{"id":50339,"date":"2019-04-02T10:30:26","date_gmt":"2019-04-02T08:30:26","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50339"},"modified":"2019-04-02T08:29:53","modified_gmt":"2019-04-02T06:29:53","slug":"verso-la-diffusione-dellauto-elettrica-un-po-di-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50339","title":{"rendered":"Verso la diffusione dell\u2019auto elettrica: un po\u2019 di storia."},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ALDO GIANNULI (Giuseppe Ameglio)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-full size-full wp-post-image\" src=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/wp-content\/uploads\/elettriche_940.jpg\" sizes=\"(max-width: 940px) 100vw, 940px\" srcset=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/wp-content\/uploads\/elettriche_940.jpg 940w, http:\/\/www.aldogiannuli.it\/wp-content\/uploads\/elettriche_940-300x128.jpg 300w, http:\/\/www.aldogiannuli.it\/wp-content\/uploads\/elettriche_940-768x327.jpg 768w, http:\/\/www.aldogiannuli.it\/wp-content\/uploads\/elettriche_940-150x64.jpg 150w\" alt=\"\" width=\"940\" height=\"400\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un primo segnale di allarme risuon\u00f2 in Italia, come in Europa, come negli Stati Uniti nell\u2019autunno del 1973 quando i paesi arabi che aderivano all\u2019OPEC decisero un aumento del 70% del petrolio e contemporaneamente ne diminuirono del 10 per cento l\u2019esportazione e, per un breve periodo, anche del 25 per cento. Come immediata conseguenza i prezzi dei prodotti petroliferi salirono alle stelle, i governi dovettero assumere misure drastiche per ridurre il consumo dei prodotti derivati dal petrolio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente al centro dell\u2019attenzione ci fin\u00ec il comparto dell\u2019automobile con l\u2019immediato rincaro del carburante per autotrazione e alcuni provvedimenti che limitavano l\u2019uso dell\u2019automobile: almeno in Italia lo stop alla circolazione delle auto durante le giornate festive e il limite di 120 km ora in autostrada.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avrebbe dovuto essere chiaro fin da allora che il principale obiettivo da perseguire dalle case automobilistiche fosse nell\u2019immediato quello di ridurre il consumo di carburante sfruttando la tecnologia dei pi\u00f9 recenti sistemi di iniezione e, a medio e lungo periodo, progettare motorizzazioni idonee a sfruttare energie alternative ai prodotti derivati dal petrolio.<br \/>\nSolo pi\u00f9 tardi si avverti l\u2019esigenza di ridurre le emissioni inquinanti derivanti dalla combustione dei motori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Presto per\u00f2, rientrata la paura di vedere assottigliate le riserve petrolifere e superata la crisi economica, la pi\u00f9 grave dal 1929, che a fasi alterne interess\u00f2 l\u2019Europa e gli Stati Uniti tra il 1972 e il 1976, i nodi energetici rimasero, salvo qualche sporadica sperimentazione, lettera morta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anzi, gli anni ottanta che segnarono un periodo di generale ripresa economica permisero all\u2019industria automobilistica di trarre cospicui profitti con l\u2019ingresso sul mercato di una variet\u00e0 di nuovi modelli, tutti, indistintamente con motorizzazione a benzina e diesel. La stessa Fiat fu pronta a cogliere questa favorevole congiuntura economica conquistando un ruolo preminente tra le grandi industrie automobilistiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogner\u00e0 attendere la fine degli anni novanta, precisamente il 1977, quando Toyota inizi\u00f2 a commercializzare un\u2019auto, la Prius, con uno schema propulsivo ibrido che prevedeva l\u2019utilizzo di un motore termico abbinato a uno elettrico, dando cos\u00ec una sferzata al mercato e obbligando gli altri costruttori ad un concitato fast follower.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019utilizzo di un motore elettrico, di per s\u00e8, non aveva niente di rivoluzionario dal momento che la commercializzazione dell\u2019auto elettrica inizi\u00f2 ancor prima di quella con motore a combustione per la semplicit\u00e0 costruttiva del motore che, rispetto a quello a combustione, non necessitava del cambio, della frizione e della manovella di avviamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 fu possibile perch\u00e9 gi\u00e0 allora la tecnologia offriva tutti gli elementi indispensabili al funzionamento dell\u2019auto elettrica: il motore elettrico a corrente continua fu infatti brevettato da Thomas Davenport nel 1834, le batterie ricaricabili al piombo da