{"id":50281,"date":"2019-04-01T11:00:47","date_gmt":"2019-04-01T09:00:47","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50281"},"modified":"2019-03-31T10:25:24","modified_gmt":"2019-03-31T08:25:24","slug":"quando-iniziera-il-secolo-asiatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50281","title":{"rendered":"Quando inizier\u00e0 il secolo asiatico?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>PIERLUIGI FAGAN<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-6044 size-medium\" src=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/03\/asiancenturyscenarioe280a2e280a2.jpg?w=300&amp;h=300\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" srcset=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/03\/asiancenturyscenarioe280a2e280a2.jpg?w=300&amp;h=300 300w, https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/03\/asiancenturyscenarioe280a2e280a2.jpg?w=600&amp;h=600 600w, https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/03\/asiancenturyscenarioe280a2e280a2.jpg?w=150&amp;h=150 150w\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" aria-describedby=\"caption-attachment-6044\" data-attachment-id=\"6044\" data-permalink=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2019\/03\/31\/quando-iniziera-il-secolo-asiatico\/asiancenturyscenario%e2%80%a2%e2%80%a2\/\" data-orig-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/03\/asiancenturyscenarioe280a2e280a2.jpg\" data-orig-size=\"1080,1079\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"AsianCenturyScenario\u2022\u2022\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/03\/asiancenturyscenarioe280a2e280a2.jpg?w=300&amp;h=300\" data-large-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/03\/asiancenturyscenarioe280a2e280a2.jpg?w=640\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019anno prossimo, secondo i calcoli UNCTAD-UN <a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/520cb6f6-2958-11e9-a5ab-ff8ef2b976c7?fbclid=IwAR1IHRXvgDn1DQ_pFcm66lkximegy5zrzZdqyISwVCSNN5YVKlojKxrltJI\">riportati da FT,<\/a> quando l\u2019insieme delle economie asiatiche calcolate in Pil-PPP, per la prima volta dal 1850, saranno pi\u00f9 importanti di tutto il resto del mondo. Naturalmente, questa \u00e8 solo la riduzione giornalistica di un processo che \u00e8 di natura storica. Le epoche trapassano come le dissolvenze incrociate, sempre meno del precedente e sempre pi\u00f9 del successivo, con tempi pi\u00f9 o meno lunghi o lunghissimi. Qualche volta la dissolvenza si ferma, incespica, sembra addirittura ravvoltolarsi, ma a grana grossa funziona cos\u00ec: un\u2019era sfuma nella successiva. Ci si accorge che un\u2019era \u00e8 finita, in genere, molto dopo che ha iniziato la sua lenta fine, la scelta del momento in cui non pi\u00f9 l\u2019una allora l\u2019altra \u00e8 sempre arbitrario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La quantit\u00e0 e qualit\u00e0 degli indicatori di questo passaggio \u00e8 vasta e solida. A grana grossa, l\u2019Asia \u00e8 il 60% della popolazione mondiale e continuer\u00e0 ad esserlo nel mentre la popolazione mondiale continuer\u00e0 a crescere nei prossimi trenta anni, mentre l\u2019Occidente che era ancora il 30% del mondo ai primi del \u2018900 e che oggi \u00e8 regredito al 15%, tra trenta anni sar\u00e0 al 12%. Quasi tutta questa contrazione occidentale di peso \u00e8 dovuto all\u2019Europa, Italia e Germania in testa ed \u00e8 in dubbio se nei prossimi decenni avremo un unico Occidente coerente e compatto o un Occidente anglosassone ed uno continentale. Nella misura in cui l\u2019intero sistema asiatico, dal dopoguerra (ma con una accelerazione a partire dagli anni \u201980), si \u00e8 votato al moderno modo di stare al mondo, dedicandosi alla produzione e scambio con sviluppo della tecnica, la quantit\u00e0 demografica \u00e8 destinata a trasformarsi in quantit\u00e0 economica e questa in potenza generale. Nell\u2019analisi tra grandi partizioni continentali, non solo l\u2019Asia superer\u00e0 l\u2019Occidente, ma risulter\u00e0 il cliente ideale per la materia energetica degli arabi ed il partner ideale per l\u2019inclusione dell\u2019Africa nella nuova modernit\u00e0. Funger\u00e0 quindi da attrattore e motore mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2013\/09\/07\/zigzagando-tra-divergenze-e-convergenze\/\">da noi spesso citato<\/a> studio di K. Pomeranz, \u201cLa grande divergenza\u201d, illuminava il punto esatto nel quale il piccolo Occidente prese a pareggiare e poi staccare l\u2019Asia per dimensioni di potenza economica, poi militare, poi politica e culturale, che era stato\u00a0 il sistema pi\u00f9 massivo praticamente da sempre (A.Maddison). Era grossomodo il 1850 secondo il Pomeranz, 1800 secondo altri, ma alcuni retrocedevano le cause di lunga durata alla reazione avuta dagli europei