{"id":50081,"date":"2019-03-26T09:00:04","date_gmt":"2019-03-26T08:00:04","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50081"},"modified":"2019-03-25T23:05:11","modified_gmt":"2019-03-25T22:05:11","slug":"gli-economisti-cambiano-idea-limmigrazione-non-e-sempre-un-bene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50081","title":{"rendered":"Gli economisti cambiano idea: l\u2019immigrazione non \u00e8 sempre un bene"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> GLI OCCHI DELLA GUERRA (Mauro Indelicato)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"attachment-large size-large wp-post-image\" src=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/LAPRESSE_20190218175932_28497880.jpg\" alt=\"immigrati rifugiati\" \/><\/p>\n<p>Diversit\u00e0 = creativit\u00e0: \u00e8 questa l\u2019equazione posta in essere da molti fautori della teoria secondo cui\u00a0l\u2019immigrazione<span id=\"more-72919\"><\/span>all\u2019interno delle varie societ\u00e0 \u00e8 positiva per l\u2019economia. Pi\u00f9 gruppi etnici sono presenti, pi\u00f9 aumenta il confronto tra pi\u00f9 culture o pi\u00f9 modi di intendere il lavoro e, di conseguenza, a beneficiare sarebbero sia la creativit\u00e0 che quindi la stessa economia. Ma adesso questo presupposto di base sarebbe smontato dai<strong> dati empirici <\/strong>rilevati in questi ultimi anni, caratterizzati soprattutto in Europa da un flusso costante di migranti soltanto adesso in fase di diminuzione.<\/p>\n<h2>\u201cNessun effetto positivo dalla diversit\u00e0\u201d<\/h2>\n<p>In parole povere, pi\u00f9 gruppi etnici e di diverse influenze culturali sono presenti all\u2019interno di una determinata comunit\u00e0, pi\u00f9 ci sarebbe un\u2019automatica spinta verso la condivisione di pi\u00f9 idee e quindi un maggior salutare confronto tra diverse visioni. Questo almeno sostengono coloro che vedono nell\u2019immigrazione e nell\u2019integrazione un aspetto positivo per l\u2019economia.<ins id=\"aswift_0_expand\" data-ad-slot=\"8527991625\"><ins id=\"aswift_0_anchor\"><\/ins><\/ins><\/p>\n<p>Ma, come scrive Daniele Scalea su <em>La Verit\u00e0<\/em>, tutto questo \u00e8 smentito da molti studi effettuati negli ultimi anni.\u00a0<strong>Sarah Harvey<\/strong> ad esempio, mostra con i suoi esperimenti sociali che i membri di un gruppo formato da pi\u00f9 identit\u00e0 etniche faticano ad elaborare in modo creativo le proprie idee. Anzi, c\u2019\u00e8 <strong>maggiore difficolt\u00e0 di comunicazione<\/strong>, questo si traduce nell\u2019impossibilit\u00e0 di arrivare ad amalgamare le idee con grave danno per la stessa produttivit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 la stessa conclusione a cui arriva lo psicologo <strong>Tomas Chamorro-Premuzic<\/strong>, secondo cui la difficolt\u00e0 maggiore data dalla diversit\u00e0 all\u2019interno di un gruppo <a href=\"https:\/\/hbr.org\/2017\/06\/does-diversity-actually-increase-creativity\">riguarda proprio la mancata implementazione delle singole idee diverse<\/a>. Una conclusione a cui lo studioso arriva dopo aver preso in esame diecimila gruppi tra omogenei e diversificati.<\/p>\n<p>Un esempio citato dallo stesso Scalea, riguarda l\u2019afflusso di scienziati russi negli Usa dopo l\u2019implosione dell\u2019Urss: nonostante l\u2019approdo in nord America di professionisti che arrivano da un paese diverso e con una propria e ben differente tradizione scientifica, non si riscontra alcun aumento significativo della produttivit\u00e0 negli Usa all\u2019interno dello stesso mondo scientifico. Anzi, per l\u2019appunto, pi\u00f9 gruppi etnici convivono (spesso forzatamente) dentro una comunit\u00e0 di qualsiasi tipo e pi\u00f9 diventa difficile la stessa comunicazione. Ed \u00e8 qui che si hanno gli effetti pi\u00f9 deleteri per la produttivit\u00e0.