{"id":51167,"date":"2019-05-09T08:15:36","date_gmt":"2019-05-09T06:15:36","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51167"},"modified":"2019-05-09T08:15:37","modified_gmt":"2019-05-09T06:15:37","slug":"dentro-la-realta-decadenza-caos-sistemico-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51167","title":{"rendered":"Dentro la realt\u00e0: decadenza, caos sistemico, Europa"},"content":{"rendered":"<p><strong> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium\" src=\"https:\/\/static.globalist.it\/foto\/2019\/05\/07\/00052B7D-deglobalizzazione-immagine-tratta-da-https-systemicalternatives-org-2014-02-14-the-paradigm-deglobalisation.jpg\" width=\"700\" height=\"410\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>di MEGACHIP (Piotr)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00abMa mentre sulla scena politica si seguono queste banali rappresentazioni, nelle quali tutte le ambizioni umane intessono la loro menzogna, sullo sfondo giganteggia la maschera sghignazzante della realt\u00e0. Ardono per le vie, nelle case, nell&#8217;intimit\u00e0 tutte le passioni di cui si sente capace l&#8217;anima umana. L&#8217;individualismo ha preso il sopravvento sull&#8217;armonia delle collettivit\u00e0 operanti ad un fine. La vita collettiva si \u00e8 spezzata in tante singole tragedie. Delitti che abbassano e riconducono l&#8217;uomo allo stato selvaggio; violenze truccate di legalit\u00e0 che rivelano, sotto la mano inguantata dell&#8217;uomo colto e aristocratico, il callo e l&#8217;artiglio del negriero; torture morali e materiali che strappano gli ultimi veli alle ipocrisie del diritto; arbitrii che spezzano i rapporti sociali ma non osano mettere a parte i ciarpami delle tradizioni e lanciare la grande definitiva parola di sfida\u00bb<\/em><br \/>\n<em>(A. Gramsci: Fuori della realt\u00e0. L&#8217;Ordine Nuovo, 17 giugno 1921)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quanto segue era iniziato come un commento all&#8217;interessante articolo di Giuseppe Masala sulla decadenza europea nella ricerca e sviluppo (<a href=\"https:\/\/megachip.globalist.it\/kill-pil\/2019\/04\/02\/l-ocse-un-club-di-sadomasochisti-2039574.html\">https:\/\/megachip.globalist.it\/kill-pil\/2019\/04\/02\/l-ocse-un-club-di-sadomasochisti-2039574.html<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma poi si sono sovrapposte molte cose, tra le quali l&#8217;inasprirsi della crisi venezuelana, le continue minacce di crisi di governo in Itala e l&#8217;avvicinarsi delle elezioni europee, che mi hanno spinto a rivedere quel problema specifico da un punto di vista pi\u00f9 ampio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Volevo inizialmente fare un solo appunto a quell&#8217;articolo, del quale condivido lo spirito. L&#8217;appunto \u00e8 questo: io non credo che i \u201csoloni di Parigi\u201d dell&#8217;OCSE non conoscano la situazione del debito pubblico del Congo (bassissimo, a fronte di una situazione socio-economica tra le meno invidiabili del pianeta) e del Giappone (altissimo, a fronte di una situazione socio-economica ultra-privilegiata). E non credo che \u201csbaglino\u201d a continuare a insistere come bufali sulla austerity. La categoria di \u201cerrore\u201d si applica al livello logico-concettuale ma qui siamo in presenza di un livello differente, dominato da categorie relative al Potere e ai meccanismi di Accumulazione, non alla Logica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Siamo infatti di fronte a una delle classiche contraddizioni di questa crisi: la rapina di ricchezza per riempire la sacca (o bolla) vuota della finanziarizzazione,questa rapina di ricchezza reale a favore di quella fittizia, porta all&#8217;austerit\u00e0, perch\u00e9 uno dei suoi strumenti \u00e8 proprio il possesso del debito sovrano dei Paesi subalterni nella gerarchia informale politica internazionale con il conseguente azzannamento della loro giugulare per dissanguarli col servizio del debito. Si ha cos\u00ec l&#8217;effetto di bloccare gli investimenti e la produzione di nuova ricchezza (cio\u00e8 i flussi) e la rapina si sposta sempre pi\u00f9 ferocemente sulla ricchezza gi\u00e0 accumulata (gli stock) in una sorta di orgia