{"id":50262,"date":"2019-03-29T11:00:45","date_gmt":"2019-03-29T10:00:45","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50262"},"modified":"2019-03-29T10:44:56","modified_gmt":"2019-03-29T09:44:56","slug":"ce-molto-di-piu-della-belt-and-road-initiative","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50262","title":{"rendered":"C\u2019\u00e8 molto di pi\u00f9 della Belt and Road Initiative"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>MARX XXI (Fabio Massimo Parenti)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.marx21.it\/images\/personaggi\/xijinping_italia_bandiera.jpg\" alt=\"xijinping italia bandiera\" width=\"300\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong>Fabio Massimo Parenti<\/strong><br \/>\nda\u00a0<a href=\"http:\/\/www.beppegrillo.it\/italia-cina-costruire-relazioni-pacifiche\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">beppegrillo.it<\/a><\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 molto di pi\u00f9 della Belt and Road Initiative<\/strong><\/p>\n<p>Se gli USA e l\u2019Europa stanno perdendo terreno sul piano tecnologico rispetto alla Cina, sul piano culturale solo l\u2019Europa, meglio il Mediterraneo, pu\u00f2 competere, costruendo una proficua amicizia.\u00a0\u201cGuardando il mondo ci troviamo davanti a un cambiamento epocale\u00a0\u2013 ha affermato il Presidente cinese al Quirinale \u2013 la Cina e l\u2019Italia sono due importanti forze nel mondo per salvaguardare la pace e promuovere lo sviluppo. La Cina vuole lavorare con l\u2019Italia per rilanciare lo spirito di equit\u00e0, mutuo rispetto e giustizia\u201d.\u00a0Nel percorso di avanzamento delle relazioni italo-cinesi, la stabilizzazione mondiale e la pace sono la vera posta in gioco, che ovviamente non pu\u00f2 non passare dalla cooperazione economica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi anni si sono consolidati i collegamenti cooperativi tra Italia e Cina, grazie a scambi ed iniziative pluriennali (abbiamo almeno 4 meccanismi intergovernativi di alto livello tra i due paesi) nel solco di quasi 50 anni di relazioni diplomatiche. I flussi di scambio economico sono a favore di questo progresso. Il deficit italiano verso la Cina sta diminuendo e il commercio bilaterale complessivo sta aumentando, giungendo ad oggi a pi\u00f9 di 50 miliardi. Siamo comunque indietro rispetto agli altri grandi paesi europei. Per dare un\u2019idea delle opportunit\u00e0 crescenti sul mercato cinese, che sta aprendo sempre di pi\u00f9, e con pi\u00f9 tutele, ad aziende e prodotti stranieri (avendo tra le altre cose la pi\u00f9 grande classe media al mondo), si pensi solo che negli ultimi 20 anni le importazioni totali cinesi sono passate da 20 a 200 miliardi (decuplicate!).<\/p>\n<p>Ma torniamo alla cultura. E\u2019 necessario aprire gli occhi, guardare, leggere e cercare di capire come la Cina si avvicina agli \u201caltri\u201d, ai paesi stranieri. Un esempio eloquente si ritrova nell\u2019articolo di Xi Jinping pubblicato sul Corriere della Sera prima della sua visita in Italia. Molto spazio \u00e8 stato dedicato dal Presidente Xi all\u2019amicizia che lega i nostri popoli, riportando le parole di Alberto Moravia per il quale\u00a0\u201cle amicizie non si scelgono a caso ma secondo le passioni che ci dominano\u201d.\u00a0Citando Moravia, Marco Polo, Matteo Ricci, Martino Martini, Pomponio Mela, il presidente Xi dimostra, ancora una volta, che le autorit\u00e0 cinesi studiano sempre la storia degli interlocutori e solo in seguito esprimono la propria prospettiva, basata sulla conoscenza e sul rispetto. Evidentemente, il secondo non pu\u00f2 fare a meno della prima. E\u2019 il fattore culturale la chiave per comprendere l\u2019ascesa pacifica della Cina. La Cina non giudica, ma cerca di capire prima di esprimere un\u2019opinione ed avanzare una proposta (proprio oggi, primo giorno della visita di stato, RAI e China Media Group hanno siglato un MoU per creare migliori condizioni di conoscenza reciproca).<\/p>\n<p>Nella mia esperienza personale, con colleghi e autorit\u00e0 cinesi, ho sperimentato costantemente questo sincero interesse alla conoscenza reciproca. Sfortunatamente, non possiamo dire lo stesso per molti commentatori occidentali che hanno proferito, e continuano a farlo, giudizi avventati, mostrando scarsa o nulla conoscenza della storia cinese, le sue peculiarit\u00e0 culturali, politiche ed economiche. Il business coi cinesi si fonda, al meglio, su affiliazioni storiche, come confermato dai Presidenti Mattarella e Xi nei loro messaggi al Quirinale.