ai cataclismi del secolo nero, quel XIV secolo in cui un terzo della popolazione europea mor\u00ec in soli cinque anni della pi\u00f9 grave epidemia di peste che la storia ricordi. Il contraccolpo a quel colpo fu l\u2019inizio del modo moderno di stare al mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Affascinati dal concetto di rivoluzione, gli storici occidentali dell\u2019ultimo secolo hanno visto sequenze di rivoluzioni dappertutto, quella artigianale XV sec., quella copernicana XVI sec., quella scientifico-razionalistica a partire dal XVII sec. come quella \u201cindustriosa\u201d (Jan de Vries), quella inglese sempre del XVII sec., quella francese e quella americana del tardo XVIII secolo, quella industriale del XIX, la pi\u00f9 importante per la visione economica della storia. Ultima quella russa XX sec. nel mentre quelle industriali contano oggi la supposta quarta edizione. Dopo tanta rivoluzione, il nuovo -probabile- secolo asiatico, ci far\u00e0 forse scoprire l\u2019affascinante concetto di Involuzione, sperando che la nemesi non ci porti a saltellare di balzo in balzo all\u2019indietro nello sprofondo della storia, passando dalla mistica ottimistica del Progresso a quella pessimistica del Regresso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In pratica e pi\u00f9 a grana grossa il modo moderno di stare al mondo ebbe natali proprio nel XV secolo, e comprendeva in un sistema unico, che noi dividiamo in separati aspetti perch\u00e9 andiamo all\u2019universit\u00e0 a studiare singole discipline de-correlate e confondiamo le nostre lenti col mondo che le lenti ci fanno osservare, tanto il fare economico che quello politico, quello culturale che quello spirituale, quello militare che quello sociale. Le societ\u00e0 umane sono veicoli adattivi ed amalgamano quei diversi aspetti in certi diversi modi, cercando le loro migliori condizioni di adattamento ai tempi ed agli spazi che occupano. Il senso e la forma di una societ\u00e0 storica, va sempre letto nel rapporto tra la sua forma interna che la fa \u201cintera\u201d ed il contesto. Quel \u201cmodo moderno\u201d che gli storici generali quanto quelli dell\u2019economia (Braudel-Arrighi) sequenziano da Genova-Venezia (e fiere commerciali tra Nord Italia e Francia) alla Province Unite, dall\u2019Inghilterra poi Gran Bretagna poi Regno Unito a gli stati Uniti d\u2019America, e che, pur con i dovuti adattamenti, passer\u00e0 alla interpretazione che ne daranno gli asiatici. Poich\u00e9 quella sequenza \u00e8 anche una sequenza di incrementi di centri di sistema con demografie crescenti, ecco che il 60% asiatico del mondo sar\u00e0\u00a0 il centro del mondo, a sostanziale parit\u00e0 di condizioni del modo di stare al mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u201cmodo\u201d nella interpretazione occidentale, ha avuto due logiche, quella esterna e quella interna. Nato nel suo complesso per \u201crisolvere problemi\u201d (i \u201cproblemi\u201d che si ingenerarono con l\u2019evidente fallimento adattivo della catastrofe della Peste nera e delle \u00e9lite feudali-religiose), per altro creandone continuamente di nuovi che alimentano la coazione all\u2019infinito, il modo ha replicato una pi\u00f9 antica versione che nasce con la nascita delle societ\u00e0 complesse gi\u00e0 ottomila anni fa: un minore che subordina un maggiore. Tanto al suo interno che al suo esterno. Cos\u00ec, uomini di fascia sociale alta hanno subordinato quelli di fascia bassa (che erano gi\u00e0 subordinati secondo diverso regolamento stabilito dall\u2019alleanza tra possessori di terra e titoli e possessori dell\u2019immagine del mondo che ne giustificava il potere ovvero la Chiesa), l\u2019uomo ha cominciato a subordinare la natura, lo Stato ha subordinato i frammentati poteri locali, la politica sovrana ha subordinato la religione (da Augusta 1555 in poi), gli Stati europei hanno cercato l\u2019un con l\u2019altro di subordinarsi reciprocamente per altro non riuscendovi quasi mai, assieme hanno subordinato il mondo sino alla massima estensione dell\u2019Impero britannico (ma anche francese, olandese, portoghese, spagnolo etc.) fino alla breve fase unipolare americana degli anni \u201990. Di quest\u2019ultima, non sono certo che rimarr\u00e0 traccia nei libri di storia, troppo breve e troppo poco nitida quando la si guarder\u00e0 dalla giusta distanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad un certo punto, secondo chi scrive ed altri \u00a0a partire dai primi anni \u201970, nel centro del sistema occidentale cio\u00e8 gli Stati Uniti, si \u00e8 rotta per varie ragioni la logica che teneva in equilibrio l\u2019intero con l\u2019esterno. Gli USA hanno reagito dando sfogo alla loro proiezione globale con il WTO (affiancato ai gi\u00e0 presenti IMF e WB) ed hanno continuato a provar di tener sotto controllo