{"id":50825,"date":"2019-04-17T11:37:54","date_gmt":"2019-04-17T09:37:54","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50825"},"modified":"2019-04-16T16:40:34","modified_gmt":"2019-04-16T14:40:34","slug":"assange-e-le-manette-alla-liberta-di-stampa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50825","title":{"rendered":"Assange e le manette alla libert\u00e0 di stampa"},"content":{"rendered":"<p><strong><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/files\/2019\/04\/free-assange.jpg\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>di MICROMEGA (Alessandro Gilioli)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 stato interessante nei giorni scorsi osservare la composita compagnia che ha esultato per l&#8217;arresto a Londra di Julian Assange: alcuni dei suoi corifei erano prevedibili ma altri onestamente meno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tra i primi, diversi capi di Stato e di governo, qualche potente delle varie Forze armate e dei servizi di intelligence, taluni rauchi esponenti di destra che non hanno mai nutrito una smisurata idea di libert\u00e0. Tra i secondi \u2013 quelli che hanno fatto la ola pi\u00f9 a sorpresa \u2013 si sono distinti diversi esponenti della sinistra \u201cprogressista\u201d, che fino a pochi anni fa simpatizzavano per WikiLeaks, ma adesso l&#8217;hanno in uggia, vedremo poi il perch\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Accanto a questi, fra gli esultatori imprevisti, si sono esibiti anche non pochi giornalisti di discreta fama, per i quali invece la ragione dell&#8217;astio \u00e8 pi\u00f9 psicoanalitica: invidia del collega che ha realizzato scoop storici e mondiali, gioia per la restaurazione di antiche gerarchie professionali che il boom di WikilLeaks aveva ribaltato (Assange a marcire in galera \u00e8 un bel Congresso di Vienna), soddisfazione intestinale nel vedere al gabbio chi ha fatto del giornalismo uno strumento di rivelazione di segreti dei potenti \u2013 mettendo in gioco la propria vita \u2013 anzich\u00e9 di accomodamento delle proprie chiappe accanto ai potenti medesimi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di questi ultimi \u2013 le grandi firme che oggi si fregano le mani \u2013 si dovrebbero occupare appunto i rispettivi strizzacervelli: se arrivati oltre i sessant&#8217;anni non riescono a far pace con il loro ego e i loro compromessi di vita, \u00e8 solo un problema loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pi\u00f9 interessante invece la svolta della sinistra \u201cprogressista\u201d (o presunta tale). Che aveva coccolato Assange per anni (in particolare quando WikiLeaks aveva rivelato le stragi di civili in Afghanistan compiute al tempo di George W. Bush) ma lo ha drasticamente mollato dopo il Russiagate. E, per quanto riguarda l&#8217;Italia, dopo che lo sventurato ha ricevuto nella sua tana-prigione dentro l&#8217;ambasciata ecuadoregna una delegazione di parlamentari grillini (Di Battista compreso, stiamo parlando di qualche anno fa) manifestando la sua simpatia e il suo appoggio per il Movimento 5 Stelle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A seguito di questi due eventi, adesso Assange \u00e8 diventato \u201cl&#8217;amico di Trump\u201d, il \u201ccomplice dei sovranisti\u201d o (ad andar bene) \u201cil controverso hacker\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora, a questa ipocrita svolta anti Assange di buona parte dei \u201cprogressisti\u201d italiani va risposto con la forza dei fatti e dell\u2019onest\u00e0 intellettuale:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">1. L&#8217;appoggio al Movimento 5 Stelle non \u00e8 un&#8217;argomentazione contro Assange e ancor meno contro WikiLeaks. Probabilmente Assange (peraltro poco interessato alla politica italiana) al tempo ha visto nel M5S un partito vicino alla sua idea di trasparenza e di uso della Rete a questo scopo. In ogni caso, non \u00e8 in base a uno statement su un partito italiano che possiamo giudicare quanto sta avvenendo attorno a lui. Sarebbe ridicolo, oltre che sommamente provinciale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">2. Julian Assange non \u00e8 in alcun modo indagato nell&#8217;inchiesta Russiagate. Non c&#8217;\u00e8 alcun capo di imputazione nei suoi confronti. E la stessa inchiesta sul Russiagate nel suo complesso ha dimostrato che i \u201cprogressisti\u201d su questa vicenda si devono mettere un po\u2019 l&#8217;anima in pace: se Donald Trump \u00e8 diventato presidente degli Stati Uniti \u00e8 per un complesso di macrocause economiche, politiche, sociali e culturali (tra cui gli stessi errori storici della sinistra fattasi establishment), non per un complotto degli hacker russi spalleggiati da Assange.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">3. Solo un cieco felice di esserlo \u2013 quindi molto affezionato ai suoi pregiudizi \u2013 oggi non vede il motivo sostanziale per cui da anni \u00e8 perseguitato Assange, con le accuse formali pi\u00f9 diverse: per aver dato fastidio (e che fastidio!) ai potentati dell&#8217;economia (non dimentichiamo che centinaia dei primi leaks erano su banche e industriali), della diplomazia, dei servizi, dei militari e della politica. Su tutti costoro Assange e il suo sito avevano rivelato solo e sempre verit\u00e0. Ma verit\u00e0 che non dovevano essere dette. Assange aveva realizzato nei fatti il famoso motto di Horacio Verbitsky, spesso citato ma raramente implementato: \u201cgiornalismo \u00e8 pubblicare qualcosa che qualcuno non vorrebbe venisse pubblicato; tutto il resto \u00e8 propaganda\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo non \u00e8 stato perdonato ad Assange, per questo ora Assange \u00e8 in carcere, dopo aver passato sette anni chiuso in venti metri quadri dentro un&#8217;ambasciata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma, detto tutto questo, non c&#8217;\u00e8 alcun bisogno di apprezzare Assange per difenderlo. Non c&#8217;\u00e8 alcun bisogno di considerarlo un \u201ceroe\u201d (categoria a cui \u00e8 sempre meglio non appartenere), n\u00e9 un \u201cpaladino della libert\u00e0\u201d e neppure un \u201cgiornalista senza paura\u201d. Anzi, oggi si pu\u00f2 e si deve difendere Assange anche se ci sta antipatico, anche se ne siamo distanti politicamente, perfino se lo consideriamo (pur senza prove) un \u201chacker al servizio di Putin\u201d. Lo dobbiamo difendere perch\u00e9 non \u00e8 in gioco lui, ma il principio del giornalismo che ha il diritto (se non il dovere) di pubblicare notizie vere e verificate proteggendo la propria fonte e indipendentemente dalla propria fonte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8, questo, un principio base della libert\u00e0 di stampa, della sua forza storica, della sua funzione di controllo in una societ\u00e0 aperta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 questo principio ad essere stato messo in manette l&#8217;altro giorno in una strada del centro di Londra, non l&#8217;uomo stanco con la barba bianca che in quel momento lo impersonava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Voi state con questo principio o con quelle manette?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/assange-e-le-manette-alla-liberta-di-stampa\/\">http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/assange-e-le-manette-alla-liberta-di-stampa\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MICROMEGA (Alessandro Gilioli) &nbsp; \u00c8 stato interessante nei giorni scorsi osservare la composita compagnia che ha esultato per l&#8217;arresto a Londra di Julian Assange: alcuni dei suoi corifei erano prevedibili ma altri onestamente meno. 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