{"id":50316,"date":"2019-04-03T11:30:19","date_gmt":"2019-04-03T09:30:19","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50316"},"modified":"2019-04-03T08:51:42","modified_gmt":"2019-04-03T06:51:42","slug":"gli-strumenti-di-egemonia-sulla-societa-civile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50316","title":{"rendered":"Gli strumenti di egemonia sulla societ\u00e0 civile"},"content":{"rendered":"<div class=\"itemImageBlock clearfix\" style=\"text-align: justify;\">di <strong>LA CITTA&#8217; FUTURA (Renato Caputo)<\/strong><\/div>\n<div class=\"itemImageBlock clearfix\" style=\"text-align: center;\">\n<p><span class=\"itemImage\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/media\/k2\/items\/cache\/287471b969996fded0a79e9ca206d5e5_XL.jpg\" alt=\"Gli strumenti di egemonia sulla societ\u00e0 civile\" \/><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"clr\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"itemFullText\">\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong>Dai mezzi di comunicazione a scuole e universit\u00e0, dalle chiese ai sindacati, ai partiti quali strumenti essenziali dell\u2019egemonia sulla societ\u00e0 civile.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Per quanto\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/unigramsci\/quaderni-del-carcere-ii-parte\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">potenti possano essere divenuti i\u00a0<\/a><a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/unigramsci\/quaderni-del-carcere-ii-parte\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>mezzi di comunicazione di massa<\/strong><\/a><strong>,<\/strong>\u00a0costituiscono per il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/cultura\/gramsci-e-la-rivoluzione-in-occidente\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Gramsci<\/strong><\/a>\u00a0dei\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/unigramsci\/i-quaderni-del-carcere\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em><strong>Quaderni del carcere<\/strong><\/em><\/a>\u00a0solo il primo e pi\u00f9 appariscente strumento di controllo ed egemonia del blocco sociale dominante sulla\u00a0<strong>societ\u00e0 civile<\/strong>. Il secondo e altrettanto decisivo e micidiale strumento egemonico dello Stato borghese \u00e8 il controllo della\u00a0<strong>formazione<\/strong>\u00a0stessa dell\u2019opinione pubblica, mediante il controllo di\u00a0<strong>scuole e universit\u00e0<\/strong>. Anche tali luoghi di formazione delle nuove generazioni sono o private e, quindi, direttamente assoggettate al controllo diretto della\u00a0<strong>classe dominante<\/strong>, o pubbliche e, dunque, soggette a un controllo indiretto per mezzo della\u00a0<strong>classe dirigente<\/strong>\u00a0politica che \u00e8 generalmente espressione del\u00a0<strong>blocco sociale<\/strong>\u00a0economicamente dominante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Perci\u00f2 anche i luoghi di istruzioni statali, essendo determinazioni dello\u00a0<strong>Stato borghese<\/strong>, costituiscono un efficacissimo strumento preventivo di controllo e uniformazione della societ\u00e0 civile funzionale alla piena affermazione del\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/interni\/la-fine-delle-ideologie\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>pensiero unico<\/strong><\/a>. La loro funzione essenziale \u00e8, da una parte, di formare la\u00a0<strong>futura<\/strong>\u00a0classe dirigente e dominante, dall\u2019altra servono a formare i figli dei subalterni affinch\u00e9 interiorizzino, considerandola\u00a0<strong>naturale<\/strong>, la propria condizione di subalternit\u00e0. Cos\u00ec, sin dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0, i futuri lavoratori salariati vengono formati ad accettare come necessaria e immodificabile la propria condizione di\u00a0<strong>subalternit\u00e0<\/strong>\u00a0all\u2019ideologia dominante e, attraverso di essa, alla classe dominante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Gramsci indica, inoltre, ulteriori strumenti decisivi allo\u00a0<strong>Stato<\/strong>\u00a0per il controllo sulla societ\u00e0 civile. Fra di essi un ruolo preminente continuano a svolgere le\u00a0<strong>chiese<\/strong>, che costituiscono il pi\u00f9 classico degli\u00a0<strong>instrumentum regni<\/strong>. Le chiese continuano a svolgere la funzione decisiva di convincere i subalterni che anche