{"id":50181,"date":"2019-03-28T10:00:22","date_gmt":"2019-03-28T09:00:22","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50181"},"modified":"2019-03-28T08:56:59","modified_gmt":"2019-03-28T07:56:59","slug":"il-reddito-di-cittadinanza-reale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50181","title":{"rendered":"Il reddito di cittadinanza reale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di<strong> LA CITTA&#8217; FUTURA (Renato Caputo)<\/strong><\/p>\n<div class=\"itemImageBlock clearfix\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><span class=\"itemImage\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/media\/k2\/items\/cache\/54a4c4891173f445cf92599aaa0cd8f6_XL.jpg\" alt=\"Il reddito di cittadinanza reale\" \/><i class=\"icon-user\"><\/i><\/span><\/p>\n<p><span class=\"itemImage\"><span class=\"itemImageCredits\"><em>Credits: https:\/\/www.lavocedellelotte.it\/it\/2017\/10\/11\/la-classe-operaia-dellilva-tra-il-fuoco-dei-padroni-e-il-tradimento-delle-burocrazie-sindacali\/<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"clr\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"itemFullText\">\n<h2>Ora che anche in Italia sta divenendo chiaro cosa comporti il reddito di cittadinanza reale, \u00e8 ancora pi\u00f9 necessario riflettere criticamente, in una prospettiva marxista, su questa parola d\u2019ordine.<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Come di consueto le soluzioni\u00a0<strong>idealistiche piccolo-borghesi\u00a0<\/strong>\u2013 ispirate al vecchio\u00a0<strong>socialismo utopistico<\/strong>, non a caso tanto criticato da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/cultura\/l-attualita-della-riflessione-del-giovane-marx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Marx<\/strong><\/a>\u00a0ed\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/cultura\/contributo-di-engels-sviluppo-del-socialismo-scientifico\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Engels<\/strong><\/a>\u00a0\u2013 si rivelano peggiori del male che pretenderebbero di curare. In primo luogo per la loro natura\u00a0<strong>ideologica<\/strong>, sottoprodotto dell\u2019ideologia dominante, che ha una funzione mistificante atta a occultare la\u00a0<strong>verit\u00e0 che \u00e8 sempre rivoluzionaria<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Nel caso specifico lo pseudo-concetto del reddito \u00e8 proprio di quell\u2019<strong>economia volgare<\/strong>funzionale a occultare i\u00a0<strong>concetti reali<\/strong>\u00a0evidenziati dall\u2019analisi marxista e con essi lo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/cultura\/i-concetti-fondamentali-di-il-capitale-parte-i\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>sfruttamento che \u00e8 alla base del modo capitalistico di produzione<\/strong><\/a>. L\u2019economia volgare cerca di occultare che la fonte del valore \u00e8 il\u00a0<strong>lavoro vivo<\/strong>\u00a0e che il profitto del capitalista e la rendita sono il prodotto unicamente dello\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/cultura\/i-concetti-fondamentali-di-il-capitale-parte-ii\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sfruttamento della\u00a0<\/a><a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/cultura\/i-concetti-fondamentali-di-il-capitale-parte-ii\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>forza-lavoro<\/strong><\/a>. Secondo tale rappresentazione mistificante il capitale, la terra e il lavoro coopererebbero nella produzione del\u00a0<strong>nuovo valore<\/strong>\u00a0per cui il lavoro andrebbe retribuito con un\u00a0<strong>reddito proporzionale<\/strong>\u00a0al suo apporto al valore prodotto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">In tal modo si occulta la forma reale della retribuzione della forza-lavoro, ovvero il\u00a0<strong>salario<\/strong>\u00a0per sua natura concetto sociale, in quanto comprende quanto la\u00a0<strong>classe borghese dominante nel suo insieme<\/strong>\u00a0paga come equivalente