{"id":50147,"date":"2019-03-28T10:30:13","date_gmt":"2019-03-28T09:30:13","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50147"},"modified":"2019-03-28T08:57:26","modified_gmt":"2019-03-28T07:57:26","slug":"la-gentrification-il-capitale-e-lo-stato-immobiliarista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50147","title":{"rendered":"La gentrification, il capitale e lo stato immobiliarista"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di<strong> JACOBIN ITALIA (Samuel Stein)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-large size-large wp-post-image\" src=\"https:\/\/jacobinitalia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/gentrification_jacobin_italia-990x361.jpg\" alt=\"\" width=\"990\" height=\"361\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"entry_excerpt\">\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Gli imprenditori immobiliari ridisegnano le citt\u00e0. Chiedono che lo stato si faccia da parte ma lo invocano quando si tratta di reclamare sicurezza. Ai movimenti spetta dimostrare che un modello di investimento cos\u00ec intensivo \u00e8 fragile<\/h2>\n<\/div>\n<div class=\"the_content\">\n<p class=\"has-drop-cap\" style=\"text-align: justify;\">Il capitalismo e la pianificazione statale hanno una relazione complicata. L\u2019ideologia capitalista sostiene che lasciar decidere ai mercati le questioni economiche, sociali e ambientali sia la cosa migliore da fare, e che la scelta del consumatore sia la cartina di tornasole pi\u00f9 equa ed efficiente della volont\u00e0 popolare. Per decenni <em>deregulation<\/em> \u00e8 stata la parola d\u2019ordine delle classi dirigenti aziendali, e i politici conservatori a tutti i livelli hanno perseguito l\u2019obiettivo di ridurre l\u2019intervento dello stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grover Norquist, dell\u2019organizzazione di destra Americans for Tax Reform, ha dichiarato di voler restringere il governo \u00abfino al punto di poterlo trascinare in bagno e gettarlo nello scarico della vasca\u00bb. Questo \u00e8 quello che dice il capitalismo, ma non ci\u00f2 che fa. I capitalisti e i politici conservatori sono rapidissimi a invocare maggior intervento statale quando si tratta di sfruttare le sue funzioni carcerarie o la sua potenza militare, espressioni del potere statale che negli anni hanno fatto lievitare i budget locali, statali e federali. Le grosse societ\u00e0 amano poi i regolamenti complicati che tengono alla larga la competizione delle societ\u00e0 pi\u00f9 piccole, perch\u00e9 possono assumere eserciti di avvocati per farsi largo nella giungla, mentre i loro competitor restano impantanati nel fango. L\u2019espansione di questo genere di potere statale che aumenta le disuguaglianze e sopprime il dissenso lo considerano un lavoro ben fatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A livello di pianificazione urbanistica e politiche di sfruttamento del territorio, la retorica e la realt\u00e0 sono ugualmente male abbinate. I capitalisti fanno richieste molto specifiche e serie allo stato, senza le quali farebbero fatica ad avere successo sul lungo periodo, o anche semplicemente giorno per giorno. Vogliono che lo stato investa quote fisse di capitale nelle infrastrutture che favoriscono i loro profitti. Vogliono inoltre che il governo assicuri un certo livello di supporto alla popolazione per favorirne la riproduzione sociale, cos\u00ec da avere una forza lavoro in buona salute da poter sfruttare. Senza questi investimenti \u2013 pianificati, pagati e coordinati dallo stato \u2013 non avrebbero basi su cui lavorare.