{"id":5033,"date":"2011-11-21T06:34:19","date_gmt":"2011-11-21T06:34:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=5033"},"modified":"2011-11-21T06:34:19","modified_gmt":"2011-11-21T06:34:19","slug":"comunisti-italiani-smettetela-di-essere-idioti-vili-e-ipocriti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=5033","title":{"rendered":"Comunisti italiani, smettetela di essere idioti, vili e ipocriti!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\"><b><i><span new=\"\" style=\"color: black;\" times=\"\">L&#39;economista Pedro Montes inaugura il seminario dell&#39;Accademia del Pensiero Critico di Socialismo21<\/span><\/i><\/b><b><span new=\"\" style=\"color: black; mso-bidi-font-style: italic;\" times=\"\"> e&nbsp;aderisce completamente alle nostre idee.<\/span><\/b><span new=\"\" style=\"color: black;\" times=\"\"><o:p><\/o:p><\/span><\/font><\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span new=\"\" style=\"color: black;\" times=\"\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">Commento introduttivo di <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">Stefano D&rsquo;Andrea<\/b><o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span new=\"\" style=\"color: black;\" times=\"\"><font face=\"Calibri\"><font size=\"3\">Mi ha suscitato un lampo di felicit&agrave; la lettura, su Comedonchisciotte, <span style=\"mso-spacerun: yes;\">&nbsp;<\/span>dell&rsquo;articolo di <span style=\"mso-spacerun: yes;\">&nbsp;<\/span>Enric Llopis (traduzione per CDC a cura di Vincenzo Laporta), intitolato <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">L&rsquo;euro &egrave; uno strumento per schiacciare la classe operaia<\/b>.<o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span new=\"\" style=\"color: black;\" times=\"\"><font face=\"Calibri\"><font size=\"3\">Sia l&rsquo;autore dell&rsquo;articolo, sia l&rsquo;economista Pedro Montes del quale Enric Llopis riassume e riporta il pensiero, non negano che l&rsquo;euro schiacci la classe operaia dei soli paesi del sud Europa; sicch&eacute; stando al contenuto dell&rsquo;articolo, il titolo avrebbe dovuto essere <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">L&rsquo;euro &egrave; uno strumento per schiacciare la classe operaia dei paesi del sud Europa<\/b>. <o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span new=\"\" style=\"color: black;\" times=\"\"><font face=\"Calibri\"><font size=\"3\">Tuttavia, io <span style=\"mso-spacerun: yes;\">&nbsp;<\/span><b style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">credo che l&rsquo;euro schiacci i sistemi produttivi dei paesi del sud Europa e quindi anche la classe operaia di quei paesi<\/b>. Basti pensare agli acquisti che il capitale francese sta facendo in Italia in numerosi settori produttivi; alla crisi delle imprese agricole, le quali riuscirebbero ad esportare se soltanto non avessimo l&rsquo;euro; e a quella di numerosi altri settori produttivi e distretti (si pensi al distretto tessile di Prato), che non si sarebbe avuta se non avessimo adottato l&rsquo;euro.<o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span new=\"\" style=\"color: black;\" times=\"\"><font face=\"Calibri\"><font size=\"3\">Inoltre, i recenti provvedimenti volti ad imporre la &ldquo;competitivit&agrave;&rdquo; cancellando il giorno di riposo dei commercianti e ammettendo le societ&agrave; tra professionisti con soci di solo capitale (non professionisti) dimostrano che in Italia e nei paesi del sud Europa in generale <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">ogni forma di lavoro, autonoma o subordinata, &egrave; schiacciata dalla logica imposta dall&rsquo;euro<\/b>.