del\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/cultura\/i-concetti-fondamentali-de-il-capitale-parte-iii\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>valore della forza-lavoro<\/strong><\/a>\u00a0che acquista, che corrisponde al suo valore, ovvero al tempo di lavoro mediamente necessario, in una\u00a0<strong>determinata epoca storica<\/strong>\u00a0con un certo sviluppo delle forze produttive, per la sua\u00a0<strong>riproduzione<\/strong>. Dunque il salario corrisponde a quanto prodotto dalla forza-lavoro nel suo complesso nella prima parte della giornata lavorativa, in cui con il\u00a0<strong>lavoro necessario<\/strong>\u00a0produce l\u2019equivalente di valore di quanto percepisce in\u00a0<strong>quanto classe<\/strong>\u00a0come salario, equivalente al valore del lavoro necessario all\u2019intera classe degli sfruttati per riprodursi e\u00a0<strong>continuare a farsi sfruttare<\/strong>\u00a0in modo continuativo dal padronato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">A questa prima\u00a0<strong>distorsione ideologica<\/strong>, si accompagna la distorsione ideologica prodotta dagli attuali epigoni del socialismo utopista, ovvero i\u00a0<strong>post<\/strong>&#8211;<strong>operaisti<\/strong>\u00a0che ritengono, in piena consonanza con l\u2019ideologia dominante, che lo\u00a0<strong>sfruttamento del lavoro vivo<\/strong>\u00a0non sia pi\u00f9 necessario alla produzione del nuovo valore, in quanto quest\u2019ultimo sarebbe ormai prodotto dal\u00a0<strong>lavoro morto delle macchine<\/strong>. In queste ultime e, pi\u00f9 in generale nei portati dello\u00a0<strong>sviluppo tecnologico<\/strong>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/il-valore-della-quarta-rivoluzione-industriale\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">fino ai robot e all\u2019intelligenza artificiale<\/a>, sarebbe incorporato il \u201c<strong>general intellect<\/strong>\u201d, prodotto dal semplice vivere creativo di ogni uomo. Dunque, ogni individuo, contribuendo alla produzione del\u00a0<em>general intellect<\/em>\u00a0<strong>incorporato nelle macchine<\/strong>, dovrebbe ottenere in cambio sotto forma di reddito la quota del nuovo valore che avrebbe, anche inconsapevolmente, contribuito a produrre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Inoltre, prigionieri dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/comunisti-e-o-sinceri-democratici\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>ideologia democratica<\/strong><\/a><a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/comunisti-e-o-sinceri-democratici\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00a0piccolo borghese<\/a>, che tende a separare e contrapporre il\u00a0<strong>citoyen<\/strong>\u00a0dal\u00a0<strong>bourgeois<\/strong>, il primo rivolto al bene comune pubblico, il secondo unicamente interessato al proprio\u00a0<strong>tornaconto privato<\/strong>; sarebbe dunque evidente che \u00e8 il primo a dover essere premiato con la retribuzione di un reddito piuttosto che il secondo. Da qui l\u2019idea di\u00a0<strong>garantire a ogni cittadino<\/strong>\u00a0lo stesso reddito. Secondo una\u00a0<strong>concezione di eguaglianza del tutto astratta<\/strong>, propria dell\u2019ideologia borghese, secondo cui un miliardario single avrebbe\u00a0<strong>diritto allo stesso reddito<\/strong>\u00a0di un povero padre di una famiglia numerosa. Inoltre, legare l\u2019erogazione del reddito alla\u00a0<strong>cittadinanza<\/strong>\u00a0significa essere ancora una volta oggettivamente\u00a0<strong>complici dell\u2019ideologia<\/strong>\u00a0della classe dominante che vuole ridurre il numero crescente di lavoratori emigrati privi della cittadinanza al livello di\u00a0<strong>nuovi schiavi<\/strong>. In tal modo il proletariato moderno,\u00a0<strong>potenzialmente soggetto rivoluzionario<\/strong>, in quanto non avrebbe altro da perdere che la propria forza-lavoro, sarebbe ridotto\u00a0<strong>alla antica plebe<\/strong>\u00a0che, avendo sotto di s\u00e9 in condizione peggiore gli schiavi, aveva da perdere i\u00a0<strong>privilegi legati