{"id":51186,"date":"2019-05-13T08:00:04","date_gmt":"2019-05-13T06:00:04","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51186"},"modified":"2019-05-11T22:57:57","modified_gmt":"2019-05-11T20:57:57","slug":"litalia-deve-uscire-dalleuro-quali-strade-possibili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51186","title":{"rendered":"L\u2019Italia deve \u201cuscire dall\u2019euro\u201d? Quali strade possibili?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ATTIVISMO.INFO (Davide Gionco)<\/strong><\/p>\n<div class=\"image-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-full size-full wp-post-image\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.attivismo.info\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/ponte-euro-lira.jpg?fit=1316%2C877&amp;ssl=1\" sizes=\"(max-width: 1316px) 100vw, 1316px\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.attivismo.info\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/ponte-euro-lira.jpg?w=1316&amp;ssl=1 1316w, https:\/\/i1.wp.com\/www.attivismo.info\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/ponte-euro-lira.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i1.wp.com\/www.attivismo.info\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/ponte-euro-lira.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i1.wp.com\/www.attivismo.info\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/ponte-euro-lira.jpg?resize=1024%2C682&amp;ssl=1 1024w\" alt=\"\" width=\"1316\" height=\"877\" data-attachment-id=\"9257\" data-permalink=\"https:\/\/www.attivismo.info\/uscita-dalleuro-dellitalia\/ponte-euro-lira\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.attivismo.info\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/ponte-euro-lira.jpg?fit=1316%2C877&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1316,877\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"ponte-euro-lira\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.attivismo.info\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/ponte-euro-lira.jpg?fit=300%2C200&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.attivismo.info\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/ponte-euro-lira.jpg?fit=640%2C426&amp;ssl=1\" \/><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre i <a href=\"https:\/\/www.liberoquotidiano.it\/news\/politica\/13456373\/nando-pagnoncelli-sondaggio-uscita-ue-elezioni-europee-sovranisti.html\">sondaggi<\/a> ci dimostrano che la fiducia degli Italiani nei confronti dell\u2019Europa \u00e8 scesa dall\u201985% dei primi anni 2000 all\u2019attuale 36%, <a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/politica\/elezioni-europee-sondaggi-politici-lega-al-364-di-maio-al-20-34-per-italexit\/1876851\/\">altri sondaggi<\/a> ci dicono che attualmente solo il 34% degli italiani sarebbe favorevole ad un\u2019uscita dell\u2019Italia dall\u2019Unione Europea. Cosa che per il momento nessuna forza politica in Parlamento propone. Se parliamo della moneta unica, <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/sempre-piu-italiani-criticano-leuro-i-segnali-di-un-malessere-diffuso\/\">attualmente<\/a> circa il 59% degli italiani ha ancora una valutazione positiva dell\u2019euro, mentre solo il 30% (che per\u00f2 nel 2016 era solo il 16%) \u00e8 favorevole ad un ritorno alla lira. Anche questa cosa che nessuna forza politica in Parlamento propone. Probabilmente le attuali forze politiche in Parlamento mirano ad aumentare il proprio consenso elettorale e fanno i conti con questi sondaggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nNon a caso, infatti, i principali partiti del paese (in termini di consenso) non parlano mai della possibilit\u00e0 politica di uscire dal sistema dell\u2019euro moneta unica e della possibilit\u00e0 politica di uscire dall\u2019Unione Europea. E non ce l\u2019hanno neanche nel programma politico. Non lo fanno in quanto puntano ad avere la maggioranza nel paese. Se il paese, in maggioranza, non chiede di uscire, i partiti non lo propongono e non lo dicono. In questo modo chi governa l\u2019opinione pubblica, tramite i mezzi di informazione di massa, governa anche le decisioni dei partiti. Oppure non lo fanno in quanto si tratta di azioni politiche che, nell\u2019attuale situazione dell\u2019Italia, devono essere messe in atto senza preannunciarle in pubblico, per evitare dannose ripercussioni e ricatti di ogni genere durante il periodo compreso fra l\u2019annuncio e l\u2019attuazione della decisione. Il tutto mandando a farsi benedire la Democrazia ovviamente. Immaginiamo un governo che abbia in programma l\u2019accettazione dell\u2019uso di droghe leggere e che poi, nel concreto, vari delle leggi che ne prevedano una forte repressione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto formalmente legittimo, ma democraticamente poco corretto. Se prendiamo atto del fatto che le nostre democrazie occidentali in realt\u00e0 sono delle democrazie \u201cfino ad un certo punto\u201d, dovendo esse sempre e comunque rendere conto prima di tutto ai poteri economici, allora si pu\u00f2 pragmaticamente accettare il fatto che certe decisioni possano essere organizzate in tutto segreto e poi messe in atto in tempi brevi, senza preavvisare il popolo, con il vantaggio per\u00f2 di sottrarsi alle ritorsioni che si sarebbero subite annunciando pubblicamente, per tempo, quelle intenzioni. Se vogliamo \u00e8 un po\u2019 come la \u201cguerra lampo\u201d (Blitzkrieg) di Hitler. Facendola in fretta e improvvisamente non si lascia all\u2019avversario il tempo di reagire per difendersi. Se siamo in guerra economica, dobbiamo agire di conseguenza. Ma non si tratta di un processo \u201cdemocratico\u201d. Non sappiamo dire se l\u2019attuale governo M5S+Lega abbia preparato un piano di uscita dall\u2019euro e dall\u2019Unione Europea, all\u2019oscuro degli italiani e anche di noi che seguiamo attentamente il loro operato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nSappiamo che altri paesi, <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/soldi\/uscire-dalleuro-e-se-alla-fine-lo-facesse-la-germania-il-documento\/192943\/\">come ad esempio la Germania<\/a>, da tempo hanno preparato un \u201cPiano B\u201d nel caso in cui per loro fosse conveniente uscire dall\u2019euro. Personalmente ritengo che ogni governo serio dovrebbe avere sempre pronte pi\u00f9 carte da giocare, in funzione delle mosse degli altri governi, spesso fatte non negli interessi degli italiani, ma del loro popolo o pi\u00f9 probabilmente dei poteri economici di riferimento. Ma veniamo all\u2019oggetto dell\u2019articolo: <strong>l\u2019uscita dall\u2019euro<\/strong>. Come slogan politico \u00e8 certamente semplice e ad effetto. L\u2019euro \u00e8 il simbolo di tutto ci\u00f2 che non funziona e che ci arriva dall\u2019Unione Europea. Se ne usciamo, ci tiriamo fuori da quel sistema di regole, ripristiniamo la sovranit\u00e0 nazionale (e magari anche popolare), dopo di che le cose andranno certamente meglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se, invece, guardiamo alle questioni politiche in gioco, la situazione \u00e8 molto pi\u00f9 complessa. Per noi che da anni studiamo le ragioni della crisi economica in Italia \u00e8 chiaro che molte delle cause sono legate all\u2019adesione dell\u2019Italia ai trattati europei e ad altri trattati internazionali, che hanno comportato la modifica delle regole che consentivano all\u2019economia italiana di essere florida, diciamo fino agli anni 1970-1980, per imporci regole che hanno portano alla distruzione progressiva distruzione del nostro benessere economico e dei nostri diritti sociali. Questo significa che non \u00e8 sufficiente \u201cuscire dall\u2019euro\u201d per risolvere tutti i problemi, in quanto ci sono molte regole \u201cnefaste\u201d ai cui siamo soggetti e che non dipendono dall\u2019appartenenza all\u2019Eurozona. Regole che subiscono anche nazioni che non utilizzano l\u2019euro, fra le quali il Regno Unito che ha votato per uscirne. Proviamo a farne un elenco, certamente non esaustivo (l\u2019intenzione non \u00e8 di fare un elenco storico preciso dei trattati firmati dall\u2019Italia):<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n* Adesione alla moneta unica euro, che significa avere un tasso di cambio fisso con gli altri paesi dell\u2019Eurozona, che significa totale libert\u00e0 di circolazione dei capitali nella stessa area, che significa cessione alla BCE del potere di creazione della moneta a corso legale \u201ceuro\u201d e sulla regolamentazione del nostro sistema bancario.<br \/>\n* Adesione al trattato di Lisbona, con la libera circolazione delle merci, con il vincolo al 3% di deficit del bilancio dello stato e con l\u2019obiettivo generico di ridurre il debito pubblico al 60% del PIL<br \/>\n* Adozione del Fiscal Compact, che ci impone di ridurre in 20 anni il debito al 60% del PIL, attuando politiche di austerit\u00e0 (pi\u00f9 tasse, meno spesa pubblica, privatizzazioni, ecc.)<br \/>\n* Adesione al Trattato di Schengen sulla libera circolazione dei lavoratori<br \/>\n* Adesione al Trattato di Dublino sull\u2019accoglienza dei migranti e dei rifugiati.