in modalit\u00e0 \u201cimpero informale\u201d grandi parti del mondo, ma pi\u00f9 che altro hanno cominciato a stampare dollari che sono stati investiti in buona parte nella crescita del resto del mondo. Ne \u00e8 venuto fuori<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/03\/elefante-di-milanovic-300x230.png\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-6040 alignright\" src=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/03\/elefante-di-milanovic-300x230.png?w=640\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" srcset=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/03\/elefante-di-milanovic-300x230.png 300w, https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/03\/elefante-di-milanovic-300x230.png?w=150 150w\" alt=\"\" data-attachment-id=\"6040\" data-permalink=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2019\/03\/31\/quando-iniziera-il-secolo-asiatico\/elefante-di-milanovic-300x230\/\" data-orig-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/03\/elefante-di-milanovic-300x230.png?w=640\" data-orig-size=\"300,230\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Elefante-di-Milanovic-300\u00d7230\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/03\/elefante-di-milanovic-300x230.png?w=640?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/03\/elefante-di-milanovic-300x230.png?w=640?w=300\" \/><\/a> \u201cl\u2019elefante di Milanovic\u201d che ha contratto la classe media occidentale in favore di quella orientale, e soprattutto beneficiato i detentori di capitale liquido, ottenibile anche a prestito con poche o nessuna garanzia se iscritti a vario titolo nell\u2019esclusivo club delle \u00e9lite. Poi, tra una avventura militare e l\u2019altra previa stimolazione di grattacieli che crollano \u00a0(dove il\u00a0 fatto militare \u00e8 pur sempre un keynesismo travestito), di bolla in bolla, si \u00e8 arrivati al crollo del 2008. Una parte della inviperita classe media americana ha mandato al potere un presidente pi\u00f9 petro-commerciale che imperiale (premiando cos\u00ec una \u00e9lite che stava perdendo terreno verso l\u2019altra). In Asia, al gi\u00e0 affermato per quanto stagnante Giappone, si sono affiancati Corea del Sud e Cina, Sudest asiatico ed ora India. Il baricentro di potenza ha cominciato a spostarsi silenziosamente ad Oriente mentre qualcuno -con rara e tempestiva lucidit\u00e0- annunciava la Fine della Storia ed un Nuovo Secolo Americano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/03\/secolo-asiatico-691x1024.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-6041 alignleft\" src=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/03\/secolo-asiatico-691x1024.jpg?w=202&amp;h=300\" sizes=\"(max-width: 202px) 100vw, 202px\" srcset=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/03\/secolo-asiatico-691x1024.jpg?w=202&amp;h=300 202w, https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/03\/secolo-asiatico-691x1024.jpg?w=404&amp;h=600 404w, https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/03\/secolo-asiatico-691x1024.jpg?w=101&amp;h=150 101w\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"300\" data-attachment-id=\"6041\" data-permalink=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2019\/03\/31\/quando-iniziera-il-secolo-asiatico\/secolo-asiatico-691x1024\/\" data-orig-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/03\/secolo-asiatico-691x1024.jpg\" data-orig-size=\"691,1024\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"secolo-asiatico-691\u00d71024\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/03\/secolo-asiatico-691x1024.jpg?w=202&amp;h=300\" data-large-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/03\/secolo-asiatico-691x1024.jpg?w=640\" \/><\/a>Sull\u2019argomento del titolo, Parag Khanna, narratore globalista di origine indiana, cresciuto negli Emirati e poi vissuto in Occidente ed oggi acquartierato a Singapore, ha da poco pubblicato presso Fazi editore, la sua ultima fatica: Il secolo asiatico? Curioso che il famoso \u201cscontro di civilt\u00e0\u201d di Huntington, nacque come lungo articolo col punto interrogativo e fin\u00ec come titolo assertivo voluto dall\u2019editore del libro. Qui il testo nasce assertivo (<em>The future is asian. Commerce, Conflict, and Culture in the 21st Century<\/em>), ma l\u2019editore ha saggiamente preferito metterlo ad interrogativo, forse per non render immediatamente antipatico il libro che in origine si rivolgeva primariamente a gli stessi asiatici e la cui assertivit\u00e0 avrebbe potuto urtare l\u2019orgoglio occidentale dell\u2019italiano sconnesso dagli eventi a cui per\u00f2 piace sentirsi \u201cben informato\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il soggetto delle 520 pagine \u00e8 l\u2019Asia, 60% della popolazione mondiale per 53 stati (Europa 8% della popolazione mondiale per 45-50 stati a seconda che li contiate in geografia politica o fisica, dal che si dovrebbe comprendere il problema del nanismo stato-nazionale europeo, con popolazione anziana, capitalismo iper-maturo ed oggi in cerca della perduta \u201csovranit\u00e0\u201d). 