{"id":50145,"date":"2019-03-27T09:30:05","date_gmt":"2019-03-27T08:30:05","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50145"},"modified":"2019-03-27T07:58:39","modified_gmt":"2019-03-27T06:58:39","slug":"la-lobby-della-deflazione-preoccupata-dalla-via-della-seta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50145","title":{"rendered":"La lobby della deflazione preoccupata dalla via della seta"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di<strong> COMIDAD<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In queste settimane l\u2019opinione pubblica italiana ha avuto la \u201csorpresa\u201d di scoprire il \u201cputiniano\u201d Matteo Salvini in versione ultra-amerikana, in una polemica con i 5 Stelle a causa dell\u2019adesione al memorandum per la nuova Via della Seta, una rete di infrastrutture che dovrebbe attraversare tutta la massa continentale eurasiatica e africana. Molti commentatori in vena di ridicolo si sono scatenati nel rinfacciare al Presidente del Consiglio Conte il presunto \u201csgarbo\u201d fatto agli USA per non averne preliminarmente chiesto l\u2019assenso prima di aderire al memorandum. In realt\u00e0 gli USA sono al corrente da anni, come tutti, del progetto di nuova Via della Seta, perci\u00f2 se avessero visto un pericolo effettivo per una firma italiana al memorandum si sarebbero premurati di farcelo sapere per tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante ci\u00f2 la piaggeria di politici e commentatori nei confronti degli USA \u00e8 arrivata al punto da paventare un\u2019insidia alla \u201ccollocazione europea e atlantica\u201d dell\u2019Italia a causa della firma del memorandum che comporterebbe (senti, senti) persino rischi di colonizzazione cinese e di appropriazione dei nostri know how. Si tratta chiaramente di forzature, esagerazioni o palesi sciocchezze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Europa \u00e8 stata inserita dai Cinesi come possibile partner del progetto infrastrutturale in parte per ovvi motivi di bon ton internazionale, in parte perch\u00e9 fosse meno evidente e plateale <a href=\"http:\/\/documents.worldbank.org\/curated\/en\/623141547127268639\/Trade-Effects-of-the-New-Silk-Road-A-Gravity-Analysis\">il vero obbiettivo dell\u2019iniziativa<\/a>, che non \u00e8 la penetrazione in Europa bens\u00ec in Asia ed in Africa. La Cina ha infatti la possibilit\u00e0 di integrare al suo sistema economico una serie di Paesi ricchi in materie prime ma poverissimi in infrastrutture. Il buco nero della deflazione europea tiene schiacciate verso il basso tutte le potenzialit\u00e0 di sviluppo dei Paesi dell\u2019Asia occidentale, del Pacifico, oltre che dell\u2019Africa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se il progetto \u00e8 cos\u00ec malvisto dalle \u00e9lite mondialiste non \u00e8 perch\u00e9 la nuova Via della Seta comporti una sfida diretta al dominio americano, dato che la Cina non possiede n\u00e9 la potenza militare, n\u00e9 la potenza marittima per insidiare a breve-medio termine lo statu quo internazionale. Che i Cinesi sperino di diventare nelle prossime generazioni la potenza egemone al livello globale, non solo \u00e8 possibile ma addirittura probabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La concezione asiatica del rapporto col tempo \u00e8 notoriamente diversa da quella occidentale, perci\u00f2 progettare a cinquanta o cento anni pu\u00f2 rientrare nella visione di un capo di governo. Non a caso una delle prelibatezze della gastronomia cinese consiste nel gustare uova invecchiate di cento anni. Ma l\u2019importanza di queste differenze culturali non va neppure esagerata al punto da supporre che i dirigenti cinesi siano talmente \u201ccinesi\u201d da trattare i rapporti internazionali in base alla stessa relazione col tempo che hanno con un uovo o con un bonsai.