{"id":50435,"date":"2019-04-04T11:15:22","date_gmt":"2019-04-04T09:15:22","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50435"},"modified":"2019-04-04T10:45:21","modified_gmt":"2019-04-04T08:45:21","slug":"flora-sapio-la-querelle-sullitalia-nella-nuova-via-della-seta-cronaca-di-unadesione-annunciata-40-anni-fa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50435","title":{"rendered":"Flora Sapio: La Querelle sull\u2019Italia nella Nuova Via della Seta. Cronaca di Un\u2019Adesione Annunciata\u2026 40 anni fa"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>SINOSFERE (Floria Sapio)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/i2.wp.com\/sinosfere.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/deng-pertini-e1554145842770.png?resize=585%2C292\" alt=\"http:\/\/i2.wp.com\/sinosfere.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/deng-pertini-e1554145842770.png?resize=585%2C292\" \/><\/p>\n<p><strong>Immagine: Pertini e Deng Xiaoping nel 1980<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le visite in Italia di alte personalit\u00e0 politiche della Repubblica Popolare Cinese non sono una novit\u00e0. Pur senza voler rievocare la lunga storia dei rapporti commerciali tra l\u2019Italia e la Cina, la storia pi\u00f9 recente vede i due paesi legati a doppio filo da circa quarant\u2019anni. Nell\u2019aprile del 1978 l\u2019allora Comunit\u00e0 Economica Europea firmava il suo primo accordo con la Repubblica Popolare Cinese. Dopo pochi mesi l\u2019Italia concludeva un proprio accordo culturale con la Cina.<br \/>\nDopo le visite di Hua Guofeng nel 1979 e di Zhao Ziyang nel 1984, proprio nel 1987 Li Xiannian \u2013 allora membro del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese \u2013 si recava in visita a Venezia, dove ammirava la casa di Marco Polo. La visita era compiuta in concomitanza con l\u2019entrata in vigore del trattato bilaterale di investimento tra Italia e Cina (BIT) concluso due anni prima. A questa visita avrebbero fatto seguito le visite di Jiang Zemin e Hu Jintao \u2013 entrambi segretari generali del Partito, nonch\u00e9 Presidenti della Repubblica Popolare Cinese \u2013 che vedevano la conclusione di una serie di accordi volti a incrementare il commercio e gli investimenti tra i due paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nNondimeno le visite di Li Xiannian, Jiang Zemin e Hu Jintao non hanno suscitato tanto scalpore quanto \u00e8 stato, invece, per la visita del Presidente Xi Jinping, tenutasi a Roma e a Palermo dal 21 al 26 marzo scorso. La visita di Xi ha attratto una quantit\u00e0 e variet\u00e0 di commenti, editoriali, interviste, analisi e pezzi di opinione senza precedenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nL\u2019occasione immediata per la nascita di un dibattito pubblico sui rapporti tra Italia e Cina \u00e8 stata fornita dall\u2019ingresso formale del nostro paese nella Nuova Via della Seta, sancito dalla firma di un Memorandum di Intesa.<br \/>\nPresentare un quadro puntuale di ciascuna delle opinioni e delle analisi sull\u2019adesione dell\u2019Italia alla <em>One Road one Belt\u00a0<\/em>(OBOR) \u00e8 impresa ardua, e non \u00e8 questa l\u2019occasione per farlo. Ma non sembra esagerato affermare che sulla firma del Memorandum di Intesa si \u00e8 scatenata una vera e propria <em>querelle<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nAlle posizioni di quanti hanno sottolineato gli aspetti obiettivamente vantaggiosi dell\u2019adesione italiana alla Nuova Via della Seta sono stati contrapposti timori, scetticismi e incertezze. Pi\u00f9 importante delle specifiche posizioni espresse nel corso del dibattito \u00e8 stato l\u2019emergere di orientamenti divergenti. Definire questi orientamenti sulla base delle categorie \u201cpro-Cina\u201d o \u201canti-Cina\u201d non \u00e8 corretto in un panorama socio-politico come quello italiano, ove l\u2019esistenza di opinioni talvolta speculari non gioca la stessa funzione riscontrabile in <em>altri\u00a0<\/em>contesti socio-politici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nLe opinioni e le vedute pi\u00f9 ottimiste hanno posto in risalto come l\u2019adesione dell\u2019Italia alla Nuova Via della Seta aprir\u00e0 ulteriormente il secondo mercato pi\u00f9 grande del mondo all\u2019export italiano, fornendo anche l\u2019occasione di nuovi scambi accademici, culturali e artistici. Le posizioni maggiormente scettiche hanno paventato timori di squilibri nella bilancia commerciale, di un potenziale ed eccessivo indebitamento dell\u2019Italia nei confronti della Cina, nonch\u00e9 di interferenze nella governance domestica. Alcuni settori dell\u2019opinione pubblica hanno espresso delusione per la marginalit\u00e0 del ruolo di alcune regioni del Meridione d\u2019Italia nel quadro degli accordi e delle trattative concluse con Pechino.