{"id":50314,"date":"2019-04-01T12:00:13","date_gmt":"2019-04-01T10:00:13","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50314"},"modified":"2019-03-31T22:50:22","modified_gmt":"2019-03-31T20:50:22","slug":"il-medioevo-e-i-luoghi-comuni-il-pensiero-di-corrado-ocone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50314","title":{"rendered":"Il Medioevo e i luoghi comuni. Il pensiero di Corrado Ocone"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>STARTMAG (Corrado Ocone)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/CF2EC4BC-4934-4AE1-9665-E4F820E5DCB9-477x400.jpeg\" sizes=\"(max-width: 477px) 100vw, 477px\" srcset=\"https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/CF2EC4BC-4934-4AE1-9665-E4F820E5DCB9-477x400.jpeg 477w, https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/CF2EC4BC-4934-4AE1-9665-E4F820E5DCB9-300x252.jpeg 300w, https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/CF2EC4BC-4934-4AE1-9665-E4F820E5DCB9-768x644.jpeg 768w, https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/CF2EC4BC-4934-4AE1-9665-E4F820E5DCB9.jpeg 960w\" alt=\"\" width=\"477\" height=\"400\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>\u201cOcone\u2019s corner\u201d, la rubrica settimanale del filosofo Corrado Ocone<\/strong><\/em><span id=\"more-58440\"><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Sorprende non poco che i cosiddetti intellettuali, o meglio coloro che occupano posti di rilievo nelle accademie e hanno voce prioritaria sugli organi di informazione, abbiano avallato in questi giorni il luogo comune che fa del Medioevo un insieme di \u201csecoli bui\u201d e un periodo di \u201coscurantismo\u201d. O forse non sorprende, e anzi la dice lunga su cause e protagonisti della nostra decadenza culturale, fatta di pensiero facile, mancanza di senso della storia e protervia intellettuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guarda caso sono proprio costoro quelli che pi\u00f9 sbraitano sul trionfo dell\u2019\u201dincompetenza\u201d, senza accorgersi che gli \u201cincompetenti\u201d non sono spesso altri che coloro che vogliono ristabilire qualche semplice verit\u00e0 di senso comune. Fra gli \u201cincompetenti\u201d e gli intellettuali mainstream, l\u2018uomo di vera cultura non ha dubbi da che parte stare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Detto ci\u00f2, occorre un attimo ritornare al tema del Medioevo viste le polemiche sul Congresso di Verona dedicato alla famiglia tradizionale. Fu la cultura illuministica pi\u00f9 radicale quella che cominci\u00f2 a diffondere nel XVIII secolo, o forse anche prima, l\u2019idea del Medioevo come lungo periodo barbarico che aveva interrotto le alte vette di pensiero e mentalit\u00e0 raggiunte dalla cultura pagana o greco-latina. Perch\u00e9 l\u2019illuminismo fece questo, \u00e8 presto detto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Medioevo era stato dominato dal cristianesimo e dalla Chiesa cattolica, fra l\u2019alto in proficua dialettica con l\u2019Impero e la spada, cio\u00e8 proprio dalle forze che ora si volevano abbattere per realizzare una nuova cultura modellata dalla Ragione e scevra dalla \u201csuperstizione\u201d. Bisognava perci\u00f2 fare tabula rasa della tradizione, soprattutto abbattere le sacche di resistenza del vecchio mondo (\u201c\u00e9crasez l\u2019infame\u201d scriveva Voltaire nel 1762).