{"id":51156,"date":"2019-05-10T10:30:15","date_gmt":"2019-05-10T08:30:15","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51156"},"modified":"2019-05-08T20:54:54","modified_gmt":"2019-05-08T18:54:54","slug":"robin-contro-loutput-gap","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51156","title":{"rendered":"Robin contro l\u2019output gap"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CARLO CLERICETTI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Altro che Robin Hood, il nostro eroe \u00e8 Robin Brooks. Che non \u00e8 un ribelle che vive nascosto, anzi: \u00e8 \u2013 pensate un po\u2019 \u2013 un economista mainstream. Laurea a Yale, master alla London school, poi Fondo monetario (8 anni) e Goldman Sachs. E ora \u00e8 capo economista all\u2019Iif,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.iif.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Institute of International Finance<\/a>, che magari non \u00e8 molto conosciuto dal grande pubblico, ma \u00e8 tra le pi\u00f9 importanti lobby della finanza: basti sapere che ha rappresentato le banche nei negoziati sul regolamento di Basilea 3 e i creditori in quelli sul debito greco del 2011-12. Insomma, un personaggio che si muove nelle stanze del potere, il potere vero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E come mai ci piace tanto? Perch\u00e9 ha iniziato una battaglia contro l\u2019utilizzo, da parte della Commissione europea e del Fondo monetario, dell\u2019output gap, che \u00e8 uno dei meccanismi infernali utilizzati per dare giudizi sull\u2019economia di un paese e decidere i limiti della sua politica di bilancio. Brooks ha persino coniato un acronimo,\u00a0 CANOO, che sta per\u00a0<i>Campaign against Nonsense Output Gaps<\/i>, ossia Campagna contro gli insensati output gaps, e produce grafici che mostrano come questo parametro sia completamente sballato e il suo utilizzo abbia effetti devastanti sulle politiche economiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Prima di mostrarveli ricordiamo in breve che cosa sia l\u2019output gap. \u00a0Quando un paese \u00e8 in recessione, la grande maggioranza degli economisti, sia pure con varie sfumature, concordano sul fatto che la politica di bilancio debba essere espansiva, ossia che lo Stato debba spendere di pi\u00f9 per sostenere l\u2019economia. Negli anni passati non c\u2019era questo largo consenso, ma questa \u00e8 un\u2019altra storia che sarebbe troppo lungo raccontare. Per\u00f2 siamo solo all\u2019inizio del problema, perch\u00e9, secondo la teoria economica dominante, la maggiore spesa pu\u00f2 avere effetto solo quando il paese in questione \u00e8 al di sotto del suo prodotto potenziale, cio\u00e8 quello che si otterrebbe se tutti i fattori della produzione \u2013 lavoro, capitali \u2013 fossero utilizzati al meglio. Altrimenti, quella maggiore spesa non farebbe altro che far aumentare il debito e scatenare l\u2019inflazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 dunque fondamentale, in questa visione, calcolare la differenza tra il Pil effettivo e quello potenziale: questa differenza \u00e8 appunto l\u2019output gap. Se questo \u00e8 negativo, vuol dire che l\u2019economia non va come dovrebbe, e in questo caso \u00e8 ammessa una maggiore spesa pubblica, anche in deficit; se invece \u00e8 positivo la maggiore spesa \u2013 sempre secondo queste teorie \u2013 non solo non aiuterebbe l\u2019economia, ma farebbe addirittura danni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma come si calcola il Pil potenziale? In base alla stima di una serie di variabili, e gi\u00e0 qui suona l\u2019allarme, perch\u00e9 abbiamo visto quanto ci azzeccano le stime. Il Fmi, considerato tra gli organismi di maggior livello tecnico al mondo, ha fatto una quantit\u00e0 incredibile di sbagli: sulle previsioni delle crisi\u00a0<a