<br \/>\nNel complesso, il dibattito ha posto in risalto fattori di rilevanza strettamente domestica e attivi sul breve periodo. Di volta in volta la discussione pubblica sulla Nuova Via della Seta si \u00e8 concentrata su s\u00e9 stessa, subendo brusche virate, prima di focalizzarsi sull\u2019attimo in cui i due Presidenti avrebbero apposto le proprie firme in calce al Memorandum di Intesa. Senza osare uno sguardo molto in l\u00e0 nel futuro, n\u00e9 voltarsi indietro verso il passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nQueste sono solo alcune caratteristiche di un dibattito obiettivamente molto articolato e complesso, che meriterebbe uno studio attento. Le particolarit\u00e0 della <em>querelle\u00a0<\/em>sulla Nuova Via della Seta per\u00f2 non vanno confuse con la\u00a0 strategia del \u201csistema Italia\u201d verso la Cina.<br \/>\nPer la Repubblica Popolare cinese la Nuova Via della Seta \u00e8 una politica di respiro globale, che si gioca sul lungo periodo. Rispetto alla Nuova Via della Seta, l\u2019Italia si muove su di un piano multilaterale, entro una prospettiva di lungo periodo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Via della Seta prima della Via della Seta<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019adesione dell\u2019Italia alla Nuova Via della Seta si \u00e8 sommata agli storici rapporti di cooperazione con i partner Europei e di Oltreoceano. Allo stesso modo, la firma del Memorandum di Intesa va collocata in\u00a0 un tessuto di rapporti commerciali, politici e culturali, pazientemente ordito dal nostro paese fin dagli anni \u201870. La firma del Memorandum di Intesa appare come un passo coerente con uno dei percorsi che l\u2019Italia scelse di intraprendere quarant\u2019anni fa, cui hanno contribuito tutti i governi succedutisi dal 1978, seppur in misura e con orientamenti diversi.<br \/>\nTra la fine degli anni \u201870 e i primissimi anni \u201880 lo scetticismo circa la continuit\u00e0 e il potenziale della Politica di Apertura e Riforma (<em>gaige kaifang <\/em>\u6539\u9769\u5f00\u653e) erano molto diffusi. L\u2019incredulit\u00e0 nei confronti delle riforme lanciate da Deng Xiaoping era causata dai bruschi cambiamenti di direzione che la politica interna cinese aveva subito fin dal 1949. A scommettere sul reciproco potenziale dei rapporti con la Cina erano in pochi. L\u2019Italia scelse di riconoscere la Repubblica Popolare Cinese nel 1970, alla vigilia di quel riavvicinamento sino-americano che avrebbe permesso di l\u00ec a poco alla Cina di entrare nelle Nazioni Unite. Gi\u00e0 negli anni seguenti si erano sviluppati contatti per scambi commerciali e culturali.<br \/>\nNel 1978 il quarto governo Andreotti aveva scelto di avviare rapporti di collaborazione scientifica, tecnica e culturale tra i due paesi. Due anni dopo, nel 1980, il nostro Presidente Sandro Pertini si recava in visita ufficiale a Pechino, dove incontrava Deng Xiaoping.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In continuit\u00e0 con il passato<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019avvio dei rapporti di collaborazione tra Italia e Cina ha, giorno dopo giorno, prodotto cambiamenti nelle nostre citt\u00e0, che gli sguardi pi\u00f9 acuti non hanno mancato di notare. Il grande pubblico ha acquisito consapevolezza del ruolo della Cina solo negli ultimi anni, quando l\u2019intensificazione dei flussi di investimento, commerciali e turistici ha dato al cambiamento dimensioni maggiormente visibili.<br \/>\nMa gi\u00e0 trent\u2019anni fa, sia nelle citt\u00e0 del Nord che nei capoluoghi del Sud, chi conduceva attivit\u00e0 produttive, commerciali, o forniva consulenze professionali era consapevole del ruolo che la Cina si apprestava a svolgere. N\u00e9 poteva dirsi all\u2019oscuro degli eventi talvolta tragici che hanno punteggiato la storia pi\u00f9 recente della Repubblica Popolare.