50% del Pil globale ma 2\/3 della sua crescita, percentuale con tendenza a crescere nei prossimi trenta anni. La tesi geo-storica di Khanna \u00e8 che l\u2019Asia \u00e8 geneticamente multipolare. Che si contino le civilt\u00e0 antiche o quelle storiche (arabi, persiani, centro-asiatici, turchici -s\u2019intende di origine turcofona-, mongoli, indiani, cinesi, giapponesi e la macedonia sud-est-pacifica) o i ceppi religiosi (musulmano, buddista, induista, taoista, scintoista, con o senza spruzzi di etica confuciana) o i ceppi linguistici (2301), il pluralismo asiatico \u00e8 irriducibile. L\u2019occidentale distratto vede l\u2019Asia come tutta quella roba inutile intorno alla Cina, ma \u00e8 il classico caso in cui si scambiano gli oggetti osservati con le lenti con le quali li si osservano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo il nostro, lo \u201cspirito comune asiatico\u201d contemporaneo, \u00e8 un misto di entusiasmo per la crescita economica fortemente infrastrutturata dal commercio che ha vocazione millenaria, stabilit\u00e0 geopolitica basata su un sostanziale reciproco rispetto (non certo privo di conflitti ma confitti limitati alle frizioni, non cio\u00e8 mossi da volont\u00e0 di assimilazione dell\u2019Altro), pragmatismo tecnocratico ed oggettivo pluralismo culturale. Quest\u2019ultimo, venne espressamente indicato come il nemico ideologico da sconfiggere nella famosa orazione fatta la sera prima della morte di papa Giovanni Paolo I, dall\u2019allora cardinal Ratzinger che col suo simpatico accento da Peter Sellers in Dottor Stranamore, indic\u00f2 i due grandi nemici ideologici: il relativismo ed il sincretismo. Il sincretismo \u00e8 propriamente la forma vigente nella grandi frammistioni culturali asiatiche, dalle religioni alla cucina, passando per l\u2019intrattenimento e i modi di vita e non ultimo l\u2019indigesto socialismo-capitalista cinese che tanto imbarazza lo stomaco dei marxisti occidentali che preferiscono le partizioni nitide e precise, come Ratzinger. Khanna nota giustamente, e la nota vale anche per Africa e Medio Oriente, quanta frizione scaturisca tra questa tradizione fluida e le partizioni confinarie statali imposte durante il colonialismo europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo il narratore asiatico, il supposto \u201cdisordine mondiale\u201d \u00e8 un difetto percettivo degli occidentali che non leggono pi\u00f9 le consuete forme del loro dominio. Non c\u2019\u00e8 alcun disordine ma un ordine complesso che sta facendo dell\u2019Asia un classico \u201ctotale maggiore delle sue parti\u201d. Il passaggio storico sar\u00e0 anche quello dalle forme semplici con un egemone (sequenza Braudel-Arrighi), alle forme complesse dei sistemi ed il sistema che chiss\u00e0 se definire egemone o pi\u00f9 prudentemente centrale, sar\u00e0 quello asiatico, che non \u00e8 solo quello cinese che conta solo 1,4 su 5 mld di asiatici. Questa maggior gravit\u00e0 oggettiva, agir\u00e0 per concreta forza geografica, sul continuo afro-euro-asiatico. In una epoca che si definisce \u201cmaterialista\u201d, nell\u2019immagine di mondo molti s\u2019erano persi la geografia che invece torna oggi ad una sua realistica rilevanza, assieme alla demografia, la storia, la natura strutturale delle tradizioni culturali. L\u2019economicismo metodologico sar\u00e0 bene ampliarlo se si vuol comprendere qualcosa del mondo che verr\u00e0. Gli asiatici sono giovani ed ottimisti e banale \u00e8 sottolineare che noi invece siamo il simmetrico contrario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il testo di Khanna che ha evidente mira di costruire una frame di \u201d orgoglioso discorso asiatico\u201d rivolto a gli asiatici (e non a caso fatto da un singaporiano), in prima istanza, parte da una di breve storia dell\u2019Asia che gli osservatori europei dediti all\u2019ombelichismo (sia quello esaltato che quello critico poich\u00e9 classi ed ideologie ci dividono ma la cultura geo-storica non pu\u00f2 che<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/03\/download.