<\/p>\n<div class=\"entry-stuff clear margin-bottom-15 hidden-print single-post-ads-between center-block text-center\" style=\"text-align: justify;\">\n<div id=\"lig_startmag_inread\"><\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">I limiti di questa concezione, tutta politica, furono messi in luce gi\u00e0 a fine Settecento da pensatori come l\u2019inglese Edmund Burke o l\u2019italiano Vincenzo Cuoco. Essi poi trovarono riscontri nel pensiero, davvero profondo, di quei \u201ccontroilluministi\u201d (per dirla con Isaiah Berlin) o protostoricisti di cui \u00e8 fiorente l\u2019et\u00e0 romantica. Il liberalismo, che era nato su basi giusnaturalistiche, e che perci\u00f2 conservava un che di astratto, ne prese atto. E si riconcili\u00f2 con il senso storico e con il principio di realt\u00e0. Non \u00e8 un caso che esso abbia celebrato i suoi fasti, teorici e pratici, proprio nell\u2019Ottocento, il quale \u00e8 ancora oggi considerato il secolo liberale per antonomasia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti, i grandi pensatori di quel secolo, liberali e non, a cominciare da Hegel, mostrarono come ogni periodo storico sia legato in maniera dialettica al precedente, di cui sviluppa certe tendenze, e al successivo, di cui pone le premesse e le basi. Essi mostrarono altres\u00ec come, fuori da questo gioco di necessit\u00e0 e libert\u00e0, la libert\u00e0 diventa un contenitore vuoto, approssimandosi al nulla, e aprendo il campo al relativismo e a dispotismi e autoritarismi della pi\u00f9 varia natura. Le stesse libert\u00e0 moderne non sorsero d\u2019incanto, in un brusco passaggio dal nero al bianco, ma germogliarono dal lungo lavorio del pensiero e della prassi medievali (cfr. Larry Siedentop, L\u2019invenzione dell\u2019individuo. Le origini del liberalismo occidentale, Luiss University Press, Roma 2016).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto alla libert\u00e0, non \u00e8 che essa nel Medioevo mancasse, ma si esplicitava in altre forme e rapporti, forse meno garantiti ma anche pi\u00f9 liberi e sciolti ad esempio dalle coercizioni e degenerazioni statalistiche dello Stato moderno. Semplicemente diversi. Per accorgersi di quanta ricchezza e finezza intellettuale, per certi versi insuperata, fosse stato capace il Medioevo, basta poi prendere in mano e studiare le opere dei grandi filosofi e teologi di quel tempo lontano. La storiografia stessa ha contribuito, con i suoi studi pi\u00f9 recenti e accreditati, a confermare queste semplici verit\u00e0. Un elemento va anche considerato. Al fondo delle tesi perorate dai molto superficiali (per non dire altro) denigratori dell\u2019et\u00e0 di mezzo, c\u2019\u00e8 una idea banale del Progresso umano, quasi fosse una scala da salire e da cui mai pi\u00f9 scendere, casomai rammaricandosi di non aver potuto ascendere al \u201ccielo\u201d volando ed evitando i gradini. Ecco allora la retorica dei \u201cdiritti\u201d, concepiti non come i risultati di certe azioni storiche e storicamente collocate, ma come tappe di un percorso ab ascendentum.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In verit\u00e0, non c\u2019\u00e8 nulla di pi\u00f9 illiberale che concepire i \u201cdiritti\u201d come qualcosa da conquistare in modo che, una volta acquisiti, debbano di necessit\u00e0 restar fermi l\u00ec ignorando le evoluzioni del mondo e della storia, cio\u00e8 semplicemente il farsi concreto della libert\u00e0. Per evitare queste frizioni, sarebbe forse opportuno semplicemente che gli intellettuali ritornassero a studiare!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/mondo\/il-medioevo-e-i-luoghi-comuni-il-pensiero-di-corrado-ocone\/\">https:\/\/www.startmag.it\/mondo\/il-medioevo-e-i-luoghi-comuni-il-pensiero-di-corrado-ocone\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di STARTMAG (Corrado Ocone) \u201cOcone\u2019s corner\u201d, la rubrica settimanale del filosofo Corrado Ocone Sorprende non poco che i cosiddetti intellettuali, o meglio coloro che occupano posti di rilievo nelle accademie e hanno voce prioritaria sugli organi di informazione, abbiano avallato in questi giorni il luogo comune che fa del Medioevo un insieme di \u201csecoli bui\u201d e un periodo di \u201coscurantismo\u201d. 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