<br \/>\nCos\u2019\u00e8 cambiato, dunque, con l\u2019ingresso dell\u2019Italia nella Nuova Via della Seta?<br \/>\nIl Memorandum di Intesa non ha un valore giuridicamente vincolante. La firma del Memorandum si\u00a0 rivela piuttosto come l\u2019atto posto a chiosa, e a continuazione, di una fittissima serie di accordi vincolanti, che il nostro paese ha concluso con la Cina fin da prima del lancio dell\u2019iniziativa della Nuova Via della Seta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nAnche qui, la continuit\u00e0 sul lungo periodo \u00e8 innegabile. L\u2019Iniziativa della Nuova Via della Seta \u00e8 stata annunciata nel 2013 dal Segretario Generale del Partito Comunista Cinese Xi Jinping durante una visita ufficiale in Kazakistan. In poco meno di cinque anni, l\u2019iniziativa ha visto l\u2019adesione di circa 68 paesi e territori. Ma, ancor prima che l\u2019Italia compisse l\u2019atto formale di adesione alla Nuova Via della Seta, tra i due paesi esisteva un trattato bilaterale di investimento.<br \/>\nIl trattato \u00e8 stato stipulato nel 1985, ed \u00e8 entrato in vigore nel 1987. Il trattato \u00e8 il vero fondamento dell\u2019adesione dell\u2019Italia alla Nuova Via della Seta. In assenza del trattato, il nostro paese non avrebbe potuto godere dello scambio commerciale, accademico, culturale e artistico con la Cina. La firma di un trattato bilaterale di investimento nel 1985 non ha precluso l\u2019esistenza di rapporti tra l\u2019Italia e altri paesi. Il trattato del 1985, infatti, \u00e8 solo uno tra i 179 trattati bilaterali o multilaterali di investimento e\/o libero scambio stipulati dall\u2019Italia, o di cui l\u2019Italia \u00e8 parte in qualit\u00e0 di Membro dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nI trattati bilaterali di investimento e di libero scambio hanno l\u2019effetto concreto di \u201celiminare\u201d qualsiasi tipo di frontiera, muro, limite o confine tra due paesi. Permettono alle aziende di entrambi i paesi di commerciare e di investire liberamente nei reciproci territori, ricevendo parit\u00e0 di trattamento. La finalit\u00e0 del trattato del 1987 infatti \u00e8 incoraggiare, promuovere, e proteggere gli investimenti delle aziende cinesi in Italia, e delle aziende italiane in Cina. Il trattato del 1987 stabilisce la piena uguaglianza di trattamento degli imprenditori italiani e cinesi, siano essi imprenditori privati, fondi di investimento della Repubblica Popolare Cinese, o anche imprese multinazionali di propriet\u00e0 privata o dello Stato.<br \/>\nQuindi, con il trattato l\u2019Italia si \u00e8 impegnata a trattare gli investitori individuali o le imprese cinesi che intendono investire in Italia allo stesso modo degli investitori individuali o le imprese italiane, applicando le medesime norme di legge tanto ai soggetti cinesi quanto ai soggetti italiani. La Cina ha assunto un impegno analogo riguardo gli investitori italiani, impegnandosi a trattare gli investitori e le imprese italiane secondo le norme di legge vigenti per gli investitori e le imprese cinesi.<br \/>\nIl trattato, e la successiva adesione alla Nuova Via della Seta, non pregiudicano la protezione dei settori considerati strategici per l\u2019economia nazionale italiana, e per quella cinese. In ogni caso, l\u2019Italia mantiene il potere sovrano di poter decidere, in piena libert\u00e0, come proteggere i settori realmente strategici per la nostra sicurezza nazionale. A dimostrazione di ci\u00f2, proprio durante la visita di Xi Jinping il Presidente Mattarella firmava un decreto\u00a0che aumentava i poteri di salvaguardia da utilizzare a difesa di asset strategici per l\u2019interesse nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Italia e Cina: partner strategici dal 2004<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esistenza di rapporti di investimento che vanno avanti dal 1987 ha permesso la formazione di un partenariato strategico tra Italia e Cina. Il partenariato \u00e8 stato concluso nel 2004, nove anni prima che il Segretario Generale del Partito Comunista Cinese Xi Jinping lanciasse l\u2019iniziativa della Nuova Via della Seta.