{"id":50024,"date":"2019-03-22T11:00:15","date_gmt":"2019-03-22T10:00:15","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50024"},"modified":"2019-03-22T10:15:48","modified_gmt":"2019-03-22T09:15:48","slug":"loscura-trasparenza-dellunione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50024","title":{"rendered":"L\u2019oscura trasparenza dell\u2019Unione europea"},"content":{"rendered":"<p>Di <strong>SENSO COMUNE (Senso Comune Parma)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-larus_justify_feature size-larus_justify_feature wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/moro.jpg\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" srcset=\"https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/moro.jpg 720w, https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/moro-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/moro-380x253.jpg 380w\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"480\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span class=\"s1\">Alcuni esempi di conclamata antidemocrazia: dal \u201cSelmayrgate\u201d, alle ingerenze della BCE in Lettonia, al divieto di accesso ai documenti che nascondono le ragioni dello stop ai finanziamenti greci.<\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\"><strong>Una recente inchiesta di Jean Quatremer pubblicata sul quotidiano\u00a0<a href=\"https:\/\/www.liberation.fr\/planete\/2019\/03\/14\/selmayrgate-conflit-d-interets-mensonges-et-suicide_1715168\">Lib\u00e9ration (15 marzo 2019)<\/a>\u00a0e ripresa dal Corsera e dal Fatto Quotidiano (16 marzo 2019), squarcia il velo d\u2019ipocrisia con cui l\u2019UE \u00e8 solita ricoprire la sua proverbiale retorica sulla trasparenza e la\u00a0<i>good governance<\/i>.<\/strong>\u00a0Secondo quanto riportato, un\u2019alta funzionaria del Servizio giuridico della Commissione europea, la bolognese Laura Pignataro, sarebbe stata coinvolta nella torbida vicenda riguardante l\u2019irregolare nomina a Segretario Generale di Martin Selmayr, gi\u00e0 capo gabinetto del Presidente Jean-Claude Juncker. Il Segretariato generale \u00e8 una delle direzioni pi\u00f9 importanti della Commissione e Selmayr, tedesco, uomo ombra di Juncker e vero dominus della Commissione uscente, ha cercato in tutti i modi di consolidare la sua posizione di potere, assicurandosi una stabile posizione nel braccio amministrativo dell\u2019istituzione brussellese.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\"><strong>Ad infittire il mistero il suicidio della funzionaria, il 17 dicembre 2018, avvenuto in modo improvviso e inaspettato per colleghi e amici che ricordavano Laura come una persona solare e piena di vita.<\/strong><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0\u00a0<\/span>Si sarebbe gettata improvvisamente dal settimo piano di un palazzo, dopo aver messo al sicuro la figlia quattordicenne. La Pignataro era un\u2019esperta di\u00a0<i>function publique<\/i>\u00a0e seguiva con attenzione gli aspetti giuridici di molti i casi d\u2018irregolarit\u00e0 nell\u2019avanzamento delle carriere e i contenziosi che riguardavano i funzionari delle istituzioni, dal mobbing ai numerosi casi di harassment, e di violenza che purtroppo accadono in tutte le istituzioni nel mondo, nazionali e sovranazionali. La Commissione non fa eccezione e le irregolarit\u00e0 interne sono all\u2019ordine del giorno.