<br \/>\n* Adesione all\u2019Eurogruppo<br \/>\n* Adesione delle nostre banche ai vari accordi interbancari di\u00a0 Basilea<br \/>\n* Adesione al WTO, l\u2019organizzazione mondiale del commercio e ad altri trattati tipo il CETA<br \/>\n* Adesione alla NATO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019adesione a questi trattati ci ha portato complessivamente degli svantaggi, ma anche alcuni vantaggi che perderemmo uscendone unilateralmente. Senza avervi aderito, infatti, correremmo il rischio di subire delle ritorsioni, di tipo o commerciale o politico, da parte di altri paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando si parla di \u201cadesione all\u2019Europa\u201d c\u2019\u00e8 in realt\u00e0 tutta una serie di sfumature politiche: ci sono paesi che usano l\u2019euro e non fanno parte dell\u2019Unione Europea, ci sono paesi che appartengono all\u2019Unione Europea e che non usano l\u2019euro, ci sono paesi che fanno parte dell\u2019Area Schengen, ma che non usano n\u00e9 l\u2019euro e non fanno parte dell\u2019Unione Europea. Ci sono paesi come il Regno Unito che per decenni hanno fatto parte dell\u2019Unione Europea, ma usufruendo di deroghe rispetto ad alcuni vincoli. E ci sono paesi, come la Germania e la Francia, che hanno sottoscritto tutti i trattati, ma che non si fanno problemi a violarli quando sia per loro conveniente, sicuri di non subire sanzioni da organismi che controllano politicamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo motivo, legittimamente, fra coloro che riconoscono gli aspetti critici derivante dell\u2019adesione dell\u2019Italia ai vari \u201cregolamenti europei\u201d, ci sono alcuni che ritengono sufficiente cambiare alcune regole e non tutte, senza mandare all\u2019aria tutto il tavolo. Mentre ci sono altri che, altrettanto legittimamente, ritengono che tutto questo sistema di potere creato tramite i trattati europei sia sostanzialmente irriformabile, che sia meglio uscire unilateralmente da questi accordi, per riappropriarci della libert\u00e0 di prendere le decisioni politiche opportune per il bene degli italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nPersonalmente, come il compianto Luciano Gallino, ritengo che l\u2019attuale Unione Europea sia politicamente irriformabile, in quanto richiederebbe l\u2019unanimit\u00e0 di 28 paesi e in quanto il sistema di potere che lucra, a nostre spese, dall\u2019esistenza dell\u2019Unione Europea, \u00e8 potentissimo, controlla i governi di molti paesi, controlla i giornali, controlla le universit\u00e0. Una modifica ordinata e consensuale finalizzata a renderla uno strumento utile al benessere dei popoli europei e del popolo italiano, se mai avvenisse, \u00e8 qualcosa che richiederebbe decenni, il tempo necessario affinch\u00e9 una nuova cultura si affermi in Europa, in modo tale di cambiare unanimemente l\u2019opinione di tutti i governi europei. O \u00e8 fantapolitica o \u00e8 un tempo che, comunque, non ci possiamo permettere, stanti i gravissimi danni gi\u00e0 subiti dall\u2019attuale situazione. Se dovessi pensare ad una via politica per realizzare un\u2019alleanza di pacifica collaborazione fra nazioni europee per lo sviluppo economico, ritengo che il modo sarebbe pi\u00f9 semplice sarebbe porre fine all\u2019Unione Europea e stipulare uno o pi\u00f9 trattati ex novo fra le nazioni uscite dalla UE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il discorso \u00e8 evidentemente estremamente complesso. Per il momento concentriamoci sulle questioni legate alla moneta unica euro. Risolta la questione della moneta, gli altri problemi saranno di pi\u00f9 facile soluzione. L\u2019adesione alla moneta unica euro comporta dei danni per l\u2019Italia almeno per le seguenti ragioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>1)<\/strong> La BCE, banca centrale, non opera in accordo con il Tesoro italiano, per cui non abbiamo il controllo dei tassi di interesse sul debito pubblico, n\u00e9 sul suo sistematico rifinanziamento. In sostanza la BCE, insieme ai \u201cmercati\u201d, ha il potere di lasciare il governo italiano senza liquidit\u00e0 per i pagamenti nel giro di 1-2 mesi, semplicemente. Ed ha il potere di lasciare il governo italiano in preda alle azioni speculative delle lobbies finanziarie internazionali. Quindi ha un <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=vKJMmZP4p38\">potere ricattatorio<\/a> sulle decisioni politiche del governo democraticamente eletto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2)<\/strong> La BCE ha il potere di bloccare, come l\u2019esperienza della Grecia insegna, il sistema privato dei pagamenti bancari, che rappresentano il 90-90% della liquidit\u00e0 che utilizziamo. E questo rappresenta una seconda, potente, arma di ricatto nei confronti dei paesi sovrani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3)<\/strong> Una stessa moneta unica per diversi paesi impedisce ai diversi paesi di adeguare il tasso di cambio fra le valute nazionali in funzione dei differenziali di inflazione. Se in Italia i prezzi aumentano mediamente del 2% e in Germania dell\u20191%, dopo 10 anni i prodotti italiani saranno