe dall&#8217;attuale 56% al 31%. Nessun economista serio potrebbe ragionevolmente giustificare perch\u00e9 un rapporto debito\/PIL cos\u00ec basso dovrebbe essere vantaggioso.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>La pi\u00f9 importante sfida politica del futuro sar\u00e0 quella di superare la\u00a0 profonda riluttanza dei tedeschi ad accettare l&#8217;indebitamento.<\/b> A differenza di altre lingue, il termine &#8220;Schulden&#8221; (debito) in tedesco porta dentro di s\u00e9 il significato di &#8220;Schuld&#8221; (colpa) e quindi ha una particolare connotazione negativa. A ci\u00f2 bisogna aggiungere il fatto che \u00e8 molto difficile spiegare il meccanismo tramite il quale il rapporto debito\/PIL rimane stabile quando il debito pubblico aumenta in proporzione al PIL nominale.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Ci\u00f2 tuttavia non dovrebbe essere una scusa per attenersi allo Schwarze Null\u00a0<\/b>e rinunciare all&#8217;enorme potenziale economico e politico\u00a0di un simile cambio di paradigma\u00a0per la Germania. Nella storia dei &#8220;Vestiti nuovi dell&#8217;imperatore&#8221;, un bambino pronuncia l&#8217;ovvio: il re \u00e8 nudo. <b>La SPD dovrebbe avere il coraggio di fare la stessa cosa nei confronti del mito dello zero nero.<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>La retromarcia della SPD sulle riforme Hartz dimostra che tale coraggio pu\u00f2 anche pagare<\/b>. Gi\u00e0 oggi ci sono dei prominenti economisti tedeschi pronti a mettere in discussione il pareggio di bilancio. Adesso anche la politica dovrebbe cedere. E in questo modo tutti noi fra 20 o 30 anni non dovremo confrontarci con la domanda dei nostri figli e nipoti su come sia stato possibile sprecare una cos\u00ec grande occasione per migliorare il loro benessere economico e politico, proteggendo l&#8217;ecosistema.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/vocidallagermania.blogspot.com\/2019\/03\/peter-bofinger-perche-dobbiamo.html\">http:\/\/vocidallagermania.blogspot.com\/2019\/03\/peter-bofinger-perche-dobbiamo.html<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALLA GERMANIA (Peter Bofinger) &nbsp; &nbsp; Il grande economista Peter Bofinger, per oltre 15 anni membro del prestigioso Consiglio degli esperti economici tedeschi, dalle pagine della IPG (Internationale Politik und Gesellschaft) ci spiega perch\u00e9 la Germania deve liberarsi quanto prima dalla assurda ideologia dello Schwarze Null. 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