{"id":50099,"date":"2019-03-26T10:30:53","date_gmt":"2019-03-26T09:30:53","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50099"},"modified":"2019-03-25T23:39:04","modified_gmt":"2019-03-25T22:39:04","slug":"greta-thunberg-la-posta-egemonica-e-lo-scontro-per-il-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50099","title":{"rendered":"Greta Thunberg: la posta egemonica e lo scontro per il mondo."},"content":{"rendered":"<p>di <strong>TEMPO FERTILE (Alessandro Visalli)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In fondo \u00e8 una storia come tante altre, banale. Una ragazzina di quindici anni che prende una idea semplice, <em>in bianco e nero<\/em>, e la sposa con l\u2019entusiasmo dei suoi anni. Nasce in una famiglia di professionisti dello spettacolo (una cantante ed un attore) e traduce questa idea in performance. Queste performance, nativamente preordinate nel codice della societ\u00e0 dello spettacolo, sono utilizzate da un sistema dei media sempre alla ricerca di eventi-mondo per costruire un prodotto efficace. Questo efficace prodotto viene ripreso e rilanciato, per i pi\u00f9 diversi scopi, dalle pi\u00f9 diverse forze ed organizzazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stiamo facendo un esercizio di complottismo? Un\u2019aggressione alla simpatica ragazzina?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">No. Tutt\u2019altro, Greta Thunberg ha tutta la mia simpatia, \u00e8 una ragazzina sveglia ed intelligente, piena di ottimi sentimenti e impegnata per una battaglia degna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Semplicemente il mondo ha il suo modo di funzionare, ed usa tutto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/1.bp.blogspot.com\/-qap2NGjqg-8\/XJFcTpz70qI\/AAAAAAABfRY\/lAV_JCYYXZUhLCfQO7sHsV8Nu6fH1laOACLcBGAs\/s320\/ragazzinio.jpg\" width=\"320\" height=\"213\" border=\"0\" data-original-height=\"660\" data-original-width=\"989\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ma il fatto che qualcosa sia usato significa che non sia fondato?<\/em> No. Io credo fermamente che il sistema ambientale sia alterato dall\u2019uomo, ad una profondit\u00e0 che \u00e8 difficile da definire con precisione, e che il clima venga modificato anche da questi fattori di pressione antropogenetici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il fatto che qualcosa sia fondato significa che altro non lo sia?<\/em> No. Io credo fermamente che la questione in campo sia il potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il fatto che una cosa sia usata e fondata significa che non ci sia altro da dire?<\/em> No. Io credo fermamente che buona parte del degrado dell\u2019ambiente sia determinato dalla logica dello sfruttamento della natura per il profitto e dalla sua appropriazione da parte di pochi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fatto \u00e8 che, anche se Greta Thunberg pu\u00f2 pensarlo<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, il mondo non \u00e8 affatto \u201cbianco o nero\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando ad agosto 2018 il curioso \u201csciopero\u201d<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a> (dalla scuola) della ragazzina di Stoccolma, opportunamente spettacolarizzato, in vista delle elezioni generali di settembre, e subito rilanciato da qualche interessato sito come parte di una strategia di autopromozione commerciale\/ambientale<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>, sfonda il muro della irrilevanza prende avvio un processo autorafforzante imponente. Gi\u00e0 nella prima settimana di sciopero i quotidiani svedesi, attivi sul dibattito elettorale e quindi sensibili, e la Tv locale hanno ripreso la cosa. Un fattore \u00e8 stato la dissimetria tra uno stato considerato (in parte a torto) invalidante e la mobilitazione su temi complessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A dicembre la ragazza \u00e8 intervenuta al COP24 ed ha parlato a Davos, quindi \u00e8 stata inserita (giustamente) da Time tra i 25 teenager pi\u00f9 influenti del 2018, quindi ha lanciato il \u201c<em>Fridays for future<\/em>\u201d che sta