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>Le contraddizioni della pianificazione capitalista<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guardando pi\u00f9 da vicino, tuttavia, emergono alcuni punti di frattura. Nel suo classico del 1986, <a href=\"https:\/\/press.princeton.edu\/titles\/781.html\"><em>Planning the Capitalist City<\/em><\/a>, Richard Foglesong analizza la relazione tra il capitalismo e la pianificazione urbana cos\u00ec come si \u00e8 evoluta negli Stati uniti dal periodo coloniale fino agli anni Venti. Foglesong costruisce il libro attorno a due assi principali: uno lo chiama \u00abla contraddizione della propriet\u00e0\u00bb, e l\u2019altro \u00abla contraddizione della democrazia capitalista\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La contraddizione della propriet\u00e0 sorge poich\u00e9 i capitalisti chiedono allo stato determinati interventi di pianificazione per rendere possibile la loro modalit\u00e0 di accumulazione, ma negano l\u2019utilit\u00e0 della pianificazione in quanto tale, come fosse una specie di malattia socialista. E soprattutto, a parte alcuni principi fondamentali, i capitalisti urbani non vogliono le stesse cose che vogliono gli urbanisti. Le loro richieste rompono nettamente con la loro linea industriale. Le aziende manifatturiere reagiscono negativamente a quei regolamenti ambientali che limitano la loro capacit\u00e0 di sfruttare il terreno, l\u2019acqua e l\u2019aria senza conseguenze legali. Ma sono largamente favorevoli a interventi pianificati per calmierare i prezzi crescenti della terra e delle abitazioni, vedendo la terra come un costo nel processo di produzione e i prezzi delle case come un motivo per i lavoratori per mobilitarsi collettivamente per richiedere un aumento dello stipendio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli immobiliaristi, d\u2019altro canto, sono favorevoli a regolamenti ambientali che limitano l\u2019inquinamento, poich\u00e9 vedono lo smog e la sporcizia come fattori che abbassano il valore dei loro immobili. Ma non sarebbero altrettanto felici di vedere lo stato imporre controlli sugli affitti o costruire <a href=\"https:\/\/jacobinitalia.it\/la-grande-bellezza-delle-case-popolari\/\">case popolari di alta qualit\u00e0<\/a>, dato che queste misure minacciano il loro modello di business. I pianificatori urbani, dunque, devono giocare su un doppio tavolo: andare incontro alle richieste tra loro in competizione dei due tipi di capitalisti, senza per questo pianificare troppo \u2013 cosa che li farebbe impazzire entrambi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel tentativo di venirne a capo, i pianificatori urbani si confrontano con la contraddizione capitalismo-democrazia. I capitalisti veri \u2013 quelli che possiedono i mezzi di produzione, non semplicemente quelli che la pensano come loro \u2013 sono sempre una minoranza numericamente. In un governo repubblicano e in un\u2019economia capitalista, i pianificatori devono includere la working class nel loro processo o rischiano una crisi di legittimit\u00e0. Allo stesso tempo, tuttavia, a loro \u00e8 affidato il compito di placare i capitalisti per i quali \u00e8 pensato il funzionamento del sistema. Per superare questo dilemma, le citt\u00e0 hanno elaborato complicati sistemi di controllo dello sfruttamento di suolo (nel quale il parere pubblico \u00e8 incoraggiato ma non vincolante) e commissioni pubbliche di pianificazione urbana (che sono generalmente piene di esperti del settore immobiliare ed \u00e9lite imprenditoriali).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo questo modello, il principale compito dei pianificatori urbani \u00e8 quello di tenere a bada queste due contraddizioni; nessuna delle due pu\u00f2 essere risolta, ma entrambe possono essere gestite. \u00c8 una scommessa complicata. Da loro ci si aspetta che intervengano in un certo modo sullo sfruttamento di suolo, ma senza poter fare cambiamenti radicali. Questo processo deve essere aperto al pubblico, mentre simultaneamente si deve garantire alle \u00e9lite dominanti il controllo sul potere decisionale. \u00c8 un lavoro davvero ingrato.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019ascesa dello stato immobiliare<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cinque anni fa, stavo spiegando un libro di Foglesong in un seminario di geografia, e uno studente ha alzato la mano per fare una domanda. \u00abSembrerebbe che una parte importante del modello sia la competizione tra il capitalismo industriale e capitalismo immobiliare\u00bb, ha giustamente osservato. \u00abCome funziona ora che il capitale industriale e quello immobiliare non sono pi\u00f9 concentrati nelle stesse mani?