<br \/>\nLo strumento principale del partenariato strategico \u00e8 il Comitato Governativo Italia-Cina. Il Comitato \u00e8 presieduto dai Ministri degli Esteri del governo italiano e cinese, e ha finora tenuto ben nove riunioni. Il Partenariato Strategico \u00e8 solo uno degli strumenti che l\u2019Italia pu\u00f2 scegliere di utilizzare per portare un contributo nazionale alla Nuova Via della Seta. Infatti, in seno al Comitato \u00e8 possibile avviare tutta una serie di piani e programmi di cooperazione, coerenti con gli obiettivi della Nuova Via della Seta. L\u2019Italia ha utilizzato queste opportunit\u00e0. A titolo di esempio, cito solo alcuni degli accordi e dei piani finora varati dal Comitato:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">il Piano d\u2019Azione per il rafforzamento della cooperazione economica, commerciale, culturale e scientifico-tecnologica tra Italia e Cina 2017-2020;<br \/>\nil Programma Esecutivo di Cooperazione Scientifica e Tecnologica tra Italia e Cina 2016 \u2013 2018;<br \/>\nla Strategia Italiana in Cina per la Scienza e la Tecnologia;<br \/>\ni finanziamenti alla ricerca collaborativanel quadro del Protocollo di Intesa tra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e la Federazione Nazionale Cinese per le Scienze Naturali (NSCF).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin dal 2004, il Partenariato Strategico ha anticipato alcune delle tematiche che sarebbero balzate agli occhi del grande pubblico solo nel marzo del 2019.<br \/>\nIn primo luogo, il nostro paese ha preso l\u2019impegno di coordinare le proprie politiche di governo con le politiche del governo cinese gi\u00e0 15 anni fa. Il coordinamento coinvolge i settori aeronautico e aerospaziale, infrastrutturale e dei trasporti, dell\u2019energia, dell\u2019agricoltura, della sanit\u00e0, della tutela ambientale, dell\u2019informazione, e dell\u2019innovazione.<br \/>\nIn secondo luogo, l\u2019impegno dell\u2019Italia\u00a0 a rimuovere le barriere tariffarie e non tariffarie agli investimenti diretti cinesi in Italia, e all\u2019importazione di merci cinesi ha ormai tre lustri.<br \/>\nIn terzo luogo, la scelta del nostro paese di intensificare la cooperazione per la realizzazione di una rete di trasporto trans-europea (TEN-T), e incrementare i flussi turistici in ingresso, gli scambi culturali e scientifici, e i trasferimenti di tecnologia \u00e8 stata compiuta ben prima del marzo 2019. Compiere una scelta non necessariamente implica la sua attuazione concreta, ma pone le fondamenta per una futura azione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le istituzioni finanziarie internazionali lungo la Nuova Via della Seta<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Realizzare la visione\u00a0 della Nuova Via della Seta richiede ingenti risorse finanziarie. Per reperire i capitali necessari ad attuare i progetti infrastrutturali, ma anche le iniziative volte a favorire una pi\u00f9 stretta integrazione tra popoli, Pechino ha creato tre nuove istituzioni finanziarie internazionali: il Fondo per la Via della Seta, la Banca Asiatica per gli Investimenti in Infrastrutture e il Consorzio Interbancario dell\u2019Associazione per la Cooperazione di Shanghai.<br \/>\nDi queste istituzioni, e del ruolo che l\u2019Italia gioca in esse, si \u00e8 parlato poco durante la <em>querelle<\/em>sul Memorandum di Intesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia non partecipa al Fondo per la Via della Seta, poich\u00e9 questo fondo di investimento \u00e8 controllato interamente dalla Repubblica Popolare Cinese. N\u00e9 il nostro paese \u00e8 coinvolto nell\u2019Associazione per la Cooperazione di Shanghai, poich\u00e9 la cosiddetta SCO \u00e8 un\u2019organizzazione regionale, che comprende laCina, il Kazakistan, il Kirghizistan, la Russia, il Tajikistan, l\u2019Uzbekistan, il Pakistan e l\u2019India. Il suo Consorzio Interbancario \u00e8 un\u2019organizzazione nata per finanziare i progetti infrastrutturali realizzati dagli stati membri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nInvece, l\u2019Italia \u00e8 tra i membri della Banca Asiatica per gli Investimenti in Infrastrutture\u00a0(BAII). La BAII \u00e8 un\u2019istituzione finanziaria multilaterale con sede a