al suo diritto di cittadinanza<\/strong>\u00a0e cos\u00ec non era nemmeno potenzialmente il soggetto rivoluzionario necessario all\u2019<strong>emancipazione<\/strong>\u00a0dell\u2019intera societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Inoltre, gli attuali\u00a0<strong>epigoni del socialismo utopista<\/strong>\u00a0\u2013 perfettamente rappresentati\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/interni\/la-natura-del-populismo-del-m5s\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dai grillini<\/a>, che hanno fatto proprie tutte le illusorie parole d\u2019ordine della\u00a0<strong>piccola borghesia sedicente di sinistra<\/strong>e, perci\u00f2, hanno fatto il\u00a0<strong>pieno dei voti<\/strong>\u00a0in questo settore fino a poco tempo fa ideologicamente dominante \u2013 ancora una volta in perfetto accordo con l\u2019<strong>ideologia dominante<\/strong>, si illudono (e illudono) che il modo di produzione capitalistico sia\u00a0<strong>ormai superato<\/strong>. Per cui lo sfruttamento sarebbe solo un inganno, dal momento che i lavoratori non sono pi\u00f9 produttori, in quanto compiutamente\u00a0<strong>sostituiti dalle macchine<\/strong>. In tal modo, ci sarebbe soltanto da condurre lo scontro in nome del bene comune, prodotto dal\u00a0<strong>general intellect<\/strong>, del 99% che sta in basso contro l\u20191% che sta in alto. Perci\u00f2 le\u00a0<strong>vecchie distinzione<\/strong>\u00a0fra sfruttati e sfruttatori e fra destra e sinistra sarebbero superate. Da qui l\u2019ideale piccolo borghese di un\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/interni\/a-chi-giova-il-populismo-di-sinistra\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>populismo di sinistra<\/strong><\/a>, volto a fare gli interessi di tutti i cittadini, che si definiscono e si identificano proprio nel loro contrapporsi ai\u00a0<strong>non cittadini immigrati<\/strong>, che si illuderebbero ancora di essere\u00a0<strong>produttori<\/strong>\u00a0con il loro lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Dovrebbe, dunque, essere lo\u00a0<strong>Stato<\/strong>\u00a0\u2013 rappresentato dai piccoli borghesi sedicenti di sinistra allo stesso modo dell\u2019ideologia dominante, ossia come un apparato superiore e\u00a0<strong>arbitro dei conflitti sociali<\/strong>, in s\u00e9 neutro e perci\u00f2 da occupare vincendo le elezioni con l\u2019<strong>uomo comune<\/strong>\u00a0\u2013\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/economia-e-lavoro\/la-teoria-della-moneta-moderna-parte-terza-una-rete-di-protezione-a-favore-del-capitalismo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">a redistribuire il nuovo valore prodotto fra i cittadini<\/a>. In tal modo si occulta ancora una volta la\u00a0<strong>determinazione essenziale dello Stato<\/strong>, come forma del dominio di un\u00a0<strong>blocco sociale<\/strong>\u00a0sui ceti subalterni. Basterebbe, dunque, portare al governo dello Stato il nuovo partito dell\u2019uomo, o meglio del cittadino comune, per trasformare radicalmente l\u2019esistente\u00a0<strong>redistribuendo<\/strong>\u00a0il mal tolto da chi sta in alto, mediante il reddito di cittadinanza, al\u00a0<strong>99% che sta in basso<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Evidentemente non basta volere che il modo di\u00a0<strong>produzione capitalistico<\/strong>\u00a0non esista pi\u00f9 perch\u00e9 tale pia illusione si avveri. Al contrario, dando a credere che nei fatti non esista pi\u00f9, si genera\u00a0<strong>l\u2019illusione<\/strong>\u00a0che sia\u00a0<strong>donchisciottesco<\/strong>\u00a0battersi contro questi mulini a vento. In tal modo, venendo meno ogni forma di\u00a0<strong>anticapitalismo progressivo<\/strong>, si lascia spazio al dominio incondizionato del capitalismo nella sua forma pi\u00f9 radicale, neoliberista, lasciando come unica opposizione un\u00a0<strong>anticapitalismo regressivo<\/strong>\u00a0puramente ideologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Il sogno\u00a0<strong>distopico<\/strong>\u00a0della