<o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span new=\"\" style=\"color: black;\" times=\"\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">Dunque, l&rsquo;euro colpisce i sistemi produttivi del Sud Europa a&nbsp;vantaggio di quelli del Nord. E nel tentativo di porre rimedio alle debolezze di alcuni sistemi produttivi nazionali (agli squilibri che l&rsquo;adozione dell&rsquo;euro ha comportato), l&rsquo;ideologia pseudointernazionalistica, che si esprime nello stolto e irrazionale filo-unionismo europeo,&nbsp;piuttosto che spingere verso l&rsquo;abbandono dell&rsquo;euro, impone sacrifici ai percettori di redditi da lavoro, autonomo e subordinato. Questa &egrave; la verit&agrave;. <\/font><\/font><\/span><span new=\"\" style=\"color: black;\" times=\"\"><font face=\"Calibri\"><font size=\"3\">Cos&igrave; come &egrave; vero che i comunisti italiani malati di pseudo-internazionalismo, fingono di credere o davvero credono che l&rsquo;alternativa necessaria alle politiche di austerit&agrave; sia qualcosa di diverso dall&rsquo;abbandono dell&rsquo;euro (e della UE). <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">Le riflessioni dell&rsquo;economista Pedro Montes fanno giustizia della vilt&agrave; e della ipocrisia delle posizioni dei comunisti italiani<\/b>.<o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span new=\"\" style=\"color: black;\" times=\"\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">Pedro Montes&nbsp;osserva anche che rimanere nell&rsquo;euro non &egrave; un alternativa, considerato che sar&agrave; impossibile restare nell&#39;euro. Perch&eacute; allora ritardare con vilt&agrave; e ipocrisia una netta presa di posizione per l&rsquo;abbandono dell&rsquo;euro e giungere sempre in ritardo agli appuntamenti con la storia? Perch&eacute; non essere lungimiranti e guidare i processi?<o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span new=\"\" style=\"color: black;\" times=\"\"><font face=\"Calibri\"><font size=\"3\">Ovviamente, Montes ha bisogno di aggiungere tra i vantaggi dell&rsquo;abbandono dell&rsquo;euro che quest&rsquo;ultima scelta consentir&agrave; di <span style=\"mso-spacerun: yes;\">&nbsp;<\/span>&ldquo;<i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">costruire una nuova Unione Europea<\/i>&rdquo;. Qui ci permettiamo di segnalare un altro limite dell&rsquo;articolo e del pensiero di Montes. Nessuno nega che, distrutta l&rsquo;attuale unione europea, gli Stati, nel libero esercizio della sovranit&agrave;, creino, mediante trattati, zone di libero scambio (non unioni doganali, per&ograve;; altrimenti saremmo punto e a capo),&nbsp;le quali&nbsp;non dovranno tuttavia avere le dimensioni dell&rsquo;attuale spazio europeo. Nessuno esclude e anzi tutti auspicano alleanze anche militari tra gli stati europei, le quali sostituirebbero la NATO. Nessuno esclude che gli stati che ne abbiano voglia si siedano al tavolino e inizino le trattative per creare la &ldquo;nuova Unione Europea&rdquo;. L&rsquo;importante &egrave; chiarire che la logica e l&rsquo;esperienza storica insegnano che se mai il progetto della &ldquo;nuova Unione Europea&rdquo; andasse in porto, serviranno comunque molti decenni. Se non si svolge questa precisazione si incorre ancora una volta nella vile ipocrisia indotta dallo pseudo-internazionalismo che da almeno venti anni spinge la sinistra comunista a sostenere sistematicamente linee politiche contrarie agli interessi che dichiara di voler tutelare. Dunque, intanto occorre distruggere questa Unione europea. Poi, con pazienza, se ci sar&agrave; la volont&agrave; di un numero sufficiente di Stati, forse si potr&agrave; tentare, in qualche decennio, di edificarne una &ldquo;nuova&rdquo; (un termine che dovrebbe mettere in guardia, in verit&agrave;, sulla seriet&agrave; del progetto).<o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span new=\"\" style=\"color: black;\" times=\"\"><font face=\"Calibri\"><font size=\"3\">Montes, tuttavia, va molto oltre la critica dell&rsquo;euro. E, quasi avesse letto ci&ograve; che da tempo andiamo scrivendo, precisa: &ldquo;&quot;<i>se anche si risolvesse la crisi, questa riemergerebbe il giorno dopo perch&eacute; r<strong>esta la radice di tutti i mali: il modo in cui &egrave; stata concepita l&#39;Unione Europea<\/strong><\/i><strong>&quot;. Il problema, dunque &egrave; il modo in cui &egrave; stata concepita l&rsquo;Unione europea, non soltanto l&rsquo;euro. Viva Dio, finalmente un comunista europeo intelligente e coraggioso! <\/strong>Non se ne pu&ograve; pi&ugrave; di questi idioti, codardi e psicologicamente labili che hanno il terrore irrazionale degli Stati nazione e non si accorgono n&eacute; dell&rsquo;orrore razionale che caratterizza l&rsquo;Unione europea, n&eacute; che la perdita della sovranit&agrave; nazionale degli Stati significa perdita della possibilit&agrave; per la politica di disciplinare l&rsquo;economia (il capitale) e dunque abbandono di ogni vaga speranza socialista.