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-6042 alignright\" src=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/03\/download.jpg?w=640\" sizes=\"(max-width: 178px) 100vw, 178px\" srcset=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/03\/download.jpg 178w, https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/03\/download.jpg?w=94 94w\" alt=\"\" data-attachment-id=\"6042\" data-permalink=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2019\/03\/31\/quando-iniziera-il-secolo-asiatico\/download-16\/\" data-orig-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/03\/download.jpg?w=640\" data-orig-size=\"178,283\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"download\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/03\/download.jpg?w=640?w=178\" data-large-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2019\/03\/download.jpg?w=640?w=178\" \/><\/a> esser la stessa tra \u201coccidentali\u201d) farebbe bene ad approcciare nello studio. Dall\u2019ottimo P. Frankopan, al pi\u00f9 recente P. Grosser, \u00e8 tutto un recente fiorire di storia asiatica, mentre si segnala S. Conrad e le riflessioni metodologiche sulla nuova, necessaria \u201cstoria globale\u201d, con cui sar\u00e0 meglio impratichirsi velocemente se si vuol capire qualcosa dei tempi che vengono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019inclusione della variabile culturale \u00e8 un ex-novo per Khanna, qui molto pi\u00f9 geografico e politico del suo manifesto post-geografico\/politico Connectivity e molto pi\u00f9 storico-culturale del suo consueto. Meno citt\u00e0-stato e pi\u00f9 stati potenti. Si capisce, poich\u00e9 lo cita in apertura e nei ringraziamenti, che il probabile dialogo con l\u2019altro singaporiano geo-politico Kishore Mahbubani (di cui parlammo in <a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/06\/08\/poco-prima-che-sia-troppo-tardi\/\">questo articolo<\/a> in \u00a0cui feci una presentazione del suo ultimo pamphlet), gli ha fatto vedere mondi prima sconosciuti (<a href=\"http:\/\/www.forbesindia.com\/article\/ckgsb\/kishore-mahbubani-the-west-needs-to-rethink-its-strategic-goals-for-asia\/52667\/1?fbclid=IwAR0Y6L4w-It6KADXNKMLJRWene4YYiyc5TS5Hyi6eXHf8Q-xCkHRIJUUAHQ\">Mahbubani<\/a> ha forti inclinazioni filosofiche, con una dedizione particolare verso il nostro Machiavelli). L\u2019ultimo capitolo del volumone \u00e8 infatti dedicato ad una sfilza di \u201cfenomeni culturali\u201d di plurima generazione asiatica, nella cultura \u201calta\u201d quanto in quella popolare, una vivacit\u00e0 che fa immediatamente \u201cRinascimento asiatico\u201d con mischianti fertilizzazioni incrociate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In definitiva, Khanna \u00e8 pi\u00f9 utile come osservatore informato che come analista. Sterminati gli elenchi di fatti economici, finanziari, tecnologici, demografici, un po\u2019 meno politici che innervano il suo racconto del nuovo momento asiatico, fatti utili da conoscere per noi che qui alla periferia del ribaltone geopolitico, quando va bene, abbiamo qualche straccio di articolo su qualche specifico aspetto di quel mondo tanto grande quanto per noi sfuggente nella composita grana fine dei fatti che l\u00ec si producono. Qui dove basta la visita di Xi Jinping per rivelare il vasto oceano d\u2019ignoranza che per noi si estende oltre le colonne d\u2019Ercole della salvinata o grillinata del giorno e dell\u2019eco che ogni sera il corifeo del giornalismo etico-liberale gli fa in televisione.\u00a0 O dove i mediatori informativi sono il Forchielli, qualche auto-nominato sinologo o qualche amico della NATO. Ci\u00f2 detto, alcune sue tesi sono al limite dell\u2019ingenuo o del forzoso come includere quella che lui chiama Asia occidentale e noi Medio o Vicino Oriente, nel continuum asiatico. Ogni tanto il suo immaterialismo storico a base di merci e pagamenti contactless con selfie e start up riaffiora facendo facile cose che non lo sono affatto. Per\u00f2 altre, sono a mio avviso condivisibili o quantomeno utili da sapere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un fatto poco compreso dagli occidentali che ragionano ancora in termini di allineamenti coerenti e caporali di giornata, \u00e8 che il mondo multipolare sar\u00e0 fatto da reti di inestricabili intrecci e che -in definitiva- tale \u201ctessuto assieme\u201d (cum-plexus) risulter\u00e0 assai pi\u00f9 stabilizzante per quanto dinamico della contrapposizione tra blocchi. Il nuovo campione di questa postura \u00e8 senz\u2019altro l\u2019India. L\u2019India fa esercitazioni militari con gli USA in chiara funzione anti-cinese, cos\u00ec come sta allacciando raccordi spessi con altri due storici non amici dei cinesi: il Vietnam ed il Giappone. Ma l\u2019India ha come maggior fornitore di armi la Russia, dieci volte pi\u00f9 che gli USA (Sipri \u2013 Arms Transfers Database 03\/19) con i quali, tra l\u2019altro, ha di recente firmato accordi per una mini-via della Seta India-Iran-Russia (via Caspio). Iran che \u00e8 il principale fornitore di energia del vorace gigante asiatico. In tutto ci\u00f2, l\u2019India \u00e8 \u00a0il secondo paese per quote sottoscritte (e relativi diritti di voto) dell\u2019Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB) che gli d\u00e0 anche un vice-pesident nel Board o of Directors del gigante bancario a prevalenza cinese che finanzier\u00e0 le Vie della Seta. Non solo, \u00e8 stato anche di recente cooptato assieme all\u2019odiato Pakistan, nell\u2019esclusivo club sino-russo della Shanghai Cooperation Organization. Il che non gli impedisce di far scaramucce coi pakistani nel Kashmir, mandando neanche tanto trasversali messaggi ai cinesi che l\u00ec vogliono far passare un pezzo del network serico. Semmai i britannici decidessero davvero di dar corso alla Brexit, gi\u00e0 era previsto che il primo accordo di libero scambio con ampi legami banco-finanziari sarebbe stato con i cari, vecchi, amici indiani.