quando il\u00a0<strong>grande fratello<\/strong>\u00a0al potere non \u00e8 in grado di controllarli direttamente, vi \u00e8 un potere onnipotente che sorveglia sia fatta la sua volont\u00e0, ossia che nessuno osi mettere in discussione l\u2019<strong>ordine dominante<\/strong>\u00a0in quanto necessariamente prodotto da tale onnipotente volont\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Cos\u00ec, chiunque provi a sviluppare un\u00a0<strong>pensiero critico<\/strong>\u00a0e, peggio, un\u2019azione a esso conseguente, anche se avesse la fortuna di riuscire a sfuggire ai sempre pi\u00f9 pervicaci apparati di controllo e repressione dello Stato, non potrebbe sfuggire al giudizio divino e alle terribili conseguenze che si abbatteranno sui ribelli, a una volont\u00e0 divina che assolutizza l\u2019<strong>esistente<\/strong>\u00a0condannando ogni forma di\u00a0<strong>spirito dell\u2019utopia<\/strong>. In altri termini, le chiese svolgono l\u2019essenziale funzione di legittimare i\u00a0<strong>poteri forti<\/strong>\u00a0dominanti, in quanto il loro stesso dominio non pu\u00f2 che essere il prodotto della volont\u00e0 divina. Quest\u2019ultima, dunque, giustifica il dominio dei pochi basato sullo\u00a0<strong>sfruttamento<\/strong>\u00a0e la subalternit\u00e0 dei molti, anche perch\u00e9 gli\u00a0<strong>eletti<\/strong>\u00a0da dio non possono che essere pochi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Strumenti altrettanto importanti di egemonia del blocco sociale dominante sono i\u00a0<strong>sindacati<\/strong>\u00a0e i\u00a0<strong>partiti<\/strong>. Anche questi ultimi sono legalizzati e riconosciuti dal potere costituito in quanto sono generalmente strumenti estremamente efficaci dell&#8217;egemonia della classe dominante, in quanto tendono a\u00a0<strong>occultarla<\/strong>\u00a0sulla base di un\u00a0<strong>pluralismo<\/strong>\u00a0pi\u00f9 apparente che reale. In effetti, generalmente, i partiti e i sindacati tendono, soprattutto quando gli \u00e8 offerta la possibilit\u00e0 di gestire dei\u00a0<strong>poteri istituzionali reali<\/strong>, a fare gli interessi del blocco sociale dominante lo Stato. Tanto che appare sempre pi\u00f9 evidente che chiunque vada al governo non pu\u00f2 che fare gli interessi di chi detiene il potere reale dello Stato, anche perch\u00e9\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/esteri\/l-eccezione-e-la-regola-il-caso-venezuela\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">in caso contrario tale potere reagisce imponendosi con la violenza<\/a>\u00a0attraverso\u00a0<strong>colpi di Stato<\/strong>\u00a0pi\u00f9 o meno aperti o mascherati. In tal modo, l\u2019egemonia del blocco sociale dominante appare davvero inscalfibile, in quanto \u00e8 generalmente in grado di esercitare il governo con i\u00a0<strong>voti della maggioranza degli stessi subalterni<\/strong>. Discorso analogo vale per i sindacati, tendenzialmente\u00a0<strong>neocorporativi<\/strong>, e sempre pi\u00f9 funzionali a occultare lo sfruttamento su cui si fonda il sistema di dominio di una societ\u00e0 classista dominata da una minoranza, dando a intendere che lo sfruttamento della forza del lavoro sia un\u2019eccezione, in quanto tale tollerabile, e non la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/cultura\/i-concetti-fondamentali-di-il-capitale-parte-i\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>regola indispensabile al mantenimento del modo di produzione capitalistico<\/strong><\/a>\u00a0dominante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Perci\u00f2, fa notare Gramsci, se i rivoluzionari nei paesi a\u00a0<strong>capitalismo avanzato<\/strong>, ovvero l&#8217;avanguardia dei subalterni nel mondo\u00a0<strong>occidentale,<\/strong>\u00a0non sono in grado di rovesciare questi rapporti di forza \u2013 che consentono al blocco sociale dominante di egemonizzare la societ\u00e0 civile \u2013 non saranno mai in grado di conquistare effettivamente il\u00a0<strong>potere<\/strong>, ovvero non modificheranno i rapporti di produzione e la natura\u00a0<strong>classista<\/strong>\u00a0borghese dello Stato. A tale scopo \u00e8 necessario che chi realmente mira alla\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/unigramsci\/gramsci-e-la-rivoluzione-in-occidente-ii-parte\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>rivoluzione in occidente<\/strong><\/a>\u00a0si attrezzi a questo scopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Dunque, se non si vuole cadere nella trappola suicida dell\u2019<strong>avventurismo<\/strong>, prima di accettare una nuova guerra di movimento, che ha per obiettivo la\u00a0<strong>conquista del potere<\/strong>, dello Stato, bisogna attrezzarsi per una lunga e dura\u00a0<strong>guerra di trincea<\/strong>, volta a conquistare a una a una le casematte indispensabili per ottenere l\u2019egemonia sulla societ\u00e0 civile. In altri termini, come evidenzia Gramsci, vi sono due tipi di guerra anche di classe, la prima \u00e8 la\u00a0<strong>guerra di movimento<\/strong>\u00a0in cui i due eserciti nemici si scontrano direttamente in campo aperto. In questo caso non ci sono alternative, ovvero o si vince o si finisce nel migliore dei casi per divenire prigionieri del nemico, nel peggiore di essere uccisi. L\u2019altra forma di guerra \u00e8 quella di\u00a0<strong>logoramento<\/strong>\u00a0che si combatte dalle trincee. Nel primo caso, \u00e8 indispensabile calcolare bene i reciproci rapporti di forza, perch\u00e9 andare a uno scontro aperto con il nemico \u2013 uno scontro totale dove si combatte\u00a0<strong>per la vita e per la morte, per stabilire chi deve dominare e chi essere dominato<\/strong>\u00a0\u2013 in modo avventuristicamente incosciente, significa non solo condannarsi individualmente al suicidio, ma destinare a una certa sconfitta anche il proprio campo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">A tale scopo, ossia per comprendere i\u00a0<strong>rapporti di forza reali<\/strong>\u00a0\u2013 al di l\u00e0 della questione non trascurabile della capacit\u00e0 di mettere in discussione realmente il monopolio legalizzato della violenza da parte del nemico di classe \u2013 \u00e8 indispensabile valutare la propria capacit\u00e0 di tenuta e avanzamento in quella continua e quotidiana guerra di logoramento che si combatte per l\u2019egemonia sulla societ\u00e0 civile. In effetti, dal momento che la storia in una societ\u00e0 divisa in classi,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/cultura\/dalla-filosofia-della-prassi-alla-concezione-materialistica-della-storia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">non pu\u00f2 che essere segnata e determinata dalla lotta di classe<\/a>, quando non si \u00e8 nei momenti\u00a0<strong>topici<\/strong>\u00a0in cui i blocchi sociali antagonisti si affrontano in uno scontro decisivo in\u00a0<strong>campo aperto<\/strong>, la battaglia non pu\u00f2 che condursi\u00a0<strong>quotidianamente<\/strong>\u00a0nella forma di una guerra di logoramento, per difendere le proprie trincee e provare a conquistare, quando se ne hanno i rapporti di forza, le\u00a0<strong>casematte<\/strong>\u00a0dell\u2019avversario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Proprio per questo, fa notare Gramsci, prima di avere i rapporti di forza per cui pu\u00f2 divenire sensato accettare lo scontro in campo aperto, \u00e8 necessario conquistare il\u00a0<strong>consenso almeno passivo<\/strong>\u00a0delle masse dei subalterni e avere la capacit\u00e0 di egemonizzare la parte preponderante della classi intermedie, altrimenti, se le avanguardie rivoluzionarie vanno isolate allo scontro con lo Stato, vanno incontro a una certa\u00a0<strong>disfatta<\/strong>. Ma come si fa a conquistarsi il sostegno prima delle masse degli sfruttati e poi della maggioranza delle stesse classi medie?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">In primo luogo, occorre vincere la decisiva\u00a0<strong>lotta di classe<\/strong>\u00a0per l\u2019egemonia nella societ\u00e0 civile, ossia, come primo punto, \u00e8 indispensabile contrastare il dominio che ha la borghesia sui\u00a0<strong>mezzi di comunicazione<\/strong>. In secondo luogo, occorre mettere in discussione il dominio che esercita sulle chiese e attraverso di esse sulla parte pi\u00f9 culturalmente arretrata della popolazione, ancora in buona misura prigioniera di una\u00a0<strong>visione del mondo mitologico-religiosa<\/strong>. In terzo luogo occorre contrastare e progressivamente rovesciare il dominio che ha il blocco sociale al potere sulle\u00a0<strong>sovrastrutture culturali<\/strong>\u00a0e, in primis, sulla scuola e l&#8217;universit\u00e0, ossia suoi luoghi di formazione delle future generazioni, a partire dalla pedagogia. Infine, le avanguardie reali delle classi subalterne, ossia quelle in grado di portarsi dietro una parte significativa delle