{"id":50605,"date":"2019-04-10T10:30:46","date_gmt":"2019-04-10T08:30:46","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50605"},"modified":"2019-04-10T06:31:36","modified_gmt":"2019-04-10T04:31:36","slug":"il-capitalismo-va-ridiscusso-ora-serve-radicalita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50605","title":{"rendered":"\u201cIl capitalismo? Va ridiscusso, ora serve radicalit\u00e0\u201d"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>MICROMEGA (Giacomo Russo Spena)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/files\/2019\/04\/barca-intervista-15-porposte-per-la-giustizia-sociale-forum-disuguaglianze.jpg\" alt=\"\" width=\"510\" height=\"NaN\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A partire da <a href=\"https:\/\/www.forumdisuguaglianzediversita.org\/proposte-per-la-giustizia-sociale\/\">15 proposte<\/a> elaborate per contrastare le crescenti disuguaglianze nella societ\u00e0, l\u2019ex ministro spiega come non sia sufficiente battersi per la sola redistribuzione delle ricchezze: \u201cSu questo il pensiero keynesiano ha mostrato i suoi limiti, si deve ricominciare ad incidere sui meccanismi di formazione della ricchezza\u201d. Sa che la battaglia sar\u00e0 lunga, anche per costruire un\u2019alternativa credibile al salvinismo: \u201cBisogna mettere insieme i mondi della ricerca e della cittadinanza attiva e pensare nuovi luoghi che possano acquistare egemonia culturale e politica nel Paese\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><em>intervista a <strong>Fabrizio Barca<\/strong> di <strong>Giacomo Russo Spena<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Qualcuno se lo sar\u00e0 chiesto: che fine ha fatto Fabrizio Barca, l\u2019ex ministro &#8216;illuminato&#8217; che doveva rigenerare i circoli Pd e rilanciare la sinistra? La risposta \u00e8 arrivata quando, lo scorso 25 marzo, ha illustrato a Roma <a href=\"https:\/\/www.forumdisuguaglianzediversita.org\/proposte-per-la-giustizia-sociale\/\">un rapporto con 15 proposte programmatiche<\/a> che mirano a modificare i principali meccanismi che determinano la formazione e la distribuzione della ricchezza: dal cambiamento tecnologico al salario minimo, dal concetto di sovranit\u00e0 collettiva al campo della ricerca. \u201cL\u2019ingiustizia sociale e la percezione della sua ineluttabilit\u00e0 sono all\u2019origine dei sentimenti di rabbia e di risentimento dei ceti deboli verso i ceti forti e della dinamica autoritaria in atto\u201d, evidenzia Barca. Lontano dai riflettori, ha ideato il <em><a href=\"https:\/\/www.forumdisuguaglianzediversita.org\/\">Forum disuguaglianze e diversit\u00e0<\/a> <\/em>collaborando con le migliori menti in circolazione ed aprendo a volti noti come l\u2019ex presidente dell\u2019Istat Enrico Giovannini, il direttore del Servizio Analisi statistiche di Bankitalia Andrea Brandolini e a diverse onlus come la Fondazione Lelio Basso, ActionAid, Cittadinanzattiva, Caritas e Legambiente.<\/p>\n<p><strong>Partiamo dai numeri: i dati Oxfam evidenziano come nell\u2019era della crisi ci sia stata un\u2019accumulazione delle ricchezze nelle mani di pochi a scapito di molti. Ci\u00f2 dimostra che la crisi non \u00e8 stato un fenomeno generalizzato?<\/strong><\/p>\n<p>Da come si evince dal grafico relativo al periodo tra il 1995 e il 2016, la quota di ricchezza dell\u20191% pi\u00f9 ricco della popolazione adulta \u00e8 passata dal 18 al 25%, quella del 10% pi\u00f9 ricco dal 49 al 62%: l\u2019andamento, quindi, \u00e8 cominciato vari anni prima della crisi economica. Il problema era strutturale. Possibile che la politica ha impiegato 20 anni per capire che, persino in una societ\u00e0 capitalistica, quel trend era insostenibile?<\/p>\n<p><strong>Mentre le diseguaglianze crescevano, la politica non si occupava minimamente del tema: scelta strategica o semplice svista?<\/strong><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Di mezzo ci sono gli interessi di una classe dirigente \u2013 sempre pi\u00f9 intrecciata ai poteri economici e finanziari \u2013 che ne ha tratto beneficio. Esiste, secondo me, anche una seconda ragione che gli studi di Anthony Atkinson ci sottolineano: alla fine degli anni \u201870 \u00e8 cambiato il senso comune su parole chiave come povert\u00e0 e merito.