<o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span new=\"\" style=\"color: black;\" times=\"\"><font face=\"Calibri\"><font size=\"3\">Scrive inoltre l&rsquo;autore dell&rsquo;articolo: &ldquo;Uno dei punti essenziali sar&agrave; ripensare la globalizzazione e che gli stati-nazioni possano recuperare una parte del loro potenziale, per esempio, per <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">controllare le loro valute<\/b> e <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">l&#39;imposizione di dazi<\/b>, che permetter&agrave; alle economie pi&ugrave; deboli di difendersi. &quot;<i>E questo non significa cessare di essere europeisti<\/i>&rdquo;, spiega Pedro Montes, &ldquo;<i>ma puntare a un&rsquo;Unione progressista con la redistribuzione della ricchezza e dei diritti sociali<\/i>&quot;. Ma allora Pedro Montes ci legge! &ndash; anche se appare davvero fanciullesco&nbsp;pensare a una unione politica con pi&ugrave; valute, controllo dei capitali e dazi (si tratterebbe di una semplice alleanza tra Stati, che &egrave; proprio quanto noi auspichiamo).&nbsp; O forse, pi&ugrave; probabilmente, se si ragiona liberamente, abbandonando lo pseudo-internazionalismo incoerente e incomprensibile, si giunge per forza alle nostre conclusioni. <\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span new=\"\" style=\"color: black;\" times=\"\"><font face=\"Calibri\"><font size=\"3\">Dirigenti dei comuni<\/font><\/font><\/span><span new=\"\" style=\"color: black;\" times=\"\"><font face=\"Calibri\"><font size=\"3\">sti italiani, svegliatevi &ndash; se davvero dormite per vilt&agrave; e ipocrisia e non siete totalmente stupidi: dopo decenni trascorsi a sostenere politiche volte ad avvantaggiare il capitale e, al pi&ugrave;, le classi operaie dei paesi stranieri, volete finalmente dedicarvi alla difesa degli interessi della classe operaia italiana e dei lavoratori italiani tutti, autonomi e subordinati? Lo avete capito perch&eacute; la classe operaia non vi ha votato pi&ugrave;? Perch&eacute; siete stati o completamente stupidi, oppure vili e ipocriti. Ai militanti comunisti suggerisco di aderire all&#39;<a href=\"http:\/\/www.riconquistarelasovranita.it\/?page_id=111\">Associazione Riconquistare la Sovranit&agrave;<\/a>, di lanciarvi in una nuova avventura&nbsp;e di abbandonare dirigenti inetti e codardi, che non potranno che condurvi perennemente alla sconfitta<\/font><\/font><\/span><span new=\"\" style=\"color: black;\" times=\"\"><font face=\"Calibri\"><font size=\"3\">.<\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span new=\"\" style=\"color: black;\" times=\"\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">di <strong>Enric Llopis<\/strong> <i>Rebelion.org&nbsp;&nbsp;&#8211; <\/i>titolo originale <strong>L&#39;euro &egrave; uno strumento per schiacciare la classe operaia <\/strong>traduzione per Comedonchisciotte di <strong>Vincenzo Laporta<\/strong><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span new=\"\" style=\"color: black;\" times=\"\"><font face=\"Calibri\"><font size=\"3\">La maggior parte delle analisi della redditivit&agrave; della zona euro e i benefici (o meno) di rimanere nella moneta unica sono inseriti, con poche eccezioni, nel quadro dell&#39;ortodossia neoliberista e incorrono in un&#39;inflazione di cifre e tecnicismi. Ma al di l&agrave; di queste analisi funzionali al sistema, cosa &egrave; l&#39;euro? &ldquo;<i>Uno strumento nelle mani dei poteri economici per schiacciare la classe operaia<\/i>&rdquo;, risponde l&#39;economista Pedro Montes dopo trentasei anni di lavoro nel Dipartimento Studi del Banco di Spagna.<\/p>\n<p>\tLa borghesia europea, spiega Montes , &quot;<i>ha basato tutti i suoi progetti per pi&ugrave; di dieci anni nella creazione di una moneta unica, l&#39;euro &egrave; una cosa meravigliosa per gli imprenditori<\/i>.&quot; Perch&eacute;? Perch&eacute; con l&#39;unione monetaria (dal 1999), gli stati non hanno pi&ugrave; la possibilit&agrave; di svalutare (o rivalutare) le monete, in caso di svalutazione per migliorare la capacit&agrave; di vendere all&#39;estero. Quindi rimane una sola possibilit&agrave; per migliorare la competitivit&agrave; (parola tanto cara al discorso neo-liberista): attaccare i salari e, di conseguenza, ridurre i costi del lavoro. &quot;<i>Ci&ograve; ha notevolmente facilitato lo sfruttamento della classe operaia<\/i>&quot;, ha aggiunto l&#39;economista.