Gaston Plant\u00e9 nel 1859 e infine nel 1859 Thomas Edison brevett\u00f2 il sistema di distribuzione dell\u2019energia in corrente continua, indispensabile per l\u2019uso delle auto elettriche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1885 Charles Jeantaud, che come molti altri costruttori di fine secolo, aveva riconvertito la produzione di carrozze in quella di automobili, aveva un catalogo con diversi modelli di vetture elettriche e nel 1898 Ferdinand Porsche concep\u00ec per primo il progetto di un auto a propulsione ibrida ottenuta accoppiando due motori a benzina a due generatori che alimentavano di corrente elettrica sia i motori posti nel mozzo delle ruote sia le batterie. Grazie al concept \u201cfull hybrid\u201d la \u201cSemper Vivus\u201d questo il nome della vettura, era dotata di una straordinaria autonomia ed era in grado, sfruttando l\u2019alimentazione elettrica, di percorrere, almeno per quei tempi, ragguardevoli tratti di strada.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La necessit\u00e0 di trovare soluzioni alternative torn\u00f2 di attualit\u00e0 quando ci si rese conto che le riserve di petrolio non sono inesauribili e, come sottolineato da George Olah premio Nobel per la chimica del 1996, bruciare idrocarburi, materia prima non rinnovabile, costituisce un imperdonabile spreco e un danno irreparabile all\u2019ambiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come preconizzato da Toyota la soluzione pi\u00f9 immediata e tecnologicamente percorribile \u00e8 ricorrere al motore elettrico a patto che si trovi un sistema adatto per immagazzinare e fornire l\u2019energia sfruttando la tecnologia del Litio-ione che aveva sostituto quella del Piombo, per conservare e generare energia a bordo, sufficiente alla vettura per avere un\u2019autonomia tale da garantire un suo reale utilizzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul punto l\u2019orientamento dei costruttori percorre strade diverse. Alcuni, Tesla in testa ma anche Nissan e Bmw, hanno puntato su una tipologia di vettura che utilizza il solo motore elettrico azionato dall\u2019energia accumulata nelle batterie che per essere ricaricate necessitano di una presa di corrente o in area domestica o utilizzando le apposite colonnine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri, Toyota prima fra tutti, hanno preferito adottare sui loro prodotti un sistema ibrido: su alcuni modelli il motore termico ha la sola funzione di produrre corrente mentre la trazione \u00e8 demandata al motore elettrico. Su altri il motore termico \u00e8 collegato alle ruote motrici ed entrambe le unit\u00e0 motrici trasmettono il moto alle ruote singolarmente o insieme (Parallel Hybrid).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri costruttori ancora come Mitsubishi con la Outlander PHV si sono orientati verso la produzione in serie delle ibride plug-in (conosciute come PHEV PHV), vetture caratterizzate dalla presenza sullo stesso veicolo di un motore a combustione interna, di un motore elettrico e di un pacco batterie ricaricabili attraverso una presa di corrente. Attualmente la tecnologia ibrida plug-in \u00e8 la pi\u00f9 performante e consente di percorrere diversi chilometri senza essere costretti ad utilizzare il propulsore a benzina (o a gasolio), con il duplice vantaggio di contenere al minimo il costo di gestione e di ridurre l\u2019emissione di sostanze inquinanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo stato dell\u2019arte permangono tuttavia incertezze, oggetto di dibattito sulla reale convenienza ed efficienza, svincolata da ogni pressione e condizionamento, dell\u2019auto elettrica rispetto a vetture omologhe con motorizzazioni tradizionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, quando si cerca di valutare la efficienza energetica e ambientale e il costo sociale inevitabilmente occorre fare i conti con la mancanza di dati, la incertezza di alcune fonti ed una elevata variabilit\u00e0 delle misurazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tracciare il bilancio energetico non \u00e8 infatti ne semplice ne immediato considerati i molti parametri di cui tener conto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec come l\u2019inquinamento prodotto da un\u2019auto a motore termico non \u00e8 limitata alla sola combustione del motore ma riguarda tutta una serie di aspetti: la produzione dell\u2019auto, la raffinazione del petrolio, il trasporto del carburante fino alle pompe di distribuzione, la manutenzione e lo smaltimento degli oli. Cos\u00ec per l\u2019auto elettrica l\u2019inquinamento inizia gi\u00e0 