{"id":50836,"date":"2019-04-17T11:30:51","date_gmt":"2019-04-17T09:30:51","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50836"},"modified":"2019-04-16T19:31:39","modified_gmt":"2019-04-16T17:31:39","slug":"brexit-rinviata-ma-per-la-ue-sara-un-viet-nam","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=50836","title":{"rendered":"Brexit rinviata: ma per la UE sar\u00e0 un Viet-nam"},"content":{"rendered":"<p><strong>di TELEBORSA (Guido Salerno Aletta)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/images.teleborsa.it\/t\/stabile\/108761.t.W300.H188.M4.jpg\" alt=\"Per punire la Gran Bretagna, ora Bruxelles \u00c3\u00a8 nei guai\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;imbarazzante cappotto che il Consiglio europeo ha fatto indossare alla Premier britannica Theresa May nonostante la primavera avanzata, nasconde\u00a0<strong>pericoli enormi sul piano della stabilit\u00e0 politica ed istituzionale della Unione europea<\/strong>\u00a0e delle sue relazioni con gli Usa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mentre il tanto sbandierato\u00a0<strong>asse franco-tedesco \u00e8 gi\u00e0 andato in frantumi<\/strong>, la durezza della posizione negoziale della Commissione verso la Gran Bretagna \u00e8 tracimata in peggio: anzich\u00e9 provocare solo l&#8217;auspicato spappolamento del sistema politico inglese, porta alla radicalizzazione del confronto elettorale tra euro-scettici ed unionisti nella competizione per il rinnovo del Parlamento europeo ed alla presa in ostaggio da parte del Regno Unito delle istituzioni europee. Con le elezioni previste tra il 23 ed il 26 di maggio e la prossima Commissione che si insedier\u00e0 il prossimo 1\u00b0 novembre, se la Gran Bretagna non esce, sar\u00e0 un disastro.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;ultima mazzata \u00e8 arrivata dagli Usa<\/strong>, a tempo scaduto, con un rigore calciato a porta vuota da un giocatore imprevisto, il Presidente americano Donald Trump: la guerra commerciale contro l&#8217;Unione, che ha dimostrato tanta durezza nelle trattative sulla Brexit, sar\u00e0 altrettanto cruenta.<\/p>\n<p>La strategia volta a rendere quanto pi\u00f9 dure possibili le condizioni di recesso della Gran Bretagna dall&#8217;Unione ha indotto Westminster a rifiutarle per ben tre volte, con la conseguenza di una sempre pi\u00f9 probabile partecipazione della Gran Bretagna, per l&#8217;intanto, alle prossime elezioni europee:\u00a0<strong>rischia di portare a Strasburgo una ancora pi\u00f9 ampia pattuglia di euroscettici<\/strong>, rendendo vieppi\u00f9 ingovernabile il prossimo parlamento europeo. Invece di ridurre l&#8217;area della protesta, la amplifica polarizzando il confronto. Non solo: se la Gran Bretagna non dovesse uscire dall&#8217;Unione neppure entro il prossimo 31 ottobre, la nuova data a cui la Brexit \u00e8 stata ora differita, questa avrebbe il diritto di partecipare anche alla composizione della nuova Commissione, con conseguenze politiche inimmaginabili.<\/p>\n<p>Il Presidente americano Donald Trump, da par suo, \u00e8 entrato in partita a tempo scaduto: non solo ha stigmatizzato la ruvidit\u00e0 con cui la Unione europea ha strattonato la Gran Bretagna nella\u00a0<strong>trattativa sulla Brexit<\/strong>, ma ha gi\u00e0 iniziato a tambureggiare; i\u00a0<strong>dazi<\/strong>\u00a0appena imposti sugli 11 miliardi di dollari di merci europee non sono che l&#8217;assaggio di una offensiva che si far\u00e0 sempre pi\u00f9 pesante.<\/p>\n<p>Per l&#8217;attivo strutturale del commercio tedesco nei confronti di Gran Bretagna ed Usa, appaiato attorno ai 50 miliardi di euro annui ciascuno, si preannunciano tempi duri. La Brexit, industrialmente parlando, per il sistema produttivo inglese \u00e8 un affarone: la sola svalutazione della sterlina sull&#8217;euro basta ed avanza per compensare la competitivit\u00e0 delle produzioni europee.<\/p>\n<p>Occorre riassumere, a questo punto, quanto \u00e8 accaduto finora, rammentando soprattutto gli infortuni politici che hanno influito sugli eventi: serve per capire come\u00a0<strong>le scadenze interne dell&#8217;Unione si sono andate intrecciando in modo inestricabile con quelle della Brexit<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 10 aprile scorso, Theresa May si \u00e8 presentata a Bruxelles per chiedere alla Unione europea un ulteriore\u00a0<strong>&#8220;breve rinvio&#8221;, stavolta al 30 giugno<\/strong>, del termine per la Brexit. Ci\u00f2 al fine di poter sottoporre al voto di Westminster, per la quarta volta, l&#8217;Accordo di recesso concordato con Bruxelles a dicembre dell&#8217;anno scorso, ovvero per ottenere un voto comunque politicamente significativo sulle prospettive: ad esempio, la decisione di aderire alla Unione doganale, ovvero la indizione di un secondo referendum sulla Brexit in esito al quale poter revocare la richiesta di lasciare l&#8217;Unione.