<o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span new=\"\" style=\"color: black;\" times=\"\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">Pedro Montes ha sviluppato questi pensieri nel primo seminario dell&#39;Accademia del pensiero critico, dal titolo &quot;Crisi finanziaria e stagnazione economica: ritorno all&#39;economia reale&quot; che si &egrave; tenuto lo scorso 26 ottobre presso la Scuola di Ingegneria Agraria dell&#39;Universit&agrave; Politecnica di Valencia. <o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span new=\"\" style=\"color: black;\" times=\"\"><font face=\"Calibri\"><font size=\"3\">&quot;<i>Il disegno della moneta unica &egrave; stato un errore fin dall&#39;inizio<\/i>&quot;, ha concluso l&#39;economista membro di Socialismo 21, in particolare per i paesi della periferia europea. Questa idea pu&ograve; essere dimostrata con le cifre: il debito estero dello Stato spagnolo &egrave; passato da 155 miliardi di euro nel 1998 (un anno prima che l&#39;euro entrasse in vigore) a 964 miliardi nel 2009 (in coincidenza con l&#39;inizio della crisi). Nello stesso periodo, il passivo degli scambi con l&rsquo;estero &egrave; passato da 540 miliardi di euro a 2,4 trilioni. Alla fine, &quot;<i>il neoliberismo ha costruito un mostro insensato, dal quale non c&#39;&egrave; via di fuga e tutti gli esperti lo sanno<\/i>&quot;, ha detto Montes.<o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span new=\"\" style=\"color: black;\" times=\"\"><font face=\"Calibri\"><font size=\"3\">Paul Krugman ha sottolineato un anno e mezzo fa le due opzioni che restavano ai paesi della periferia europea. Uno, svalutare e poi fuori dall&#39;euro, la seconda una manovra dura per diminuire prezzi e salari, in modo da ottenere gli stessi effetti della svalutazione. Venne presa la seconda alternativa, ma secondo Pedro Montes, &quot;<i>i problemi non sono stati assolutamente risolti<\/i>&quot;. &quot;<i>Ora non ci resta che seguire l&#39;euro, che sarebbe una catastrofe, o rompere con la moneta unica, che sarebbe il caos<\/i>&quot;, ha detto Montes con un realismo ironico. Inoltre l&#39;autore de &quot;L&#39;integrazione in Europa. Dal Piano di stabilizzazione a Maastricht &quot; (1993) e &quot;Il disordine neoliberista&quot; (1996), afferma che &quot;<i>rimanere nell&#39;euro non &egrave; pi&ugrave; un&#39;alternativa, dato che sar&agrave; impossibile<\/i>&quot;.<o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span new=\"\" style=\"color: black;\" times=\"\"><font face=\"Calibri\"><font size=\"3\">Quindi, il dibattito &egrave; aperto su due posizioni: attuare le riforme necessarie (tra cui quelle progressiste) per salvare l&#39;unione monetaria e, d&#39;altra parte, l&#39;alternativa alla quale Montes si unisce, &quot;<i>che il mostro dell&#39;euro scompaia perch&eacute;, anche se &egrave; una catastrofe, almeno permetter&agrave; di costruire una nuova Unione Europea<\/i>&quot;. L&#39; economista non crede che &quot;<i>con una sinistra debole e divisa, e con l&#39;attuale equilibrio di forze, possano essere implementate riforme progressiste nel contesto attuale dell&#39;Unione Europea<\/i>.&quot; Questo si poteva gi&agrave; presumere un decennio fa, anche se nessun esperto lo disse: &quot;Con un&rsquo;unione monetaria forgiata da diverse economie, fiscalit&agrave; divergenti e un magro bilancio che rappresenta solo l&#39;1% del PIL europeo (quello di ogni stato nazionale rappresenta tra il 40 e il 50% del PIL).<o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span new=\"\" style=\"color: black;\" times=\"\"><font face=\"Calibri\"><font size=\"3\">E che dire ai cittadini? Ai pi&ugrave; alti livelli &egrave; stato deciso che siano loro a pagare la crisi e che senza discutere sostengano le modifiche e i tagli. Meno informazioni ci sono e meglio &egrave;. Secondo Pedro Montes, &quot;<i>c&rsquo;&egrave; una costante guerra di numeri e dichiarazioni dove alla fine ci si perde, e succede anche agli economisti che studiano la questione, &egrave; meglio non fidarsi di nulla, perch&eacute; si parla sempre di miliardi, ma dove sono? Non si ha alcuna sicurezza sulle dimensioni del mostro finanziario che &egrave; stato creato e che nessuno pu&ograve; controllare<\/i>.