\u00a0 Nel frattempo, Modi annuncia orgoglioso di esser diventato la quarta potenzia spaziale del pianeta ovvero di esser pronto di sedersi al tavolo da gioco delle guerre stellari con datazione atomica. Insomma, da che parte sta l\u2019India? Dalla parte \u201csua\u201d, evidentemente. Il geopolitico americano Ian Bremmer lo defin\u00ec G-Zero o \u201cEvery nation for itself\u201d come da titolo di un suo libro del 2012.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il grande vantaggio del mondo multipolare, sar\u00e0 questo mercato delle amicizie pieno di concorrenti che permetteranno ad ogni stato di far ci\u00f2 che gli studiosi di IR americani chiamavano \u201c<em>sherry picking<\/em>\u201d, prendere le ciliegie pi\u00f9 succose da vari cesti, nonch\u00e9 bilanciarsi di qui e di l\u00e0 per tenersi in piedi nei marosi della Grande Complessit\u00e0. Tutto ci\u00f2 pi\u00f9 che \u201cglobale\u201d \u00e8 \u201cinter-nazionale\u201d, \u00e8 gioco che giocano gli Stati alla faccia di quei improvvidi scenaristi che ne avevano annunciato morte certa. Certo la possibilit\u00e0 di barcamenarsi sar\u00e0 una declinazione di una qualche forma di potenza relativa, San Marino avr\u00e0 poco <em>sherry picking<\/em> da fare (per quanto si segnala una misteriosa visita di Lavrov alla Repubblica del Titano proprio i giorni in cui qui c\u2019era Xi Jinping). Ma le medie potenze, potrebbero altres\u00ec darsi molto pi\u00f9 da fare a stare in alleanze militari con qualcuno, commerciali con qualcun altro e cos\u00ec via. In fondo \u00e8 la stretta logica del bilanciamento che poi \u00e8 la base degli ordini multipolari (Europa XIX secolo, Italia del XVI secolo). In questo nuovo gioco del mondo complesso,\u00a0 contano le fiches effettive (cosa hai da dare -materie prime o energie, merci, armi, denaro, passaggi logistici-, a chi, per quale ragione) e la credibilit\u00e0 dei giocatori principali ovvero la loro reputazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti avvertono che la Cina, nelle varie partite bilaterali necessarie alla costruzione delle Vie della Seta, sta qui e l\u00ec provando a trarre il proprio maggior vantaggio con un certo egoismo che fa urlare a \u201cneocolonialismo!\u201d. Letti certi commenti, pare a qualcuno strano che la \u00a0BRI non sia un ente di beneficenza. Per\u00f2 i pi\u00f9 pensanti prevedono che star\u00e0 ben attenta a non farsi fama di eccessiva voracit\u00e0 e mancanza di elasticit\u00e0, altrimenti il suo progettone logistico non andr\u00e0 di un metro oltre il Xinjiang ed i delusi rimbalzeranno nelle braccia americane in mezzo secondo netto. Forse i cinesi sanno leggere Confucio meglio degli occidentali e l\u2019etica confuciana si basa su principi di cui quello di reciprocit\u00e0 \u00e8 il pi\u00f9 importante (Analects 15.24), principio che accomuna la morale astratta alla pragmatica concreta e che \u00e8 ritenuto uno dei pochi reali \u201cuniversali\u201d esistenti.\u00a0 Di contro, le recenti promesse di nuovi dazi di Trump al perno della sua strategia indo-pacifica (il Pivot to Asia di Obama-Clinton semplicemente rinominato), ossia all\u2019India, per non aver osservato l\u2019embargo verso l\u2019Iran, come gi\u00e0 accaduto nella reciproca relazione con il filippino Duterte e il coreano Moon Jae-in ed allo stesso Pakistan, come gi\u00e0 il proditorio ritiro dal TPP ha detto a gli 11 paesi del Pacifico coinvolti, tutto ci\u00f2 dice a gli asiatici che gli americani vanno sullo strano e non ci si pu\u00f2 far affidamento pi\u00f9 di tanto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa stessa struttura di fatti intrecciati, fornir\u00e0 sia alla Cina la possibilit\u00e0 di penetrare il campo americano, sia all\u2019America di penetrare il campo cinese, (con russi ed indiani battitori liberi) \u00a0sebbene la Cina si presenti con soldi da investire e gli americani pi\u00f9 spesso con le armi da vendere e stante che entrambi hanno le loro luci ed ombre in termini di reputazione. Il titolo originario del lavoro di Khanna, dopo i commerci citava doverosamente i conflitti e conflitti nell\u2019accezione di frizioni anche aspre, ci saranno senz\u2019altro, naturali ed indotti. Conflitti per\u00f2 non significa necessariamente spararsi addosso l\u2019un con l\u2019altro. Egoisti s\u00ec, stupidi no.