href=\"https:\/\/www.italiaoggi.it\/news\/il-tasso-di-errore-delle-previsioni-del-fmi-e-del-100-2330304\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">il tasso di errore \u00e8 stato addirittura del 100%<\/a>. Figuriamoci gli altri. Non solo: un\u2019altra variabile fondamentale in quel calcolo \u00e8 il livello di disoccupazione al di sotto del quale aumenterebbe la pressione sui salari (<i>Nairu: Non-Accelerating Inflation Rate of Unemployment<\/i>), il che avrebbe effetti inflazionistici. Abbiamo gi\u00e0 osservato che una teoria che preveda un livello desiderabile di disoccupazione \u00e8 indegna dal punto di vista etico. Ma il fatto \u00e8 che \u00e8 sballata anche dal punto di vista tecnico, perch\u00e9 \u00e8 in pratica una sorta di media mobile ricavata dalla disoccupazione degli anni precedenti. Quindi, pi\u00f9 \u00e8 stata grave la crisi, pi\u00f9 questo dato sulla disoccupazione sar\u00e0 alto e pi\u00f9 l\u2019output gap sar\u00e0 basso. E siccome \u00e8 in base a quello che si decide la politica di bilancio, il meccanismo ha in pratica l\u2019effetto di frenare ulteriormente l\u2019economia invece di sostenerla. Un capolavoro!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora, se queste cose le dice un semplice giornalista, come chi scrive; oppure se le dicono economisti definiti \u201cnon allineati\u201d, \u201ccritici\u201d, \u201cradicali\u201d, e cos\u00ec via per insinuare che non sono attendibili; finch\u00e9 le dicono questo tipo di persone si pu\u00f2 far finta che il problema non esista. Ma se le dice uno come Brooks, che lavora in istituzioni che sono il cuore della classe dominante, beh, allora se si continua come se niente fosse significa che siamo al di fuori persino dell\u2019economia mainstream, siamo puramente e semplicemente nel campo della politica, una politica che usa le formule per tentare di giustificare i suoi fini, che non sono quelli dell\u2019interesse generale ma dell\u2019interesse di una sola parte, quella dei signori del turbocapitalismo. D\u2019accordo con la campagna di Brooks si sono dichiarati per esempio Adam Tooze, professore di storia alla Columbia University (ma studioso dei problemi economici, autore di\u00a0<i>Crashed: come un decennio di crisi finanziarie ha cambiato il mondo)<\/i>, Adam Posen, presidente del Peterson Institute for International Economics, Paul Krugman e altri economisti che lo hanno scritto sul profilo Twitter di Brooks (@RobinBrooksIIF).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vediamo ora alcuni dei grafici con cui Brooks dimostra l\u2019insensatezza dell\u2019output gap. Anzi, cominciamo dal Nairu, che come si \u00e8 detto conta molto nel calcolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/cdn.gelestatic.it\/repubblica\/blogautore\/sites\/873\/2019\/05\/Contro-output-Nairu.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-803\" src=\"http:\/\/cdn.gelestatic.it\/repubblica\/blogautore\/sites\/873\/2019\/05\/Contro-output-Nairu.jpg\" alt=\"Contro-output-Nairu\" width=\"403\" height=\"375\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Osserva Brooks: \u201cIl Nairu stimato dalla Commissione Ue per la Spagna \u00e8 pi\u00f9 alto che dieci anni fa e mostra che il mercato del lavoro \u00e8 teso\u00a0<i>(con la disoccupazione al 15%!, nota mia).<\/i>Colpisce la differenza con molti altri paesi, dove invece il Nairu \u00e8 sceso. Perch\u00e9 non in Spagna?\u201d. Possiamo aggiungere che il Nairu stimato per l\u2019Italia corrisponde al tasso di disoccupazione che effettivamente si registra. In altre parole, l\u2019equilibrio della nostra economia, secondo la Commissione, comporta un tasso di disoccupazione a doppia cifra. C\u2019\u00e8 bisogno di ulteriori commenti?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E veniamo all\u2019output gap.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/cdn.gelestatic.it\/repubblica\/blogautore\/sites\/873\/2019\/05\/Contro-output395x374.