masse, dovr\u00e0 mettere in discussione il dominio che la borghesia esercita su sindacati e partiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">In altri termini, se non si sar\u00e0 in grado di conquistare queste\u00a0<em>casematte<\/em>\u00a0\u2013 cos\u00ec le chiama Gramsci \u2013 ossia queste piazze fortificate che svolgono una funzione decisiva di controllo sulla societ\u00e0 civile, la prospettiva della rivoluzione in Occidente rester\u00e0 una\u00a0<strong>mera utopia<\/strong>. Per invertire i rapporti di forza, al momento estremamente sfavorevoli alle classi subalterne, a un livello non molto differente da quello dei tempi in cui Gramsci scriveva i suoi\u00a0<em>Quaderni del carcere<\/em>\u00a0che \u2013 proprio perci\u00f2 \u2013 restano tanto attuali, occorre puntare innanzitutto a conquistarsi l\u2019appoggio degli\u00a0<strong>intellettuali<\/strong>, dal momento che per conquistare molecolarmente le masse popolari, generalmente ridotte a\u00a0<strong>plebe<\/strong>, e le classi intermedie \u2013 al momento spinte dagli stessi rapporti di forza sfavorevoli per le classi subalterne a schierarsi con le classi dominanti \u2013 ci vorrebbero tempi biblici, in contrasto con la sempre pi\u00f9 rapida distruzione dell\u2019<strong>habitat naturale dell\u2019uomo<\/strong>\u00a0a opera di una societ\u00e0 che ha come unico valore il\u00a0<strong>profitto individuale<\/strong>. Al contrario, conquistando nella lotta per l\u2019egemonia gli intellettuali, sar\u00e0 molto pi\u00f9 semplice ottenere l\u2019appoggio attivo o passivo della maggioranza dei subalterni e della classi intermedie. Sono, infatti, gli intellettuali che indicano la strada alla maggioranza degli appartenenti ai ceti sociali subalterni o alle classi medie, da sole incapaci di delineare una visione del mondo autonoma e contrapposta a quella dominante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><strong>Il ruolo degli intellettuali<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Dunque, secondo Gramsci, se i rivoluzionari mirassero a conquistare le masse popolari e le classi medie un lavoratore alla volta non finirebbero mai. In effetti, mentre le avanguardie, gli intellettuali, i dirigenti sono necessariamente limitati numericamente, i lavoratori sono moltissimi e, inoltre, la classe dominante possiede, come abbiamo visto, strumenti potentissimi per mantenere l\u2019egemonia su quegli individui incapaci di elaborare una visione del mondo alternativa e contrapposta, mentre i rivoluzionari non disporranno mai, sino a che non avranno conquistato il potere, lo Stato, degli stessi mezzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Proprio perci\u00f2, i comuni lavoratori sono generalmente assoggettati all&#8217;egemonia della classe dominante, che controlla i mezzi di comunicazione, di formazione, le chiese, i partiti politici e i sindacati, ecc., quindi il loro modo di vedere le cose \u00e8 molto differente, per non dire antitetico, a quello dei rivoluzionari. Quindi, se si dovesse andare a convincerli uno per uno non si finirebbe pi\u00f9, cio\u00e8 la rivoluzione la si farebbe fra qualche secolo, ma pu\u00f2 darsi che in questo ampio lasso di tempo le classi dominanti, mirando al solo profitto, avranno gi\u00e0 distrutto l&#8217;ambiente naturale in cui vive l\u2019uomo e non ci sar\u00e0 pi\u00f9, dunque, vita umana sulla terra, oppure continueranno a fare tante di quelle guerre, con armi sempre pi\u00f9 micidiali, che l&#8217;umanit\u00e0 sarebbe pesantemente ridotta di numero e le condizioni di vita sul pianeta sarebbero in buona parte\u00a0<strong>compromesse<\/strong>.<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/unigramsci\/gli-strumenti-di-egemonia-sulla-societa-civile\">https:\/\/www.lacittafutura.it\/unigramsci\/gli-strumenti-di-egemonia-sulla-societa-civile<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA CITTA&#8217; FUTURA (Renato Caputo) &nbsp; Dai mezzi di comunicazione a scuole e universit\u00e0, dalle chiese ai sindacati, ai partiti quali strumenti essenziali dell\u2019egemonia sulla societ\u00e0 civile. Per quanto\u00a0potenti possano essere divenuti i\u00a0mezzi di comunicazione di massa,\u00a0costituiscono per il\u00a0Gramsci\u00a0dei\u00a0Quaderni del carcere\u00a0solo il primo e pi\u00f9 appariscente strumento di controllo ed egemonia del blocco sociale dominante sulla\u00a0societ\u00e0 civile. 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