Pechino, composta da 68 Stati membri effettivi, e fondata nel gennaio del 2016. Si tratta di un\u2019istituzione che finanzia progetti solo nei settori rurali, dell\u2019energia, della protezione ambientale, dei trasporti e delle telecomunicazioni, delle risorse idriche, dello sviluppo urbano e della logistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nEssa \u00e8 partner della Banca Mondiale, e ha concluso accordi di cooperazione con istituzioni bancarie regionali nei continenti asiatico, africano, americano ed europeo. Quindi \u00e8 un\u2019istituzione finanziaria internazionale profondamente inserita nel sistema della finanza globale, e tenuta a giocare in base alla regolamentazione internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nCosa meno nota al grande pubblico, la maggior parte dei finanziamenti della BAII \u00e8 rivolta ai progetti infrastrutturali realizzati nei Paesi asiatici. Solo il 15% pu\u00f2 essere investito in progetti aventi luogo in Europa. Anche su questo tipo di investimenti esistono regole precise, che vogliono che i progetti infrastrutturali agevolino il commercio e la connettivit\u00e0 con i Paesi asiatici, ad esempio mediante la costruzione di porti, impianti elettrici, gasdotti, oleodotti, ecc.<br \/>\nLa BAII \u00e8 governata da uno Statuto autonomo (<em>Articles of Agreement<\/em>) e da un quadro normativo interno. Lo Statuto \u00e8 un trattato internazionale, che consente alla BAII di operare nel quadro del diritto internazionale, ma anche delle norme di soft law. Il quadro normativo interno della BAII \u00e8 in gran parte pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nIl nostro paese \u00e8 diventato membro della BAII nel 2016, tre anni prima della firma del Memorandum di Intesa. Il versamento dei contribuenti italiani alla BAII ammonta a una quota in conto capitale per\u00a02.571.800.000 dollari statunitensi. Questa quota di capitale per\u00f2 \u00e8 stata effettivamente versata solo per il suo 20%,<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_1\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">1)<\/sup> bench\u00e9 per il periodo 2016\u20132019 fosse stato previsto un onere complessivo di 515 milioni.<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_2\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">2)<\/sup><a href=\"applewebdata:\/\/5F4AAC89-F9F2-4BF8-9774-997865D96620#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia ha acquisito solo il 2,50% dei voti presso il Consiglio di Amministrazione della BAII. Questa quota di voti \u00e8 inferiore alle quote detenute dalla Germania (4,19%), Francia (3,21%), ma superiore alle quote detenute dagli altri membri dell\u2019Unione Europea. La maggioranza dei voti presso la BAII \u00e8 detenuto dalla Cina, con il 26,58%. In seconda posizione si colloca l\u2019India, con il 7,63%, e in terza la Russia, con il 6,01% dei voti.<br \/>\nIl nostro paese pu\u00f2 ottenere solo il \u00a015 %\u00a0del totale dei finanziamenti concessi dalla BAII. Questi fondi per\u00f2 sono da dividere con gli altri 23 membri Europei della BAII, cos\u00ec come deciso in base al potere di voto dei singoli Stati. Eventuali finanziamenti ottenuti dalla BAII devono essere utilizzati dalle imprese del nostro Paese per compiere investimenti infrastrutturali in Asia. Gli investimenti in Europa sono possibili solo se agevolano il commercio con altri paesi della Nuova Via della Seta, o se migliorano i collegamenti tra le rispettive infrastrutture fisiche e digitali.<br \/>\nDate le quote possedute dall\u2019Italia, e le condizioni a cui possono essere concessi prestiti, la tanto paventata \u201ctrappola del debito\u201d sembra essere molto lontana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Conclusione: Dati, dati, dati<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I timori del grande pubblico, per\u00f2, non si sono concentrati sugli investimenti diretti cinesi e sui meccanismi finanziari della Nuova Via della Seta \u2013 tematiche oscure ai pi\u00f9. Gli scenari pi\u00f9 pessimisti sollevati dal grande pubblico hanno paventato, analogamente ad alcune delle vedute espresse durante il dibattito domestico, un forte disavanzo delle esportazioni italiane verso la Cina.