{"id":49996,"date":"2019-03-21T11:45:24","date_gmt":"2019-03-21T10:45:24","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49996"},"modified":"2019-03-21T08:57:47","modified_gmt":"2019-03-21T07:57:47","slug":"che-fine-ha-fatto-la-musica-intervista-a-antonello-cresti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=49996","title":{"rendered":"Che fine ha fatto la musica? Intervista a Antonello Cresti"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>SENSO COMUNE (Christian Dalenz)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-larus_justify_feature size-larus_justify_feature wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/bob-dylan-2549292_1280-850x566.jpg\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" srcset=\"https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/bob-dylan-2549292_1280-850x566.jpg 850w, https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/bob-dylan-2549292_1280-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/bob-dylan-2549292_1280-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/bob-dylan-2549292_1280-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/bob-dylan-2549292_1280-380x253.jpg 380w, https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/bob-dylan-2549292_1280-780x520.jpg 780w, https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/bob-dylan-2549292_1280.jpg 1280w\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"566\" \/><\/p>\n<div class=\"post_content\">\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><strong><span class=\"s1\"><i>Perch\u00e9 \u00e8 avvenuto un distacco cos\u00ec forte tra la musica alta e la maggioranza del popolo? Perch\u00e9 la musica non ha quasi pi\u00f9 valore in senso sociale e politico?Sono tutte domande che ossessionano la mente di Antonello Cresti, giornalista musicale e \u201cagitatore culturale\u201d (come ama definirsi), che ha provato a darsi risposte nel recente \u201cLa scomparsa della musica.<br \/>\nAntonello sar\u00e0 nostro ospite il 4 marzo a Firenze per parlarci dei temi aperti nel libro e in questa intervista e per discutere delle possibili alternative politiche all\u2019esistente. Presto ulteriori dettagli.<\/i><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\"><i><strong>di Christian Dalenz<\/strong><\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Da sempre appassionato delle sette note, Antonello Cresti si \u00e8 impegnato nel settore da artista prima con i Cocainomadi, \u201cun gruppo di culto a Firenze\u201d, mi dice, e poi con il Nihil Project, un duo \u201caperto alla sperimentazione tra pi\u00f9 generi insieme ad altri musicisti e con una componente filosofica controculturale intrisa di filosofia orientale e pensiero della decadenza<\/span><span class=\"s2\"><sup>\u201d<\/sup><\/span><span class=\"s1\">.<br \/>\nPoi la scelta di diventare propagatore culturale, come giornalista \u2013 \u201cma ho scritto pochi articoli, soprattutto per Rockerilla\u2026\u201d- e come scrittore di libri. In questo ambito le sue opere sono state dieci. Spicca in particolare la trilogia di <i>Solchi Sperimentali<\/i>, cos\u00ec composta: un primo libro dove si analizzavano le varie correnti musicali globali dagli anni \u201960 ad oggi; un secondo dove si trattava la sperimentazione musicale italiana; un terzo dedicato al Kraut Rock tedesco.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Ora il libro pi\u00f9 politico, <i>La scomparsa della musica<\/i> (NovaEuropa Edizioni), scritto in forma di dialogo insieme al musicologo Renzo Cresti (che, attenzione, non \u00e8 suo parente). L\u2019opera rappresenta, in estrema sintesi, una ribellione contro l\u2019idea che la musica debba essere solo un sottofondo e non arte a cui dedicarsi completamente e che abbia un significato generazionale sociale e politico.<br \/>\nUn\u2019uscita editoriale che si accompagna alla fondazione della Convenzione degli Indocili, una serie di iniziative che tenter\u00e0 di ribaltare il tavolo del dibattito dalla parte della controcultura.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\"><b>Cominciamo dal capire meglio chi sei. Che tipo di musica ti interessa in particolare e quali sono stati gli ascolti pi\u00f9 formativi per te?