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0\u00a0<\/span>Come nel romanzo di Robert Menasse,\u00a0<i>La Capitale<\/i>, in cui la \u201cbrussels bubble\u201d dell\u2019eurocrazia diventa la scena di un thriller macchiato di sangue, la realt\u00e0 sembrerebbe superare la fantasia e la nomina di Selmayr a Segretario generale diventa un giallo che fa discutere non solo gli addetti ai lavori. Stando a quanto riferisce Lib\u00e9ration, la Pignataro, responsabile per la funzione pubblica, giocava un ruolo importante nella vicenda, ma \u00e8 stata intrappolata in un sistema basato sulla menzogna e la minaccia. L\u2019art. 11bis dello statuto dei funzionari dispone che \u201cnell\u2019esercizio delle sue funzioni, il funzionario non debba trattare alcun affare che lo riguardi in cui ha un interesse personale\u201d. Tale articolo non sarebbe stato rispettato nella riunione del 24 marzo 2018, durante la quale la Commissione \u00e8 stata chiamata a fornire una risposta ai chiarimenti richiesti dal Parlamento europeo riguardo alla sospetta rapidit\u00e0 della nomina di Selmayr e alla mancanza dell\u2019apertura di un bando trasparente per la selezione a seguito dell\u2019improvviso ritiro di Alexander Italianer, precedente Segretario Generale. Alla riunione dei funzionari chiamati a preparare le risposte \u00e8 presente tuttavia il diretto interessato, Selmayr e a togliersi d\u2019impiccio, anzich\u00e9 il soggetto coinvolto, \u00e8 il capo del Servizio giuridico, Luis Romero. La Pignataro si trova pertanto da sola, intrappolata in una situazione di abuso di potere e violazione delle regole interne. Il Parlamento chiede una seconda rivalutazione, alla quale la Commissione risponde che tutto \u00e8 regolare. A questo segue poi un\u2019inchiesta condotta dal Mediatore europeo (l\u2019organo che si occupa dei casi di mala amministrazione interna nelle istituzioni), guidato dall\u2019irlandese Emily O\u2019Reylli, che chiede l\u2019accesso al server della Commissione, poi rifiutato, e a cui segue allora la richiesta dell\u2019invio di tutte le mail che riguardano la nomina di Selmayr. La Pignataro, secondo quanto riferito, consegna il dossier al Mediatore O\u2019Reylli. Selmayr si sente, quindi, tradito da chi riteneva essere il proprio scudo giuridico. Il Mediatore europeo giunge alla conclusione che ci sia stata una manipolazione da parte della Commissione e chiede delucidazioni. La Pignataro, quindi, a una seconda richiesta di mentire non accetta pi\u00f9 di essere una pedina nelle mani di Selmayr. Il 12 dicembre 2018 afferma, secondo quanto riferito a un collega e riportato da Lib\u00e9ration, \u201cche la sua carriera \u00e8 finita e che non si pu\u00f2 immaginare ci\u00f2 che \u00e8 stata costretta a fare\u201d. Quattro giorni dopo si toglie la vita.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\"><strong>Un tragico epilogo per una vicenda dai contorni ancora oscuri che crediamo sia opportuno portare all\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica e su cui si deve far luce.\u00a0<\/strong><\/span><span class=\"s1\">Resta il fatto che il \u201cSelmayrgate\u201d non depone certo a favore di un\u2019Europa che fa della trasparenza, della \u201cbetter regulation\u201d e della\u00a0<em>good governance<\/em>\u00a0le proprie linee di condotta. La Commissione europea, sempre pronta a puntare il dito contro la corruzione degli stati nazionali e a fissare\u00a0<i>benchmark<\/i>\u00a0e standard per un corretto\u00a0<i>rule of law<\/i>, quando da arbitro \u00e8 chiamata al controllo \u00e8 la prima istituzione a non rispettare le pi\u00f9 basilari regole dello stato di diritto.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\"><strong>Forse, tutto sommato, i \u201ccorrotti\u201d sistemi democratico-liberali, che dovrebbero adeguare le proprie legislazioni alle moderne e cosmopolite direttive comunitarie, farebbero meglio a tenersi ben stretta l\u2019ormai residuale sovranit\u00e0 democratica, visto che i meccanismi di governance e la sotterranea attivit\u00e0 giurisprudenziale della Corte di Giustizia stanno lavorando nella direzione opposta.