{"id":50568,"date":"2019-04-09T09:00:50","date_gmt":"2019-04-09T07:00:50","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50568"},"modified":"2019-04-09T07:39:03","modified_gmt":"2019-04-09T05:39:03","slug":"nel-nuovo-conflitto-il-fallimento-della-nato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50568","title":{"rendered":"Nel nuovo conflitto il fallimento della Nato"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>IL MANIFESTO (Alberto Negri)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"lazy-load img-thumbnail\" src=\"https:\/\/static.ilmanifesto.it\/2019\/04\/09desk1-libia-misurata-sotto-titolo-.jpg\" alt=\"Il comando della missione italiana a Misurata\" data-src=\"https:\/\/static.ilmanifesto.it\/2019\/04\/09desk1-libia-misurata-sotto-titolo-.jpg\" \/><\/p>\n<p><strong>Il comando della missione italiana a Misurata<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Caos libico. Le \u00abNato\u00bb sono tre: una originale, alquanto in ribasso, una \u00abaraba\u00bb, corrispondente al maggiore mercato di armi americano e occidentale e una \u00aboperativa\u00bb, a direzione israeliana, dotata di armi nucleari, un\u2019aviazione sempre in attivit\u00e0 per tenere a bada l\u2019Iran in Siria e aiutare il generale egiziano Al Sisi in Sinai<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"entry-content\" style=\"text-align: justify;\">\n<p>Settant\u2019anni e li dimostra tutti. Nel caos libico e in quello siriano emergono i fallimenti occidentali e della Nato che ha appena celebrato la sua fondazione nel 1949, in piena guerra fredda.\u00a0E quando una Nato comincia proprio a scricchiolare se ne fa un\u2019altra, magari \u00abaraba\u00bb.<\/p>\n<p>Il generale Khalifa Haftar, oltre a essere cittadino americano, \u00e8 sostenuto da Egitto, Arabia saudita ed Emirati, ovvero da quella \u00abNato araba\u00bb sorta con il viaggio del presidente americano Donald Trump in Medio Oriente nel maggio 2017.<\/p>\n<p>In Siria Turchia e Stati Uniti, due Paesi dell\u2019Alleanza, sono ai ferri corti sul destino dei curdi e Putin ha buon gioco a ricevere il presidente turco Erdogan a Mosca, come ha fatto ieri, per tagliare le fette della torta siriane. Dalla Siria gli Stati uniti di Donald Trump dovevano ritirarsi ma in realt\u00e0 sono ancora sul campo perch\u00e9 non possono abbandonare al loro destino i principali alleati nella lotta all\u2019Isis.<\/p>\n<p>Inoltre Trump ha appena certificato l\u2019annessione israeliana del Golan per dare una mano all\u2019amico Benjamin Netanyahu, oggi alla prova delle urne, che \u00e8 il vero guardiano degli americani sul fronte sud-orientale in quanto Erdogan, che ha stretto accordi con Russia e Iran, non \u00e8 pi\u00f9 affidabile.<\/p>\n<p>Le \u00abNato\u00bb insomma sono tre: una originale, alquanto in ribasso, una \u00abaraba\u00bb, corrispondente al maggiore mercato di armi americano e occidentale e una \u00aboperativa\u00bb, a direzione israeliana, dotata di armi nucleari, un\u2019aviazione sempre in attivit\u00e0 per tenere a bada l\u2019Iran in Siria e aiutare il generale egiziano Al Sisi in Sinai.<\/p>\n<p>In Libia gli Stati Uniti ora se ne sono andati dalla periferia di Tripoli di soppiatto, contando sulla confusione innescata dall\u2019offensiva del generale Khalifa Haftar, un altro dei loro alleati nella guerra al Califfato, sotto l\u2019ala protettrice di Washington dagli anni\u201990, quando fu abbandonato da Gheddafi dopo la sconfitta in Chad.