<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Al centro del mio interesse c\u2019\u00e8 la musica che si pone criticamente rispetto al sistema dominante, in particolare nei confronti del neoliberismo. Sono interessato a tutte le alternative al neoliberismo, tra cui non metto solo le alternative politiche ma anche quelle spirituali.Mi ha sempre interessato tutto ci\u00f2 che \u00e8 sotterraneo, deviante rispetto al percorso tracciato dal sistema. Mi interessa il misticismo, l\u2019ecologia profonda: tutto quello che non \u00e8 standardizzato. I miei gusti vanno di pari passo con questa mia predisposizione. La psichedelia \u00e8 il mio luogo di partenza per estrazione culturale e modo di sentire le cose. Sono stato sempre vicino alla musica dei \u201960: il mio primo amore sono stati i Beatles e sento una particolare affinit\u00e0 culturale con la psichedelia della fine di quel decennio. Un altro artista per me formativo \u00e8 stato Franco Battiato. Ma amo molto anche altri generi, ad esempio, giocando con gli opposti, il black metal (in particolare Burzum e Cradle of Filth) e il canto gregoriano, che mi permette di fare meditazione attraverso la musica.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\"><b>L\u2019operazione di Solchi Sperimentali sembrerebbe aver colpito nel profondo il panorama musicale nostrano, visto l\u2019interesse che ha ricevuto. Ce ne parli?<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\"><i>Solchi sperimentali<\/i> nasceva con l\u2019idea di fare una sorta di percorso tra i vari generi attraverso la categorizzazione delle musiche altre. Per musiche altre intendo tutte quelle che portino con s\u00e9 una ricerca di alterit\u00e0, una ricerca dell\u2019altro, una ricerca di concezione dell\u2019esistenza. Che fondino sfera creativa ed esistenziale. Volevo creare nuove categorie di ascolto e all\u2019interno proporre ascolti che ritenevo significativi. Come per esempio gli Ulver, Diamanda Galas, Terry Riley, i francesi Magma, gli italiani Area. Cose non di massa ma conosciute, insieme ad altri artisti pi\u00f9 di nicchia. Ho anche ricollegato questi movimenti musicali al momento storico; per esempio, quando ho scritto dell\u2019industrial music inglese, l\u2019ho contestualizzata nell\u2019epoca thatcheriana in cui si \u00e8 sviluppata. Con molti degli artisti di cui ho scritto sono entrato in contatto diretto, in particolare con quelli italiani. <\/span><\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\"><b>Con chi tra questi artisti in particolare hai sviluppato un rapporto?<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Mi onora in particolare aver conosciuto Juri Camisasca. Come ascoltatore l\u2019ho conosciuto da ragazzo, con il suo album <i>Il carmelo di Echt <\/i>del 1991 e mi fulmin\u00f2 soprattutto per l\u2019immaginario spirituale e mistico che evocava, ancora di pi\u00f9 che per motivi musicali. Mi avvicin\u00f2 anche al canto gregoriano. In quel periodo lui era uscito dal monastero in cui si era ritirato; attualmente abita da eremita in un paesino alle pendici dell\u2019Etna, non lontano dal luogo in cui abita Franco Battiato.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Circa dieci anni dopo lo vidi in concerto, uno dei pochi che fa. Ebbi l\u2019occasione di parlarci e da l\u00ec siamo rimasti in contatto. Prima mi ha rilasciato un\u2019intervista per Solchi Sperimentali Italia, poi nell\u2019estate del 2017 io e Francesco Paolo Paladino abbiamo lavorato insieme a lui a un documentario sulla sua vita. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Camisasca \u00e8 una persona la cui capacit\u00e0 di narrare il suo quotidiano e le sue esperienze \u00e8 davvero affascinante. Con questo lavoro abbiamo cercato di immergerci nella sua dimensione meditativa.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\"><b>Abbiamo dunque capito che la tua cultura musicale \u00e8 davvero molto ampia. Perch\u00e9 denunci con questo nuovo libro \u201c<\/b><\/span><span class=\"s3\"><b><i>La scomparsa della musica\u201d<\/i><\/b><\/span><span class=\"s1\"><b>?