{"id":50337,"date":"2019-04-02T10:00:05","date_gmt":"2019-04-02T08:00:05","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50337"},"modified":"2019-04-02T08:21:30","modified_gmt":"2019-04-02T06:21:30","slug":"ucraina-la-situazione-e-grave-ma-non-e-seria-e-infatti-ha-vinto-un-comico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50337","title":{"rendered":"Ucraina, la situazione \u00e8 grave ma non \u00e8 seria (e infatti ha vinto un comico)"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LINKIESTA (Fulvio Scaglione)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"shrinkToFit\" src=\"https:\/\/lk.shbcdn.com\/blobs\/variants\/5\/5\/0\/d\/550d6ff0-5a3c-4d7f-83c0-14bb7d693826_large.jpg?_636897734809066009\" alt=\"https:\/\/lk.shbcdn.com\/blobs\/variants\/5\/5\/0\/d\/550d6ff0-5a3c-4d7f-83c0-14bb7d693826_large.jpg?_636897734809066009\" width=\"981\" height=\"654\" \/><\/p>\n<p><strong>Genya SAVILOV \/ AFP<\/strong><\/p>\n<h4 class=\"subtitle\" style=\"text-align: justify;\">Dilaniata dalla corruzione, dominata dagli oligarchi, attraversata dalle ingerenze straniere: a cinque anni da Maidan, la situazione a Kiev \u00e8 rimasta immutata. La vittoria di Zelensky contro Poroshenko? Non cambierebbe nulla. E a Usa e Russia va bene cos\u00ec<\/h4>\n<div class=\"lf\">\n<div class=\"lf-col1 typography  lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-padding-auto lf-text lf-block\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<p><strong>Per forza doveva spuntare un comico. <\/strong>Perch\u00e9 la questione ucraina, se non ci fossero di mezzo una guerra che nel Donbass ha provocato pi\u00f9 di 10 mila morti e le sofferenze di 42 milioni di cittadini, potrebbe anche essere liquidata con una grossa grassa risata. Cinque anni dopo i moti di piazza Maidan, quando anche i vice-presidenti del Parlamento europeo (per non parlare del solito John McCain, che non mancava mai quando c\u2019era odore di rissa) andavano a Kiev a incoraggiare le proteste contro il presidente Janukovich e i suoi protettori di Mosca, la ruota ha fatto il suo giro ed \u00e8 tornata al punto di partenza. Ricordate gli articoli-sensazione sulla corruzione di Janukovich e dei suoi, sulla mega-villa presidenziale con i bidet d\u2019oro (non era vero ma andava bene lo stesso, come con Gheddafi e Saddam), sugli oligarchi? Ecco. Siamo sempre l\u00ec. Con la sola eccezione, forse, dei bidet inventati.<\/p>\n<p>L\u2019anno scorso lo <em>European Council on Foreign Relations<\/em>, che non pu\u00f2 certo essere accusato di simpatie filo-russe, ha pubblicato un rapporto intitolato <em>Ukraine on the Brink of Cleptocracy <\/em>(<a href=\"https:\/\/www.ecfr.eu\/article\/commentary_ukraine_on_the_brink_of_kleptocracy\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">L\u2019Ucraina sull\u2019orlo della cleptocrazia<\/a>) che<strong> stroncava ogni credibilit\u00e0 del presidente Petro Poroshenko.<\/strong> E non solo: il testo chiedeva alla Ue \u201cdi agire subito\u201d, perch\u00e9 forte \u00e8 il rischio che \u201cle \u00e9lite ucraine perseguano una propria agenda mentre si atteggiano a europeiste\u2026 Ma <strong>i recenti eventi dimostrano che, con l\u2019attuale classe politica al potere, non c\u2019\u00e8 futuro europeo per l\u2019Ucraina\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Si rubava prima di Maidan, insomma, e altrettanto si \u00e8 rubato dopo Maidan.