<\/strong>\u00a0Una sentenza della Corte (C-202\/18 e C-238\/18 26 febbraio 2019), per citare un recente esempio, ha stabilito l\u2019annullamento della decisione di sospendere dall\u2019incarico il governatore della Banca centrale della Lettonia (stato membro della zona euro). La Corte in pratica vieta che uno Stato possa imporre il divieto, anche temporaneo, al proprio governatore della Banca centrale di esercitare le proprie funzioni. Nel caso di specie, in Lettonia il governatore Rimsevicis, sottoposto ad indagini preliminari vertenti su fatti di corruzione e di traffico di influenze, era stato sospeso dall\u2019incarico. La Corte europea si \u00e8 pronunciata contro la sospensione, decidendo che tale competenza e quindi l\u2019esame della legittimit\u00e0 del provvedimento spetti alla Corte stessa. Il governatore \u00e8, secondo la Corte, parte del Sistema Europeo delle Banche Centrali e quindi figura indipendente dallo Stato, nel caso di specie dalla Lettonia. Il governatore lettone, pertanto, \u00e8 una figura assimilabile al sistema europeo.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0\u00a0<\/span><strong>Si tratta di una sentenza d\u2019importanza storica, che per la prima volta sancisce non solo l\u2019indipendenza della Banca centrale nazionale dal proprio governo, ma anche il principio che la figura del governatore ricadrebbe in qualche modo sotto il diretto controllo dell\u2019UE e non pi\u00f9 dello Stato. I governatori, come i prefetti con cui in epoca romana l\u2019Urbe amministrava le colonie, diventano le guardie pretoriane del sistema euro.<\/strong>D\u2019altronde l\u2019appellativo postmoderno di \u201cgovernance europea\u201d non \u00e8 che un modo per nascondere la vera natura imperiale dell\u2019UE. Possiamo appiccicare tutti i \u201cneo\u201d e i \u201cpost\u201d del caso, ma certamente questo non rende la super struttura parastatale europea pi\u00f9 accettabile e democratica, tantomeno democratizzabile per via interna. La tanto sbandierata \u201ctrasparenza\u201d non si applica nemmeno quando Yanis Varoufakis e Fabio De Masi chiedono di avere accesso alla documentazione della BCE che nel 2015 impose lo stop ai finanziamenti alle banche greche. Tali documenti furono decisivi per la resa della Grecia e l\u2019accettazione del memorandum imposto dalla troika. La Corte di giustizia, esaminato il caso, si \u00e8 recentemente pronunciata affermando la piena legittimit\u00e0 dell\u2019azione della BCE, la quale avrebbe valutato in modo appropriato gli effetti ipotetici che la pubblicazione dei documenti avrebbe potuto avere sull\u2019opinione pubblica. La salvaguardia del \u201clibero pensiero\u201d della BCE \u00e8 pi\u00f9 importante del dover rendere conto ai cittadini di quanto deciso riguardo a politiche \u201clacrime e sangue\u201d e di macelleria sociale. Politiche che lo stesso FMI ha riconosciuto come sproporzionate ed eccessive. Immolare la democrazia sull\u2019altare dei sacri dogmi per l\u2019indipendenza della BCE e la stabilit\u00e0 dei prezzi \u00e8 l\u2019orrendo rituale cui si sottopongono i popoli europei da decenni. Ora \u00e8 venuto il tempo del \u201cwhatever it takes\u201d per salvare la sovranit\u00e0 democratica e nazionale.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.senso-comune.it\/rivista\/oltreconfine\/loscura-trasparenza-dellunione-europea\/\">https:\/\/www.senso-comune.it\/rivista\/oltreconfine\/loscura-trasparenza-dellunione-europea\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di SENSO COMUNE (Senso Comune Parma) &nbsp; Alcuni esempi di conclamata antidemocrazia: dal \u201cSelmayrgate\u201d, alle ingerenze della BCE in Lettonia, al divieto di accesso ai documenti che nascondono le ragioni dello stop ai finanziamenti greci. 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