portando a enormi mobilitazioni in molte citt\u00e0 del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Decisamente una buona cosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 significa che hanno ragione i media di tutto il mondo nel dire che Greta Thunberg \u00e8 la vera sfida al potere dei \u2018grandi del mondo\u2019? No, ovviamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proviamo allora a prendere un poco di distanza e guardare dall\u2019alto la cosa: il mondo \u00e8 intrappolato nelle conseguenze di un modo di essere e funzionare che sacrifica buona parte dell\u2019umanit\u00e0 e la natura alla creazione di valore astratto ed alla sua accumulazione come potere. Guardando la cosa a partire dalla esteriorit\u00e0 abbiamo una violenta polarizzazione sociale nei \u2018centri\u2019 tradizionali, dinamizzati da flussi di segni di valore che tendono ad essere accumulati da ristrettissime \u00e9lite (ben concentrare tra gli interessati ascoltatori della nostra eroina), e che lasciano i pi\u00f9 in condizioni di subalternit\u00e0 e degrado. Ed abbiamo un, anche pi\u00f9 violento, sfruttamento della debolezza nelle \u2018periferie\u2019 interconnesse del \u201c<em>sistema mondo<\/em>\u201d<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>. Ci\u00f2 significa che nel \u201ccentro\u201d prevalgono le condizioni economiche del \u201csottoconsumo\u201d<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>, mentre nelle \u201cperiferie\u201d, o nei \u2018centri\u2019 sfidanti, prevale la \u201csovrapproduzione\u201d<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>. Il mondo \u00e8 un luogo di squilibri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A connettere e rendere anche possibile la disgiunzione di una sovracapacit\u00e0 produttiva con un sottoconsumo, ovvero la globalizzazione, \u00e8 la finanza. Ovvero la traduzione dei rapporti sociali di dominazione dall\u2019una come dall\u2019altra parte in valore che \u00e8 scambiato su piattaforme estese all\u2019intero pianeta e virtualmente prive di attriti<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma un mondo intrappolato in un\u2019immane distruzione di energia umana e naturale, che la furia compulsiva di accumulazione di pochi mette sulla strada della sua distruzione, \u00e8 come un computer perfettamente funzionante ma nero, perch\u00e9 il suo sistema operativo va riavviato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul piano tecnico lo schema della soluzione dovrebbe essere di rimettere in attivit\u00e0 nei \u201ccentri\u201d, risolvendo il sottoconsumo, e avviare una necessaria distruzione controllata della sovracapacit\u00e0<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>, trovando, al contempo un impiego utile alla sovracapitalizzazione che ingolfa le piazze finanziarie di tutto il mondo e che alimenta un disperato gioco alla prossima \u2018bolla\u2019<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il fatto \u00e8 che non si pu\u00f2 fare. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giovanni Arrighi, nel corso del suo lavoro, ha messo a punto uno schema interpretativo potente che vede lo sviluppo del sistema di produzione ed organizzazione \u2018capitalista\u2019<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a> come una successione di \u2018cicli\u2019 per successiva espansione ed incorporazione<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a> in una dialettica tra \u201cattori territoriali\u201d e \u201cattori economici\u201d. Oppure, se si vuole utilizzare un linguaggio diverso, tra una \u201c<em>logica di potenza<\/em>\u201d ed una \u201c<em>logica capitalista<\/em>\u201d. Ancora in altre parole il sistema capitalistico \u00e8 visto come una successione di <em>cicli di accumulazione<\/em> (ogni volta composti di una fase di espansione produttiva ed una fase terminale finanziaria) e da <em>cicli di egemonia<\/em> nei quali un \u201ccentro\u201d si impone a molte \u201cperiferie\u201d. Quando la fase di espansione produttiva inizia ad essere meno redditizia (perch\u00e9 si allenta il vantaggio monopolistico che ha all\u2019inizio sfruttato) a causa dell\u2019accresciuta concorrenza, allora i capitali generati vengono detenuti in forma liquida, e non pi\u00f9 investiti in attivit\u00e0 divenute troppo rischiose, si ha quindi una fase di espansione finanziaria che prepara il crollo. Sar\u00e0 l\u2019emergere di una nuova gerarchia, spesso dopo una fase molto turbolenta e non di rado di guerra, che determina un nuovo \u201ccentro\u201d che riavvia il processo su basi nuove.