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Ci faccia capire meglio&#8230;<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Prima il merito era legato al visibile impegno di una persona nell\u2019aggiungere valore, anche privato, che avesse delle ricadute sociali. Oggi viene vincolato al risultato patrimoniale che una persona esibisce nella vita. Quindi il solo aumento di ricchezza viene inteso come segno di successo. Lo stesso discorso vale per la parola povert\u00e0: una volta si pensava \u2013 finanche con pietismo \u2013 alle sciagure capitate al povero disperato, adesso si tende a colpevolizzarlo. Questo cambiamento gramsciano del senso comune ha sviluppato una distorsione culturale.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Il sociologo Luciano Gallino parlava di una controffensiva neoliberista iniziata da Reagan e Thatcher che aveva portato ad un pensiero unico dominante, riducendo le differenze tra destra e sinistra. Questo dato rimane, per\u00f2, centrale?<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La svolta avviene quando si accetta in maniera dogmatica il motto \u201cThere is no alternative\u201d. Ma la crisi che la socialdemocrazia incontra alla fine degli anni \u201870 non \u00e8 casuale: quel modello evidenzia i propri limiti in quanto burocratico e <em>top-down<\/em>. L\u2019idea straordinaria di Olof Palme e Willy Brandt di celebrare la redistribuzione delle ricchezze e la partecipazione democratica vacilla perch\u00e9 l\u2019intervento, a monte, sul come si formasse la ricchezza era stato insufficiente.<\/p>\n<p><strong>Sta criticando il pensiero keynesiano? <\/strong><\/p>\n<p>Certo, la diseguaglianza non si pu\u00f2 contrastare soltanto con la redistribuzione. Bisogna assumere il dato che la socialdemocrazia viene spazzata via da Reagan e Thatcher perch\u00e9 il modello keynesiano, in quegli anni, manifesta i suoi limiti.<\/p>\n<p><strong>Il miliardario Warren Buffett \u00e8 il terzo uomo pi\u00f9 ricco al mondo e qualche anno fa ha detto: \u2018\u2018la lotta di classe esiste da vent\u2019anni e la mia classe l\u2019ha vinta\u2019\u2019. Che ne pensa? \u00c8 ancora sensato parlare di lotta di classe?<\/strong><\/p>\n<p>A lui piace il paradosso, per\u00f2 coglie una verit\u00e0 all\u2019interno del processo finora descritto: l\u2019arroganza degli Mark Zuckerberg di questo mondo che si permettono di non recarsi nemmeno davanti al Parlamento britannico. I potenti dettano legge e si sentono intoccabili.<\/p>\n<p><strong>Passiamo al rapporto del Forum, le vostre <a href=\"https:\/\/www.forumdisuguaglianzediversita.org\/proposte-per-la-giustizia-sociale\/\">15 proposte<\/a> si possono considerare liberal-socialiste? <\/strong><\/p>\n<p>Dal punto di vista culturale riflettono le tre componenti \u2013 liberale, socialista e cristiano sociale \u2013 che sono nell\u2019articolo 3 della Costituzione che sancisce come \u201ccompito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l\u2019eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana\u201d. Sono due le parole che ci contraddistinguono. La prima \u00e8 \u201cpersona\u201d, termine che rappresenta un valore comune a tutte le culture politiche. Una seconda parola \u00e8 \u201cradicale\u201d. Non ci interessa il riformismo perch\u00e9 non sfrutta i grandi spazi non capitalistici che puoi guadagnare dentro il capitalismo. Si deve ricominciare ad incidere sui meccanismi di formazione della ricchezza.<\/p>\n<p><strong>Un Barca rivoluzionario che mette in discussione il capitalismo? <\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 stato gi\u00e0 messo in discussione tra gli anni \u201850 e \u201870. Poi abbiamo lasciato per 30 anni che la societ\u00e0 si adattasse al capitalismo, ora dobbiamo invertire la rotta: pretendiamo che la societ\u00e0 riprenda il governo del cambiamento tecnologico e del passaggio generazionale ridando potere negoziale al lavoro.