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma oltre a ci\u00f2, la tesi macroscopica dell\u2019articolo di FT riportato, che \u00e8 poi la tesi di K. Mahbubani, che \u00e8 la tesi di fondo dell\u2019ultimo Khanna, ha una sua ulteriore evidenza. L\u2019Asia si sta configurando come un sistema ed \u00e8 destinata a fungere da attrattore per l\u2019Europa visto che gli scambi commerciali reciproci sopravanzano in entrambi i casi quelli con gli Stati Uniti rivelando la natura geografica, quindi solida, del concetto di Eurasia. Il sistema asiatico \u00e8 multipolare, frattale di un pi\u00f9 ampio mondo multipolare. Nel sistema asiatico, i prestiti interni cominciano ad esser in valuta locale e cos\u00ec molte partite bilaterali che aumentano le reciproche riserve ed invogliano ad ulteriori scambi. Quel \u201clocale\u201d o \u201cmacro-regionale\u201d che \u00e8 concetto offuscato dalle molte letture ultra-qualitative sulla globalizzazione che qui da noi hanno imperversato sin troppo. Nei nudi fatti, quasi tutti paesi del mondo, continuano ad avere i vari vicini come prime tre posizioni tanto per l\u2019export che per l\u2019import. In pi\u00f9, quel paniere di valute\u00a0 \u00e8 generalmente a livello pi\u00f9 basso del dollaro e dell\u2019euro e rimanendo nell\u2019ambito asiatico, ogni paese ha pi\u00f9 possibilit\u00e0 di accedere ad un moderato benessere anche senza diventare \u201cricco\u201d, comprandosi merci reciprocamente senza passare per il dollaro. Rimanendo all\u2019interno della nuova <em>Asianomics<\/em>, l\u00ec hanno sentito meno la crisi globale e gli investimenti tra loro stanno gi\u00e0 -in parte- sopperendo ai ritiri occidentali. Hanno gi\u00e0 una ampia divisione del lavoro con punte di eccellenza tecnologica affermata in Giappone, Corea del Sud e Cina ed un settore servizi che si sta ampliando in tutti i paesi prima condannati a restare fabbrica del mondo. La Cina ci sta dando dentro anche nella scienza e l\u00ec saranno dolori. \u00a0Sempre pi\u00f9 fitte le interconnessioni interne sia virtuali (tlc), sia reali (aerei, strade, ferrovie, porti) con sempre pi\u00f9 turisti interni ovvero asiatici che visitano altri paesi asiatici e studenti degli uni che vanno a formarsi dall\u2019altro. Quello che molti euro-centrati non sembra abbiamo compreso \u00e8 che la BRI cinese \u00e8 in primis una commodity asiatica per legare gli asiatici tra loro e tutti assieme all\u2019Europa e all\u2019Africa, naturalmente coi cinesi azionisti di maggioranza. Inoltre, nessuno di loro pone all\u2019altro imbarazzanti questioni di legittimit\u00e0 che siano la democrazia liberale o i diritti umani o l\u2019intervento dello stato nell\u2019economia. Hanno tutti lo stesso interesse a dotarsi di una ampia classe media ed hanno tutti sacche di profonda povert\u00e0 ancora da riscattare. Hanno tutti avuto accesso al modo moderno di stare al mondo da poco tempo ed hanno parecchio tempo davanti ancora per svilupparlo a loro beneficio, facendo crescere il loro interno senza diventare imperi espansivi. Tutte questo sono pur sempre ancora e solo tendenze, i sistemi non si formano in pochi anni, per\u00f2 sembrano esserci piene condizioni perch\u00e9 processi di auto-rinforzo interno, creino ulteriori ragioni di sempre maggior interconnessione. L\u2019interconnessione fa il sistema ed il sistema pi\u00f9 massivo fa da centro di gravit\u00e0 per tutto il resto. S\u00ec, pare proprio che il prossimo e forse non solo il prossimo, sar\u00e0 un secolo asiatico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">= = =<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 chiaro che nel nuovo assetto mondiale che si verr\u00e0 a creare, le nostre condizioni di possibilit\u00e0 si restringono. Possiamo aspettarci una sequenza di impatti negativi crescenti sebbene gli asiatici ci promettano futuri basati su quella metafisica dell\u2019assurdo inventata dagli anglosassoni che \u00e8 il \u201cwin-win\u201d. Per certi versi abbiamo gi\u00e0 cominciato ad averli. Il \u201cneo-liberismo\u201d pu\u00f2 esser letto anche come una manovra disperata del nostro sistema centrale di mantenersi funzionante. Ma stiamo vedendo che come traiettoria storica comincia a mostrare la sua insostenibilit\u00e0 e molti cominciano ad esser i ritorni negativi e disfunzionali, veri e propri fallimenti in termini di adattamento alle nuove condizioni del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tentando uno sguardo rivolto ai prossimi anni, si intravedono tre possibili esiti. Il pi\u00f9 probabile \u00e8 che non succeda nulla di rilevante e l\u2019Occidente far\u00e0 la fine della rana bollita. Nel mentre le sue \u00e9lite sposeranno il dispotismo asiatico