<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Il libro nasce da un disagio nei confronti della produzione di massa musicale odierna. Non perch\u00e9 la voglia snobbare, ma perch\u00e9 \u00e8 musica fatta male, senza contenuti, senza divertimento. Il mio disagio riveste anche la parte sociale di queste espressioni: \u00e8 una musica che non rappresenta nulla, anche perch\u00e9 \u00e8 svanita la giovent\u00f9 come categoria anagrafica, come spazio vitale dove c\u2019\u00e8 il coraggio del cimento, dell\u2019innovazione.C\u2019\u00e8 un appiattimento totale, depressivo. Nella trap odierna, per esempio, c\u2019\u00e8 un immaginario fintamente trasgressivo, con allusioni a droghe e alla sessualit\u00e0 esplicita, che crea un cortocircuito di senso: si d\u00e0 l\u2019idea di trasgressivit\u00e0 ma si \u00e8 in realt\u00e0 molto integrati. C\u2019\u00e8 l\u2019esaltazione del Capitale pi\u00f9 di ogni altro prodotto. I trapper sono l\u2019avanguardia del neoliberismo.<br \/>\nIo vorrei piuttosto riavvicinare la musica a una missione pi\u00f9 alta, che \u00e8 quella di ispirarci un atteggiamento protagonistico nella vita. La musica pu\u00f2 scatenare emozioni che ci mobilitino. Se la musica non ha un senso profondo nella societ\u00e0 diventa solo un soprammobile, un sottofondo a cui prestare poca attenzione. Voglio una canzone che dica davvero qualcosa e che faccia identificare i giovani in un momento generazionale.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\"><b>Che cosa ha determinato secondo te questa perdita di un ruolo sociale e politico della musica nella societ\u00e0?<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Il momento storico preciso in cui le cose sono cambiate \u00e8 da rintracciare nel passaggio da un capitalismo legato alla merce al capitalismo immateriale della finanza, che vuole plasmare il mondo a sua immagine e somiglianza. In una famosa intervista, Frank Zappa raccontava dei discografici che non capivano nulla di musica e che per\u00f2 non si facevano troppe domande sulla cornice concettuale del prodotto artistico se vendeva.<br \/>\nLui, Dylan e altri grandi sono stati fortunati ad avere a che fare con quei discografici. Questo perch\u00e9 oggi siamo passati agli esperti di settore: giovani, rampanti, con master in economia e marketing, questi discografici odierni pensano di saper interpretare la giovent\u00f9 e vogliono decidere cosa va e cosa non va in base alle loro teorie sul mercato. Loro rappresentano il capitalismo distopico che ha mandato in crisi profonda il settore. Questi novelli Marchionne della discografia non solo stanno distruggendo una visione umanistica della societ\u00e0, ma falliscono anche gli obiettivi economici. <\/span><\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\"><b>Ci spiega meglio cosa intende? <\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Riprendiamo per esempio il fenomeno della trap: non vende, \u00e8 solo virtuale, le visualizzazioni sono molte ma ognuna di esse vale pochi centesimi. In tutto il trap l\u2019impresa non rende la resa.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Inoltre rifiuto l\u2019idea per la quale si \u00e8 arrivati a questa situazione perch\u00e9 \u201cil popolo \u00e8 stupido\u201d. Un\u2019idea che fa parte di una mentalit\u00e0 radical chic che ha fatto pi\u00f9 danni della grandine. Il popolo in realt\u00e0 \u00e8 depresso perch\u00e9 gli \u00e8 stata tolta ogni possibilit\u00e0 di protagonismo, di essere s\u00e9 stesso; \u00e8 apatico. Un\u2019apatia indotta dai meccanismi di mercato che dicevamo prima e che ora va smossa; non \u00e8 un fatto automatico che avvenga. Il precariato nel lavoro e nei sentimenti ha purtroppo contribuito. <\/span><\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\"><b>Qui con me come nel libro citi costantemente la trap come esempio negativo. Ma cosa ne pensi invece dell\u2019indie, che \u00e8 l\u2019altro genere di grande commerciale?