di cannibalismo e autocannibalismo. Cos\u00ec si \u00e8 vista, ad esempio, la rapina negli USA delle case da parte delle banche dopo la crisi dei subprime. Cos\u00ec si ha l&#8217;enorme pressione per la messa all&#8217;incanto del dominio pubblico (leggi \u201cprivatizzazione di beni e servizi e in definitiva quella che io chiamo \u201cfinanziarizzazione dei diritti garantiti dalla Costituzione\u201d). Cos\u00ec si ha la svendita della ricchezza industriale e intellettuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nA sua volta la finanziarizzazione non \u00e8 n\u00e9 il frutto di un complotto n\u00e9 un&#8217;opzione economica, bens\u00ec l&#8217;effetto della\u00a0crisi sistemica. In grandissima sintesi \u00e8 una reazione al declino dei profitti in commercio e industria nei Paesi del vecchio centro capitalistico ad egemonia statunitense.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma siccome l&#8217;accumulazione basata sulla finanziarizzazione procede a ritmi esponenziali, la carne fresca (reale) non basta per tutti e mai potr\u00e0 bastare, e ognuno sa che il risultato finale sar\u00e0 il patatrac di quelli che nel casin\u00f2 finanziario saranno rimasti con in mano il cerino acceso dei crediti non esigibili (un&#8217;enorme quantit\u00e0: i soli \u201cderivati\u201d sono pari a circa 15 volte il PIL mondiale, cio\u00e8 non valgono un tubo). E soprattutto sar\u00e0 la rovina della classe media e salariata, cio\u00e8, in buona sostanza, delle societ\u00e0 dei centri capitalistici occidentali cos\u00ec come le abbiamo conosciute finora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La gran parte degli eventi che ci passano sotto gli occhi &#8211; che disegnano sia uno scontro di potere mondiale sia una crisi di civilt\u00e0 &#8211; si spiega col tentativo di rimandare il redde rationem, anche col tentativo di far fluire nel casin\u00f2 finanziario i capitali eccedenti che si accumulano nei nuovi centri capitalistici e mantenere il controllo dei processi sistemici globali di accumulazione. Questo tentativo ha come condizione la subordinazione politico-militare del mondo e in particolar modo delle grandi nazioni eurasiatiche, Russia e Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In subordine e parallelamente assistiamo ai tentativi delle singole nazioni e delle varie fazioni delle \u00e9lite di lasciare il cerino acceso in mano ad altri e riempire quanto pi\u00f9 possibile la propria quota parte di bolla di ricchezza fittizia con ricchezza reale (e uno dei modi \u00e8 l&#8217;aumento a dismisura dello sfruttamento).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I\u00a0populismi\/nazionalismi\u00a0si spiegano da una parte con questa sofferenza sociale e dall&#8217;altra con lo stato di anarchia e di lotta di tutti contro tutti generata dal progressivo sfaldamento dell&#8217;egemonia globale statunitense e della sua capacit\u00e0 di coordinamento\/assoggettamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E la spiegazione vale ovunque nel mondo occidentale: da Trump a Salvini, dalla Brexit ai vari sovranismi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Chi dice, a volte in buona fede, pi\u00f9 spesso perch\u00e9 gli piace aprir bocca, \u201cL&#8217;Europa che vorrei \u00e8 quest&#8217;altra e non questa\u201d potrebbe con la stessa efficacia dire \u201cVorrei la Luna nel pozzo\u201d. Provate ad andare a Parigi o a Berlino a dire che Europa volete. State pur certi che loro ne vogliono un&#8217;altra, cio\u00e8 un incancrenimento di quella che c&#8217;\u00e8 di gi\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non \u201cerrore\u201d quindi, ma pervicacia della classe politica europea nel servire e agevolare le politiche di rapina da parte di una ristretta \u00e9lite sostenuta dai settori sociali ad essa collegati, settori relativamente ampi (il famoso 1% si porta dietro un codazzo pi\u00f9 numeroso) e solitamente concentrati nelle aree centrali e \u201cliberal\u201d delle grandi citt\u00e0. Politiche di rapina eseguite secondo i gradi di libert\u00e0 concessi dalla gerarchia informalmente vigente tra i Paesi o, se la vediamo da un punto di vista simmetrico, secondo i vincoli dovuti al grado di subordinazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il \u201csovranismo sub-imperiale\u201d, come lo chiamo io, di Salvini, \u00e8 un interprete abbastanza lucido di questo quadro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da una parte intercetta la sofferenza di una popolazione sempre pi\u00f9 ostile al cosmopolitismo (a sfondo banco-finanziario) delle \u00e9lite, ai suoi organi di propaganda (i media mainstream) e ai suoi rappresentanti politici e ideologici, tipicamente raccolti a sinistra, sempre pi\u00f9 infastidita dai loro proclami buonisti, i \u201cvolemose bene\u201d, gli \u201caccogliamoli tutti\u201d (ma non a casa mia e nemmeno nel mio quartiere, ovviamente, ma in qualche periferia o altra zona gi\u00e0 degradata o in qualche \u201cCara\u201d da dove possono prostituirsi, entrare nel giro della droga, della malavita, fare accattonaggio e se va bene aspettare qualche caporale di giornata \u2013 benvenuti nel paese di Bengodi!), mentre nel frattempo la politica banco-finanziaria aggrava sempre di pi\u00f9 la situazione sociale ed economica (anche per quelli \u201caccolti col cuore in mano\u201d, ovviamente), cos\u00ec che ormai quei proclami sono percepiti come demenziali e provocatori, assieme, ahim\u00e8, ai valori e agli ideali che essi pretendono di incarnare &#8211; e \u00a0questa \u00e8 una delle parti pi\u00f9 tristi e pericolose della faccenda, perch\u00e9 i valori e gli ideali contano nei progetti degli uomini e nella convivenza umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dall&#8217;altra parte Salvini cerca \u2013 in modo ovviamente subordinato \u2013 l&#8217;appoggio di quello che possiamo definire \u201cil sovranista imperiale in carica\u201d, cio\u00e8 Donald Trump, per cercare di risalire nella gerarchia Europea, avere pi\u00f9 forza negoziale e ridare un po&#8217; di fiato ai settori sociali dei quali ha intercettato la sofferenza, la rabbia e la preoccupazione crescenti e che sono stati completamente abbandonati dalla sinistra la quale, alla Hillary Clinton, li bolla come \u201cdeplorables\u201d, cio\u00e8 razzisti, xenofobi, omofobi, nazionalisti, sessisti e, che so, magari anche anti-darwiniani e cos\u00ec si sente meglio e si immagina pi\u00f9 bella, pi\u00f9 giusta, pi\u00f9 meritevole e, soprattutto, legittimata a non rappresentarne le istanze (insomma, che l&#8217;operaio, specie se maschio e bianco, se ne vada al diavolo, che \u00e8 poi quello che pensava ogni buon capitalista).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vale la pena soffermarsi ancora un po&#8217; su questo triste spettacolo sociale e ideologico che sta producendo effetti estremamente preoccupanti, specie per chi, come me, detesta visceralmente il razzismo, anche nelle sue forme velate, che poi sono le pi\u00f9 insidiose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questi \u201cCara\u201d, come quello da poco chiuso a Castelnuovo di Porto, erano stati invariabilmente definiti dalla sinistra come dei lager putrescenti di cui si chiedeva la chiusura. Arrivato Salvini sono diventati tutt&#8217;a un tratto delle Disneyland, oasi d&#8217;integrazione. A parte l&#8217;idea di sottofondo che noi possiamo sradicare, o meglio dis-integrare persone dai loro paesi \u201csottosviluppati\u201d, \u201cretrogradi\u201d o semplicemente \u201csfigati\u201d, per poi integrarle nella nostra superiore civilt\u00e0 \u2013 un&#8217;idea che si commenta da sola e fa sembrare il qualunquista e grossolano \u201caiutiamoli a casa loro\u201d salviniano una raffinatezza politica e morale \u2013 a parte ci\u00f2, se vogliamo che la Lega arrivi da sola al 50% continuiamo cos\u00ec, mi raccomando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se guardiamo con attenzione al problema dell&#8217;immigrazione, possiamo notare che esso non \u00e8 \u201caffrontato\u201d n\u00e9 nel suo aspetto locale n\u00e9 in quello globale. \u00c8 semplicemente \u201cusato\u201d dal Potere perch\u00e9 destra e sinistra \u201cvi smaltiscano, accademicamente, i vecchi sentimenti\u201d, lottino attorno a \u201ctemi della restaurazione classica\u201d mentre il Potere prosegue nelle cose che contano e che sono celate alla vista e \u201cdistrugge rivoluzionariamente (rispetto a se stessa) tutte le vecchie istituzioni sociali\u201d cos\u00ec come Pier Paolo Pasolini aveva capito benissimo gi\u00e0 negli anni Sessanta. E prima di lui Gramsci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I ceti sofferenti, che di fatto formano la maggioranza della popolazione, sono ormai apertamente indifferenti quando non ostili ai precipitati della liquefazione della societ\u00e0, come la propaganda, sempre pi\u00f9 aggressiva e fiancheggiatrice delle avventure imperiali, delle lobby LGBT &#8211; che nulla hanno da dire sul prolungato massacro di esponenti LGBT honduregni perpetrato dai golpisti fascisti di ispirazione clintoniana, perch\u00e9, si sa, la Clinton difende e usa queste lobby, ma che si autoproclamano rappresentanti degli omosessuali &#8211; o quella delle lobby che teorizzano il melting pot per nascondere pratiche di deportazione, due punti unici, a se stanti e isolati in un deserto riarso sui quali invece fa leva la sinistra, ormai incapace di qualsiasi proposta sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si crea cos\u00ec un giro vizioso tra l&#8217;emergere reale di omofobia e razzismo o l&#8217;emergere di reazioni d&#8217;altra natura ma che vengono immediatamente tacciate di omofobia e razzismo &#8211; mentre dovrebbero essere analizzate e affrontate in modo diverso &#8211; e gli strilli antiomofobici e antirazzisti di quelle medesime lobby in cerca di legittimazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutto questo sovraespone soggetti deboli che perci\u00f2 non dovrebbero essere assolutamente sovraesposti per mene di potere e propaganda. Chi ne soffre sono quindi gli immigrati in carne ed ossa, gli omosessuali fuori dai giri di potere, i bambini (sempre tirati in ballo!), gli \u201caltri\u201d, i \u201cdiversi\u201d. E con essi tutti gli ideali di libert\u00e0, eguaglianza, fratellanza e protezione per i pi\u00f9 deboli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A fronte di tutto ci\u00f2 si capisce allora perch\u00e9 societ\u00e0 pi\u00f9 \u201ctradizionali\u201d come quella russa siano viste da parte dell&#8217;ideologia imperiale come fortezze di oscurantismo mentre da parte di chi soffre proprio per le politiche imperiali siano viste come un contrappeso alla decadenza da Basso Impero che oggi pervade la \u201csociet\u00e0 liquida\u201d dei vecchi centri capitalistici occidentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche questo genera confusione, a volte bizzarri sogni persino pre-illuministici e pericolose propensioni a tirare il manico troppo da una parte o dall&#8217;altra e, ancora una volta, a non capire i processi reali (e per capire questi processi non bisogna dimenticare ad esempio che la Russia, straordinario Paese con una straordinaria cultura, ha una storia e geo-storia politica e sociale molto differente da quella dell&#8217;Europa Occidentale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma al di l\u00e0 di queste confusioni e bizzarrie \u2013 non raramente anche irritanti &#8211; la decadenza occidentale \u00e8 reale ed ha un nome specifico che ormai conosciamo: \u201ccrisi sistemica\u201d. Crisi quindi non congiunturale ma epocale, come ce ne sono state ad ogni trapasso di egemonia da quando \u00e8 iniziata la storia del capitalismo: da Venezia agli Stati Iberici, dagli Stati Iberici alle Province Unite d&#8217;Olanda, dalle Province Unite alla Gran Bretagna, dalla Gran Bretagna agli USA. Dagli USA a \u2026 ????<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli Stati Uniti stanno sperimentando una crescente difficolt\u00e0 a mantenere il proprio predominio globale e vecchi geo-strateghi col pelo sullo stomaco come Henry Kissinger ammettono che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 niente da fare. Pu\u00f2 essere, tuttavia, che non si riesca a ricostruire nessun nuovo centro egemonico mondiale (n\u00e9 da parte della Cina, ad esempio, n\u00e9 da parte della Russia o altro attore internazionale di peso) e si finisca in uno stato di caos sistemico permanente o di anarchia permanente di mercato. O che una guerra mondiale per l&#8217;egemonia ci faccia tutti a pezzi. O che finalmente si instauri il Socialismo in