{"id":50821,"date":"2019-04-17T10:00:36","date_gmt":"2019-04-17T08:00:36","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50821"},"modified":"2019-04-16T12:38:41","modified_gmt":"2019-04-16T10:38:41","slug":"caporetto-libia-analisi-e-rimedi-di-una-sconfitta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50821","title":{"rendered":"Caporetto Libia: analisi e rimedi di una sconfitta"},"content":{"rendered":"<p><strong>di FEDERICO DEZZANI<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Caporetto Libia: analisi e rimedi di una sconfitta\" src=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/libia-interessi-italia-450x330.jpg\" alt=\"Caporetto Libia: analisi e rimedi di una sconfitta\" width=\"450\" height=\"330\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Il 4 aprile, consolidato il dominio su Cirenaica e Fezzan, il generale Khalifa Haftar ha lanciato l\u2019operazione per la conquista di Tripoli: nonostante si attendesse un ingresso pi\u00f9 facile nella capitale, difficilmente il generale desister\u00e0 sino alla vittoria totale e difficilmente i suoi sponsor gli negheranno i mezzi necessari all\u2019impresa. Per l\u2019Italia, arroccata sulla difesa del governo di Tripoli, si profila una storica sconfitta: come si \u00e8 arrivati alla Caporetto libica? Dall\u2019omicidio Regeni all\u2019illusoria speranza del sostegno americano, breve ricostruzione di una disfatta e qualche (superfluo) consiglio per ripartire, spostando il nostro il nostro asse mediorientale.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">Addio \u201cposto al sole\u201d?<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">La Libia ci \u00e8 cara, non soltanto perch\u00e9 \u00e8 stata meta di uno dei nostri primi viaggi mediorientali (in epoca gheddafiana), ma anche perch\u00e9 col tema libico \u201cdebuttammo\u201d in rete come analisti: correva infatti il novembre 2014 (cinque anni fa!), quando scrivemmo <a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/libia-sfida-russia-usa\/\">\u201cLibia: sfida Russia-USA?\u201d<\/a>. \u00c8 un articolo che merita di essere letto, perch\u00e9 nonostante qualche cambiamento intercorso nel frattempo, resta tuttora valido.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul tema, da allora abbiamo scritto pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, anticipando talora gli eventi con capacit\u00e0 quasi medianiche: come non rimanere stupiti, a distanza di due anni, leggendo il titolo <a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/accordi-onu-agli-sgoccioli-parigi-mosca-lanciano-lopa-sulla-libia\/\">\u201cAccordi ONU agli sgoccioli: Parigi e Mosca lanciano l\u2019Opa sulla Libia\u201d<\/a>? Non si tratta, ovviamente, di preveggenza, bens\u00ec di analisi basate sulla corretta comprensione delle forze in campo e sulla natura deterministica (piaccia o meno!) della geopolitica. Su questo ultimo aspetto, la natura deterministica della geopolitica, scriveremo pi\u00f9 a fondo quando, nel corso dell\u2019anno, si verificher\u00e0 l\u2019evento alla base della nostro impianto analitico per il 2019: la No Deal Brexit. Nel caso libico, si pu\u00f2 dire che l\u2019Italia ha perso la partita in Libia, perch\u00e9 doveva necessariamente perderla: nel momento in cui si delega a terzi la politica estera e si adotta una serie di scelte nefaste, \u00e8 solo questione di tempo perch\u00e9 la storia presenti il conto. E pure salato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non c\u2019\u00e8 alcun dubbio, infatti, che l\u2019Italia figuri tra i grandi perdenti (forse la maggior perdente) dei recenti sviluppi in Libia: consolidato il controllo sulla Cirenaica, esteso il dominio su buona parte del Fezzan, il generale Khalifa Haftar ha infine lanciato, il 4 aprile, l\u2019operazione per la conquista di Tripoli. \u00c8 probabile, alla luce anche dei