<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Preferirei in realt\u00e0 non spendere troppe parole su un fenomeno cos\u00ec pietoso. L\u2019indie sta al rock come Leu sta al comunismo. E\u2019 espressione di una sinistra dei costumi che \u00e8 unita insieme alla destra del denaro nella lotta per sostenere le ragioni del neoliberismo. Si tratta di una caricatura assoluta dell\u2019impegno sociale che porta in realt\u00e0 nella direzione opposta.Non vi troviamo n\u00e9 narrativa n\u00e9 emozioni. Tutti prodotti da laboratorio, non c\u2019\u00e8 una vera espressione musicale profonda. Questi cosiddetti fenomeni non saranno nemmeno considerati come simbolo dell\u2019oggi. Hanno seguito perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 alternativa. Se i media propongono solo questo i musicisti davvero \u201caltri\u201d non accedono alle masse. E attenzione, la possibilit\u00e0 di far conoscere questi artisti c\u2019\u00e8. <\/span><\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\"><b>Bene, abbiamo dunque descritto il tragico quadro in cui si trova la musica d\u2019oggi. Come ne usciamo? Nel tuo libro indichi in primo luogo una riforma dell\u2019insegnamento musicale nelle scuole<\/b><\/span><span class=\"s3\"><b>.<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Ci\u00f2 \u00e8 assolutamente necessario, ma pi\u00f9 in generale c\u2019\u00e8 da fare un gran lavoro a 360\u00b0 gradi. Se i giovani sono condannati al precariato le loro scelte culturali saranno basse. Se pensano invece di poter cambiare la societ\u00e0 le stesse scelte saranno migliori. Bisogna dare prospettive, e questo compito tocca ai politici e alle famiglie, che devono dire ai ragazzi che loro sono i protagonisti delle loro vite. La crisi in corso la dobbiamo vedere come opportunit\u00e0 per vedere qualcosa di migliore. Anche il giornalismo deve svolgere con onest\u00e0 intellettuale il proprio compito, dove il ruolo lo avr\u00e0 soprattutto la passione da condividere con gli altri. Far capire che si fanno le cose perch\u00e9 fa stare bene farle, e che vanno fatte nonostante tutte le difficolt\u00e0. Io girando l\u2019Italia vedo che c\u2019\u00e8 un Paese con gente che si organizza e si d\u00e0 da fare. Le energie ci sono ma vanno messe in rete. Il Paese pu\u00f2 essere rimesso in piedi. <\/span><\/p>\n<p class=\"p5\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\"><b>E tu pensi di contribuire a rimettere in sesto l\u2019Italia con la Convenzione degli Indocili? Ce ne parli?<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">La Convenzione degli Indocili sposta la prospettiva musicale e spirituale di Solchi Sperimentali in un\u2019area pi\u00f9 ampia di idee. Stiamo cercando di mettere in rete gli intellettuali di varia specializzazione che abbiano espresso in questi anni un pensiero alternativo al neoliberismo. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">L\u2019ambizione \u00e8 quella di essere trasversale. Non ci interessa la provenienza di base dei singoli: semmai, il tasso di alternativit\u00e0 delle loro idee. Tentiamo di spostare il paradigma dominante e portare un rinnovamento culturale approfittando del momento di tramonto del pensiero elitario. E lo vogliamo fare in maniera dialogante, non pi\u00f9 conflittuale come purtroppo spesso avviene, tra tutte le nuove correnti di pensiero.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il momento storico \u00e8 propizio e i primi segnali di ricezione del progetto sono incoraggianti. Le iniziative nei prossimi mesi saranno tante. Stiamo per lanciare una testata online e abbiamo gi\u00e0 messo a punto una rete di piccole case editrici.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.senso-comune.it\/rivista\/stato-dellarte\/che-fine-ha-fatto-la-musica-intervista-a-antonello-cresti\/?fbclid=IwAR04Z5GJuVuVn-aFUR5KY3-wLGhJIymJM-Olo9uax4faRWgRYxxiiuByd54\">https:\/\/www.senso-comune.it\/rivista\/stato-dellarte\/che-fine-ha-fatto-la-musica-intervista-a-antonello-cresti\/?fbclid=IwAR04Z5GJuVuVn-aFUR5KY3-wLGhJIymJM-Olo9uax4faRWgRYxxiiuByd54<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SENSO COMUNE (Christian Dalenz) Perch\u00e9 \u00e8 avvenuto un distacco cos\u00ec forte tra la musica alta e la maggioranza del popolo? 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