<\/p>\n<p><strong>Tra le proposte, alcune mirano a contrastare i giganti del web. Come si possono combattere i vari Amazon, Google e Facebook? <\/strong><\/p>\n<p>Sono almeno 4 anni che una letteratura globale ha la consapevolezza di aver abbandonato il web nelle mani di pochissimi e questa consapevolezza parte da intelligenze femminili perch\u00e9 le donne hanno sempre lottato contro il lavoro gratuito ed hanno intuito la sussunzione dei giganti del web insita nel caricamento dei nostri dati. Per questo bisogna riconquistare una sovranit\u00e0 collettiva sui dati personali e sugli algoritmi, pur sapendo che sar\u00e0 una battaglia lunga e non facile. Siamo agli inizi.<\/p>\n<p><strong>Cosa significa, in pratica, costruire nuove sovranit\u00e0 collettive?<\/strong><\/p>\n<p>Innanzitutto reclamare la possibilit\u00e0 di esprimerci sul modo in cui vengono utilizzati i nostri dati. In secondo luogo, significa chiedere l\u2019aumento del numero di <em>open data<\/em> in modo tale da far accedere ai dati web nuove Comunit\u00e0 di Innovatori.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le altre problematiche che avete riscontrato nel mondo della Rete?<\/strong><\/p>\n<p>In una logica di <em>pricing <\/em>l\u2019amministrazione pubblica regala i numeri alle grandi multinazionali senza passare per la Rete per cui il cittadino si ritrova a pagare i propri stessi dati. Capisce bene l\u2019assurdit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Nella proposta 2 si parla del \u201cmodello Ginevra per un\u2019Europa pi\u00f9 giusta\u201d. L\u2019idea \u00e8 dell\u2019economista Massimo Florio, in che consiste?<\/strong><\/p>\n<p>Si va oltre il pensiero di Mariana Mazzucato, non sono sufficienti le <em>mission strategies. <\/em>I grandi monopoli sicuramente vengono infastiditi dal lavoro dal basso, ma vanno contrastati in altro modo. Come? Creando un gigante ex novo che entri in competizione con loro. \u00c8 una vecchia idea geniale di Enrico Mattei. E questo gigante deve essere pubblico. In Europa gi\u00e0 esistono 300 infrastrutture pubbliche governate da manager con autonomia di bilancio. Si fermano alla ricerca di base. Con il modello Ginevra chiediamo che a partire da quelle stesse strutture si dia vita a hub tecnologici pubblici o pubblico-privati che si spingano a realizzare innovazioni di prodotto e commercializzarle.<\/p>\n<p><strong>Nell\u2019era delle privatizzazioni selvagge, Barca va controcorrente e si schiera per il ritorno alle nazionalizzazioni? <\/strong><\/p>\n<p>Mettiamola cos\u00ec: l\u2019Italia detiene molte imprese pubbliche, dalle Casse depositi e prestiti a Leonardo, per intenderci. Esse non ricevono dallo Stato una trasparente missione strategica sulla competitivit\u00e0, sull\u2019ambiente e sulla giustizia sociale. Noi chiediamo che ci\u00f2 avvenga, introducendo regole che garantiscano da un uso distorto di tale ruolo.<\/p>\n<p><strong>Parlate anche del salario minimo fissato a 10 euro l\u2019ora&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 una battaglia fondamentale e il salario minimo legale deve riguardare tutti perch\u00e9 ci dobbiamo prefissare l\u2019obiettivo di raggiungere anche il lavoro dipendente ma non riconosciuto, oggi, come subordinato o la vasta area del precariato giovanile.<\/p>\n<p><strong>A tal proposito come giudica il provvedimento del M5S e il niet dei sindacati? <\/strong><\/p>\n<p>La proposta pentastellata ha un pregio: intuisce che non \u00e8 realizzabile il salario minimo in Italia se prima non \u00e8 stato risolto il problema di rendere validi <em>erga omnes <\/em>le condizioni minime sindacali dei contratti nazionali. Questa \u00e8 la via maestra.<\/p>\n<p><strong>Come replica a chi le dice che al Sud costa meno la vita e, quindi, fissare il salario minimo a 10 euro ha valore diverso a seconda dell\u2019Italia che si abita?<\/strong><\/p>\n<p>Che \u00e8 una follia, se da un lato in alcune zone del Mezzogiorno costa meno la vita dall\u2019altra si hanno meno servizi pubblici garantiti (trasporto, sanit\u00e0, scuola). Il provvedimento deve essere su scala nazionale.