{"id":50574,"date":"2019-04-09T11:00:55","date_gmt":"2019-04-09T09:00:55","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50574"},"modified":"2019-04-09T08:11:33","modified_gmt":"2019-04-09T06:11:33","slug":"a-due-giorni-dalle-elezioni-quale-scenario-per-israele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50574","title":{"rendered":"A due giorni dalle elezioni, quale scenario per Israele?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>FORMICHE (Rebecca Mieli)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/formiche.net\/timthumb.php?src=https%3A%2F%2Fformiche.net%2Ffiles%2F2019%2F02%2FImagoeconomica_1039151-e1551377649505.jpg&amp;h=580&amp;w=950&amp;a=c&amp;bid=10051&amp;zc=1\" alt=\"A due giorni dalle elezioni, quale scenario per Israele?\" \/><\/p>\n<header class=\"entry-header aa\">\n<div id=\"ec-excerpt\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Con due partiti di centrodestra che si contendono il primato, le elezioni nel Paese si stanno trasformando nella \u2013 gi\u00e0 nota in Europa \u2013 battaglia tra le vecchie elit\u00e9 (sostenute dagli \u201cuomini forti\u201d), e i nuovi populisti<\/strong><\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"entry-content-wrapper\">\n<div id=\"ec-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La campagna elettorale israeliana si \u00e8 conclusa, e l\u2019ultimo sondaggio pre-elettorale vede in vantaggio il Likud di <strong>Netanyahu<\/strong> sul partito Bianco-Blu. Il blocco dell\u2019attuale primo ministro per\u00f2 non conta un enorme vantaggio, giacch\u00e9 nelle ultime settimane diversi sondaggi hanno visto il primato della nuova coalizione Gantz-Lapid. Nel complesso, i partiti di destra e religiosi si sono visti attribuire dagli ultimi sondaggi circa 66 seggi, contro i 54 tra centristi e partiti arabi, un risultato che \u2013 se realizzato \u2013 richiederebbe a Netanyahu di formare un nuovo governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>PERCEZIONI DA GERUSALEMME<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 Netanyahu la scelta giusta per Israele? La stampa locale cos\u00ec come gli analisti sono estremamente divisi sull\u2019argomento. Secondo alcuni, l\u2019attuale leader \u2013 che ha perso diversi sostegni a seguito delle accuse di corruzione \u2013 ha mantenuto il Paese al sicuro, rafforzato le alleanze regionali e permesso una crescita significativa dell\u2019economia, mettendo tuttavia in discussione alcuni pilastri della democrazia israeliana. Tra i meriti attribuiti dalla cittadinanza a Netanyahu, vi sono senza dubbio le numerose imprese compiute sul piano internazionale, come l\u2019impegno contro il tentativo espansionistico dell\u2019Iran, nonch\u00e9 contro le ambizioni nucleari degli Ayatollah stessi. Nonostante la sua fermezza, unita alla tendenza a voler scongiurare qualsiasi tipo di escalation militare, \u201cBibi\u201d ha attivamente ostacolato il rafforzamento di Hamas, rafforzando le relazioni con le leadership palestinese e dunque impedendo un\u2019escalation di conflitto con i gruppi terroristici palestinesi. Se, per\u00f2, l\u2019impegno contro la minaccia iraniana \u2013 cos\u00ec percepita a livello esistenziale \u2013 \u00e8 condiviso sia dalla popolazione che dalle forze politiche dell\u2019opposizione, i numerosi tentativi di appeasement nei confronti di Hamas hanno scontentato non poco la popolazione del sud. Nelle citt\u00e0 di Sderot e Ashkelon, infatti, quelle che hanno maggiormente subito i danni causati dalle attivit\u00e0 di \u201cpiroterrorismo\u201d, nonch\u00e9 certamente dai razzi provenienti da Gaza, non hanno gradito la leggerezza con cui Netanyahu ha negoziato tregue e\u201ccessate il fuoco\u201d senza garantire uno scudo di sicurezza per le zone pi\u00f9 esposte agli attacchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA POLITICA ESTERA DI NETANYAHU<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> Benjamin Netanyahu<\/strong> ha costruito forti relazioni non solo politiche ma anche personali con alcuni dei pi\u00f9 importanti leader al mondo: <strong>Donald Trump <\/strong>e<strong> Vladimir Putin<\/strong> sono la punta di un iceberg ben pi\u00f9 grande che comprende anche numerosi capi di stato e governo con cui mai Israele si sarebbe aspettata di dialogare. Donald Trump, significativamente apprezzato in Israele, con i riconoscimenti di Gerusalemme (come capitale di Israele) e della sovranit\u00e0 israeliana sul Golan, ha fornito un indicativo assist alla \u201cvecchia guardia\u201d, non sottolineandolo chiaramente ma facendo intendere che una figura differente alla guida del Paese potrebbe non disporre dei medesimi vantaggi. Meno esplicito ma egualmente vicino a Netanyahu \u00e8 il leader russo,<strong> Vladimir Putin<\/strong>, con il quale il dialogo non si \u00e8 mai interrotto negli ultimi anni a causa della questione siro-iraniana. Israele non di rado \u00e8 intervenuta con dei raid in Siria, con il beneplacito di Mosca la quale ha segretamente garantito a Gerusalemme la possibilit\u00e0 di difendere il Golan dall\u2019espansionismo bellico delle milizie filo iraniane. \u00c8 la figura di Netanyahu ad aver mantenuto un costante coordinamento con Vladimir Putin con lo scopo di impedire all\u2019Iran di trincerarsi nella filo-russa Siria. E se non bastasse questo a qualificare l\u2019appoggio di Putin nei confronti del Likud, pochi giorni fa l\u2019esercito russo ha restituito a Gerusalemme i resti di un soldato israeliano, <strong>Zachary Baumel<\/strong>, ucciso in battaglia durante il conflitto Israelo-libanese, 37 anni fa. Senza dubbio, dunque, al momento gli Israeliani potrebbero scegliere di votare per Netanyahu perch\u00e9 convinti della sua indiscutibile rilevanza a livello internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> LE FALLE DELL\u2019ATTUALE GOVERNO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 tutto oro quello che luccica. Netanyahu, secondo quanto rivela la stampa locale, ha scontentato diverse fasce della popolazione a causa di alcune manovre poco popolari assunte in politica interna. In particolare l\u2019attuale leader conta sul sostegno degli ultrareligiosi, alienandosi con tale scelta vaste parti della comunit\u00e0 ebraica della diaspora, nonch\u00e9 sacrificando gli interessi di tutte le correnti alternative della fede ebraica \u2013 tra cui le compagini pi\u00f9 laiche, ovvero la maggioranza. Senza dubbio, per\u00f2, i rivali pi\u00f9 accaniti dell\u2019attuale\u00a0primo ministro\u00a0sono i militari. Polizia, Intelligence e apparato bellico contrastano scelte e prese di posizione di Netanyahu ormai da anni, e presumibilmente sosterranno la candidatura dell\u2019ex Capo di Stato Maggiore Benny Gantz. Il punto debole di Netanyahu potrebbe dunque essere proprio la rivalit\u00e0 storica che lo separa da laici e militari, una consistente fetta della popolazione. A rafforzare l\u2019incertezza della cittadinanza vi \u00e8 anche \u201cl\u2019inspiegabile\u201d alleanza del leader con le fazioni di estrema destra, i Kahanisti di Otzma Yehudit, ultra nazionalisti che presentano come obiettivi di partito l\u2019annessione totale della Cisgiordania, la cancellazione degli accordi di Oslo, nonch\u00e9 l\u2019imposizione della sovranit\u00e0 israeliana sul Monte del Tempio (ovvero la spianata delle Moschee a Gerusalemme). Se, dunque, dall\u2019opinione pubblica emerge un certo apprezzamento nei confronti dei successi di Netanyahu in ambito di politica estera e sicurezza nazionale, non si pu\u00f2 dire lo stesso della forte crisi che caratterizzano il tessuto sociale, la laicit\u00e0 e la democraticit\u00e0 della Nazione stessa. In sostanza, prevalentemente