piccola borghesia \u00e8 di essere considerata a tutti gli effetti parte del blocco sociale dominante per poter, cos\u00ec, prendere parte alla\u00a0<strong>spartizione del plusvalore<\/strong>\u00a0\u2013 prodotto dal lavoro non pagato della forza-lavoro \u2013 con l\u2019<strong>alta borghesia<\/strong>\u00a0e i rentier. Da qui la pretesa, tipica del borghese, di poter godere di un\u00a0<strong>reddito senza lavorare<\/strong>\u00a0e, quindi, necessariamente, dal momento che qualcuno dovr\u00e0 pure lavorare per creare nuovo valore,\u00a0<strong>vivere alle spalle di chi lavora<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Ancora pi\u00f9 assurda \u00e8 la pretesa della piccola borghesia di\u00a0<strong>estrema sinistra<\/strong>\u00a0di vedersi attribuita dallo Stato un reddito garantito per il\u00a0<strong>lavoro politico<\/strong>\u00a0che svolge. Dal momento che si tratta evidentemente di uno Stato\u00a0<strong>imperialista<\/strong>, parte della Nato e impegnato con truppe nell\u2019occupazione di diversi paesi del terzo mondo, per ottenere tale reddito dovrebbero svolgere un lavoro politico funzionale a tale\u00a0<strong>forma classista di dominio<\/strong>. Certo, dal\u00a0<strong>punto di vista ideologico<\/strong>, gli ideologi di un tale reddito svolgono un ruolo oggettivamente importante per il mantenimento del\u00a0<strong>(dis-)ordine borghese<\/strong>, sostenendo che i lavoratori salariati nel loro complesso sono\u00a0<strong>improduttivi<\/strong>, che sono complici del sistema, in quanto continuano inutilmente a farsi sfruttare, che i sindacati e lo sciopero non hanno pi\u00f9 senso, dal momento che produttive sarebbero solo le macchine e il general intellect, al cui sviluppo contribuirebbero tutte le forme di\u00a0<strong>vita creativa<\/strong>\u00a0e, dunque, antitetica alla condizione generale dei\u00a0<strong>salariati<\/strong>. Inoltre mettono costantemente sotto attacco il salario\u00a0<strong>indiretto<\/strong>\u00a0e tendenzialmente lo stesso salario differito, schierandosi per la piena disintegrazione di quello che definiscono il vecchio\u00a0<strong>Stato sociale<\/strong>\u00a0(che sarebbe, in realt\u00e0, lo Stato asociale dell\u2019imperialismo), da sostituire con il reddito di cittadinanza. Dunque, i\u00a0<strong>lavoratori salariati<\/strong>\u00a0dovrebbero rinunciare a due componenti del loro salario indispensabili per la loro mera\u00a0<strong>riproduzione come classe<\/strong>. Inoltre, per quanto in forma distorta all\u2019interno del sistema capitalistico le strutture\u00a0<strong>pubbliche<\/strong>, i\u00a0<strong>servizi sociali<\/strong>tendenzialmente gratuiti sono un residuo della solidariet\u00e0 fra le classi subalterne e della necessit\u00e0 di una\u00a0<strong>tassazione progressiva<\/strong>\u00a0delle classi dominanti. Al contrario eliminare tutti i servizi sociali e tutta la sfera pubblica per\u00a0<strong>finanziare un reddito<\/strong>\u00a0da garantire a ogni cittadino, non fa altro che supportare l\u2019ideologia dominante\u00a0<strong>ultra-individualista<\/strong>, che ovviamente favorisce solo le classi dominanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Del resto, sino a che c\u2019era il\u00a0<strong>socialismo reale<\/strong>, in diversi paesi a capitalismo avanzato sono state\u00a0<strong>sperimentate forme<\/strong>\u00a0di reddito garantito, naturalmente non dato a tutti incondizionatamente \u2013 secondo il sogno distopico della piccola borghesia\u00a0<strong>sedicente di sinistra<\/strong>\u00a0\u2013 ma a chi era privo di lavoro. Tali misure, oltre a essere necessarie alla\u00a0<strong>rivoluzione passiva<\/strong>\u00a0indispensabile per esorcizzare il\u00a0<strong>fantasma del comunismo<\/strong>, ancora in grado di turbare i sonni della classe dominante, erano essenziali per tenere sempre al\u00a0<strong>livello pi\u00f9 basso il prezzo della forza-lavoro<\/strong>. In effetti, come \u00e8 sempre avvenuto nella realt\u00e0, ovvero nella storia \u2013 sin dalle esperienze delle leggi sui poveri nel diciottesimo secolo