<\/p>\n<p><strong>Interferenze esterne ed interne contro il multipolarismo<\/strong><\/p>\n<p>Le interferenze e le critiche statunitensi ed europee contro la volont\u00e0 italiana di firmare un MoU sulla BRI sono basate su pregiudizi politici e culturali, senza offrire alternative. Su questo fronte, abbiamo dei casi anche in Italia. Se leggete, ad esempio, l\u2019intervista a Germano Dottori pubblicata su formiche.net, troverete una posizione filo-atlantista assolutamente ideologica, i cui riferimenti sono non a caso NYT e punti di vista solo statunitensi; troverete una posizione ammantata di alone \u201canalitico\u201d, ma essenzialmente imbevuta di logica dei blocchi, di mentalit\u00e0 guerresca, di approccio confrontazionista. Non c\u2019\u00e8 sguardo lungo, non c\u2019\u00e8 logica di cooperazione. Non a caso il Dottori ha ripreso nei suoi post i messaggi di Bannon, che parla di conquista cinese dell\u2019Occidente, mettendo in guardia il Vaticano dall\u2019accordo con Beijing. Un accordo frutto di una lunga storia di riavvicinamento, considerato dal mondo cattolico un avanzamento epocale nelle relazioni tra Cina e cristianit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma andiamo oltre. I nostri presunti \u201cpartner\u201d europei si comportano pi\u00f9 come rivali e concorrenti radicali che come partner amici. L\u2019ultima scelta di Macron di aprire l\u2019incontro con Xi, in programma marted\u00ec 26, a Merkel e Junker riflette una certa idea di Europa: due paesi centrali e poi il resto. La conferma della firma di un memorandum d\u2019intesa su BRI \u2013 speriamo che sia l\u2019inizio di una nuova era di cooperazione \u2013 ha alimentato anche \u201cla narrativa della minaccia cinese\u201d, \u201cla natura pericolosa della BRI\u201d e cos\u00ec via. Tuttavia, la presenza della Cina all\u2019estero \u00e8 pacifica e non impone condizionalit\u00e0 ad altri paesi, non agisce secondo discriminanti politiche. Un paese pu\u00f2 accedere o meno, pu\u00f2 negoziare e rivedere i contratti, senza implicazioni militari o dover subire pratiche di bullismo internazionale. Possiamo dire lo stesso degli alleati della NATO? Niente affatto. Un\u2019indagine di Gallup in 134 paesi ha rilevato un livello di approvazione della leadership cinese pari al 34%, contro il 31% per gli Stati Uniti. Forse perch\u00e9 concentrarsi sui bisogni materiali e rispettare la sovranit\u00e0 e i diversi sistemi politico-economici delle nazioni del mondo risulta essere pi\u00f9 ragionevole e saggio rispetto a guerre, cambi di regime e supporto al terrorismo? (Per semplicit\u00e0 e senza fornire riferimenti specifici, basti ricordare che queste cose vengono oggi denunciate da una potenziale candidata alle elezioni Usa 2020, Tulsi Gabbard).<\/p>\n<p>Tornando alla visita in Italia del presidente Xi. L\u2019Italia e la Cina hanno legami antichi, condividono un rapporto di amicizia anche nei tempi moderni, e hanno molti interessi culturali in comune, come l\u2019arte, la storia, il cibo \u2026 Sorprendentemente, uno studioso italiano, Francesco Sisci, che lavora a Pechino alla Renmin University, insiste sul fatto che il governo italiano non abbia discusso questo importante dossier coi principali alleati occidentali. Al contrario, il governo sostiene che non sia affatto vero, avendo pi\u00f9 volte ribadito che il dialogo con i paesi alleati \u00e8 stato costante. Come ho ricordato in precedenza, molti scambi e visite di alto livello avevano anticipato questa volont\u00e0 del governo italiano di formalizzare in maniera pi\u00f9 strutturata il rapporto tra i due paesi. Tuttavia, a causa delle innumerevoli fratture e divisioni all\u2019interno dell\u2019UE, e a causa delle frizioni tra gli USA e la Cina, non \u00e8 stato possibile trovare una convergenza. L\u2019Italia, pertanto, non poteva permettersi di fermare i propri piani di sviluppo, finalizzati a soddisfare bisogni economici urgenti, alla luce di critiche straniere considerate faziose o preoccupazioni valutate prive di fondamento.