{"id":50017,"date":"2019-03-22T09:30:37","date_gmt":"2019-03-22T08:30:37","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50017"},"modified":"2019-03-22T08:26:46","modified_gmt":"2019-03-22T07:26:46","slug":"blackout-in-venezuela-assaggi-della-prossima-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50017","title":{"rendered":"Blackout in Venezuela: assaggi della prossima guerra"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>FEDERICO DEZZANI<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Blackout in Venezuela: assaggi della prossima guerra\" src=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/guridam-450x330.jpg\" alt=\"Blackout in Venezuela: assaggi della prossima guerra\" width=\"450\" height=\"330\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Nel quadro delle manovre atlantiche per rovesciare il presidente Nicolas Maduro, il Venezuela \u00e8 stato oggetto di un attacco informatico che, paralizzando la rete di distribuzione elettrica, ha inflitto pesanti danni al Paese. Le autorit\u00e0 venezuelane hanno esplicitamente parlato di attacco cibernetico, poi confermato dalle autorit\u00e0 cinesi che hanno prestato il loro aiuto per il ripristino della rete. Si tratta di un tipico esempio di \u201cguerra ibrida\u201d, anticipazione del prossimo conflitto tra grandi potenze: ogni contendente cercher\u00e0 di annichilire l\u2019apparato produttivo dell\u2019avversario con sabotaggi informatici ma, come nel caso dei bombardamenti aerei, difficilmente questo tipo di operazioni sar\u00e0 risolutivo per la sconfitta del nemico.<\/em><\/strong><\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Attacchi cibernetici: falsa rivoluzione militare<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi avesse avuto il piacere di leggere il nostro ultimo lavoro<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/terra-contro-mare-dalla-rivoluzione-inglese-a-quella-russa\/\">, \u201cTerra contro Mare; dalla rivoluzione inglese a quella russa\u201d<\/a>, ricorder\u00e0 come gi\u00e0 alla fine della Grande Guerra del 1914-1918 si stessero aggiungendo due nuove dimensioni alla tradizionale dicotomia terra-mare: l\u2019aria, con lo sviluppo dell\u2019aviazione militare, e l\u2019etere, con il controllo e la trasmissione dei dati. Queste nuove dimensioni, scrivevamo (e, ovviamente, confermiamo!) non alteravano per\u00f2 la tradizionale geopolitica basata sulla contrapposizione tra potenze marittime e potenze continentali: aria e etere sono solo \u201cnuovi campi di battaglia\u201d tra gli angloamericani ed i colossi euroasiatici. I recentissimi sviluppi in Venezuela confermano le nostre fortunate intuizioni: nel Paese sudamericano, infatti, si stata assistendo ad un braccio di ferro tra Cina e Russia da un lato, Usa ed Inghilterra dall\u2019altro, anche col ricorso alla guerra cibernetica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riepiloghiamo rapidamente i fatti. L\u2019amministrazione Obama prima (<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/rivoluzione-colorata-a-ritmo-di-samba\/\">colpo di Stato giudiziario in Brasile del 2016<\/a>) e quella Trump dopo, hanno stabilito la reintroduzione della dottrina Monroe nel continente americano, per fermare l\u2019influenza cinese e russa in forte espansione: la dottrina Monroe, datata 1823, \u00e8 una dichiarazione politica molto \u201celastica\u201d, che consente agli USA di intervenire ovunque avvertano i loro interessi minacciati, in primis in Centro e Sud America. Disarcionata Dilma Rousseff e traghettato il Brasile nell\u2019orbita nazionalista-atlantica, l\u2019attenzione angloamericana si \u00e8 spostata sul Venezuela.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso, a nostro avviso, si d\u00e0 troppo importanza al petrolio, certamente non in cima ai pensieri degli strateghi angloamericani, considerata anche l\u2019attuale sovrabbondanza di oro nero. A Washington e Londra preme la caduta del governo bolivariano di Nicolas Maduro per ristabilire la completa egemonia in Sud America ed indebolire la gi\u00e0 difficile posizione di Cuba. Un Venezuela \u201cterzomondista\u201d significa, infatti, la possibilit\u00e0 per Russia e Cina di disporre di una \u201cpiattaforma\u201d distante 4.500 km dagli Stati Uniti, ideale per il dispiegamento di forze aeronavali o missili nucleari tattici. Le manovre per rovesciare Maduro sono iniziate con le proteste del 21 gennaio scorso, sono proseguite con la proclamazione di un capo di Stato, Juan Guaid\u00f2, spalleggiato dall\u2019Occidente e non riconosciuto da Caracas e hanno fatto ricorso al solito armamentario dei cambi di regime: congelamento dei fondi all\u2019estero, sanzioni economiche, corruzione di ambasciatori e attach\u00e9 militari all\u2019estero, etc. etc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin qui niente di nuovo, niente di risolutivo e niente, pertanto, che valesse la nostra attenzione. La situazione si \u00e8 per\u00f2 fatta interessante il 7 marzo, quando un blackout ha paralizzato per circa una settimana la rete elettrica venezuelana, infliggendo gravi danni al Paese in termini economici e sociali: industria estrattiva