{"id":50618,"date":"2019-04-10T09:30:49","date_gmt":"2019-04-10T07:30:49","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50618"},"modified":"2019-04-10T06:17:14","modified_gmt":"2019-04-10T04:17:14","slug":"spy-finanza-litalia-a-draghi-il-monti-2-0-pronto-per-dopo-lestate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50618","title":{"rendered":"SPY FINANZA\/ L\u2019Italia a Draghi, il \u201cMonti 2.0\u201d pronto per dopo l\u2019estate"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>IL SUSSIDIARIO (Mauro Bottarelli)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/cdnx.ilsussidiario.net\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/11\/mario_draghi_bce_lapresse_2016.jpg\" alt=\"mario_draghi_bce_lapresse_2016\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Mario Draghi (Lapresse)<\/strong><\/p>\n<h4 class=\"description\" style=\"text-align: justify;\">Non conviene che il Governo italiano cada sul Def. La vera emergenza per richiamare Mario Draghi deve scattare dopo l\u2019estate<\/h4>\n<div class=\"single_box flexbox row\">\n<div class=\"single_text_right\">\n<div class=\"single_text\">\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Temo che ormai stiano scorrendo i titoli di coda. Lenti, accompagnati da una bella canzone che ti fa indulgere seduto sulla poltrona del cinema invece di uscire subito, ma, pur sempre, meri titoli di coda. <i>Les jeux sont faits<\/i>, direbbero al casin\u00f2. E, come volevasi dimostrare, con timing ampiamente anticipabile: <a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/economia-e-finanza\/2019\/4\/8\/finanza-e-politica-ecco-la-vera-prova-per-il-governo-nella-preparazione-del-def\/1868491\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span class=\"s2\">arriva il Def<\/span><\/a>, arrivano le elezioni europee e tutto comincia a sfarinarsi alla luce del sole, come neve a primavera appunto. E non servono tante prove per capire che, ormai, \u00e8 solo questione di tempi e modi, basta l\u2019ultima, scoordinata mossa del ministro Di Maio a confermarlo. Il quale, volendo utilizzare una metafora mutuata dai fumetti, ha fatto squillare il telefono rosso di Batman, quello delle emergenze sul tavolo della bat-caverna. Perch\u00e9 ci vuole davvero molta buona volont\u00e0 per credere che il leader 5 Stelle abbia preso coscienza soltanto ora del fatto che all\u2019interno di Alternative fur Deutschland esista un\u2019esigua minoranza di esponenti con simpatie naziste. In Germania lo sanno tutti, da tempo. E oltre il 10% degli elettori pare non dar troppo credito o peso alla cosa, stante i risultati e i sondaggi. Ci sono stati scandali finiti sui giornali, allontanamenti, addirittura fronde interne e un cambio della leadership, con Frauke Petri che ha detto addio proprio perch\u00e9 contraria alla deriva estremista presente in alcune aree del movimento. Lo sanno anche i sassi. Ragione di pi\u00f9, dovrebbe ben saperlo chi fa politica di lavoro e con ruolo apicale. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">E invece, il vice-premier salta fuori solo ora \u2013 senza vergogna, n\u00e9 rispetto -, alla vigilia della kermesse sovranista della Lega e delle europee e scomoda la parola da lettera scarlatta: olocausto. Capite da soli che quando si arriva a tanto, significa che \u00e8 terminata non tanto la pazienza politica, quanto la volont\u00e0 di far proseguire la pantomima. E soltanto un disattento o un interessato nel giudizio potrebbe fingere di non accorgersi di come quella tardiva presa d\u2019atto rispetto alle frequentazioni europee dell\u2019alleato sia, casualmente, saltata fuori al ritorno di Luigi Di Maio dagli Usa. Nella fattispecie, dopo l\u2019incontro con il potentissimo consigliere per la Sicurezza nazionale, John Bolton. L\u2019uomo della guerra, il regista dell\u2019operazione Guaid\u00f3 in Venezuela, per capirci. E dopo le intemperanza filo-Maduro del novello falegname Di Battista, il buon ministro del Lavoro avr\u00e0 dovuto cospargersi per bene il capo di cenere per ottenere udienza e attenzione. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Anche perch\u00e9, stranamente, da qualche giorno circola un\u2019inchiesta giornalistica riguardo la penetrazione russa nella politica italiana: ovviamente, i due bersagli del Cremlino al fine di operare come cavalli di Troia in Italia sarebbero proprio Lega e M5S. Per ora nulla di eclatante, poca eco mediatica. Ma l\u2019importante era far arrivare il messaggio prima delle europee: qualcosa, se vogliamo, pu\u00f2 saltare fuori. Magari senza particolare costrutto, poca \u201cciccia\u201d. Ma non importa, ci\u00f2 che conta \u00e8 gettare guano nel ventilatore nel pieno della campagna elettorale: il Russiagate, alla fine, non \u00e8 finito in gloria, ovvero con Donald Trump scagionato da ogni accusa? Eppure, ha garantito alla politica americana un bel giocattolino di distrazione di massa per due anni. Figuriamoci cosa accadrebbe in Italia, dove si costituiscono Commissioni d\u2019inchiesta anche per le file ai caselli autostradali a Ferragosto. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">\u00c8 tutta una colossale pantomima che sta per giungere alla fine. Peccato che ci sia un effetto collaterale non secondario, n\u00e9 ignorabile: sia la Lega che M5s, operando al Governo, hanno toccato materiali infiammabili ed esplosivi. E lo hanno fatto con l\u2019imperizia di chi crede che sia tutto facile, tutto bello, tutto conquistabile e gestibile a colpi di selfie e voti online. Temo che John Bolton abbia pesantemente riportato alla realt\u00e0 il vice-premier grillino. Il quale, non a caso, per polemizzare a freddo con l\u2019alleato, ha sentito la necessit\u00e0 di sganciare l\u2019arma atomica del negazionismo degli alleati europei. Roba che non si usa tutti i giorni. Poi, l\u2019escalation di accuse incrociate di queste ore, prodromica a non perdere a faccia di fronte alla Re nudo del Def, alla fine delle promesse economiche da televendita di pentole antiaderenti. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">E non pensiate che sia solo una questione italiana, siamo davvero al primo round del <i>redde rationem<\/i>. Se infatti nelle prossime 48 ore qualcuno non tirer\u00e0 fuori dal cilindro il proverbiale coniglio, la Gran Bretagna scoprir\u00e0 di essersi suicidata in maniera plateale: sar\u00e0 infatti il Vertice europeo straordinario di domani e dopo a decidere le sorti del <i>Brexit<\/i>, poich\u00e9 a fronte della richiesta di secondo rinvio inviata da Londra, occorrer\u00e0 l\u2019unanimit\u00e0 dei 27 Paesi membri per garantirla fino al 30 giugno prossimo. Se soltanto una nazione dir\u00e0 di \u201cno\u201d, formalmente il giorno dopo \u2013 12 aprile \u2013 il Regno Unito dovr\u00e0 uscire senza accordo, come millantato non pi\u00f9 tardi di due settimane fa. Lo credete possibile? <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Difficile, sarebbe uno shock poco gestibile. A meno che chi sta davvero al timone delle cose che contano non abbia bisogno di una Lehman europea, allora il discorso cambier\u00e0. In caso contrario, Londra con ogni probabilit\u00e0 dovr\u00e0 accettare il rinvio lungo proposto da Donald Tusk e non quello fino al 30 giugno proposto dalla May: quasi sicuramente, il 23 maggio i britannici dovranno allora votare per le europee. E se poi escono davvero, quei 73 seggi che fine faranno? Il trappolone pare pronto a scattare. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">E la Grecia, tanto amata dai sovranisti di vario genere e grado, una sorta di 50 sfumature di pietismo e odio verso la Germania? Nel weekend, mentre qui la sinistra non aveva nulla di meglio da fare che affidarsi al 15enne di Torre Maura per evitare di ammettere la propria inutilit\u00e0 ormai ontologica (da Greta a Rami a Simone, tutti <i>parvenu<\/i> adolescenziali da disperazione, tutti meteoritici nell\u2019ascesa come nella sparizione), in Grecia ci sono stati violentissimi scontri fra migranti e polizia, scatenati da una falsa notizia riguardo la riapertura della rotta balcanica. Ovviamente, migliaia di persone bloccate in Grecia hanno cominciato ad agitarsi e premere per poter aggiungere i confini e cominciare il loro viaggio della speranza verso l\u2019Europa centrale. <a href=\"https:\/\/tmsnrt.rs\/2UGHGQS\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span class=\"s2\">Gas lacrimogeni, botte, lanci di pietre<\/span><\/a>. Tutto falso, una palese fake news. Messa in giro da chi? Con ogni probabilit\u00e0, dallo stesso governo Tsipras. Per il quale \u00e8 alle porte il baratro della crisi, legata guarda caso al settore bancario. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">E stavolta sar\u00e0 un po\u2019 difficile dare la colpa all\u2019Ue assassina e affamatrice di popolo: sono gli istituti di credito ellenici a essere disfunzionali, incapaci di tornare profittevoli nemmeno dopo la riammissione del Paese al mercato dei capitali, ai salvataggi e agli <i>haircuts<\/i>. Quindi, di colpo, anche i compagni greci utilizzano l\u2019immigrazione come un Salvini qualsiasi per sviare l\u2019opinione pubblica dai problemi strutturali del Paese, visto che per quanto il copione sia consolidato, l\u2019accusare perennemente la Germania per ogni problema interno non attacca pi\u00f9. La gente \u00e8 stanca. Di Tsipras e delle sue promesse da marinaio, per\u00f2. E a fine maggio, nelle urne europee, potrebbe recapitargli un messaggio molto chiaro. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">In tal senso, poi, come leggere se non traducendolo con un chiaro mea culpa per il pasticciaccio della Nuova Via della Seta \u2013 gestito in toto da un sottosegretario leghista \u2013 e un tentativo di riappacificazione con Washington, la sparata anti-turca di Matteo Salvini nel manifesto sovranista per le europee, nel quale si avanza l\u2019ipotesi di blocco totale dei fondi Ue verso Ankara e lo stralcio definitivo della sua pratica di ingresso in Europa? Proprio ora che Erdogan \u00e8 finito nel mirino Usa per l\u2019acquisto di batterie anti-missile russe, pur essendo membro Nato: prima la speculazione pre-elettorale contro la lira turca, poi la minaccia di non consegna degli F-35. E ora, la minaccia salviniana, nonostante la palesi simpatie filo-Putin del vice-premier. Una mossa che appare decisamente strana e potenzialmente controproducente per un uomo politico che ha basato il 90% della sua azione e del suo consenso sulla lotta all\u2019immigrazione, visto che proprio i soldi Ue alla Turchia garantiscono il \u201ctappo\u201d al flusso dei migranti verso la rotta balcanica. La stessa che \u00e8 tornata ad agitare anche la Grecia, appunto. In base a una falsa notizia, di fatto l\u2019ennesimo segnale in codice. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Certo, dalla sua il ministro dell\u2019Interno pu\u00f2 rivendicare un\u2019innegabile coerenza sulla questione turca, alla luce della quale per\u00f2 occorrerebbe allora spiegare le barricate poste in essere per garantire all\u2019ex ministro Savona proprio il ministero dei Rapporti con l\u2019Ue \u2013 dopo il no del Quirinale al Mef -, visto che l\u2019attuale numero uno della Consob nel suo fondamentale testo sulla <i>politeia<\/i> di riforma dell\u2019Europa, quello che Mario Draghi usa per non far traballare la gamba del comodino, era apertamente favorevole all\u2019ingresso di Ankara. <i>Tout se tient<\/i>. E vogliamo parlare dello strettamente connesso caos libico, casualmente scoppiato proprio ora, dopo il rinsaldarsi dell\u2019alleanza fra il generale Haftar e l\u2019Arabia Saudita, atto a sua volta seguito alla minaccia di Ryad verso gli Usa di uccidere del tutto il concetto di petrodollaro nel commercio di greggio? <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Eh gi\u00e0, i conti di Aramco, il gigante petrolifero statale saudita, sono stati stellari (e un po\u2019 di caos in Libia fa lievitare le quotazioni del barile, dettaglio tutt\u2019altro che trascurabile e secondario), altro che Fang, e ora il Regno presenta il conto a Washington, dopo aver presentato un bell\u2019assegno di risarcimento alla famiglia del giornalista smembrato nel suo consolato di Istanbul. Assegno che la famiglia ha incassato volentieri e senza fare un pliss\u00e9, alla faccia della voglia di giustizia e della ricerca di verit\u00e0 (oltre che delle polemiche da barzelletta sul cda della Scala). Insomma, dopo che quello in Yemen ha perso di intensit\u00e0, l\u2019Arabia necessit\u00e0 di un altro conflitto proxy per riaffermare il suo potere di influenza sull\u2019area, oscurato sia in Siria che in sede Opec da troppi mesi di scandali e protagonismo iraniano. E, forse, negli Usa qualcuno potrebbe aver dato luce verde alla scelta saudita, leggendo nella mossa la possibilit\u00e0 di inviare un ulteriore messaggio in codice all\u2019Italia, dopo lo sgarbo del memorandum con la Cina. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Detto fatto, gli Usa invece che comportarsi da gendarme del mondo, hanno subito ritirato i militari dalla Libia. Come dire, fatti vostri. Peccato che lo stesso lo abbia fatto, con il personale civile, anche l\u2019Eni. Quando vi dicevo che non bastava gestire la Libia ingraziandosi quattro capibastone e la Guardia costiera per bloccare gli sbarchi a fine propagandistico, mi sbagliavo forse? E attenzione, perch\u00e9 oggi in Israele si vota e, come ci avevo detto, con buone probabilit\u00e0 l\u2019azzardo politico di un Bibi Netanyahu in modalit\u00e0 \u201cfuga dalla magistratura\u201d potrebbe pagare. Garantisce anche in questo caso Washington, visto che alla vigilia del voto il numero uno uscente ha addirittura promesso, in caso di rielezione, l\u2019annessione della Cisgiordania. Con il <i>placet<\/i> del Dipartimento di Stato. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Siamo nel pieno di un rimescolamento geopolitico e di equilibri epocale, roba da 1989. O forse peggio, vista la caratura spesso imbarazzante dei protagonisti, rispetto ai giganti politici dell\u2019epoca. E, temo, l\u2019Italia abbia detto troppi \u201cs\u00ec\u201d elettoralistici negli ultimi mesi, sovrapponendo interlocutori agli antipodi fra loro: ora, tocca scontentare qualcuno. E il conto potrebbe essere molto salato, per chi arriver\u00e0 dopo il Governo giallo-verde. Quest\u2019ultimo cadr\u00e0 sul Def? Forse no, teoricamente infatti converrebbe a tutti far arrivare gli attori in scena fin dopo l\u2019estate, salvo escalation da gestire in maniera emergenziale. D\u2019altronde, nessuno ha grosse aspettative da chi \u00e8 chiamato a ricostruire sulle macerie: basta che mi dia qualcosa da mangiare, da bere e un po\u2019 di speranza per ripartire. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">E l\u2019Italia quell\u2019uomo dal profilo evoliano ce l\u2019ha, pronto a entrare in azione con l\u2019arrivo dell\u2019inverno. Deve passare l\u2019estate, ce lo dice anche questo grafico finale. Il quale ci conferma plasticamente come la comunicazione conti pi\u00f9 dei fatti, nell\u2019epoca dei social. Pone infatti in comparazione l\u2019andamento del Vix, l\u2019indice di volatilit\u00e0 dei mercati azionari con il numero (crescente o in diminuzione) di notizie incentrate sul famoso accordo commerciale fra Cina e Usa, ovvero il suo approssimarsi positivo o il peggioramento del dialogo al riguardo fra le parti. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-1868958 size-full\" src=\"https:\/\/cdnx.ilsussidiario.net\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/08\/Trade_vix2-e1554727568613.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"282\" \/><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Come vedete, basta sparare qualsiasi idiozia votata al pessimismo o all\u2019ottimismo per pilotare il Vix a proprio piacimento: serve il crollo? Inondazione di news negative. Serve l\u2019entusiasmo a Wall Street? Millantiamo l\u2019intesa a portata di mano. E quale \u00e8 stata l\u2019ultima versione della storiella venduta da Trump? Ottimismo, addirittura il <i>Financial Times<\/i> parla di un accordo scritto e concordato al 90%. Manca per\u00f2 il 10% per cantare vittoria e indirizzare le sorti del mondo verso la ripresa. Manca, per\u00f2, anche un intervento ancora pi\u00f9 netto delle Banche centrali, casualmente richiesto da Trump proprio venerd\u00ec scorso, in contemporanea con l\u2019annuncio dei progressi sul nodo commerciale. \u201cSe la Fed tagliasse i tassi, l\u2019economia Usa decollerebbe come una navicella spaziale. Occorre smetterla con la politica di contrazione, serve una politica monetaria espansiva\u201d, ha dichiarato il Presidente alla stampa, confermando che incontrer\u00e0 Xi Jinping, ma \u201cpi\u00f9 avanti\u201d, giocando la carta strategica dell\u2019indeterminazione, del <i>sine die<\/i>. Pare proprio che occorra ancora un po\u2019 di caos e l\u2019estate, con i suoi bassi volumi sui mercati e la politica in infradito e con la guardia abbassata, \u00e8 l\u2019ideale. Magari, per arrivare al meeting di Jackson Hole di fine agosto con un annuncio clamoroso da parte di Jerome Powell che sancisca il trionfale avvio ufficiale della campagna elettorale per le presidenziali Usa del 2020. E che srotoli il tappeto rosso per <a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/politica\/2019\/4\/8\/scenario-mattarella-al-lavoro-per-trovare-i-numeri-che-servono-a-draghi\/1868755\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span class=\"s2\">l\u2019arrivo di Mario Draghi<\/span><\/a> in versione salvatore della patria, modalit\u00e0 Monti 2.0. Altro che <i>House of cards<\/i>.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonti: <a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/economia-e-finanza\/2019\/4\/9\/spy-finanza-italia-e-draghi-il-monti-2-0-pronto-per-dopo-lestate\/1868956\/\">https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/economia-e-finanza\/2019\/4\/9\/spy-finanza-italia-e-draghi-il-monti-2-0-pronto-per-dopo-lestate\/1868956\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL SUSSIDIARIO (Mauro Bottarelli) Mario Draghi (Lapresse) Non conviene che il Governo italiano cada sul Def. La vera emergenza per richiamare Mario Draghi deve scattare dopo l\u2019estate Temo che ormai stiano scorrendo i titoli di coda. Lenti, accompagnati da una bella canzone che ti fa indulgere seduto sulla poltrona del cinema invece di uscire subito, ma, pur sempre, meri titoli di coda. Les jeux sont faits, direbbero al casin\u00f2. 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