tutto il mondo. Qualcuno veramente pu\u00f2 dire di saperlo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Chi dice di sapere come andranno le cose per me \u00e8 una persona inattendibile a cui non chiedere nemmeno che ora \u00e8. E i pi\u00f9 inattendibili sono gli \u201cspecialisti\u201d, proprio perch\u00e9 la specializzazione non \u00e8 in grado di fornire nemmeno una parte del complesso quadro della crisi sistemica in cui intricate lotte generate dal Potere del Denaro si intrecciano con quelle forse ancor pi\u00f9 intricate indotte dal Potere del Territorio, distribuite tra molte formazioni statali, sociali e culturali differenti, con storie differenti, problemi differenti, potenzialit\u00e0 differenti, esigenze differenti e prospettive differenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La\u00a0globalizzazione\u00a0\u00e8 stata la prima modalit\u00e0 relativamente organica di gestione della lunga crisi sistemica (venuta a galla con la dichiarazione d&#8217;inconvertibilit\u00e0 del Dollaro in oro, cio\u00e8 col Nixon shock del 1971, e non con la crisi dei\u00a0subprime\u00a0come dicono gli economisti alla moda, che \u00e8 solo una sotto-crisi, un di cui del tutto). Con la globalizzazione il capitalismo finanziarizzato occidentale intercettava la ricchezza reale prodotta al di fuori dei centri capitalistici tradizionali dove i margini di profitto erano quindi ancora alti, o quanto meno \u201caccettabili\u201d. Ma la globalizzazione ha infine fatto emergere inintenzionalmente i nuovi grandi competitor, i BRICS, alcuni dei quali, Russia e Cina sono ampiamente al di fuori delle possibilit\u00e0 di assoggettamento politico statunitense (cio\u00e8 del vecchio centro egemonico).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pur nella sua confusione (dovuta alla lotta interna per il potere), la strategia imperiale sembra quindi quella di creare una cintura di caos e instabilit\u00e0 intorno a queste due nazioni sperando che nel frattempo la loro situazione politica e sociale si deteriori (cosa non impossibile). Cintura fatta da sanzioni, dazi, propaganda bellicosa fino al limite del delirio e, ahim\u00e8, da milioni di morti e che finora ha inanellato la Libia, la Siria, l&#8217;Afghanistan, l&#8217;Iraq, il Myanmar, il Donbass, e ora il Venezuela, il subcontinente indiano (con le storiche tensioni attorno al Kashmir e le nuove avvisaglie nello Sri Lanka), in vista del caos da esportare in Libano, in Iran in tutta l&#8217;Asia Centrale e in mezza Africa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il sovranismo \u00e8 il nuovo modo per affrontare la crisi, che soppianta un globalismo che d\u00e0 ritorni decrescenti e, anzi, ormai sempre pi\u00f9 negativi se misurati col metro della politica e del potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il vorrei-ma-non-posso \u201cneo-isolazionista\u201d di Trump non nasce a caso ed \u00e8 sostenuto da una parte delle \u00e9lite statunitensi (soffermarsi sul solo personaggio Trump fa capire poco e lo lasciamo al divertissement della sinistra).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Osteggiato dal vecchio establishment finanz-globalista (i clintonoidi americani ed europei, per intenderci) che da un lato teme di perdere privilegi e dall&#8217;altro non riesce a schiodarsi ideologicamente dai miti che per trent&#8217;anni si \u00e8 costruito da solo, il sovranismo \u00e8 lo sbocco odierno della crisi sistemica. Sembra una novit\u00e0, ma non lo \u00e8, perch\u00e9 lo troviamo come fase ricorrente delle crisi sistemiche. Una fase pericolosa certo, perch\u00e9 pu\u00f2 trasformarsi in lotta tra nazionalismi contrapposti, ma la fase precedente, quella globalista, ormai \u00e8 finita e non \u00e8 meno pericoloso intestardirsi a prolungarla, anche perch\u00e9, come ammetteva spudoratamente il gi\u00e0 citato Kissinger, \u201cglobalizzazione\u201d non era che \u201cun altro termine per indicare il predominio americano\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una globalizzazione 2.0, se ci sar\u00e0, sar\u00e0 una cosa molto diversa e passer\u00e0 dalla strettoia dei sovranismi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;Europa, e in mezzo ad essa l&#8217;Italia, fa il vaso di coccio stritolata dalle forze che si contendono il nuovo primato egemonico (che magari, per l&#8217;appunto, non vedr\u00e0 mai la luce a causa della\u00a0dissociazione dei suoi ingredienti di base: la capacit\u00e0 bellica, quella politica e infine quella di governo dei processi sistemici di accumulazione).