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arrighi sposa la tesi di Marx che nel modo di produzione capitalistico, dato che lo scopo \u00e8 la produzione di capitale e non lo sviluppo delle forze produttive, il mezzo entra in conflitto [in particolare nelle fasi \u201cfinanziarie\u201d] con il fine ristretto, la valorizzazione del capitale esistente. Quindi, scrive, \u201c<em>se il modo di produzione capitalistico \u00e8 quindi un mezzo storico per lo sviluppo della forza produttiva materiale e la creazione di un corrispondente mercato mondiale, \u00e8 al tempo stesso la contraddizione costante tra questo suo compito storico e i rapporti di produzione sociali che gli corrispondono<\/em>\u201d (Marx,\u00a0<em>Il Capitale<\/em>, libro III, p. 350). Il capitale entra dunque periodicamente in palese contraddizione con l\u2019espansione materiale dell\u2019economia-mondo, il capitale \u201cdisimpegnato\u201d in ogni fase finanziaria dall\u2019espansione ulteriore di produzione e commerci, \u00e8, infatti, riciclato con profitto superiore in settori non produttivi (che sono spesso le armi)<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei modi attraverso cui gli agenti economici reagiscono a questa tendenza \u00e8 <em>l\u2019espansione del sistema-mondo<\/em> allo scopo di trovare \u201cterre vergini\u201d nelle quali siano presenti opportunit\u00e0 pi\u00f9 convenienti<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella dinamica che si genera tra la tendenza a ritirare il capitale dagli investimenti produttivi (di cui a tutta evidenza soffrono i \u2018centri\u2019 sovracapitalizzati, determinando sottoccupazione e quindi sottoconsumo), a causa dell\u2019incremento della concorrenza e la relativa scarsit\u00e0 di occasioni sfruttabili per un \u2018adeguato\u2019 saggio di profitto<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>, e la sovrabbondanza di capitale mobile che ne \u00e8 l\u2019immediata conseguenza, c\u2019\u00e8 lo spazio per numerosi equilibri dinamici. Gli equilibri sono determinati dalla dialettica tra occasioni di impiegare i capitali per investimenti e di metterli a frutto per rendite (DMD vs DD), entrambe soggette alla legge dei rendimenti decrescenti (relativa e non assoluta).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A rendere complesso il quadro, per\u00f2, non ci sono solo le diverse arene nelle quali le due scarsit\u00e0 (di occasioni di investimento e di occasioni di rendita) si contrappongono, ma anche attori ed organizzazioni non interessate al <em>profitto<\/em>, ma, dice Arrighi, a <em>potere o prestigio<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\"><strong>[15]<\/strong><\/a><\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In queste \u201cbiforcazioni\u201d si creano quindi campi instabili e turbolenti nei quali \u201cagenti\u201d diversamente orientati concorrono l\u2019uno a sottrarre capitali ai circuiti produttivi e commerciali per offrirli sui mercati finanziari, gli altri a impegnarli nei primi, cercando ognuno di massimizzare il proprio potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta anche di una lotta per l\u2019<em>egemonia<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\"><strong>[16]<\/strong><\/a><\/em>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/3.bp.blogspot.com\/-uPeDU5iy22E\/XJFca31m63I\/AAAAAAABfRc\/BomijdeF6Zo2SCqMNOtO11uUrvBUTWjnQCLcBGAs\/s1600\/DAvos%2BGreta.jpg\" border=\"0\" data-original-height=\"168\" data-original-width=\"299\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La questione \u00e8 che l\u2019egemonia mondiale si ottiene quando\u00a0<em>alla capacit\u00e0 di governance delle forze sistemiche si aggiunge la leadership<\/em>, che