paralizzata, aeroporti e ospedali in panne, acquedotti fermi, linee telefoniche fuori servizio, frigoriferi industriali e domestici inservibili, etc. La citt\u00e0 di Maracaibo, la seconda pi\u00f9 grande del Paese, \u00e8 stata anche oggetto di violenze e saccheggi senza precedenti sull\u2019onda del blackout<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/blackout-in-venezuela-assaggi-della-prossima-guerra\/#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>. Secondo una stima del governo venezuelano, i danni per i sette giorni di malfunzionamento della linea elettrica ammonterebbero a 870 milioni di dollaro<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/blackout-in-venezuela-assaggi-della-prossima-guerra\/#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a>. Il blackout, in particolare, sarebbe stato causato dall\u2019interruzione del flusso di energia elettrica prodotta dalla diga di Guri che, completata negli anni \u201870, fornisce tuttora circa i tre quarti del fabbisogno elettrico venezualano<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/blackout-in-venezuela-assaggi-della-prossima-guerra\/#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin dalle prime ore, <a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/guerra-senza-limiti-breve-compendio-del-conflitto-non-militare-contro-russia-e-cina\/\">chiunque avesse dimestichezza con la moderna guerra ibrida<\/a>, ha subito pensato ad un attacco cibernetico condotto dagli Stati Uniti contro il Venezuela, col tentativo di accelerarne l\u2019implosione politica. A distanza di circa una settimana, quando il guasto \u00e8 stato riparato e la corrente elettrica ripristinata, lo stesso Maduro ha accusato esplicitamente gli USA di aver sferrato l\u2019assalto alla rete elettrica venezuelana, usando come basi le citt\u00e0 americane di Houston e Chicago; un autorevole conferma della natura dolosa del blackout \u00e8 venuta dal portavoce del ministro degli Esteri cinese, Lu Kang, che ha pubblicamente parlato di attacco hacker, volto a destabilizzare l\u2019ordine sociale: i cinesi possono avanzare accuse su solide basi, considerato che hanno fornito l\u2019assistenza tecnica per neutralizzare l\u2019attacco cibernetico e ripristinare la distribuzione elettrica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019episodio merita senza dubbio di essere analizzato, in quanto costituisce un \u201cassaggio\u201d della prossima guerra tra grandi potenze, cio\u00e8 del prossimo scontro tra Terra e Mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 dire, innanzitutto, che il progresso della tecnologia tenda ad allontanare sempre di pi\u00f9 gli schieramenti avversari. Dall\u2019introduzione della polvere a sparo all\u2019introduzione dei missili intercontinentali, lo spazio che separa i due contendenti \u00e8 letteralmente esploso: nel caso dell\u2019attacco alla rete elettrica venezuelana, i tecnici americani sedevano a circa 5.000 chilometri di distanza dal Venezuela, eppure erano in grado di recare danno alle sue infrastrutture come una nave cannoniera avrebbe potuto fare, a inizio Novecento, solo se dislocata davanti alle coste venezuelane. Tende poi a sparire qualsiasi differenza residua tra militari e civili, aumentando l\u2019imbarbarimento di un\u2019attivit\u00e0 che, per quanto cruenta, era un tempo soggetta ad un diritto universalmente riconosciuto dai popoli civilizzati: che fine ha fatto, ad esempio, la dichiarazione di guerra? Maggiore sicurezza, quindi, per chi attacca. Maggiore cinismo, anche. Ma anche altrettanta efficacia?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il caso venezuelano dimostra che anche la paralisi della rete di distribuzione elettrica, protratta per una settimana, non \u00e8 di per s\u00e9 sufficiente a piegare l\u2019avversario. Viene cos\u00ec spontaneo un parallelismo con il perfezionamento, circa un secolo fa, dell\u2019arma aerea. L\u2019introduzione di velivoli sempre pi\u00f9 potenti e capaci di imbarcare (e sganciare) un peso crescente di bombe, aveva indotto l\u2019italiano Giulio Douhet (1869-1930), il \u201cMahan dell\u2019aria\u201d, a ritenere che l\u2019aereo ed il dominio dei cieli sarebbero stati decisivi nei successivi conflitti: ne \u201cIl dominio dell\u2019aria\u201d del 1921, Douhet introduce il concetto di bombardamento strategico, volto ad annientare la capacit\u00e0 industriale dell\u2019avversario e atterrire la popolazione, poi adottato dalle aviazioni angloamericane nei successivi conflitti: dalla Seconda Guerra Mondiale all\u2019invasione dell\u2019Iraq. In nessuno dei conflitti combattuti dagli Stati Uniti negli ultimi 70 anni, l\u2019arma aerea \u00e8 per\u00f2 mai stata risolutiva, o di per s\u00e9 sufficiente a sconfiggere l\u2019avversario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partendo dalla massima del prussiano von Clausewitz, secondo cui la guerra \u201c\u00e8 un atto di violenza per imporre all\u2019avversario la nostra volont\u00e0\u201d, \u00e8 ormai assodato che i bombardamenti aerei non siano di per s\u00e9 sufficienti a imporre la propria volont\u00e0 al nemico. Lo stesso si pu\u00f2 dire degli attacchi cibernetici