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se un Paese, il nostro, che era la settima potenza industriale del mondo (anzi, secondo le accreditate statistiche di Angus Maddison, nel 1990 eravamo balzati al 5\u00b0 posto) e che ha tuttora le terze riserve auree del mondo, riesce tra il 2000 e il 2017 a far crescere il PIL di un misero +2,6% contro il +25,9% dell&#8217;Europa (senza Italia), vuol dire che siamo di fronte a scelte politiche prolungate e bipartisan, non ad errori. C&#8217;\u00e8 quindi una specificit\u00e0 italiana che \u00e8 in parte spiegabile col fatto che la UE \u00e8 sostanzialmente una propriet\u00e0 franco-tedesca, il perfezionamento del trattato di pace tra Francia e Germania se vogliamo, e che con la Seconda Repubblica il nostro Paese \u00e8 scivolato ai gradini pi\u00f9 bassi della gerarchia politica europea. Ma a parte questa specificit\u00e0, tutti gli indicatori segnalano, come ricorda l&#8217;articolo, un declino sempre pi\u00f9 pronunciato dell&#8217;innovazione-ricerca-sviluppo in tutti i Paesi europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da noi questi settori sono storicamente le cenerentole, ma il problema, come si vede, riguarda ormai tutta l&#8217;Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per\u00f2 quante arie continuiamo a darci noi Europei!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tornato dal mio primo giro presso universit\u00e0 tecnico-scientifiche cinesi, nel 2003, scrissi che loro l\u00e0, nel Regno di Mezzo, avevano una Cinquecento, ma ci mettevano la benzina con entusiasmo, noi invece avevamo una Maserati ma nessuna la riforniva e quindi prima o poi la loro Cinquecento avrebbe inevitabilmente sorpassato la nostra fuoriserie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi noi abbiamo una Cinquecento a secco e loro una Maserati che non sta mai ferma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vabb\u00e8, corsi e ricorsi: attorno all&#8217;anno 1000 la percentuale cinese del PIL mondiale era pi\u00f9 del doppio di quella dell&#8217;Europa (quella dell&#8217;India era quasi il triplo!).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/megachip.globalist.it\/pensieri-lunghi\/2019\/05\/07\/dentro-la-realta-decadenza-caos-sistemico-europa-2041087.html\">https:\/\/megachip.globalist.it\/pensieri-lunghi\/2019\/05\/07\/dentro-la-realta-decadenza-caos-sistemico-europa-2041087.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MEGACHIP (Piotr) &nbsp; \u00abMa mentre sulla scena politica si seguono queste banali rappresentazioni, nelle quali tutte le ambizioni umane intessono la loro menzogna, sullo sfondo giganteggia la maschera sghignazzante della realt\u00e0. Ardono per le vie, nelle case, nell&#8217;intimit\u00e0 tutte le passioni di cui si sente capace l&#8217;anima umana. L&#8217;individualismo ha preso il sopravvento sull&#8217;armonia delle collettivit\u00e0 operanti ad un fine. La vita collettiva si \u00e8 spezzata in tante singole tragedie. Delitti che abbassano e&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":89,"featured_media":37705,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/megachip.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-djh","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51167"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/89"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=51167"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51167\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":51168,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51167\/revisions\/51168"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/37705"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=51167"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=51167"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=51167"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}