&quot; Per dare un esempio dell&#39;opacit&agrave;, prendiamo il termine &quot;salvataggio&quot;. &quot;<i>Questa parola &egrave; veleno puro, non viene salvato nessun paese. Ci&ograve; che viene fatto &egrave; concedere prestiti ai paesi in difficolt&agrave; ma senza liberarli dai debiti e, d&#39;altra parte, nemmeno i paesi centrali hanno i soldi per un vero salvataggio<\/i>&quot;.<o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span new=\"\" style=\"color: black;\" times=\"\"><font face=\"Calibri\"><font size=\"3\">Quello che sta accadendo, ha detto Pedro Montes, &egrave; &quot;<i>un gigantesco trasferimento di ricchezza o, in altre parole, la socializzazione delle perdite delle istituzioni finanziarie, che vengono trasferite alle istituzioni pubbliche e ai cittadini<\/i>&quot;. Questo &egrave; ci&ograve; che non viene raccontato. Inoltre, la cosiddetta crisi del debito sovrano &quot;<i>&egrave; di tale portata che non ha soluzione, nonostante ulteriori incontri e riunioni europee<\/i>&quot;. L&#39;economista di Socialismo 21 ha elencato tre ragioni per sostenere il suo punto di vista: il deficit enorme dei paesi, l&#39;accumulo di questi deficit che creano una massa debitoria sempre in crescita e la chiusura dei rubinetti del credito, il tutto in un contesto di grave recessione.<o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span new=\"\" style=\"color: black;\" times=\"\"><font face=\"Calibri\"><font size=\"3\">E&#39; certo che la situazione attuale favorir&agrave; nuovi dibattiti. Uno dei punti essenziali sar&agrave; ripensare la globalizzazione e che gli stati-nazioni possano recuperare una parte del loro potenziale, per esempio, per controllare le loro valute e l&#39;imposizione di dazi, che permetter&agrave; alle economie pi&ugrave; deboli di difendersi. &quot;<i>E questo non significa cessare di essere europeisti<\/i>&rdquo;, spiega Pedro Montes, &ldquo;<i>ma puntare a un&rsquo;Unione progressista con la redistribuzione della ricchezza e dei diritti sociali<\/i>&quot;.<o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span new=\"\" style=\"color: black;\" times=\"\"><font face=\"Calibri\"><font size=\"3\">Un altro dibattito urgente di fronte a una crisi che definisce &quot;<i>storica<\/i>&quot; perch&eacute; &quot;<i>cambier&agrave; profondamente l&#39;economia e la societ&agrave;<\/i>&quot; &egrave; quello che deve essere affrontato dalla sinistra. L&#39;economista auspica una &quot;<i>rottura<\/i>&quot; con il sistema dato che &quot;<i>con il quadro attuale non c&#39;&egrave; possibilit&agrave; di riforma<\/i>&quot;. Inoltre, &quot;<i>se anche si risolvesse la crisi, questa riemergerebbe il giorno dopo perch&eacute; resta la radice di tutti i mali: il modo in cui &egrave; stata concepita l&#39;Unione Europea<\/i>&quot;.<o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span new=\"\" style=\"color: black;\" times=\"\"><font face=\"Calibri\"><font size=\"3\">In questo contesto, &quot;<i>gli imprenditori cercano di ottenere quanti pi&ugrave; benefici possibile e, dopo aver ottenuto immediatamente una controriforma, ne hanno bisogno subito di un&#39;altra; insomma, sanno molto bene ci&ograve; che vogliono, mentre la sinistra ha paura e ha molti dubbi<\/i>.&quot; Tuttavia, &quot;<i>alla sinistra non compete risolvere una crisi che non ha generato, dobbiamo farci forza per la battaglia estenuante che si avvicina e approfittare delle opportunit&agrave; che si presenteranno in futuro e che non abbiamo avuto un anno fa, quando nessuno ancora metteva in discussione il capitalismo<\/i>&quot;, conclude Montes lasciando una finestra aperta all&#39;ottimismo . <o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;\"><span style=\"mso-bidi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;\"><o:p><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">&nbsp;<\/font><\/o:p><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#39;economista Pedro Montes inaugura il seminario dell&#39;Accademia del Pensiero Critico di Socialismo21 e&nbsp;aderisce completamente alle nostre idee. 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