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019altra proposta \u00e8 quella di introdurre un\u2019eredit\u00e0 incondizionata di quindici mila euro per tutti i giovani che raggiungono la maggiore et\u00e0. Dove si trovano le coperture economiche per un provvedimento simile? <\/strong><\/p>\n<p>La proposta viene associata ad un\u2019altra che riguarda la trasformazione delle imposte di successione, che ad oggi coinvolge circa 110mila persone. Il meccanismo attuale infastidisce il ceto medio e fa il solletico ai ceti abbienti. Noi vorremmo che 80mila persone cessino di pagare ogni imposta sui lasciti delle donazioni e che gli altri 30mila benestanti paghino quello che \u00e8 dovuto. La proposta di una robusta progressivit\u00e0 viene caldeggiata persino dall\u2019<em>Economist<\/em>, la potremmo considerare liberale e di destra.<\/p>\n<p><strong>Le aggiungo una sedicesima proposta: la patrimoniale. \u00c8 favorevole o meno? <\/strong><\/p>\n<p>La patrimoniale appartiene ad un\u2019altra storia, al passato. In queste 15 proposte noi vogliamo cambiare i meccanismi di formazione della ricchezza e guardiamo al futuro. Come ha detto Franco Ippolito, il presidente della fondazione Basso: siamo convinti che ognuna di queste proposte sia realizzabile fin da subito. Aggiungo che se si attuassero tutte e 15, il Paese verrebbe cos\u00ec radicalmente trasformato che non ci sarebbe bisogno di una sedicesima proposta.<\/p>\n<p><strong>Quale partito guarda al futuro e pu\u00f2 fare sue queste 15 proposte? <\/strong><\/p>\n<p>Noi siamo un piccolo gruppo &#8211; o forse neanche cos\u00ec troppo piccolo &#8211; che si \u00e8 dato lo scopo di lavorare subito con 12 alleati nella societ\u00e0 e poi di essere usati dai partiti per iniettare idee nel loro lavoro. Non vediamo un progetto ma vediamo molti giovani in partiti diversi che cercano una strada.<\/p>\n<p><strong>Al momento non ci sono chance per costruire un\u2019alternativa al salvinismo ma sono necessari tempi lunghi? <\/strong><\/p>\n<p>In atto ci sono due partite. La prima \u00e8 nell\u2019immediato: a breve ci saranno le elezioni Europee ed ognuno voter\u00e0 secondo coscienza nella consapevolezza che siamo nell\u2019ottica del \u201cmeno peggio\u201d. La seconda partita \u00e8, invece, sul lungo periodo: bisogna mettere insieme le conoscenze dei mondi della ricerca e della cittadinanza attiva. Vanno costruiti nuovi luoghi che possano acquistare egemonia culturale e politica nel Paese, penso al frammentato, ma ricco, mondo dell\u2019associazionismo alle campagne sociali, ai movimenti, alle alleanze contro la povert\u00e0. Per fare questo lavoro ci vorranno almeno 3-4 anni.<\/p>\n<p><strong>Non siete, quindi, soltanto un semplice think-thank utile a rielaborare idee e teorie? <\/strong><\/p>\n<p>Siamo un misto di \u201cricercazione\u201d. Abbiamo rispolverato questo termine nobile perch\u00e9 abbiamo mescolato teste e braccia delle organizzazioni di cittadinanza con teste e braccia dell\u2019accademia.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i prossimi passi del Forum? <\/strong><\/p>\n<p>Abbiamo posto la base programmatica, nei prossimi mesi gireremo l\u2019Italia per dibattere e sperimentare queste proposte. Ci interessa realizzare campagne sociali e radicarci sui territori. Riteniamo che non ci sia nulla di ineluttabile nelle disuguaglianze: se i poteri, le opportunit\u00e0 e i risultati non vengono riequilibrati, \u00e8 perch\u00e9 si \u00e8 scelto di non farlo. Un\u2019alternativa esiste ed esistono le condizioni per trasformare i sentimenti di rabbia nella leva di una nuova stagione di emancipazione che accresca la giustizia sociale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/barca-il-capitalismo-va-ridiscusso-ora-serve-radicalita\/\">http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/barca-il-capitalismo-va-ridiscusso-ora-serve-radicalita\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MICROMEGA (Giacomo Russo Spena) A partire da 15 proposte elaborate per contrastare le crescenti disuguaglianze nella societ\u00e0, l\u2019ex ministro spiega come non sia sufficiente battersi per la sola redistribuzione delle ricchezze: \u201cSu questo il pensiero keynesiano ha mostrato i suoi limiti, si deve ricominciare ad incidere sui meccanismi di formazione della ricchezza\u201d. 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