<\/p>\n<p>Che strana storia questa degli americani in Libia. Hanno sempre detestato Gheddafi sin dai tempi dei raid \u2013 effettuati per ucciderlo \u2013 sulla Libia da parte di Ronald Reagan nell\u201986. E per coinvolgerci nell\u2019attacco all\u2019ex colonia mandarono in giro la fake news che aveva lanciato dei missili contro Lampedusa, versione avallata dal Colonnello, per altro salvato diverse volte dalla punizione americana con i buoni uffici di Andreotti e Craxi. \u00abPer giorni cercammo i resti dei due missili libici, senza mai trovare nulla, neanche una sardina morta\u00bb, ha testimoniato pubblicamente il generale Basilio Cottone, allora capo di Stato maggiore dell\u2019Aeronautica militare italiana.<\/p>\n<p>Nel 2011 gli Usa si unirono ai raid dei francesi e inglesi per farlo fuori, ma dopo un mese misero a terra gli aerei lasciando che a prendere il comando fosse la Nato.<\/p>\n<p>Operazione abbracciata dall\u2019Italia che forse avrebbe fatto bene a restare neutrale nell\u2019ex colonia nonostante gli interessi petroliferi. Poi gli Usa hanno mandato marines e forze speciali a sostenere Haftar nella lotta al Califfato e si sono dislocati anche sul fronte opposto, alla periferia di Tripoli.<\/p>\n<p>E che strana storia anche quella dei marines. In Libia arrivarono nel 1802 quando gli Usa cominciarono una guerra contro il pasci\u00e0 di Tripoli sul passaggio delle navi nel Mediterraneo. Un\u2019impresa ricordata persino nel loro inno: From the halls of Montezuma, to the shores of Tripol \/ Dai saloni di Montezuma, alle spiagge di Tripoli.<\/p>\n<p>L\u2019altro giorno i marines si sono involati con un hovercraft senza cantare alcun inno e alla chetichella dalla spiaggia di Janzour, alla periferia di Tripoli. lasciandosi alla spalle il governo di Al Sarraj e le insidiose delizie del resort di lusso Palm City, una colata di cemento destinata a turisti che non sono mai arrivati. La Libia non \u00e8 un posto di vacanze n\u00e9 di porti sicuri. La decisione di evacuare \u00e8 stata presa dal generale dei marines e comandante di Africom Thomas Waldhauser.<\/p>\n<p>Forse gli americani volevano evitare guai, memori dell\u2019uccisione con la sua scorta dell\u2019ambasciatore Usa Chris Steven nel consolato di Bengasi l\u201911 settembre del 2012. Oppure si preparano a cambiare politica, o a tornare, in forze visto che, \u2013 in sintonia con l\u2019offensiva \u2013 hanno appena nominato un ambasciatore plenipotenziario in Libia, Richard Norland, gi\u00e0 consigliere politico del Pentagono.In realt\u00e0 prima o poi gli Stati uniti vorranno far funzionare anche la Nato \u00abaraba\u00bb con il generale Al Sisi, l\u2019Arabia Saudita ed gli Emirati, tutti amiconi del generale Khalifa Haftar, nemici giurati dei Fratelli Musulmani e ottimi clienti delle armi Usa.<\/p>\n<p>E, guarda caso, a sostenere il governo di Tripoli, insieme all\u2019Italia, sono Qatar e Turchia, avversari delle monarchie del Golfo.<br \/>\nGli Usa, che sembrano cos\u00ec restii a essere coinvolti in Libia, hanno un certo interesse a piazzare una base sulle sponde del Mediterraneo, il che farebbe perdere all\u2019Italia ancora un po\u2019 del suo peso strategico. Per ottenere questo obiettivo non \u00e8 neppure cos\u00ec necessario avere un Libia riunificata: la Siria non lo \u00e8 e non lo sar\u00e0 mai pi\u00f9, con il Golan occupato dagli israeliani, l\u2019Iraq \u00e8 una nazione sempre in odore di disgregazione, all\u2019Iran ci pensano Israele e le sanzioni. Un quadro perfetto, non \u00e8 vero?<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/nel-nuovo-conflitto-il-fallimento-della-nato\/?fbclid=IwAR0yS5s-qIoh8YydDogUz27LVu7rEJ5yZ0gTfksmfgweGGMcta7JDbKpgTU\">https:\/\/ilmanifesto.it\/nel-nuovo-conflitto-il-fallimento-della-nato\/?fbclid=IwAR0yS5s-qIoh8YydDogUz27LVu7rEJ5yZ0gTfksmfgweGGMcta7JDbKpgTU<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL MANIFESTO (Alberto Negri) Il comando della missione italiana a Misurata &nbsp; Caos libico. 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