<br \/>\nAvere dati precisi circa i flussi di import-export tra Italia e Cina \u00e8 piuttosto complesso, ma \u00e8 certo che l\u2019Italia importi dalla Cina pi\u00f9 di quanto le nostre imprese non riescano a vendere nel gigante asiatico. O almeno tale era lo stato di cose fino a prima della firma del Memorandum di Intesa. Da mettere in conto \u00e8 l\u2019esistenza di differenze obiettive tra le dimensioni del sistema economico italiano, e quelle dell\u2019economia cinese, ormai seconda economia del mondo.<br \/>\nIn mancanza di dati accessibili al pubblico, completi, disaggregati per anno, regione e comparto dell\u2019economia, un\u2019analisi esaustiva dei flussi di investimento e di import-export non \u00e8 possibile. N\u00e9 \u00e8 possibile formulare previsioni attendibili sull\u2019andamento futuro dei flussi di investimento. Per\u00f2 \u00e8 pur sempre possibile prevedere un\u2019ulteriore intensificazione e una crescita dei rapporti instaurati 40 anni fa, nonch\u00e9 dei benefici che il \u201csistema Italia\u201d continuer\u00e0 a godere.<br \/>\nIn definitiva, la via che ha condotto alla firma del Memorandum di Intesa \u00e8 stato costruita nel tempo, passo dopo passo, da tutti gli uomini e le donne che hanno fatto la storia delle relazioni tra Italia e Cina. Se il Memorandum di Intesa invia un segnale univoco, esso indica la volont\u00e0 del nostro Paese, e della Cina, di proseguire nelle relazioni che ormai mantengono da quarant\u2019anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/sinosfere.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Sapio-La-Querelle-sull\u2019Italia-nella-Nuova-Via-della-Seta-PDF.pdf\">Sapio, La Querelle sull\u2019Italia nella Nuova Via della Seta PDF<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Laureata in Scienze Politiche all\u2019Universit\u00e0 di Napoli l\u2019Orientale e dottorata presso l\u2019Universit\u00e0 La Sapienza, Flora Sapio \u00e8 esperta in politica, istituzioni e diritto della Cina contemporanea, ed ha condotto ricerche in Cina e a Hong Kong. I quattro libri di cui \u00e8 autrice o curatrice sono apparsi per i tipi di Brill, Edward Elgar, Routledge e Cambridge University Press. I suoi commenti ed articoli di opinione sulla Cina, la responsabilit\u00e0 sociale di impresa, e le differenze tra il sistema istituzionale della Cina ed il Castro-Marxismo dei Caraibi sono disponibili su <i><a href=\"http:\/\/lcbackerblog.blogspot.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\" shape=\"rect\">Law at the End of the Day<\/a><\/i>, nonch\u00e9 sui blog di universit\u00e0 britanniche ed australiane.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/sinosfere.com\/2019\/04\/02\/flora-sapio-la-querelle-sullitalia-nella-nuova-via-della-seta-cronaca-di-unadesione-annunciata-40-anni-fa\/\">http:\/\/sinosfere.com\/2019\/04\/02\/flora-sapio-la-querelle-sullitalia-nella-nuova-via-della-seta-cronaca-di-unadesione-annunciata-40-anni-fa\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINOSFERE (Floria Sapio) Immagine: Pertini e Deng Xiaoping nel 1980 &nbsp; Le visite in Italia di alte personalit\u00e0 politiche della Repubblica Popolare Cinese non sono una novit\u00e0. Pur senza voler rievocare la lunga storia dei rapporti commerciali tra l\u2019Italia e la Cina, la storia pi\u00f9 recente vede i due paesi legati a doppio filo da circa quarant\u2019anni. Nell\u2019aprile del 1978 l\u2019allora Comunit\u00e0 Economica Europea firmava il suo primo accordo con la Repubblica Popolare Cinese.&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":46340,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/28619141_154061568614341_6105565344903803314_o.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-d7t","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50435"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=50435"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50435\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":50436,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50435\/revisions\/50436"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/46340"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=50435"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=50435"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=50435"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}