che, pur costando relativamente poco e infliggendo danni relativamente gravi alle infrastrutture del nemico, sicuramente non annientano la sua capacit\u00e0 offensiva, n\u00e9 azzerano il suo morale. Il Venezuela, dopo sette giorni di blackout, \u00e8 ancora in piedi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La guerra cibernetica \u00e8 quindi uno strumento necessario, ma non sufficiente per piegare l\u2019avversario, specialmente se strutturato, industrializzato e disciplinato come una potenza euroasiatica: resta l\u2019eterno problema di \u201cimporre la volont\u00e0\u201d, risultato che non si pu\u00f2 ancora ottenere senza il confronto fisico tra forze armate avversarie. La guerra cibernetica pu\u00f2 rallentare la capacit\u00e0 dell\u2019avversario di proiettarsi all\u2019estero, ma prima o poi uno scontro sul campo di battaglia \u00e8 inevitabile: forse il blackout venezuelano sarebbe stato risolutivo se abbinato ad un fulmineo blitz delle forze aeronavali americane. Ma siamo sicuri che anche questo attacco combinato avrebbe infine indotto il regime di Maduro alla resa? O sarebbe servito il vecchio sbarco dei marines?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Immaginiamo ora il prossimo conflitto tra grandi potenze, ognuna delle quali sta costruendo le sue unit\u00e0 di guerra cibernetica. All\u2019apertura delle ostilit\u00e0, ciascuno cercher\u00e0 di piegare l\u2019avversario, menomandone le capacit\u00e0 di resistenza\/offesa: fabbriche, ferrovie, aeroporti, dighe, acquedotti, linee telefoniche, niente sar\u00e0 risparmiato. Dopo qualche settimana, ciascuno avr\u00e0 subito e inflitto danni, ma avr\u00e0 anche imparato a neutralizzare gli attacchi avversari: statisticamente, infatti, le capacit\u00e0 militari tra potenze industrialmente avanzate si distribuiscono in maniera piuttosto simile. Per piegare l\u2019avversario, non rester\u00e0 quindi che ricorrere all\u2019armamentario classico: marina, aviazione, esercito e deterrente nucleare. Anche in questo caso, per\u00f2, \u00e8 facile che si crei in fretta un equilibrio in termini qualitatitivi. Chi vincer\u00e0, quindi, la guerra? Non chi padroneggia meglio gli attacchi cibernetici ma chi, gi\u00e0 all\u2019apertura delle ostilit\u00e0, avr\u00e0 costruito la coalizione pi\u00f9 forte. L\u2019eterna superiorit\u00e0 della geopolitica\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"banner-wrapper\" style=\"text-align: justify;\">\n<div id=\"content_middle_banner\" class=\"banner_google_336X280\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote1\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/blackout-in-venezuela-assaggi-della-prossima-guerra\/#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a>https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2019\/mar\/15\/venezuela-no-electricity-medicine-or-hope-despair-rules-in-maracaibos-hospitals<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/blackout-in-venezuela-assaggi-della-prossima-guerra\/#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a>https:\/\/www.repubblica.it\/esteri\/2019\/03\/14\/news\/venezuela_blacjout_finito_riprendono_l_attivita_-221497773\/<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p class=\"sdfootnote\" style=\"text-align: justify;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/blackout-in-venezuela-assaggi-della-prossima-guerra\/#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a>https:\/\/www.reuters.com\/article\/us-venezuela-politics-china\/china-offers-help-to-venezuela-to-restore-power-idUSKBN1QU0ZM<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/blackout-in-venezuela-assaggi-della-prossima-guerra\/\">http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/blackout-in-venezuela-assaggi-della-prossima-guerra\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FEDERICO DEZZANI Nel quadro delle manovre atlantiche per rovesciare il presidente Nicolas Maduro, il Venezuela \u00e8 stato oggetto di un attacco informatico che, paralizzando la rete di distribuzione elettrica, ha inflitto pesanti danni al Paese. Le autorit\u00e0 venezuelane hanno esplicitamente parlato di attacco cibernetico, poi confermato dalle autorit\u00e0 cinesi che hanno prestato il loro aiuto per il ripristino della rete. Si tratta di un tipico esempio di \u201cguerra ibrida\u201d, anticipazione del prossimo conflitto tra&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":47934,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/XhgzRsDI_400x400.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-d0J","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50017"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=50017"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50017\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":50018,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50017\/revisions\/50018"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/47934"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=50017"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=50017"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=50017"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}