<\/p>\n<p>Ovviamente, esistono implicazioni geopolitiche nella BRI, come conseguenza di macro-dinamiche che da anni sostengono l\u2019emergere di una chiara configurazione multipolare dell\u2019economia politica globale. Tuttavia, queste implicazioni non hanno nulla a che fare coi blocchi, almeno dal punto di vista cinese, poich\u00e9 \u00e8 una logica che non appartiene alla diplomazia cinese. Se i flussi commerciali globali sono sempre pi\u00f9 collegati all\u2019economia cinese, ci\u00f2 va acquisito come dato di fatto. La geografia del commercio \u00e8 cambiata.<\/p>\n<p>La Cina \u00e8 il principale partner commerciale per la maggior parte dei paesi del mondo, mentre la posizione relativa degli Stati Uniti \u00e8 in costante calo. Il nuovo status conseguito dalla Cina, in modo pacifico ed in virt\u00f9 del proprio peso demografico ed economico, attiene ai 40 anni di riforme cinesi, all\u2019adattamento della Cina alle regole della globalizzazione e, non in ultimo, alla crisi generalizzata dell\u2019Occidente a seguito della cosiddetta\u00a0Grande Recessione.\u00a0Ma si dovrebbe andare ancora pi\u00f9 a ritroso per comprendere le nuove strategie cinesi, ideate in\u00a0primis\u00a0per controbilanciare la destabilizzazione geopolitica operata, sempre per\u00a0manu propria\u00a0dell\u2019Occidente, in svariate regioni del mondo. Non credo sia pura coincidenza che il termine\u00a0Beijing Consensus\u00a0sia stato coniato proprio nel 2004, quando imperversava la guerra in Iraq e Afghanistan.<\/p>\n<p>Concludendo, ricordiamo che dal 2000 a oggi l\u2019Italia \u00e8 stata la terza destinazione degli investimenti cinesi in Europa, dopo Regno Unito e Germania. Vogliamo fare di pi\u00f9, dobbiamo fare meglio, perch\u00e9 non \u00e8 solo una questione economica, ma un lavoro sul rafforzamento dei legami culturali, sulla promozione del rispetto reciproco al livello internazionale: ovvero, gli ingredienti principali per la stabilizzazione e la pace nel mondo, che ancora non abbiamo conosciuto.<\/p>\n<p><strong>L\u2019AUTORE<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fabio Massimo Parenti<\/strong>\u00a0\u00e8 professore associato (ASN), insegna all\u2019Istituto Internazionale Lorenzo de\u2019 Medici a Firenze, \u00e8 membro del think tank CCERRI, Zhengzhou, e membro di EURISPES, Laboratorio BRICS, Roma. Il suo ultimo libro \u00e8\u00a0<a href=\"https:\/\/amzn.to\/2OAoB0v\">Geofinance and Geopolitics<\/a>, Egea. Pubblica\u00a0<a href=\"https:\/\/www.amazon.com\/Mutamento-sistema-mondo-geografia-dellascesa-cinese\/dp\/8854826359\">\u201cIl mutamento del sistema mondo. Per una geografia del sistema cinese\u201d<\/a>(Aracne 2009) ; \u201c<a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/socialismo-prospero-Saggi-sulla-Cinese\/dp\/8885242049\">Il socialismo prospero. Saggi sulla via cinese<\/a>\u00a0(Nova Europa 2007). Su twitter @fabiomassimos<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/cina\/29642-ce-molto-di-piu-della-belt-and-road-initiative\">http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/cina\/29642-ce-molto-di-piu-della-belt-and-road-initiative<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARX XXI (Fabio Massimo Parenti) di Fabio Massimo Parenti da\u00a0beppegrillo.it C\u2019\u00e8 molto di pi\u00f9 della Belt and Road Initiative Se gli USA e l\u2019Europa stanno perdendo terreno sul piano tecnologico rispetto alla Cina, sul piano culturale solo l\u2019Europa, meglio il Mediterraneo, pu\u00f2 competere, costruendo una proficua amicizia.\u00a0\u201cGuardando il mondo ci troviamo davanti a un cambiamento epocale\u00a0\u2013 ha affermato il Presidente cinese al Quirinale \u2013 la Cina e l\u2019Italia sono due importanti forze nel mondo&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":44758,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/download.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-d4G","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50262"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=50262"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50262\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":50264,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50262\/revisions\/50264"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/44758"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=50262"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=50262"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=50262"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}