{"id":50497,"date":"2019-04-08T10:00:13","date_gmt":"2019-04-08T08:00:13","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50497"},"modified":"2019-04-07T21:13:05","modified_gmt":"2019-04-07T19:13:05","slug":"la-natura-della-ue-e-la-sua-immodificabilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50497","title":{"rendered":"La natura della UE e la sua immodificabilit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> SINISTRA IN RETE (Domenico Moro)<\/strong><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories8\/La-piramide-del-sistema-capitalista.jpg\" width=\"300\" height=\"350\" \/><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Relazione al Convegno UE: riforma o uscita, Udine 30 marzo 2019<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nPer capire se la Ue sia riformabile o meno \u00e8 necessario capirne la natura, cio\u00e8 quale ne sia la funzione e la ragione d\u2019essere storica. Per rispondere a questa domanda, \u00e8 necessario fare quello che raccomandava Arrighi, uno dei maggiori sociologi italiani del XX secolo. Marx scriveva che, per capire il capitalismo, bisognava scendere di un livello al di sotto del mercato, seguendo il capitalista nel \u201claboratorio segreto\u201d dove entra in contatto con il detentore forza lavoro allo scopo di produrre il profitto. Allo studio di questo laboratorio, la fabbrica, Marx dedica capitoli importanti de\u00a0Il capitale. Arrighi, parafrasando Marx, dice che per capire pienamente il capitalismo \u00e8 necessario penetrare in un altro \u201claboratorio segreto\u201d, situato per\u00f2 al piano superiore rispetto al mercato, l\u00ec dove il possessore di denaro, ossia il capitalista, incontra un altro attore, il possessore del potere politico[1].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il piano inferiore al mercato \u00e8 quello che il marxismo chiama struttura, vale a dire i rapporti di produzione, mentre quello superiore \u00e8 la sovrastruttura, ossia i rapporti giuridici e politici, in una parola lo Stato. Senza quest\u2019ultimo, il mercato non potrebbe neanche esistere. Se, quindi, vogliamo capire la Ue, anche noi dobbiamo guardare sia al di sotto sia al di sopra del mercato unico, cio\u00e8 ai rapporti tra struttura e sovrastruttura. La Ue e l\u2019euro non eliminano lo Stato, ma lo rimodulano in base alle trasformazioni della struttura dei rapporti di produzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul piano della struttura la fase attuale \u00e8 caratterizzata dalla tendenza alla caduta del saggio di profitto. Contro tale tendenza il capitale mette in atto delle \u201ccause antagonistiche\u201d, come le chiama Marx: la riduzione del salario, l\u2019aumento dello sfruttamento, l\u2019esercito industriale di riserva, la finanziarizzazione e, soprattutto, l\u2019esportazione di merci e capitali. La centralizzazione proprietaria e il mercato mondiale sono il prodotto del processo dialettico in cui la caduta del saggio di profitto si intreccia alle cause antagonistiche[2]. Che c\u2019entrano la Ue e l\u2019euro? C\u2019entrano perch\u00e9 esse facilitano o permettono l\u2019attivazione delle \u201ccause antagonistiche\u201d, rimuovendo le misure di difesa del lavoro, i limiti alla circolazione delle merci e del capitale, le politiche espansive di bilancio, ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ci\u00f2 non si sarebbe potuto perseguire senza ribaltare i rapporti di forza politici tra capitale e forza lavoro che, tra la fine della Seconda guerra mondiale e la fine degli anni \u201970, si erano modificati a favore delle classi subalterne. In sostanza, la riorganizzazione a livello di sovrastruttura, cio\u00e8 al livello del funzionamento dello Stato, \u00e8 il presupposto per la riorganizzazione a livello di struttura. L\u2019obiettivo strategico \u00e8 annullare la capacit\u00e0 delle classi subalterne, e in particolare del lavoro salariato, di incidere sul processo decisionale per quanto riguarda il bilancio pubblico e le politiche economiche e sociali. In una parola, la riduzione e finanche l\u2019annullamento della sovranit\u00e0 democratica. Ci\u00f2 