come dicono Arrighi e Silver in \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2017\/06\/giovanni-arrighi-beverly-j-silver-caos_4.html\">Caos e governo del mondo<\/a><\/em>\u201d: \u201csi fonda sulla capacit\u00e0 del gruppo dominante di presentarsi, ed essere percepito, come portatore di interessi generali\u201d (p.30), questa capacit\u00e0 porta un potere \u201caddizionale\u201d. Gruppo dominante e gruppi subordinati in qualche modo concordano che la direzione nella quale il primo dirige le forze \u00e8 a vantaggio comune. Il sistema \u00e8 gestibile, dunque, senza ricorrere alla pura e semplice forza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Questa divagazione mostra la questione in campo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In definitiva una possibile via di uscita dalla crisi di sottoconsumo in occidente e di sovrapproduzione incipiente in oriente \u00e8 di avviare una \u2018<em>distruzione controllata<\/em>\u2019 nella seconda area, per sgombrare la sovracapacit\u00e0, e una serie di impieghi \u2018<em>distrattivi<\/em>\u2019 (rispetto alla logica \u2018capitalista\u2019) nella prima. Salvaguardando, ovviamente, e anzi trovando impieghi alla sovrabbondanza di capitali in modo che non rischino un crollo per carenza di fiducia e quindi illiquidit\u00e0. Ma un impegno di questa portata richiede un\u2019emergenza che metta a tacere gli \u2018spiriti animali\u2019 che guardano sempre a cortissimo raggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Richiede soprattutto la produzione di egemonia, perch\u00e9 bisogna mettere a tacere questi \u2018spiriti\u2019.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora la quadra, come fu negli anni cinquanta la guerra fredda, pu\u00f2 venire dalla \u2018<em>distruzione del pianeta<\/em>\u2019. In questo modo i capitali possono forzatamente essere impiegati in investimenti guidati dallo Stato, ma salvaguardanti l&#8217;iniziativa privata. In conseguenza nella parte diffusa della \u2018manutenzione territoriale\u2019 e della \u2018economia circolare\u2019 si impiegano i \u2018superflui\u2019, combattendo il sottoconsumo occidentale, e la capacit\u00e0 produttiva si riconverte riducendo la sovracapacit\u00e0 e la sovrapproduzione. Una quadra perfetta per quello che Minsky chiamava \u201c<em>Keynesismo privatizzato<\/em>\u201d<a href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[17]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi, la riconversione ecologica e slogan come \u201c<em>Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo<\/em>\u201d, svolgerebbe questa funzione strutturale <em>vista dal punto di vista delle \u00e9lite<\/em>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/2.bp.blogspot.com\/-dcIu6N9l9R4\/XJFchoitbJI\/AAAAAAABfRg\/m8ktLdUh4WIeMbjLXkASbSRoFqbZEYbxwCLcBGAs\/s320\/greta%2Be%2Blagardeo.jpg\" width=\"320\" height=\"213\" border=\"0\" data-original-height=\"853\" data-original-width=\"1280\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma questo significa che noi, se non vogliamo essere quelle \u00e9lite, dobbiamo essere <em>contro <\/em>la conversione ecologica ed il contrasto al cambiamento climatico? No. Sarebbe un comportamento stupidamente reattivo, e lascerebbe tutti i problemi, <em>che sono reali<\/em>, sul tavolo. Sia quelli di equilibrio di sistema sia quelli ambientali, che in parte ne sono una conseguenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che bisogna fare \u00e8 invece porre la cosa in modo pi\u00f9 serio e radicale di quello che, parziale e colonizzabile, viene posto dal movimento di Greta Thunberg. <em>Essere dentro e contro<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E ci\u00f2 <em>proprio perch\u00e9<\/em> quello che le forze intercapitalistiche che stanno spingendo l\u2019azione di lobby aggregata intorno alla generosa attivista svedese cercano di ottenere \u00e8 un investimento egemonico in grado di \u2018forzare\u2019 un investimento di potere pubblico in grado di spostare la logica da meramente \u2018capitalistica\u2019 (volta all\u2019accumulazione di capitale, al massimo livello possibile di redditivit\u00e0) ad