in Inghilterra \u2013 i sussidi dati ai disoccupati erano\u00a0<strong>al di sotto del minimo<\/strong>\u00a0indispensabile alla propria riproduzione come classe lavoratrice, per cui era sufficiente\u00a0<strong>fissare il livello dei salari appena sopra<\/strong>\u00a0tale livello per convincere la stragrande maggioranza dei lavoratori\u00a0<strong>a svendere la propria\u00a0<\/strong><strong>forza-lavoro<\/strong>\u00a0al minimo del suo valore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Inoltre tale politica era naturalmente funzionale al\u00a0<strong>divide et impera<\/strong>\u00a0necessario alla ristretta classe dominante per mantenere i suoi\u00a0<strong>enormi privilegi<\/strong>\u00a0a spese dei subalterni. Infatti, con tali forme di reddito ai disoccupati si crea una\u00a0<strong>scissione sempre pi\u00f9 ampia<\/strong>\u00a0fra questi ultimi e i lavoratori. I salariati finiscono per considerare, grazie all\u2019<strong>egemonia<\/strong>\u00a0dell\u2019ideologia dominante, i percettori del reddito come i principali parassiti sociali, responsabili della\u00a0<strong>condizione miserabile<\/strong>dei loro salari. Al contrario la piccola borghesia sedicente di sinistra accusava i lavoratori di essere, con la loro\u00a0<strong>ostinazione a vendere<\/strong>\u00a0la forza-lavoro, i veri\u00a0<strong>responsabili della sopravvivenza<\/strong>dell\u2019ingiusto e irrazionale modo di produzione capitalistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">D\u2019altra parte, per poter continuare a percepire un reddito senza lavorare, i\u00a0<strong>redditisti<\/strong>\u00a0erano costretti a vivere in un stadio di povert\u00e0, a meno di\u00a0<strong>lavora<\/strong><strong>re<\/strong><strong>\u00a0in nero<\/strong>, e a spendere un numero crescente di energie per sfuggire alle forme di controllo sempre pi\u00f9 pervasivo della\u00a0<strong>burocrazia dello Stato<\/strong>\u00a0capitalista. Alla fine i\u00a0<strong>disagi<\/strong>\u00a0prodotti dal dover sottostare a tutte le imposizioni della burocrazia per continuare a godere di un reddito senza lavorare erano pressoch\u00e9 equivalenti a quelli di chi\u00a0<strong>viveva vendendo<\/strong>\u00a0la propria forza-lavoro. Con la differenza sostanziale che questi ultimi\u00a0<strong>lavorando insieme<\/strong>\u00a0riuscivano a sviluppare una certa\u00a0<strong>coscienza di classe<\/strong>\u00a0che li portava a solidarizzare e a lottare insieme contro il comune nemico, mentre i redditisti non avevano nessuna possibilit\u00e0 di condurre una\u00a0<strong>lotta incisiva contro il capitale<\/strong>, essendo tendenzialmente\u00a0<strong>isolati<\/strong>\u00a0e non potendo nemmeno scioperare. Senza contare che tali politiche di rivoluzione passiva non potevano che venir meno, da una parte con la\u00a0<strong>sconfitta storica<\/strong>\u00a0del socialismo reale \u2013 a cui i redditisti hanno generalmente contribuito \u2013 e con le crescenti\u00a0<strong>crisi di sovrapproduzione<\/strong>che riducono i margini di profitto indispensabili alle\u00a0<strong>politiche redistributive<\/strong>.<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/economia-e-lavoro\/il-reddito-di-cittadinanza-reale\">https:\/\/www.lacittafutura.it\/economia-e-lavoro\/il-reddito-di-cittadinanza-reale<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA CITTA&#8217; FUTURA (Renato Caputo) Credits: https:\/\/www.lavocedellelotte.it\/it\/2017\/10\/11\/la-classe-operaia-dellilva-tra-il-fuoco-dei-padroni-e-il-tradimento-delle-burocrazie-sindacali\/ Ora che anche in Italia sta divenendo chiaro cosa comporti il reddito di cittadinanza reale, \u00e8 ancora pi\u00f9 necessario riflettere criticamente, in una prospettiva marxista, su questa parola d\u2019ordine. Come di consueto le soluzioni\u00a0idealistiche piccolo-borghesi\u00a0\u2013 ispirate al vecchio\u00a0socialismo utopistico, non a caso tanto criticato da\u00a0Marx\u00a0ed\u00a0Engels\u00a0\u2013 si rivelano peggiori del male che pretenderebbero di curare. 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