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-804\" src=\"http:\/\/cdn.gelestatic.it\/repubblica\/blogautore\/sites\/873\/2019\/05\/Contro-output395x374.jpg\" alt=\"Contro-output395x374\" width=\"395\" height=\"374\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una prima osservazione \u00e8 che le stime delle tre pi\u00f9 importanti istituzioni di analisi sono diverse una dall\u2019altra, a testimoniare quanto il risultato dipenda sia dalla metodologia che si \u00e8 scelta, sia dalla ipotesi sulle variabili da stimare. Vediamo per\u00f2 che in quattro casi su cinque a divergere nettamente sono proprio i conti della Commissione, i cui risultati implicano una maggiore severit\u00e0 di bilancio rispetto agli altri due. Brooks critica il fatto che consideri i gap di Spagna e Portogallo maggiori di quello della Germania, e ha certo ragione. Ma che dire dell\u2019Italia, che secondo la Commissione cresce pi\u00f9 del potenziale? Un\u2019assurdit\u00e0 che avevamo gi\u00e0 sottolineato nell\u2019articolo\u00a0<a href=\"http:\/\/nuke.carloclericetti.it\/LinkClick.aspx?link=564&amp;tabid=36\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><i>Secondo i conti Ue stiamo crescendo troppo<\/i><\/a>, riportando il grafico con l\u2019evoluzione delle stime Ue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/cdn.gelestatic.it\/repubblica\/blogautore\/sites\/873\/2018\/11\/Pil-pot-stime-Ue.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-763\" src=\"http:\/\/cdn.gelestatic.it\/repubblica\/blogautore\/sites\/873\/2018\/11\/Pil-pot-stime-Ue.jpg\" alt=\"Pil-pot-stime-Ue\" width=\"660\" height=\"572\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La \u00a0Commissione europea si presenta come il meno attendibile, ma Brooks ne ha anche per il Fondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/cdn.gelestatic.it\/repubblica\/blogautore\/sites\/873\/2019\/05\/Contro-output-Fmi-It-Ger.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-805\" src=\"http:\/\/cdn.gelestatic.it\/repubblica\/blogautore\/sites\/873\/2019\/05\/Contro-output-Fmi-It-Ger.jpg\" alt=\"Contro-output-Fmi-It-Ger\" width=\"411\" height=\"372\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Possibile che tra i gap di Italia e Germania ci sia una differenza cos\u00ec piccola, si chiede Brooks? No, continua, non \u00e8 possibile, visto che il Pil reale pro capite della Germania\u00a0 \u00e8 oggi del 12% pi\u00f9 alto che nel 2007, mentre quello dell\u2019Italia \u00e8 dell\u20198% pi\u00f9 basso. \u201cLe stime del Fmi normalizzano un decennio di stagnazione della periferia e sottoscrivono politiche che stanno portando a divergenze insostenibili all\u2019interno dell\u2019unione monetaria\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Almeno secondo il Fondo abbiamo ancora un gap negativo, seppure di poco, mentre, come si \u00e8 appena visto, secondo la Commissione \u00e8 positivo. Vediamo un confronto delle stime delle due istituzioni su vari paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/cdn.gelestatic.it\/repubblica\/blogautore\/sites\/873\/2019\/05\/Contro-output-Fmi-Ue-660.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-806\" src=\"http:\/\/cdn.gelestatic.it\/repubblica\/blogautore\/sites\/873\/2019\/05\/Contro-output-Fmi-Ue-660.jpg\" alt=\"Contro-output-Fmi-Ue-660\" width=\"660\" height=\"312\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I pochi paesi sotto la linea orizzontale sono quelli che hanno un Pil reale pro capite inferiore al 2007, mentre chi sta a destra della linea verticale ha un output gap positivo, cio\u00e8 sta crescendo al di sopra del suo potenziale. La cosa che colpisce di pi\u00f9 \u00e8 che \u2013 secondo i conti della Commissione \u2013 TUTTI, tranne la Grecia, sono sopra del potenziale. Insomma, anche se non ce ne eravamo accorti, e anche se le stime sulla crescita sono state riviste pi\u00f9 volte al ribasso, questi