una logica \u2018territorialista\u2019 sui generis (volta alla occupazione di \u2018spazio\u2019 strategico, in questo caso immateriale ma non solo). Questo spostamento <em>\u00e8 necessario<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione attuale vede, <em>infatti<\/em>, le prospettive di profitto dei mercati finanziari, concretissime fonti di potere, soggette a rendimenti decrescenti e quindi a crescente rischio di dissoluzione. Abbiamo negli ultimi dieci anni disperatamente cercato di allontanare questo calice con forme sempre pi\u00f9 creative di \u2018allentamento monetario\u2019, ma ogni soluzione sta raggiungendo il suo limite di redditivit\u00e0<a href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref18\">[18]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Restano ormai solo due alternative, o in altre parole spazi di espansione di una logica \u201cterritorialista\u201d in grado di assorbire il capitale in eccesso:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><em>gli investimenti di potenza militari<\/em> (in espansione e tradizionalmente praticati, quando dal \u2018keynesismo privatizzato\u2019 del primo tipo si passa a quello \u2018finanziario\u2019<a href=\"#_ftn19\" name=\"_ftnref19\">[19]<\/a> e da questo, infine, terminati tutti gli escamotage, a quello \u201cmilitare\u201d);<\/li>\n<li><em>la deviazione dei capitali<\/em> sulla lotta a qualche \u2018nemico esterno\u2019 che giustifichi impieghi \u201cineconomici\u201d (ovvero il passaggio dal \u201ckeynesismo finanziario\u201d, cio\u00e8 l\u2019economia del debito, al \u201ckeynesismo ambientale\u201d). Bisogna essere chiari: la cosa funziona <em>proprio <\/em>perch\u00e9 la riconversione ambientale \u00e8 irrazionale in termini \u2018 capitalistici\u2019, ovvero non determina ritorni sul capitale investito adeguati, e dunque si presta a distruggere il capitale in eccesso.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Proprio perch\u00e9 la posta del gioco \u00e8 il controllo del mondo<\/em>, l\u2019attrazione dei capitali mobili, che lo rendono instabile, e l\u2019impiego per guadagnare un superiore livello di efficienza. O in altri termini, un cambiamento della \u2018piattaforma tecnologica\u2019 a s\u00e9 vantaggioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sotto questo profilo l\u2019investimento egemonico in corso non potrebbe essere pi\u00f9 serio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Dunque cosa pu\u00f2 fare un movimento socialista che voglia sviluppare una contro-egemonia? <\/em>Questa \u00e8 la vera domanda. Io credo che si debba riprendere l\u2019agenda di Minsky, e spingere ai limiti della loro stessa logica la dinamica del \u201ckeynesismo ambientale\u201d, ponendo, come un lottatore di Judo, la questione di \u201ccosa\u201d e \u201cperch\u00e9\u201d produrre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quale uomo e per quale vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> &#8211; Al TED di Stoccolma del 2018 lei stessa ha detto: \u201cper quelli che come me sono aldil\u00e0 dello spettro (autistico) <em>quasi tutto \u00e8 bianco o nero<\/em>. Credo che sotto molti aspetti gli autistici siano normali mentre il resto delle persone molto strane. Come quando affermano che il cambiamento climatico \u00e8 una minaccia seria e poi continuano a comportarsi come sempre\u201d. Per certo versi non \u00e8 necessario avere le sue caratteristiche per essere convinti che il mondo sia bianco o nero, basta avere la sua et\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> &#8211; Dal 20 agosto al 9 settembre resta seduta davanti al Parlamento svedese con dei cartelli, durante l\u2019intero orario scolastico, per protestare contro la mancata applicazione de l\u2019<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/XXI_Conferenza_delle_Parti_dell%27UNFCCC\">Accordo di Parigi<\/a>, COP 21.