a causa della poca esperienza politica del rivale principale di Netanyahu, <strong>Benjamin Gantz<\/strong>, quello che emerge da pools, analisti e clima generale, le elezioni che si terranno tra due giorni non riguardano la scelta tra due candidati (e due programmi) differenti, ma un referendum che riesamina interamente la figura di Netanyahu e la volont\u00e0 o meno degli israeliani di sostenere un \u201cgoverno\u201d del cambiamento con tutte le sue incertezze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO, VERSIONE ISRAELIANA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le domande che circondano, invece, un eventuale futuro governo Bianco-Blu, al momento pi\u00f9 concentrato sul rafforzamento dell\u2019unit\u00e0 interna al Paese, \u00e8 se questo possa essere in grado di proteggere il paese, che non ha mai smesso di percepirsi sotto minaccia esistenziale (precedentemente a causa degli Stati arabi circostanti, e al momento dell\u2019aggressivit\u00e0 iraniana). L\u2019altro grande interrogativo \u00e8 quello che riguarda le relazioni diplomatiche. Oltre all\u2019improbabilit\u00e0 \u2013 rivelano gli analisti locali \u2013 che un esperto militare con scarsa esperienza politica sia in capace di tenere testa a figure dal pugno duro come Putin e <strong>Trump<\/strong>, esiste un\u2019intera piramide di relazioni diplomatiche che Netanyahu ha accuratamente contribuito a costruire attraverso un iper-politico gioco di interessi. Gerusalemme ha, infatti, stabilito relazioni con nazioni precedentemente ostili, soprattutto in Africa e Sud America, grazie ad una serie di aiuti umanitari, tecnologici e sanitari che hanno contribuito a generare terreno fertile per numerose collaborazioni. La tecnologia prodotta in Israele \u00e8 stata impiegata nella lotta all\u2019Ebola, nella costruzione di sistemi di irrigazione che sostenessero il fabbisogno di alcune delle aree pi\u00f9 aride del continente africano, contro la criminalit\u00e0 e il terrorismo in Sud America \u2013 in particolare verso le Farc \u2013 nonch\u00e9 per salvaguardare la sicurezza delle Olimpiadi in Brasile. Per ultimo, non \u00e8 da sottovalutare il grande tema del rafforzamento dei rapporti con gli Stati Arabi. Dall\u2019Oman all\u2019Arabia Saudita, passando per gli stretti rapporti con Giordania ed Egitto, tutti questi tasselli \u2013 impensabili fino a pochi anni fa \u2013 fanno parte del puntellato mosaico politico dell\u2019esperienza politica di Netanyahu. Un governo diverso dovr\u00e0, eventualmente, comprendere la strategia geopolitica alla base di questi rapporti di potenza, e decidere se abbracciarne la natura realista o fare un passo indietro. Senza dubbio queste elezioni segnano uno spartiacque per lo Stato ebraico, che di fronte alle urne sar\u00e0 chiamato a decidere se restituire fiducia alla vecchia \u00e9lite o se dare una possibilit\u00e0 alla nuova incognita isolazionista, populista, e centrista presentata dall\u2019alternativa di \u201cResilienza per Israele\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/formiche.net\/2019\/04\/elezioni-israele-netanyahu-2\/?fbclid=IwAR1XVdBg3WCRdqjYAgjU_gbjaFvMKRWp_H1YfRP_l3Hzxaq17a9m7kHQ-Ic\">https:\/\/formiche.net\/2019\/04\/elezioni-israele-netanyahu-2\/?fbclid=IwAR1XVdBg3WCRdqjYAgjU_gbjaFvMKRWp_H1YfRP_l3Hzxaq17a9m7kHQ-Ic<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Rebecca Mieli) Con due partiti di centrodestra che si contendono il primato, le elezioni nel Paese si stanno trasformando nella \u2013 gi\u00e0 nota in Europa \u2013 battaglia tra le vecchie elit\u00e9 (sostenute dagli \u201cuomini forti\u201d), e i nuovi populisti La campagna elettorale israeliana si \u00e8 conclusa, e l\u2019ultimo sondaggio pre-elettorale vede in vantaggio il Likud di Netanyahu sul partito Bianco-Blu. 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