<\/p>\n<p>Il termine per la Brexit era gi\u00e0 stato differito, stabilendo come data ultimativa il prossimo 17 aprile rispetto a quella del 29 marzo, termine previsto originariamente sulla base dell&#8217;art. 50 del Trattato. Ci\u00f2 era stato concordato per dar modo alla Premier britannica di sottoporre a Westminster, ancora per una terza volta, l&#8217;Accordo di recesso. Dopo questa ennesima bocciatura, incombeva la prospettiva della\u00a0<strong>hard-Brexit<\/strong>, l&#8217;<strong>uscita senza alcun accordo con l&#8217;Unione<\/strong>\u00a0che Westminster ha parimenti, volpinamente, rifiutato. Va ricordato in proposito che, sulla base delle intese che avevano portato al rinvio della Brexit, ove il parlamento britannico avesse approvato l&#8217;Accordo di recesso entro il 17 aprile, l&#8217;Unione europea concedeva comunque ancora un po&#8217; tempo per la Brexit: fino al 30 giugno, per consentire alla Gran Bretagna di completare l&#8217;approvazione della legislazione occorrente per riprendere piena autonomia. In questo caso, avendo approvato l&#8217;Accordo di recesso entro il 17 aprile, la Gran Bretagna non aveva pi\u00f9 alcun titolo a partecipare alle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo.<\/p>\n<p>Stavolta,\u00a0<strong>sulla nuova richiesta britannica di differimento della Brexit al 30 giugno, l&#8217;asse franco-tedesco si \u00e8 spezzato<\/strong>. Sono emerse due strategie inconciliabili: la Cancelliera Angela Merkel era disponibile ad offrire un rinvio quanto pi\u00f9 lungo possibile, di un anno fino al 30 marzo 2020, ovvero fino al termine del 2019, e ci\u00f2 al fine di mantenere stabili ad ogni costo le relazioni commerciali con la Gran Bretagna, che le garantiscono da sole un attivo di oltre 49 miliardi di euro l&#8217;anno. La prospettiva di aderire all&#8217;Unione doganale \u00e8 del tutto indigeribile per l&#8217;Inghilterra: il fatto che da parte irlandese, ma solo dopo il viaggio compiuto a Dublino dalla Cancelliera tedesca, sia stata finalmente ammessa la possibilit\u00e0 che la Gran Bretagna, ove mai dovesse acconciarsi a partecipare alla Unione doganale, avr\u00e0 diritto di &#8220;parola&#8221; sulle politiche commerciali europee, testimonia la necessit\u00e0 per i tedeschi di dissociarsi dalla\u00a0<strong>durezza dimostrata fin qui dal negoziatore europeo per la Brexit, il francese Michel Barnier<\/strong>.<\/p>\n<p>Il troppo stroppia.\u00a0<strong>Anche il Presidente Emmanuel Macron ha finalmente intuito che la strada fin qui intrapresa \u00e8 funesta<\/strong>: ben conosce le traversie che portarono alla decolonizzazione dell&#8217;Indocina e dell&#8217;Algeria, quando la Francia ebbe a che fare con una guerra rivoluzionaria, quella in cui una minoranza di combattenti motivati fino alla ossessione divenne invincibile per la capacit\u00e0 di mettere sotto scacco gli schemi formali.\u00a0<strong>Gli Usa potrebbero soffiare sul fuoco, come fece la Cina<\/strong>. Macron ha dunque intravisto i pericoli di un aut aut che ha messo la Gran Bretagna con le spalle al muro, rendendole preferibile rinviare la Brexit con decisioni anodine piuttosto che accettare l&#8217;Accordo fin qui definito con Bruxelles: se la Gran Bretagna non esce tempestivamente dall&#8217;Unione, deve partecipare alle elezioni europee di fine maggio per il rinnovo del Parlamento europeo, con le conseguenze ben immaginabili sulla sua governabilit\u00e0. Non solo: se non esce neppure entro il 31 ottobre, avr\u00e0 diritto a partecipare alla composizione della prossima Commissione. Addio, dunque, ai sogni di gloria per la Francia, quelli di bilanciare l&#8217;asse con la Germania e di gestire in condominio l&#8217;intera Unione.<\/p>\n<p>La prospettiva di\u00a0<strong>tenersi la Gran Bretagna dentro l&#8217;Unione \u00e8 diventata un incubo<\/strong>.<\/p>\n<p>Da qui in avanti, per la Gran Bretagna non cambia nulla: per l&#8217;Unione Europea, gestire la Brexit, sar\u00e0 un Viet-nam.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.teleborsa.it\/Editoriali\/2019\/04\/12\/brexit-rinviata-ma-per-la-ue-sara-un-viet-nam-1.html?p=2#.XLYRD4kza1s\">https:\/\/www.teleborsa.it\/Editoriali\/2019\/04\/12\/brexit-rinviata-ma-per-la-ue-sara-un-viet-nam-1.html?p=2#.XLYRD4kza1s<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TELEBORSA (Guido Salerno Aletta) L&#8217;imbarazzante cappotto che il Consiglio europeo ha fatto indossare alla Premier britannica Theresa May nonostante la primavera avanzata, nasconde\u00a0pericoli enormi sul piano della stabilit\u00e0 politica ed istituzionale della Unione europea\u00a0e delle sue relazioni con gli Usa. Mentre il tanto sbandierato\u00a0asse franco-tedesco \u00e8 gi\u00e0 andato in frantumi, la durezza della posizione negoziale della Commissione verso la Gran Bretagna \u00e8 tracimata in peggio: anzich\u00e9 provocare solo l&#8217;auspicato spappolamento del sistema politico inglese,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":95,"featured_media":48023,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/logo-teleborsa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-ddW","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50836"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/95"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=50836"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50836\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":50837,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50836\/revisions\/50837"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/48023"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=50836"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=50836"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=50836"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}