\u00bb. Si trattava di una buona domanda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mondo \u00e8 pi\u00f9 industrializzato che mai \u2013 gli Stati uniti sono certamente una nazione industriale, e l\u2019industria rappresenta una grossa fetta dell\u2019economia nazionale in termini di output annuale. Ma nel corso della seconda met\u00e0 del ventesimo secolo, la produzione industriale statunitense \u00e8 stata oggetto di un\u2019intensa riorganizzazione geografica. Prima di tutto, dopo la Seconda Guerra Mondiale gli impianti di partizione e assemblamento si sono spostati dalle vecchie citt\u00e0 del nord alle pi\u00f9 nuove citt\u00e0 del sud, nelle periferie e nelle zone rurali. Negli anni Settanta e fino a tutti gli anni Novanta, la velocit\u00e0 e l\u2019ampiezza della delocalizzazione sono aumentate, molti impianti hanno lasciato definitivamente il paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni Novanta e nel primo decennio del Duemila \u00e8 comparsa una nuova forma di espansione industriale, che ha visto la crescita dei gruppi della logistica per coordinare il complesso flusso di beni in entrata e in uscita dalle citt\u00e0. Questa nuova forma di attivit\u00e0 produttiva tende ad avere luogo nei dintorni delle aree metropolitane (in modo da avvantaggiarsi di prezzi pi\u00f9 bassi dei terreni, e per facilitare l\u2019afflusso di beni). E quando \u00e8 localizzata in citt\u00e0 spesso occupa terre di propriet\u00e0 pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo, una <a href=\"https:\/\/books.google.it\/books\/about\/Niagara_of_Capital.html?id=Wu3sAAAAMAAJ&amp;redir_esc=y\">\u201ccascata di soldi\u201d<\/a> \u00e8 piovuta sul settore immobiliare, attualmente valutato a livello globale intorno ai 217 trilioni di dollari \u2013 rendendo le propriet\u00e0 immobiliari la forma di bene proprietario pi\u00f9 diffusa a livello mondiale. Negli Stati uniti, gli acquisti di case sono in calo da cinquant\u2019anni, gli affitti medi sono pi\u00f9 che raddoppiati negli ultimi vent\u2019anni, mentre i salari sono rimasti stagnanti. In alcune citt\u00e0, i prezzi delle case sono aumentati di oltre il 50 percento negli ultimi cinque anni. Diversi tipi di crisi abitativa coesistono nelle citt\u00e0 di tutto il paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la concentrazione delle propriet\u00e0 immobiliari e la delocalizzazione delle industrie, la relazione tra il capitale urbano e la pianificazione urbanistica \u00e8 cambiata in modo significativo. Se le aziende manifatturiere non fanno pi\u00f9 la parte dei potenti sostenitori capitalisti che chiedono di abbassare i costi delle terre e delle case in citt\u00e0, gli urbanisti che si scontrano con la \u00abcontraddizione della propriet\u00e0\u00bb restano in balia degli immobiliaristi e dei loro piani di cementificazione, che puntano a far aumentare sempre pi\u00f9 i prezzi dei terreni e delle propriet\u00e0. Anche quando provano a risolvere problemi urbanistici che hanno poco a che fare direttamente con il mercato immobiliare \u2013 l\u2019educazione, i trasporti, i parchi, etc. \u2013 gli immobiliaristi fanno pressione per ottenere interventi di pianificazione che favoriscano le loro speculazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I pianificatori che hanno a che fare con \u00abla contraddizione capitalismo-democrazia\u00bb sono portati sempre pi\u00f9 ad assegnare ruoli di controllo agli immobiliaristi nelle stesse istituzioni di pianificazione. La commissione pianificatrice di New York, per esempio, \u00e8 quasi interamente composta da persone con esperienza nel settore immobiliare: costruzione, promozione, vendita, leggi o ingegneria. La voce di dissenso pi\u00f9 comune tra i commissari \u00e8 quella di Michaelle de la Uz, una sviluppatrice di case no-profit \u2013 un modello differente, certamente, ma ancora parte dell\u2019ecosistema dell\u2019immobiliarismo urbano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 un vero stato immobiliarista: un governo allineato con le necessit\u00e0 e le domande di uno specifico settore del capitale, e ben sintonizzato per assicurare che le azioni di governo siano calibrate a favore del profitto dei