{"id":51149,"date":"2019-05-09T11:30:10","date_gmt":"2019-05-09T09:30:10","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51149"},"modified":"2019-05-08T20:14:51","modified_gmt":"2019-05-08T18:14:51","slug":"italia-tunisia-il-primo-vertice-intergovernativo-e-stato-un-successo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51149","title":{"rendered":"Italia-Tunisia: il primo vertice intergovernativo \u00e8 stato un successo"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>POLIKOS (Marco Valerio Solia)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-newspaper-x-single-post size-newspaper-x-single-post wp-post-image\" src=\"https:\/\/polikos.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Tunisia-2-700x490.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"490\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La visita in Tunisia dei pi\u00f9 alti esponenti del governo italiano ha offerto a Roma una sponda preziosa per tutelare i propri interessi strategici nella regione. L\u2019attacco a Tripoli ad opera del generale Haftar, il colpo di Stato in Sudan e la liquidazione del presidente Bouteflika in seguito alle proteste algerine hanno imposto al nostro Paese il consolidamento delle relazioni con quegli attori interessati ad una stabilizzazione del Nord Africa, resa ogni giorno pi\u00f9 precaria.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify\">Non \u00e8 un mistero che al centro delle preoccupazioni italiane vi siano soprattutto i dossier su Libia, sicurezza degli approvvigionamenti energetici ed immigrazione, temi su cui Tunisi \u00e8 pronta a dare una mano. L\u2019esito positivo del vertice italo-tunisino ha fornito al nostro Paese un po\u2019 di ossigeno dopo giorni particolarmente caldi, in cui la telefonata di endorsement fatta da Trump a Haftar ha ulteriormente complicato la nostra posizione nell\u2019area, con buona pace della \u201ccabina di regia\u201d ventilata in passato dagli americani. Il sospetto \u00e8 che gli Stati Uniti stiano presentando all\u2019Italia il conto della firma del MoU con la Cina. Il dietrofront libico \u00e8 stato peraltro preceduto di pochi giorni dall\u2019annuncio, avvenuto il 24 aprile, sull\u2019estensione delle sanzioni di Washington (rivolte contro l\u2019importazione di petrolio iraniano) anche per gli otto Paesi (tra cui il nostro) che ne erano inizialmente esentati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 in questo quadro che va letta la sempre pi\u00f9 stretta collaborazione con il Qatar, che il presidente del Consiglio italiano ha visitato a inizio aprile, ultimo di una serie di incontri avvenuti tra i maggiori esponenti politici dei due Paesi. La vicinanza con Doha, avversata dalle monarchie del Golfo e dall\u2019Egitto, \u00e8 ancora molto utile in Libia, dove insieme alla Turchia continua a sostenere Serraj. Proprio Erdogan ha incontrato luned\u00ec scorso il ministro degli Interni di Tripoli Fathi Bashaga, a dimostrazione di come i partner regionali del Gna libico non accettino alcuna capitolazione verso gli aggressori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Segnali positivi, quelli giunti dalla Tunisia, dove questo luned\u00ec si \u00e8 svolta una missione d\u2019affari capitanata da Confindustria, Associazione Bancaria Italiana e dall\u2019Agenzia per la promozione all\u2019estero e l\u2019internazionalizzazione delle imprese italiane. Presenti 48 aziende, 5 associazioni di categoria e 4 istituti bancari. Il giorno successivo ha visto la partecipazione del presidente del Consiglio, dei ministri dello Sviluppo Economico, dell\u2019Interno (che si \u00e8 recato al Museo del Pardo a rendere omaggio alle vittime dell\u2019attentato del 2015), degli Esteri e della Difesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sempre marted\u00ec si \u00e8 svolto il Business Forum Italia-Tunisia, con la firma di diversi accordi tra i due Paesi, di cui quello pi\u00f9 importante riguarda la realizzazione, prevista per il 2023, di un elettrodotto sottomarino, che apporter\u00e0 una benefica interconnessione tra le due sponde del Mediterraneo. Il costo dell\u2019opera \u00e8 stimato intorno ai 600 milioni di euro, forniti per il 50% dall\u2019italiana Terna e, per il restante, dalla controparte tunisina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il primo vertice italo-tunisino non si \u00e8 per\u00f2 limitato al solo ambito economico: i due governi hanno infatti giocato di sponda per chiedere l\u2019immediata cessazione delle ostilit\u00e0 in Libia, ribadendo la volont\u00e0 di una soluzione negoziata che metta in secondo piano lo strumento militare rispetto alla diplomazia. Una perfetta sintonia quella di Giuseppe Conte con il primo ministro Youssef Chahed e con il presidente della Repubblica tunisina Essebsi, ancora pi\u00f9 preziosa in questo tormentato frangente, dove l\u2019Italia rischia una catastrofe umanitaria alle sue porte, dalle conseguenze difficilmente prevedibili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/polikos.it\/geopolitica\/2019\/05\/italia-tunisia-il-primo-vertice-intergovernativo-e-stato-un-successo\/\">https:\/\/polikos.it\/geopolitica\/2019\/05\/italia-tunisia-il-primo-vertice-intergovernativo-e-stato-un-successo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di POLIKOS (Marco Valerio Solia) &nbsp; La visita in Tunisia dei pi\u00f9 alti esponenti del governo italiano ha offerto a Roma una sponda preziosa per tutelare i propri interessi strategici nella regione. 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