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> &#8211; Precisamente via Twitter dalla societ\u00e0 di comunicazione e start-up tecnologica \u201c<a href=\"https:\/\/nordic.businessinsider.com\/this-swedish-crowdfunding-project-is-riffing-off-metoo-to-save-the-climate--\/\">We don\u2019t have time<\/a>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> &#8211; Uso questo termine nella tradizione di ricerca della \u201c<em>Scuola del sistema mondo<\/em>\u201d di cui abbiamo parlato nei post su <a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2019\/03\/andre-gunder-frank-per-una-storia_92.html\">Andre Gunder Frank<\/a> e in quelli su <a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2015\/03\/giovanni-arrighi-il-lungo-xx-secolo.html\">Arrighi<\/a> e Amin. A questo livello di astrazione non \u00e8 rilevante scegliere tra le versioni di Frank e degli altri tre della \u201cgang\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> &#8211; Effetto della carenza di domanda aggregata creata da una distribuzione delle risorse che finisce per spostarle verso la finanza interconnessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> &#8211; Un eccesso di capacit\u00e0 produttiva che trova senso solo nella domanda esterna, determinando gli squilibri produttivi, commerciali e quindi finanziari che stanno squassando il mondo (da ultimo determinando anche i flussi migratori).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> &#8211; Sul piano tecnico gli attriti sono ridotti dalla completa dematerializzazione del capitale, su quello tecnico dalla infrastruttura, enormemente energivora, della gestione dell\u2019informazione, su quello normativo dalla deregolazione e dalla uniformazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> &#8211; La simmetrica soluzione al sottoconsumo ed alla sovracapacit\u00e0 (ovvero il riequilibrio della estero-flessione, come dice Rodrik) \u00e8 resa necessaria dall\u2019equilibrio contabile d\u2019area. Altrimenti l\u2019investimento in un\u2019area non riassorbirebbe i sottoconsumi, traducendosi in aggravamento della crisi fiscale e ulteriore estero-flessione e ipertrofia delle \u201cperiferie\u201d. Lo schema porterebbe solo a maggiore finanziarizzazione ed aggravamento della crisi, quindi dello \u201cstato di consolidamento\u201d (Streeck) nel medio periodo. In altre parole \u00e8 un vincolo di \u201csistema mondo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> &#8211; Per una delle migliori analisi di questi fenomeni, in un quadro categoriale keynesiano, si veda Massimo Amato, Luca Fantacci, \u201c<em><a href=\"http:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2017\/07\/massimo-amato-luca-fantacci-fine-della.html\">Fine della finanza<\/a><\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> &#8211; Su questa caratterizzazione una delle obiezioni di Frank, che vede egualmente all\u2019opera \u2018cicli\u2019, ma non una specificit\u00e0 del \u2018capitalismo\u2019 e tantomeno dell\u2019occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> &#8211; Questo \u00e8 il secondo piano di critica, e quello fondamentale, in quanto Frank ritiene che il \u2018sistema-mondo\u2019 sia esistente da millenni, circa dal 3000 a.c., e che l\u2019occidente ne sia stato a margine fino al 1800 inoltrato. Dunque che il movimento non sia dall\u2019occidente industrializzato verso il resto del mondo, ma casomai dal mondo a nuovi centri che lo sfruttano e che si costituiscono come tali parassitariamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> &#8211; Alla base del modello \u00e8 l\u2019idea (di Adam Smith, prima che di Marx) che ceteris paribus la continua espansione delle attivit\u00e0 produttive, con il crescere della competizione, debba portare ad un calo del saggio di profitto e, nella versione dell\u2019ultimo, ad una stagnazione dei salari reali e conseguente crisi di domanda (che ostacola i rapporti di produzione sociali, generando la contraddizione essenziale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> &#8211; Naturalmente anche in queste espansioni la legge dei rendimenti decrescenti resta all\u2019opera e, pur contrastata da possibili guadagni di efficienza, riarticolazioni e ottimizzazioni tecniche, alla fine determina un \u201cristagno\u201d (Hicks). Questa fase \u00e8 caratterizzata da sovrabbondanza di capitali liberi (\u201c<em>crisi di sovraccumulazione<\/em>\u201d) ed \u00e8 anche, e forse soprattutto, caratterizzata da un inasprimento della lotta concorrenziale per l\u2019impiego del capitale mobile (e la sua attrazione). In questa fase i detentori del capitale lottano per allocarlo in usi \u201caccettabilmente\u201d redditivi, in condizioni di abbondanza del primo e scarsit\u00e0 dei secondi. D\u2019altro lato gli utilizzatori (che sono spesso gli Stati, che ne necessitano per i loro usi acuiti dalle tensioni della fase) lottano per attrarli a condizioni meno onerose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> &#8211; A sua volta determinato per via di concorrenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> &#8211; Storicamente, nei vari cicli di accumulazione caratterizzati da una successione di fasi queste \u201clottavano contro i rendimenti decrescenti prendendo in prestito tutto il capitale possibile, e investendolo per conquistare con la forza i mercati, territori e popolazioni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a> &#8211; \u201c<em>Egemonia<\/em>\u201d \u00e8 il concetto chiave, senza apprezzare il quale nulla si potrebbe capire del testo. Non si tratta di descrizioni di \u2018dominio\u2019, di potenti e di subalterni e delle loro eventualmente contrapposte volont\u00e0 (o \u201cdesideri\u201d), qui \u00e8 in gioco una capacit\u00e0 che non pu\u00f2 essere progettata e che scaturisce dall\u2019insieme di una situazione e di una storia, <em>quella di unire al dominio il consenso<\/em>. Di estenderlo alle menti ed ai cuori, coinvolgendo rappresentazione di s\u00e9, immagine del mondo, meccanica di valori ed obiettivi, interessi e bisogni. Quando si d\u00e0 una egemonia si creano soggettivit\u00e0 e ci si fa carico, in qualche misura, dei loro interessi (di quelli che sono entro il campo di senso definito dal blocco egemonico) e, grazie ad un coerente insieme di basi di potere e di valori, rappresentazioni, tecniche e regole, si riesce a far diventare \u201csistema\u201d una porzione del mondo. In effetti, fino a che dura, facendo prevalere il momento cooperativo (ma intimamente gerarchico, anche se inavvertito) su quello competitivo. La crisi \u00e8 la disgregazione e in certo misura rovesciamento di questo effetto. Dunque tra \u201cbase\u201d (termine che viene usato per \u201cstruttura\u201d da Marx, nell\u2019\u201d<em><a href=\"http:\/\/amzn.to\/2rFmDPA\">Ideologia tedesca<\/a><\/em>\u201d, infatti user\u00e0\u00a0struktur\u00a0e\u00a0basis) e la \u201csoprastruttura\u201d (uberbau, tutte metafore architettoniche come si vede, si tratta di ci\u00f2 che \u00e8 edificato sopra e del fondamento), in una condizione nella quale evidentemente ci vogliono entrambe, c\u2019\u00e8 una relazione molto pi\u00f9 stretta di quella, pur complessa, della vulgata marxista. Il concetto di egemonia \u00e8 per espressa ammissione, ripreso da Gramsci (che lo rileva da Lenin, ma lo estende molto) che lo impernia in una critica della vulgata marxista del rapporto tra \u201cstruttura\u201d e \u201csoprastruttura\u201d nella loro reciproca influenza. I due concetti sono una unit\u00e0, in senso dialettico. Ma avviene in qualche modo in Gramsci, nell\u2019intreccio di concetti che si rimandano, un passaggio che \u00e8 colto molto pi\u00f9 da Arrighi che da Negri: la struttura, la base, \u00e8 in un rapporto con la soprastruttura che ad essa si innerva e intreccia, quasi confondendosi, in un modo che ricorda quello tra storia ed evento. Cio\u00e8 quel rapporto, nella lettura storica che Gramsci compie in tutta la sua opera, tra passato e presente. Affondare le radici nella storia, che \u00e8 la stessa mossa nell\u2019interpretazione del presente che compie la tradizione delle\u00a0Annales\u00a0(forse non a caso avviata nel \u201929 e a conoscenza del nostro), significa per Gramsci liberarsi di ogni trascendenza residuale, di ogni teologia. Il concetto compare nei primi mesi del 1930, nei\u00a0<em><a href=\"http:\/\/amzn.to\/2ryh1Vy\">Quaderni del Carcere<\/a><\/em>, e precisamente nell\u2019ambito del discorso sul risorgimento (che abbiamo letto per ora\u00a0<a href=\"http:\/\/tempofertile.blogspot.it\/2016\/03\/antonio-gramsci-la-questione.html\">qui<\/a>) e