costruttori, proprietari terrieri e speculatori. Come per altri settori statali (il welfare, il sistema detentivo, il comparto militare, eccetera), il settore immobiliare non \u00e8 totalizzante, ma la sua influenza \u00e8 particolarmente forte a livello locale, dove vengono prese la maggior parte delle decisioni sulle terre statunitensi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualunque problema sia affrontato dai pianificatori, le soluzioni proposte dagli immobiliaristi prevedono quasi sempre lo sviluppo di quartieri di lusso come fattore chiave \u2013 anche quando il problema \u00e8 la mancanza di abitazioni a prezzi accessibili. I pianificatori del settore immobiliare hanno il compito di aumentare i prezzi di mercato: o perch\u00e9 sono troppo bassi e gli investitori li vogliono pi\u00f9 alti, o perch\u00e9 sono gi\u00e0 alti e una loro deflazione potrebbe far crollare un bilancio fatto di castelli di carte. Lavorare sul ridurre la speculazione e incentivare l\u2019offerta di case popolari e accessibili a tutti sembra un proposito assurdo per un regime di pianificazione il cui primo assunto \u00e8 che il guadagno futuro passa attraverso la crescita immobiliare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo sistema, la gentrificazione \u00e8 una caratteristica, non una falla. \u00c8 sicuramente una forza economica e sociale, ma \u00e8 anche un prodotto dello stato \u2013 un processo pianificato di reinvestimento canalizzato e dislocamento mirato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I pianificatori urbani, tuttavia, non sono semplicemente degli strumenti passivi del governo. La maggior parte di loro ha scelto questa professione perch\u00e9 voleva avere un impatto positivo sulle citt\u00e0. Molti hanno un background radicale e vedono la pianificazione come un mezzo per imporre un controllo al caos capitalistico. Ma sotto le restrizioni dello stato immobiliare, produrre spazio per propositi che non siano il profitto \u00e8 una sfida enorme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia \u00e8 una cosa possibile, e che i pianificatori non faranno da soli. Se vogliamo che essi si comportino diversamente, dobbiamo esercitare pressione politica per sfidare i loro dirigenti: i politici che decidono i capi delle agenzie, ovviamente, ma anche l\u2019industria immobiliare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Concentrandosi cos\u00ec intensivamente in un settore specifico, il capitale immobiliare si \u00e8 esposto a una vulnerabilit\u00e0 unica. I movimenti militanti contro la gentrificazione possono minacciare la capacit\u00e0 degli immobiliaristi di realizzare profitti, trasformando la crisi immobiliare da fenomeno sulle spalle degli inquilini a peso per i proprietari terrieri, i costruttori e gli investitori. Non \u00e8 un compito facile, ma \u00e8 necessario se vogliamo combattere, il Real Estate State, lo stato immobiliarista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>*Samuel Stein sta svolgendo un PhD in geografia al CUNY Graduate Center. Ha scritto <\/em><a href=\"https:\/\/www.versobooks.com\/books\/2870-capital-city\">Capital City: Gentrification and the Real Estate State<\/a><em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Questo articolo \u00e8 uscito su <\/em><a href=\"https:\/\/www.jacobinmag.com\/2019\/03\/gentrification-is-a-feature-not-a-bug-of-capitalist-urban-planning\"><em>Jacobinmag<\/em><\/a><em>. La traduzione \u00e8 di Gaia Benzi.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/jacobinitalia.it\/%ef%bb%bfla-gentrification-il-capitale-e-lo-stato-immobiliarista\/\">https:\/\/jacobinitalia.it\/%ef%bb%bfla-gentrification-il-capitale-e-lo-stato-immobiliarista\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di JACOBIN ITALIA (Samuel Stein) &nbsp; &nbsp; Gli imprenditori immobiliari ridisegnano le citt\u00e0. Chiedono che lo stato si faccia da parte ma lo invocano quando si tratta di reclamare sicurezza. Ai movimenti spetta dimostrare che un modello di investimento cos\u00ec intensivo \u00e8 fragile Il capitalismo e la pianificazione statale hanno una relazione complicata. 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