avviene mediante l\u2019alienazione di alcune funzioni dello Stato agli organismi europei in modo da realizzare la \u201cgovernabilit\u00e0\u201d, cio\u00e8 l\u2019aggiramento dei parlamenti e il rafforzamento degli esecutivi, cio\u00e8 dei governi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, la natura della Ue \u00e8 quella, duplice, di un organismo intergovernativo e di mercato. A dominare \u00e8, per\u00f2, contrariamente all\u2019apparenza, il primo aspetto. L\u2019organismo centrale dell\u2019Europa \u00e8 il Consiglio europeo, composto dai capi di governo e di Stato, che, oltre a delineare gli orientamenti generali e di politica estera, nomina ed elegge i membri della Commissione europea e della Bce. Se la natura della Ue non fosse fondamentalmente intergovernativa, Francia e Germania non avrebbero potuto firmare il recente Trattato di Aquisgrana n\u00e9 il manifesto franco-tedesco per una politica industriale europea[3], che rappresentano accordi a due, che, da una parte, sovradeterminano il processo decisionale europeo e, dall\u2019altra, realizzano una \u201cduplice intesa\u201d tra due Stati nazionali sul piano militare e di politica estera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi, anche se alcune funzioni statali (moneta e bilancio) vengono delegate a organismi sovrastatali, altre funzioni (politica estera e militare) vengono rafforzate in capo ai singoli Stati. Qual \u00e8 il nesso che tiene insieme una tale contraddizione? Il nesso \u00e8 l\u2019interesse di classe del settore apicale del capitale, quello pi\u00f9 internazionalizzato, che richiede politiche diverse per lo stesso obiettivo: realizzare profitto su scala mondiale. All\u2019interno, il capitale richiede la contrazione del salario diretto, differito (pensioni) e indiretto (welfare), che pu\u00f2 essere perseguita soltanto grazie ai vincoli esterni imposti dalla Ue e dall\u2019euro. All\u2019esterno, invece, il capitale richiede il sostegno diretto dello Stato nazionale, a livello economico, diplomatico, e militare. Il tracollo del mercato interno nei Paesi europei a causa dell\u2019austerity e il conseguente aumento della concorrenza globale tra imprese hanno spinto verso un rinnovato intervento dello Stato a favore della \u201cpropria\u201d frazione di capitale. La Francia \u00e8, in tal senso, un esempio da manuale: contrazione all\u2019interno e espansione all\u2019esterno. Durante la fase peggiore della crisi (2009-2015), le imprese francesi hanno aumentato il fatturato all\u2019estero del 5,6 per cento medio annuo, all\u2019interno dell\u20191,7 per cento[4]; inoltre, gli addetti all\u2019estero sono aumentati del 2,7 per cento medio annuo mentre all\u2019interno sono diminuiti dello 0,6 per cento[5]. A sostegno del \u201csuo\u201d capitale, lo Stato francese ha intensificato negli ultimi anni sia gli interventi militari in Africa, sua area d\u2019espansione storica, sia la sua presenza nel capitale delle multinazionali strategiche. Tutto ci\u00f2 avviene contro gli interessi di altri Stati, sia pure appartenenti alla Ue e all\u2019euro, come nel caso dell\u2019attacco alla Libia, una sorta di protettorato economico italiano, e come nel caso di Airfrance ai danni della partner KLM, partecipata dallo Stato olandese[6].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come abbiamo visto, non solo una vera Europa, per lo meno come la intendono alcuni, non esiste, ma soprattutto non esistono le condizioni per riformarla in senso democratico. In primo luogo, perch\u00e9 la Ue \u00e8 strutturata come organismo non democratico, essendo una organizzazione intergovernativa, nel quale il Parlamento non conta. Del resto, anche se contasse, il peso demografico dei due Paesi maggiori, Germania e Francia, sarebbe determinante nella creazione delle maggioranze. In secondo luogo, il Trattato di funzionamento della Ue all\u2019articolo 48 prevede che le modifiche ai trattati debbano essere ratificate da tutti gli stati membri. Nel caso in cui anche uno solo degli Stati membri non le ratifichi, la questione \u00e8 demandata al Consiglio europeo, il quale decide