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stessa idea circa la Cina come superpotenza emergente, in grado di soppiantare in prospettiva pluridecennale gli USA, va ridimensionata di parecchio. Per molti secoli la Cina \u00e8 stata la massima potenza economica, militare e tecnologica, mentre la Russia non esisteva ancora, eppure le grandi steppe dell\u2019Asia non sono mai state annesse al Celeste Impero, che semmai ha pensato a difendersi dalle invasioni dei popoli nomadi. Oltre certi limiti, la demografia non \u00e8 pi\u00f9 una spinta ma un freno.<\/p>\n<p>L\u2019equivoco sta nel considerare l\u2019imperialismo come il naturale sbocco della potenza (Massimo Cacciari direbbe del \u201ckratos\u201d) di una nazione. L\u2019imperialismo consiste soprattutto nel rapporto, nella complicit\u00e0, tra le oligarchie della nazione dominante e quelle delle nazioni vassalle. Come gi\u00e0 fu per l\u2019imperialismo britannico, l\u2019imperialismo americano non \u00e8 un mero effetto della potenza americana, bens\u00ec una costruzione relazionale nella quale gli USA costituiscono il referente e il protettore delle \u00e9lite affaristiche e reazionarie del pianeta. Nell\u2019imperialismo americano, i filoamericani risultano pi\u00f9 decisivi degli stessi Americani. Non si tratta tanto di \u201csoft power\u201d, quanto di \u201cbusiness power\u201d. E non \u00e8 affatto detto che gli affari proposti oggi dall\u2019oligarchia cinese siano davvero i pi\u00f9 interessanti per le oligarchie occidentali, che sono legate al business della finanziarizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vera insidia della nuova Via della Seta \u00e8 infatti per la lobby mondiale della deflazione, cio\u00e8 il dominio finanziario sull\u2019economia, in quanto a molti Paesi mantenuti a forza nel sottosviluppo tramite il dominio del debito, oggi la Cina offre una prospettiva concreta di sviluppo commerciale e industriale. La lobby della deflazione non pu\u00f2 permettersi un\u2019energica ripresa dei tassi di sviluppo a livello mondiale poich\u00e9 ci\u00f2 comporterebbe la cessazione, o quantomeno l\u2019allentamento, della dipendenza degli Stati dai crediti delle grandi multinazionali bancarie e dei grandi fondi di investimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La dirigenza cinese non pu\u00f2 limitarsi a prendersi le materie prime ma deve aprirsi stabilmente a nuovi mercati, altrimenti salta il sistema. Mentre la Russia, a detta dello stesso Putin, \u00e8 ancora sotto il controllo ideologico del Fondo Monetario Internazionale (come dimostra l\u2019ultima riforma delle pensioni), la Cina invece \u00e8 consapevole di non potersi permettere di rallentare a lungo i propri tassi di sviluppo senza precipitare a vite a causa del suo stesso peso demografico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la Cina la nuova Via della Seta non \u00e8 affatto una strategia di dominio mondiale ma una semplice strategia di sopravvivenza (e non \u00e8 detto che funzioni). Per la lobby della deflazione invece un\u2019implosione cinese non sarebbe affatto una prospettiva negativa poich\u00e9 garantirebbe quella \u201cstagnazione secolare\u201d teorizzata, ma in realt\u00e0 auspicata, da Larry Summers; <a href=\"http:\/\/larrysummers.com\/category\/secular-stagnation\/\">una stagnazione in grado di assicurare in perpetuo il dominio della finanza<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.comidad.org\/dblog\/articolo.asp?articolo=889\">http:\/\/www.comidad.org\/dblog\/articolo.asp?articolo=889<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di COMIDAD &nbsp; In queste settimane l\u2019opinione pubblica italiana ha avuto la \u201csorpresa\u201d di scoprire il \u201cputiniano\u201d Matteo Salvini in versione ultra-amerikana, in una polemica con i 5 Stelle a causa dell\u2019adesione al memorandum per la nuova Via della Seta, una rete di infrastrutture che dovrebbe attraversare tutta la massa continentale eurasiatica e africana. 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