recentissimi sviluppi, che il generale si attendesse di entrare nella capitale senza sparare neppure un colpo, o quasi: la ferma reazione delle milizie islamiche, autrici del colpo di Stato dell\u2019estate 2014, deve certamente averlo sorpreso. Ad ogni modo, tratto il dado, \u00e8 impossibile tornare indietro: si combatter\u00e0 fino alla vittoria chiara e definitiva di una fazione. Il vasto sostegno internazionale (Russia, Francia, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Egitto) al generale Haftar e la disponibilit\u00e0 di ricevere facili aiuti materiali (via Egitto), lascia pochi dubbi sulla vittoria dell\u2019aspirante rais: per l\u2019Italia, l\u2019unica (o quasi) potenza rimasta a sostenere il governo di Tripoli, si profila una sconfitta clamorosa. \u00c8 talmente affollato il carro dei vincitori che, per gli sconfitti, non rimarranno neppure le briciole. Come si \u00e8 arrivati a questa \u201cCaporetto libica\u201d? Come si \u00e8 arrivati ad una situazione cos\u00ec disastrosa da mettere a repentaglio le nostre residue posizione in Libia? Come scrivemmo gi\u00e0 nel 2014 (sic!), l\u2019Italia ha mancato di realpolitik e di capacit\u00e0 di adattamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ricostruiamo brevemente gli eventi.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>La Nato lancia nel 2011 l\u2019operazione Odissey Dawn per rovesciare Gheddafi. Scopo di USA e UK \u00e8 trasformare la Libia in un trampolino di lancio per l\u2019immigrazione clandestina, cos\u00ec da inondare l\u2019Europa di flussi migratori e destabilizzare l\u2019Unione Europea. Agli USA non interessa n\u00e9 il petrolio libico n\u00e9 il controllo del Paese: chiusi i rubinetti dell\u2019immigrazione, chiusa la partita. La Francia, invece, ambisce a inglobare il Paese nella sua sfera di influenza.<\/li>\n<li>Nel caos post-libico, emerge la figura di Khalifa Haftar, reduce da un lungo esilio negli Stati Uniti (zona Langley). Francia, Italia, Russia, Emirati Arabi e Egitto sono gli sponsor del generale tra il 2012 ed il 2014.<\/li>\n<li>Interessati a fomentare il caos e l\u2019immigrazione clandestina, gli USA, forti del sostegno di Turchia e Qatar, organizzano il colpo di stato islamico dell\u2019estate 2014: il governo legittimo e Haftar fuggono in Cirenaica, meditando di tornare nella capitale alla prima occasione.<\/li>\n<li>Dicembre 2015: <a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/perche-il-governo-dunita-nazionale-libico-fallira-washington-e-londra-tifano-per-una-nuova-somalia\/\">gli accordi marocchini, sponsorizzati dagli USA, creano il dualismo Tripoli-Tobruk.<\/a> Il governo tripolitano di Faiez Al-Serraj \u00e8 una semplice riverniciatura della giunta islamista: tuttavia l\u2019Italia sceglie di legare le sue fortune a Tripoli e, non paga, invia persino un contingente di 400 uomini, affiancati da soldati inglesi, nella roccaforte islamica di Misurata.<\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/omicidio-regeni-tre-mesi-conto-salato-pagato-libia\/\">Gennaio 2016: l\u2019omicidio Regeni, opera dei servizi segreti inglesi, allarga il fossato tra Italia e Al-Sisi\/Haftar<\/a>. Nel frattempo aumentano i flussi migratori che porteranno ovunque voti alla destre anti-UE, compresa la Lega di Mattero Salvini.<\/li>\n<li>Novembre 2016: vittoria di Donald Trump e cambio (pianificato) di strategia atlantica. Gli USA sottraggono l\u2019appoggio a Turchia e Qatar e convergono nuovamente verso l\u2019Arabia Saudita. Le frontiere vanno ora chiuse, man mano che le destre europee vincono le elezioni. In questo mutato quadro, il governo tripolitano di Faiez Al-Serraj \u00e8 inutile: agli USA non interessano n\u00e9 la Libia, n\u00e9 l\u2019abortito \u201cgoverno d\u2019unit\u00e0 nazionale\u201d. A fianco di Haftar sono rimasti Francia, Russia, Emirati Arabi ed Egitto, cui si aggiunge ora anche l\u2019Arabia Saudita (tramite cui gli angloamericani, si noti, contano comunque di mantenere un piede in Libia).