{"id":50289,"date":"2019-04-01T09:00:13","date_gmt":"2019-04-01T07:00:13","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50289"},"modified":"2019-03-31T22:23:27","modified_gmt":"2019-03-31T20:23:27","slug":"flat-tax-la-piu-neoliberista-delle-riforme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50289","title":{"rendered":"Flat tax, la pi\u00f9 neoliberista delle riforme"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>KEYNES BLOG (Mauro Gallegati)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/keynesblog.files.wordpress.com\/2019\/03\/flat.png?w=560\" alt=\"flat.png\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La flat tax, un\u2019aliquota unica per la tassazione del reddito \u2013 come c\u2019era in Italia 100 anni fa \u2013 \u00e8 un provvedimento neo-liberista, screditato dai fatti e senza giustificazione economica. Nei\u00a0<em>desiderata<\/em>\u00a0dei proponenti, la flat tax dovrebbe ridurre la pressione fiscale e, contemporaneamente, il debito pubblico poich\u00e9 fa aumentare i consumi, gli investimenti \u2013 e quindi la crescita e l\u2019occupazione \u2013 ed emergere una quota delle attivit\u00e0 che resterebbe altrimenti sommersa. Eppure storicamente non ha mai funzionato e anzi, quando le disuguaglianze di reddito tra ricchi e poveri sono state massime \u2013 oggi e nel 1929: l\u20191% della popolazione possiede il 50% del reddito \u2013 si sono verificate la Grande Crisi e la Grande Recessione. Il fatto che i pi\u00f9 ricchi hanno la parte del leone nella distribuzione del reddito e dei risparmi non implica che questi ultimi si trasformino automaticamente in investimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La flat tax produce un impatto redistributivo a favore delle classi pi\u00f9 agiate, ma i suoi benefici restano limitati ai pi\u00f9 ricchi. La redistribuzione del reddito in senso egualitario genererebbe \u2013 secondo gli ortodossi della austerit\u00e0 espansiva \u2013 un impatto negativo su imprese e consumatori. Quando il sistema fiscale favorisce le classi pi\u00f9 ricche, i redditi (i profitti e le rendite) di questi aumentano e, di conseguenza, il risparmio e l\u2019investimento, e quindi il PIL e l\u2019occupazione. Grazie alla \u201ccurva di Laffer\u201d, le entrate fiscali aumenterebbero con beneficio anche dei meno abbienti. Le riduzioni fiscali per i pi\u00f9 ricchi sarebbero quindi passate \u201ca doccia\u201d al resto della societ\u00e0, e l\u2019aumento della diseguaglianza porterebbe ad un aumento di benessere per tutti: cio\u00e8 proprio il contrario di quanto \u00e8 accaduto da 30 anni a questa parte quando la distribuzione a favore dei ricchi \u00e8 aumentata ma non la crescita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le riduzioni fiscali saranno finanziate, almeno nel breve periodo e nelle intenzioni del governo, da un mix di riduzione d\u2019imposte e di tagli di spesa. Questi tagli vanno per\u00f2 a colpire soprattutto chi beneficia dello stato sociale. E per l\u2019Italia che ha una dinamica demografica che porta all\u2019invecchiamento della popolazione (cio\u00e8 a maggiore spese sanitarie e pensionistiche), ed ha gi\u00e0 una spesa per lo stato sociale tra le pi\u00f9 basse d\u2019Europa ed un debito pubblico asfissiante, il passaggio verso l\u2019insostenibilit\u00e0 sociale si farebbe drammatica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricerca recente mostra che l\u2019eccessiva disuguaglianza frena la crescita economica e che non esiste alcun fondamento empirico per l\u2019ipotesi di aumento del PIL \u201ca doccia\u201d. Come si sapeva dagli anni Trenta del secolo scorso, una maggiore disuguaglianza del reddito abbassa il valore del moltiplicatore: l\u2019aumento della disuguaglianza riduce i consumi, senza aumentare gli investimenti. Negli ultimi anni si \u00e8 per di pi\u00f9 instaurato una sorta di circolo vizioso per cui il peso sempre pi\u00f9 crescente del settore finanziario ha causato la crescente disuguaglianza e all\u2019accumulazione di ricchezza \u2013 spesso generato da rendite \u2013 nei portafogli dell\u20191%. Queste ricchezze a loro volta sono state reinvestite nella finanza e non in capitale produttivo, cio\u00e8 all\u2019economia reale che solo genera occupazione, perch\u00e9 i profitti cercano altre opportunit\u00e0 profittevoli, incuranti della sostenibilit\u00e0 ambientale e sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019aumento delle disuguaglianze ha quindi ridotto il benessere e creato distorsioni economiche che il mercato non sana. La flat tax porter\u00e0 a sostanziali riduzioni di imposta per i pi\u00f9 ricchi, senza recupero alcuno dell\u2019evasione n\u00e9 a stimoli per investimento reale. La forte riduzione del gettito fiscale associata all\u2019aliquota unica, porter\u00e0 alla ulteriore contrazione della spesa sociale e degli investimenti pubblici, ad un aumento del debito pubblico e dei suoi oneri finanziari, e quindi ad un trasferimento di ricchezza dai poveri ai ricchi attraverso pi\u00f9 alti tassi di interesse, meno investimenti e lavoro. Se poi si dovesse verificare l\u2019ulteriore diminuzione della spesa in istruzione ci troveremo anche alle prese con il blocco dell\u2019ascensore sociale, gi\u00e0 oggi assai malfunzionante. Insomma speriamo che il governo che ci vuol riportare al regime fiscale di Crispi non ci doni un altro Bava Beccaris.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/keynesblog.com\/2019\/03\/29\/flat-tax-la-piu-neoliberista-delle-riforme\/\">https:\/\/keynesblog.com\/2019\/03\/29\/flat-tax-la-piu-neoliberista-delle-riforme\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di KEYNES BLOG (Mauro Gallegati) La flat tax, un\u2019aliquota unica per la tassazione del reddito \u2013 come c\u2019era in Italia 100 anni fa \u2013 \u00e8 un provvedimento neo-liberista, screditato dai fatti e senza giustificazione economica. 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