<\/strong> Nel 2012 Ernst&amp;Young metteva l\u2019Ucraina tra i tre Paesi pi\u00f9 corrotti al mondo (insieme con Colombia e Brasile). La stessa Ernst&amp;Young nel 2017 rimetteva l\u2019Ucraina tra i Paesi pi\u00f9 corrotti del pianeta. Ma non \u00e8 solo questo. Un\u2019indagine del <a href=\"https:\/\/antac.org.ua\/en\/analytics\/11-politically-exposed-persons-own-a-quarter-of-all-permits-for-extraction-of-oil-and-gas-in-ukraine-report\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Centro Anticorruzione Ucraino<\/a> nel 2018 ha rivelato che il 25% di tutte le licenze rilasciate dall\u2019Ucraina per l\u2019estrazione di gas e petrolio \u00e8 nelle mani di sole 11 persone, tutti noti oligarchi o politici. Ed \u00e8 questo il tratto pi\u00f9 significativo: Janucovich era un politico tenuto in piedi, oltre che dalla Russia, dagli oligarchi; Poroshenko (come peraltro la pasionaria Timoshenko) \u00e8 un oligarca; <strong>Volodimyr Zelensky, il comico televisivo che al primo turno delle presidenziali ha ottenuto oltre il 30% dei voti, \u00e8 la creatura di un altro oligarca, quell\u2019Ihor Kolomoyskiy che \u00e8 il terzo uomo pi\u00f9 ricco del Paese.<\/strong> Come prima, pi\u00f9 di prima.<\/p>\n<p><strong>Bella storia, quella di Kolomoyskiy. Sponsor di Maidan fin dal primo istante e finanziatore del famigerato battaglione Azov (il Congresso Usa ha passato una legge per bloccare qualunque forma di aiuto all\u2019Azov, viste le sue inclinazioni neo-naziste)<\/strong>, era addirittura diventato governatore della regione di Dnipropetrovsk. Dur\u00f2 un anno, poi Poroshenko lo cacci\u00f2, Kolomoyskiy si trasfer\u00ec in Svizzera e da allora i due sono nemici giurati. Il comico Zelensky, star del canale Tv \u201c1+1\u201d che appartiene appunto a Kolomoyskiy, \u00e8 frutto di un\u2019invenzione a freddo. L\u2019anno scorso un sondaggio del Razumkov Center, noto centro studi di Kiev, diede i seguenti risultati: per il 71% l\u2019Ucraina stava andando nella direzione sbagliata, per il 61% erano necessari cambiamenti radicali, per il 66% bisognava scegliere nuovi leader tra persone che non avessero mai occupato posizioni di potere. <strong>Zelensky era diventato uno dei volti pi\u00f9 celebri dell\u2019Ucraina proprio con uno show intitolato \u201cServo del popolo\u201d, dove sosteneva il ruolo di un uomo qualunque diventato potente e deciso a battersi contro i corrotti. <\/strong>Perfetto per una battaglia politica in cui oligarchi ugualmente infidi si sfidano a base di promesse sulla lotta alla corruzione. Nellostesso periodo era stato \u201ctestato\u201d anche il cantante rock Svyatoslav Vakarchuk, che dopo qualche mese di sondaggi meno brillanti di quelli di Zelensky ha per\u00f2 annunciato di non voler abbandonare la musica.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lf-quote-type1 typography  lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-padding-auto lf-quote lf-block\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<blockquote>\n<div>\n<p>Volodimyr Zelensky, il comico televisivo che al primo turno delle presidenziali ha ottenuto oltre il 30% dei voti, \u00e8 la creatura di un altro oligarca, quell\u2019Ihor Kolomoyskiy che \u00e8 il terzo uomo pi\u00f9 ricco del Paese. Come prima, pi\u00f9 di prima<\/p>\n<\/div>\n<\/blockquote>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lf-col1 typography  lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-padding-auto lf-text lf-block\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il comico, che al primo turno ha quasi doppiato il presidente in carica Poroshenko, non \u00e8 affatto sicuro di diventare a sua volta presidente.