resta praticato fino alla fine, ogni volta con una qualificazione: politica, culturale, linguistica, intellettuale, morale, &#8230; l\u2019egemonia \u00e8 in qualche modo, proverei a dire, uno strumento ed un effetto, che opera nel garantire e realizzare la prevalenza di uno verso l\u2019altro. Sia esso una classe, o un blocco storico, una nazione (come del caso). Il concetto, per essere compreso, va connesso con la sua assenza, ovvero con il puro e semplice \u201cdominio\u201d. Dove il potere \u00e8 nudo, privo della necessaria componente del consenso, si ha quindi solo l\u2019esercizio brutale del \u201cdominio\u201d. Ma il vero potere non si limita alla costrizione; si estende alle menti ed ai cuori, si fa seguire in qualche modo volontariamente, coinvolgendo insieme: la rappresentazione di s\u00e9 che si costruisce, l\u2019immagine del mondo, e la meccanica dei valori e obiettivi, con la loro gerarchia. Si radica inoltre nella \u201cbase\u201d degli interessi, e dei bisogni, cui in qualche modo (secondo il filtro delle rappresentazioni) l\u2019egemone risponde, facendosene almeno in parte carico. Il vero potere \u00e8 dunque egemonia. Abbiamo, ad esempio egemonia tedesca in Italia, quando volontariamente si sceglie di seguire la logica della moneta stabile e forte, della deflazione come orizzonte, dell\u2019austerit\u00e0 suo mezzo. L\u2019egemonia ha sempre un suo campo e, per chi vi appartiene, un coerente insieme di desideri, effetti di dominio (verso qualche subalterno) inseparabili da effetti identitari, e sempre risponde almeno a parte ai suoi interessi e bisogni secondo la loro percezione. Dunque le potenze realmente egemoniche, come sono state quella olandese, inglese e americana al loro meglio, quando si sono fatte carico, anche se diversamente, di produrre e distribuire beni pubblici e senso, o come la Russia sovietica, che esportava una egemonia potente, hanno riorganizzato in parte per effetto della loro base di potere, ma in parte altrettanto importante (e inseparabile) per effetto della loro struttura di valori, rappresentazioni coerenti, tecniche e regole, intorno a s\u00e9 porzioni decisive del mondo, rendendolo \u201csistema\u201d. Cio\u00e8 rendendolo capace di funzionare insieme e creare le premesse per una accumulazione che ha anche disciplinato, in qualche modo, i capitali incorporati entro le loro strutture e quelli mobili (che fin che dura l\u2019egemonia sono limitati). I capitali sono, infatti, una sorta di rapporto sociale. La storia che racconta Arrighi non va capita come storia del susseguirsi delle dominazioni, o del potere, ma di quel pi\u00f9 sottile scontro per la capacit\u00e0 di organizzare le forze, di dargli direzione e senso, che alcune volte \u00e8 emerso intorno ad un network ed una cultura. Cio\u00e8 come storia delle egemonie che, quando sono state realizzate, fino a che sono durate, hanno reso parte del mondo un sistema (appunto un \u201csistema mondo\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a> &#8211; Vedi Hyman Minsky, \u201c<em><a href=\"http:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2015\/09\/hyman-p-minsky-keynes-e-linstabilita.html\">Keynes e l\u2019instabilit\u00e0 del capitalismo<\/a><\/em>\u201d, 1975.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a> &#8211; Esattamente come accadde negli anni settanta alle soluzioni del \u2018keynesismo privatizzato\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref19\" name=\"_ftn19\">[19]<\/a> &#8211; Per questo la classica analisi di Streeck \u201c<a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2015\/11\/wolfgang-streeck-lascesa-dello-stato-di.html\">L\u2019ascesa dello stato di consolidamento europeo<\/a>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2019\/03\/greta-thunberg-la-posta-egemonica-e-lo.html\">http:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2019\/03\/greta-thunberg-la-posta-egemonica-e-lo.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TEMPO FERTILE (Alessandro Visalli) In fondo \u00e8 una storia come tante altre, banale. 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