dall\u2019estrazione del litio per le batterie fino al loro smaltimento passando per la produzione dell\u2019auto, la generazione dell\u2019energia elettrica e la manutenzione\/smaltimento del mezzo. E\u2019 evidente che si tratta di un calcolo complesso e i risultanti sono spesso discordanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sarebbe per\u00f2 un grave errore limitare l\u2019analisi ad una superficiale comparazione, per usare una terminologia usata ed abusata, di costo e beneficio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre invece ragionare sulla necessit\u00e0 di una scelta di fondo tra due diverse opzioni: continuare sulla strada finora percorsa dove l\u2019auto elettrica rimane una scelta alternativa individuale ai motori a combustione, oppure pensare ad una modalit\u00e0 nuova del trasporto che pone si \u201cl\u2019elettrico\u201d in posizione determinante per\u00f2 all\u2019interno di una pi\u00f9 ampia strategia del trasporto pubblico e privato .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa scelta, che non pu\u00f2 prescindere dalla condivisione delle politiche economiche e sociali tra i vari paesi, implica rilevanti investimenti e un profondo mutamento del vissuto, in cui ciascun attore, privato o pubblico deve fare la sua parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel settore privato le case automobilistiche che oggi basano in gran parte la produzione sui motori termici devono mutare il proprio modello di business e costruire nuove e specifiche competenze che l\u2019auto elettrica richiede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sullo specifico tema dello sviluppo dell\u2019auto elettrica, al pubblico, a cui \u00e8 demandato il ruolo di attore principale, spetta in primo luogo la adozione di politiche energetiche che non possono prescindere dalla scelta di sistemi per la produzione dell\u2019energia elettrica aggiuntiva richiesta per la ricarica delle batterie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 in generale, sul piano della governance, spetta ancora all\u2019ente pubblico garantire una maggiore efficienza e capillarizzazione del servizio di trasporto pubblico. Allo stesso modo dovr\u00e0 favorire, non pi\u00f9 solo all\u2019interno delle aree metropolitane, lo sviluppo di un Eco Car Shearing attuando sul piano operativo una pi\u00f9 conveniente e articolata offerta del servizio, mentre su quello culturale dovr\u00e0 porre in atto azioni mirate ad abbattere le barriere di ingresso all\u2019utilizzo del servizio come sostitutivo dell\u2019auto privata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di una vera e propria rivoluzione e come tale non \u00e8 sicura ne immediata. Siamo tutti consapevoli che cambiare un \u201csistema planetario\u201d basato sulla estrazione e sulla lavorazione degli idrocarburi, sul prevalere globalizzato dei profitti finanziari rispetto ai diritti della collettivit\u00e0 ad una migliore qualit\u00e0 della vita, alla tutela dell\u2019ambiente e della salute, \u00e8 un impresa difficile e complessa. Non per questo bisogna desistere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/verso-la-diffusione-dellauto-elettrica-un-po-di-storia\/\">http:\/\/www.aldogiannuli.it\/verso-la-diffusione-dellauto-elettrica-un-po-di-storia\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALDO GIANNULI (Giuseppe Ameglio) Un primo segnale di allarme risuon\u00f2 in Italia, come in Europa, come negli Stati Uniti nell\u2019autunno del 1973 quando i paesi arabi che aderivano all\u2019OPEC decisero un aumento del 70% del petrolio e contemporaneamente ne diminuirono del 10 per cento l\u2019esportazione e, per un breve periodo, anche del 25 per cento. Come immediata conseguenza i prezzi dei prodotti petroliferi salirono alle stelle, i governi dovettero assumere misure drastiche per ridurre&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":17425,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/giannuli.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-d5V","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50339"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=50339"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50339\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":50340,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50339\/revisions\/50340"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17425"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=50339"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=50339"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=50339"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}