all\u2019unanimit\u00e0. Basterebbe, quindi, che il Lussemburgo fosse contrario affinch\u00e9 l\u2019eventuale modifica non sia adottata. Nel caso, invece, in cui un governo cercasse di forzare la mano al Consiglio o cercasse di disobbedire ai vincoli di bilancio, entrerebbe in gioco il vincolo rappresentato dall\u2019euro, che forza al rispetto dei trattati. Senza la possibilit\u00e0 di manovrare sui tassi di cambio e di interesse e senza la possibilit\u00e0 di emettere moneta, il tentativo sarebbe destinato al fallimento. Ne sono esempi sia il caso della Grecia, che fu costretta ad accettare l\u2019accordo con i creditori a dispetto dell\u2019esito contrario del referendum popolare, sia quello dell\u2019Italia, che ha visto lo spread impennarsi al momento in cui pareva che il governo stesse per adottare misure lievemente espansive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, attaccare l\u2019integrazione europea significa attaccare il nodo centrale della riorganizzazione su scala europea dei rapporti economici e politici a favore delle \u00e9lites capitalistiche. L\u2019integrazione europea \u00e8 per il capitale sia un punto di forza, perch\u00e9 grazie ad essa gode di un vantaggio strategico sulle classi subalterne, sia un punto di debolezza, perch\u00e9 indebolisce la presa egemonica del capitale sulle masse, irrigidendo il sistema di mediazione politica e rendendo l\u2019economia pi\u00f9 vulnerabile agli shock economici mondiali. L\u2019uscita dall\u2019euro e dalla Ue non \u00e8 la soluzione salvifica a tutti i problemi dei lavoratori salariati, ma \u00e8 certo che, all\u2019interno di Ue e euro, non si possono neanche porre le basi per risolverli. Infatti, il tema posto dalla Ue e dall\u2019euro, prima ancora che economico, \u00e8 politico: \u00e8 quello della democrazia o, detto in altri termini, il tema di dove risiede la sovranit\u00e0. Ci\u00f2 che l\u2019Europa mette in discussione non \u00e8 la sovranit\u00e0 nazionale, bens\u00ec quella democratica e popolare. Il punto \u00e8 che la sovranit\u00e0 \u00e8 delegata a organismi che esprimono in modo diretto e senza intermediazione gli interessi del grande capitale multinazionale. In questa fase storica e in Europa non si pu\u00f2 concepire un anticapitalismo e neanche una lotta per il lavoro, il welfare, il salario e per uno sviluppo equilibrato se non collegata al superamento dell\u2019integrazione economica e monetaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\">[1]\u00a0Giovanni Arrighi,\u00a0Il lungo XX secolo, il Saggiatore, Milano 1994.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">[2]\u00a0Karl Marx, Il capitale, Libro III, Cap. XIII, XIV e XV, Editori riuniti, Roma 1980.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">[3]\u00a0http:\/\/www.laboratorio-21.it\/il-trattato-di-aquisgrana-e-la-fine-delleuropa-politica\/<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">[4]\u00a0La variazione si riferisce al fatturato a prezzi correnti. Quindi, tenendo conto dell\u2019inflazione, non si \u00e8 registrata quasi alcuna variazione del fatturato delle imprese residenti in Francia nel periodo di riferimento.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">[5]\u00a0Domenico Moro, \u201cLe imprese multinazionali: caratteri strutturali e rapporti con l\u2019estero\u201d, in Istat,\u00a0Rapporto sulla competitivit\u00e0 dei settori produttivi, 2019, pp. 40-43.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">[6]\u00a0http:\/\/www.laboratorio-21.it\/il-capitale-globalizzato-e-la-ripresa-dello-stato\/<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/europa\/14719-domenico-moro-la-natura-della-ue-e-la-sua-immodificabilita.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/europa\/14719-domenico-moro-la-natura-della-ue-e-la-sua-immodificabilita.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRA IN RETE (Domenico Moro) Relazione al Convegno UE: riforma o uscita, Udine 30 marzo 2019 Per capire se la Ue sia riformabile o meno \u00e8 necessario capirne la natura, cio\u00e8 quale ne sia la funzione e la ragione d\u2019essere storica. 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