ritirando il suffragio universale e, sposando i nuovi sistemi di controllo sociale elettronico, continueranno a produrre ricchezza fittizia che\u00a0 accumuleranno as usual, preparandosi alla fine dei tempi salvando se stessi ed i propri cari con qualche protesi in pi\u00f9 in qualche atollo recintato dalle invasioni dei barbari. \u00a0Nel frattempo, molti gramsciani mostri nasceranno nel sempre pi\u00f9 fitto chiaroscuro, ogni giorno un po\u2019 pi\u00f9 scuro. Il disordine chiamer\u00e0 ordine purchessia ed ecco pronto il liberalismo illiberale. \u00a0Se la risposta al lento declino \u00e8 Trump, Salvini, Le Pen, famiglia e porto d\u2019armi, vuol dire che al peggio non c\u2019\u00e8 mai fine e quando si tocca il fondo si pu\u00f2 sempre cominciare a scavare. La seconda possibilit\u00e0 \u00e8 il collasso Sansone&amp;Filistei. Qualcuno a Washington perde la testa e s\u2019innesca la banalit\u00e0 dal Male che nessuno vorrebbe coscientemente ma poi si va in modalit\u00e0 inconscio e chiss\u00e0 allora cosa pu\u00f2 succedere. Personalmente lo ritengo improbabile, ma non impossibile. Infine, a noi occidentali inventori del modo moderno di stare al mondo, si pone un nuovo eccitante compito: pensare al modo successivo. Dopo i mille anni ordinati da aristocrazia e religione ed i cinque secoli moderni della borghesia e capitale, ci inventiamo un nuovo adattamento. Quest\u2019ultimo lo ritengo anche improbabile ma a differenza del secondo, nella misura in cui non cambiamo radicalmente mentalit\u00e0 a partire da chi ha il compito di leggere la realt\u00e0 ovvero i privilegiati lavoratori dell\u2019intelletto, sembra anche impossibile. Ma chiss\u00e0, la speranza \u00e8 l\u2019ultima a morire o forse, come con la peste del \u2018300, un qualche agente esterno tipo la condizione ambientale, ci dar\u00e0 uno di quei salutari schiaffoni che aiutano a crescere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">= 0 =<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Libri citati: K. Pomeranz, La grande divergenza, Il Mulino, 2012 \/ B. Milanovic, Ingiustizia globale, LUISS, 2017 \/ J. De Vries, The Industrious Revolution: Consumer Demand and the Household Economy, 1650 to the Present, CUP, 2008 \/ Parag Khanna, Il secolo asiatico? Fazi editore, 2019 \/ Ian Bremmer, Every nation for itself, Penguin, 2012 \/ \u00a0K. Mahbubani, Has the West Lost It? Penguin, 2018 \/ P. Frankopan, Le Vie della Seta, Mondadori, 2017 \/ P. Grosser, Dall\u2019Asia al mondo, Einaudi, 2018 \/\u00a0 S. Conrad, Storia globale. Una introduzione, Carocci, 2015 \/ I detti di Confucio (Analects) a cura di Simon Leys, Adelphi, 2006. A.Maddison sarebbe il mitico The World Economy: A Millenial Perspective OECD, 2001. Arrighi con l\u2019insuperato Il lungo XX secolo, Il Saggiatore, 2014 mentre i Braudel da citare sono troppi. Piccolo, ma saporito La dinamica del capitalismo, Il Mulino, 1981 L\u00ec l\u2019autunno occidentale gi\u00e0 c\u2019era tutto, quando si investe tempo a leggere gli storici invece che i giornalisti o gli economisti di giornata, \u00e8 sempre tempo ben speso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2019\/03\/31\/quando-iniziera-il-secolo-asiatico\/?fbclid=IwAR3jOnHdMP7LhiKiIWxRLv7Vov-rOXmgL7Yx2grSQfgB_GKTPtAq72YfCto\">https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2019\/03\/31\/quando-iniziera-il-secolo-asiatico\/?fbclid=IwAR3jOnHdMP7LhiKiIWxRLv7Vov-rOXmgL7Yx2grSQfgB_GKTPtAq72YfCto<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di PIERLUIGI FAGAN L\u2019anno prossimo, secondo i calcoli UNCTAD-UN riportati da FT, quando l\u2019insieme delle economie asiatiche calcolate in Pil-PPP, per la prima volta dal 1850, saranno pi\u00f9 importanti di tutto il resto del mondo. Naturalmente, questa \u00e8 solo la riduzione giornalistica di un processo che \u00e8 di natura storica. Le epoche trapassano come le dissolvenze incrociate, sempre meno del precedente e sempre pi\u00f9 del successivo, con tempi pi\u00f9 o meno lunghi o lunghissimi. Qualche&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":49065,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/16508786_10211035046807685_1154829716731155361_n.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-d4Z","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50281"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=50281"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50281\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":50282,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50281\/revisions\/50282"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/49065"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=50281"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=50281"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=50281"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}