<\/strong> Al ballottaggio i boss del dopo-Maidan potrebbero riallinearsi in nome del sistema di cui hanno approfittato finora e lottare insieme contro il nuovo venuto. In pi\u00f9, c\u2019\u00e8 almeno un 20% di elettori che si dichiara tuttora incerto e pronto a cambiare parere. Per\u00f2 la sua cavalcata \u00e8 indicativa dell\u2019insoddisfazione interna e n on sarebbe stata possibile se, nel frattempo, non fossero anche mutate le condizioni esterne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Zelensky si era subito schierato con Maidan, nel 2014, e aveva fatto anche importanti donazioni a favore delle forze di sicurezza ucraine impegnate nel Donbass contro i secessionisti. <\/strong>Ma non ha certo cavalcato il tema della guerra come ha invece fatto Poroshenko, che in la campagna elettorale ha spesso indossato la mimetica e ha speso dosi industriali di retorica. Altra mossa astuta, quella del comico. Il Donbass \u00e8 una mina, ma nessuno vuole innescarla. \u00c8 un ordigno che nessuno vuol far detonare, almeno per ora. \u00c8 chiaro infatti che, allo stato attuale, entrambi i contendenti hanno raggiunto molti dei propri scopi. <strong>La Russia, riannettendo la Crimea, ha eliminato il rischio di vedere le portaerei americane attraccare al porto di Sebastopoli.<\/strong> La secessione del Donbass, inoltre, che Mosca pu\u00f2 accendere e spegnere a piacimento, \u00e8 un monito molto preciso nei confronti di chiunque governi a Kiev. Tanto pi\u00f9 che, controllando i due lati dello Stretto di Kerch, la Russia ora pu\u00f2 \u201cregolare\u201d il traffico marittimo tra il Mar Nero e il Mare di Azov, soffocando pian piano i maggiori porti commerciali ucraini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Anche l\u2019Ucraina, per\u00f2, ha dei risultati da vantare.<\/strong> La secessione del Donbass \u00e8 stata limitata al minimo: ora riguarda solo il 4% del territorio nazionale, 23 dei 26 distretti del Donbass sono tornati sotto il controllo di Kiev e il progetto di Novorossija, ovvero di uno Stato federale, autonomo e filorusso nell\u2019Est dell\u2019Ucraina, \u00e8 tramontato. La perdita della Crimea e la guerra non hanno fatto crollare lo Stato ucraino, anzi: in un certo senso l\u2019hanno rafforzato.<strong> Gli Usa, che tanto si erano spesi e tanto avevano speso per destare e indirizzare la bufera di Maidan, si sono mobilitati con crediti, aiuti militari, sanzioni contro la Russia e discrete sollecitazioni agli amici perch\u00e9 dessero anche loro una mano.<\/strong> L\u2019Unione Europea ha fatto altrettanto, siglando anzi patti economici con l\u2019Ucraina e concedendo libero ingresso nello spazio di Schengen ai suoi cittadini. La retorica anti-russa e lo spauracchio della guerra hanno spinto il Fondo monetario internazionale a liberare crediti che altrove, in mancanza di una seria politica di riforme, sarebbero stati negati. Un equilibrio di interessi contrapposti che, come ai tempi della deterrenza nucleare e della guerra fredda, non produce la vera pace ma un suo simulacro che, per il momento, conviene a tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Situazione disperata ma non seria, come nel film degli anni Sessanta. <\/strong>Alla fin fine, vista da Washington o vista da Mosca, la morale \u00e8 sempre quella: s\u00ec, \u00e8 un puzzone, ma \u00e8 il mio puzzone. Quindi va bene cos\u00ec. Zelensky e compagnia bella permettendo.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/it\/article\/2019\/04\/02\/ucraina-la-situazione-e-grave-ma-non-e-seria-e-infatti-ha-vinto-un-com\/41650\/\">https:\/\/www.linkiesta.it\/it\/article\/2019\/04\/02\/ucraina-la-situazione-e-grave-ma-non-e-seria-e-infatti-ha-vinto-un-com\/41650\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LINKIESTA (Fulvio Scaglione) Genya SAVILOV \/ AFP Dilaniata dalla corruzione, dominata dagli oligarchi, attraversata dalle ingerenze straniere: a cinque anni da Maidan, la situazione a Kiev \u00e8 rimasta immutata. La vittoria di Zelensky contro Poroshenko? Non cambierebbe nulla. E a Usa e Russia va bene cos\u00ec Per forza doveva spuntare un comico. 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