<\/li>\n<li>L\u2019Italia \u201ctrumpiana e gialloverde\u201d (che deve le sue fortune all\u2019immigrazione incontrollata del 2014-2018), continua ad appoggiarsi al governo tripolitano di Faiez Al-Serraj, credendo che sia l\u2019unico in grado di bloccare i flussi migratori. Cos\u00ec facendo, non si accorge di essere rimasta l\u2019unica potenza occidentale a sostenere Tripoli: tutti, o quasi, si sono gi\u00e0 riposizionati per la vittoria di Khalifa Haftar, compresi gli USA tramite Riad!<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">Ecco brevemente riassunti i fatti che hanno portato alla Caporetto libica. Si noti, la gravit\u00e0 della sconfitta \u00e8 tale che, in un Paese serio, forze armate, ministero degli Esteri e dirigenza politica (dal PD alla Lega), andrebbero azzerati. Tuttavia, in un Paese come l\u2019Italia, si passa con noncuranza da una sconfitta all\u2019altra, senza analizzare i fatti, punire i responsabili e adottare le necessarie contromisure. Amen.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci\u00f2 nonostante, portiamo comunque avanti la nostra analisi, studiando per mero interesse personale, gli assetti internazionali dopo il (quasi certamente vittorioso) colpo di mano di Haftar: ogni azione comporta infatti una reazione e, sicuramente, un atto di forza come il putsch haftariano comporta diverse reazioni, sfruttabili da chi ne abbia le capacit\u00e0:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>l\u2019Algeria, attualmente in una fase di grande debolezza tale da impedirle qualsiasi seria riposta, non \u00e8 affatto felice di avere nuovamente francesi e sauditi ai suoi confini. L\u2019Italia, pertanto, dovrebbe stringere i suoi legami con Algeri in funzione anti-Haftar.<\/li>\n<li>Turchia a Qatar sono le grandi \u201cperdenti mussulmane\u201d della partita libica. Sono comunque rispettivamente il primo esercito del Medio Oriente ed una delle nazioni pi\u00f9 ricche del Golfo Persico: arrivati a questo punto della partita, conviene rimanere fino in fondo a fianco di Ankara e Doha, purch\u00e9 quest\u2019alleanza si estenda a tutto il Medio Oriente e consenta all\u2019Italia di recuperare altrove il terreno perduto in Nord Africa.<\/li>\n<li>L\u2019Italia, in questa concitata crisi libica, si \u00e8 coordinata con la Germania. \u00c8 la stessa Germania ai ferri corti con gli USA per il Nord Stream 2 e Huawei ed \u00e8 la stessa Germania che, da sempre, coltiva relazioni speciali con Qatar e Turchia. Coordinare la politica mediorientale con Berlino, puntando sull\u2019asse Turchia-Qatar (alternativo alla \u201cNATO araba\u201d sponsorizzata dagli USA), sarebbe di grande aiuto per la (oggettivamente debole) Italia.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">Se, come altamente probabile, l\u2019Italia dovesse perdere la partita libica ed essere estromessa dalla sua ex-colonia, sarebbe comunque possibile ripartire ancora una volta: man mano che la partita si fa dura (e si far\u00e0 sempre pi\u00f9 dura!), i cazzari devono per\u00f2 uscire dal campo.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/caporetto-libia-analisi-e-rimedi-di-una-sconfitta\/\">http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/caporetto-libia-analisi-e-rimedi-di-una-sconfitta\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FEDERICO DEZZANI Il 4 aprile, consolidato il dominio su Cirenaica e Fezzan, il generale Khalifa Haftar ha lanciato l\u2019operazione per la conquista di Tripoli: nonostante si attendesse un ingresso pi\u00f9 facile nella capitale, difficilmente il generale desister\u00e0 sino alla vittoria totale e difficilmente i suoi sponsor gli negheranno i mezzi necessari all\u2019impresa. 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