<\/p>\n<h2>Aumentano le disuguaglianze<\/h2>\n<p>La ragione per la quale in economia si diffondono idee volte ad elogiare la diversit\u00e0 interna a determinati gruppi risiede forse nella necessit\u00e0 di dare una giustificazione teorica ad un\u2019esigenza materiale insita nelle economie occidentali: ossia quella dell\u2019importazione di manodopera. In Europa ad esempio i lavori manuali hanno sempre meno \u201csuccesso\u201d: mancano sempre pi\u00f9 persone in grado di svolgere questo tipo di mansioni e ci si rivolge all\u2019immigrazione.<\/p>\n<p>E questo accade sia perch\u00e9 gran parte dei giovani da trent\u2019anni a questa parte sceglie altre vie e\u00a0si \u00e8 meno disposti ad intraprendere un certo tipo di carriera, sia perch\u00e9 la diminuzione demografica fa mancare sempre pi\u00f9 persone ricadenti all\u2019interno della fascia d\u2019et\u00e0 lavorativa. Da qui il bisogno quasi urgente di importare dall\u2019esterno manodopera e quindi favorire l\u2019afflusso di persone dal terzo mondo.\u00a0<ins class=\"adsbygoogle adsbygoogle-noablate\" data-ad-format=\"auto\" data-ad-client=\"ca-pub-5900703667713678\" data-adsbygoogle-status=\"done\"><ins id=\"aswift_4_expand\"><ins id=\"aswift_4_anchor\"><\/ins><\/ins><\/ins><\/p>\n<p>Ma questa strategia per l\u2019immigrazione, oltre che dalle discutibili implicazioni etiche, presenta lacune importanti sul piano pratico. La manodopera non qualificata che arriva da paesi extra europei fa abbassare il costo del lavoro, causando maggiori disuguaglianze. Al possibile aumento del Pil derivante dall\u2019afflusso di nuovi migranti, negli anni<strong> non\u00a0corrisponde\u00a0l\u2019aumento del Pil pro capite<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019errore di fondo \u00e8 spesso nello stesso modus operandi adottato da queste teorie economiche, consistente nel tenere in conto solo i numeri senza badare a cosa si cela dietro le cifre dell\u2019immigrazione. Tutto viene affidato ad un \u201csemplice\u201d calcolo: se manca un determinato numero per colmare il vuoto lasciato dalla mancanza di manodopera europea, allora basta sostituire quelle unit\u00e0 con gente che arriva da fuori. Ma tra le persone che approdano in Europa, vi sono culture, etnie e visioni diametralmente opposte non solo rispetto al paese ospitante, ma anche tra gli stessi gruppi che arrivano nel vecchio continente.\u00a0<ins id=\"aswift_1_expand\" data-ad-slot=\"8527991625\"><ins id=\"aswift_1_anchor\"><\/ins><\/ins><\/p>\n<p><strong>Una diversit\u00e0 <\/strong>che quindi pu\u00f2 essere non sempre utile per l\u2019economia. Vale per le qualifiche pi\u00f9 importanti, cos\u00ec come per la manodopera: diversit\u00e0 implica maggiore difficolt\u00e0 nella comunicazione, possibile emersione di tensioni interne e, nei ceti meno abbienti, aumento della disuguaglianza. In poche parole, anche le teorie economiche iniziano ad avvertire come deleterio il fenomeno migratorio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong><a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/economisti-immigrazione-economia\/\">http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/economisti-immigrazione-economia\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GLI OCCHI DELLA GUERRA (Mauro Indelicato) Diversit\u00e0 = creativit\u00e0: \u00e8 questa l\u2019equazione posta in essere da molti fautori della teoria secondo cui\u00a0l\u2019immigrazioneall\u2019interno delle varie societ\u00e0 \u00e8 positiva per l\u2019economia. Pi\u00f9 gruppi etnici sono presenti, pi\u00f9 aumenta il confronto tra pi\u00f9 culture o pi\u00f9 modi di intendere il lavoro e, di conseguenza, a beneficiare sarebbero sia la creativit\u00e0 che quindi la stessa economia. 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