conti dicono che l\u2019economia europea \u00e8 in una fase di surriscaldamento: a dagli retta, la Bce dovrebbe alzare i tassi e le leggi finanziarie dovrebbero essere restrittive, per frenare il flusso impetuoso di una crescita eccessiva. Che si vede, purtroppo, solo nei risultati di quell\u2019assurda procedura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Italia contesta da tempo questi calcoli. L\u2019ex ministro dell\u2019Economia Pier Carlo Padoan, al quale si possono fare varie critiche ma non quella che non si intenda di queste cose, lo ha scritto in un documento ufficiale, il\u00a0<a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/economy_finance\/economic_governance\/sgp\/pdf\/dbp\/2014\/2014-10-15_it_dbp_it.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Bilancio programmatico del 2015<\/a>, quello che si invia alla Commissione. Conseguenze? Nessuna. O almeno, si \u00e8 deciso di formare un gruppo di lavoro tecnico per esaminare il problema, ma di questo gruppo si sono perse le tracce. Ancora oggi, a distanza di quattro anni, la Commissione continua imperterrita ad utilizzate l\u2019output gap, calcolato con quella metodologia, per dare il suo giudizio sui conti pubblici italiani e stabilire come debba essere fatto il nostro bilancio. E s\u00ec che un\u00a0<a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/economy_finance\/publications\/european_economy\/2013\/pdf\/ee6_en.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">precedente studio della Commissione stessa<\/a>, addirittura del 2013, concludeva che quel metodo non \u00e8 affidabile, cosa\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/studiricerche\/convegni\/atti\/Fiscal-Policy-and-Macroeconomic-Imbalances\/Session-2\/kamps.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">rilevata anche da un \u201cOccasional paper\u201d della Bce<\/a>\u00a0e poi dal presidente Mario\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ecb.europa.eu\/press\/key\/date\/2014\/html\/sp140822.en.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Draghi in un discorso a Jackson Hole<\/a>\u00a0dell\u2019anno successivo. Ancora prima,\u00a0<a href=\"http:\/\/nuke.carloclericetti.it\/LinkClick.aspx?link=367&amp;tabid=36\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">era stato il Cer a sottolineare queste incongruenze<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Insomma, se la Commissione continua ad usare un metodo del tutto screditato il motivo, come gi\u00e0 detto, non pu\u00f2 che essere politico. Attenzione: il motivo per cui \u00e8 stato introdotto l\u2019uso dell\u2019output gap \u00e8 condivisibile. E\u2019 giusto tener conto della fase congiunturale quando si d\u00e0 un giudizio sull\u2019adeguatezza di una politica di bilancio. Ma bisognerebbe elaborare un metodo che non richieda troppe stime arbitrarie e che non sia elaborato in base a una teoria secondo cui \u00e8 addirittura bene che ci sia un certo livello di disoccupazione. Non sarebbe impossibile, ma bisognerebbe volerlo fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quello che si \u00e8 visto finora \u00e8 invece che le classi dirigenti vogliono continuare ad usare un metodo sbagliato per giustificare la continuazione di politiche non solo reazionarie, ma altrettanto sbagliate. Speriamo che la campagna del nostro Robin-Hood-Brooks, che viene dall\u2019interno delle istituzioni controllate da quelle stesse classi dirigenti, possa avere successo.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/?fbclid=IwAR0PRsfV7E4OYpOtvqMhjF6lEtu6GoraMWxe-Mc_tlDW7_G_mQs9-5vOAus\">http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/?fbclid=IwAR0PRsfV7E4OYpOtvqMhjF6lEtu6GoraMWxe-Mc_tlDW7_G_mQs9-5vOAus<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CARLO CLERICETTI Altro che Robin Hood, il nostro eroe \u00e8 Robin Brooks. 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