pi\u00f9 costosi del 10% e l\u2019Italia, per non vedersi sommersa dai prodotti tedeschi e per non ridurre la propria produzione, \u00e8 obbligata a svalutare del 10% i salari. Per chi voglia comprendere meglio, l\u2019economista Alberto Bagnai, nel suo <a href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.com\/\">blog Goofynomics<\/a>, si \u00e8 occupato a fondo del fenomeno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 chi pensa, come Varoufakis &amp; c., che sia possibile riformare l\u2019euro rendendolo funzionale alle esigenze delle diverse nazioni europee, unificando il debito pubblico (eurobonds) e realizzando trasferimenti fiscali importanti (almeno del 20% del PIL europeo) dalle nazioni alle nazioni pi\u00f9 ricche alle nazioni pi\u00f9 povere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nTuttavia Varoufakis &amp; c. non ci spiegano in quale modo pensano di far cambiare opinione agli squali della finanza europea, appoggiati dai governi francese e tedesco e non ci spiegano in che modo convincere il popolo tedesco, che chiama il debito pubblico \u201cSchuld\u201d = \u201cColpa\u201d, ad accollarsi il debito pubblico degli altri stati. Pura fantapolitica. Preso atto del fatto che l\u2019euro \u00e8 irriformabile, si tratta ora di trovare il modo per ritornare alla sovranit\u00e0 monetaria in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-9257 size-full\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.attivismo.info\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/ponte-euro-lira.jpg?resize=640%2C427&amp;ssl=1\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.attivismo.info\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/ponte-euro-lira.jpg?w=1316&amp;ssl=1 1316w, https:\/\/i1.wp.com\/www.attivismo.info\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/ponte-euro-lira.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i1.wp.com\/www.attivismo.info\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/ponte-euro-lira.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i1.wp.com\/www.attivismo.info\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/ponte-euro-lira.jpg?resize=1024%2C682&amp;ssl=1 1024w\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"427\" data-attachment-id=\"9257\" data-permalink=\"https:\/\/www.attivismo.info\/uscita-dalleuro-dellitalia\/ponte-euro-lira\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.attivismo.info\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/ponte-euro-lira.jpg?fit=1316%2C877&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1316,877\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"ponte-euro-lira\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.attivismo.info\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/ponte-euro-lira.jpg?fit=300%2C200&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.attivismo.info\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/ponte-euro-lira.jpg?fit=640%2C426&amp;ssl=1\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se \u00e8 chiaro che sarebbe bene trovarci dall\u2019altra parte del fiume, il problema \u00e8 attraversarlo. Quali sono attualmente le soluzioni che sono state proposte in Italia per ritornare alla sovranit\u00e0 monetaria?<br \/>\nElenchiamole e mettiamole al confronto, evidenziando benefici e criticit\u00e0 delle proposte.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>USCITA SECCA: PASSAGGIO DIRETTO DALL\u2019EURO ALLA LIRA<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta della soluzione \u201cclassica\u201d. Cos\u00ec come siamo passati dalla lira all\u2019euro, allo stesso modo si passa dall\u2019euro alla lira.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">Si fissa una data a partire dalla quale tutti i pagamenti sul suolo nazionale devono avvenire in lire.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Si concede un breve periodo di tempo per convertire le euro-banconote in nuove lira-banconote.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">I conti correnti bancari vengono convertiti in lire.<br \/>\nIl debito pubblico viene convertito in lire.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">I contratti stipulati secondo il diritto italiano vengono convertiti da euro in lire.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Lo Stato paga in lire e accetta solo pagamenti in lire.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">I turisti stranieri in vacanza in Italia devono pagare in lire.<br \/>\nEccetera, eccetera.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facile a dirsi, ma a farsi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel caso la data venisse preannunciata per tempo, vi sarebbe una inevitabile corsa agli sportelli per ritarare euro da mettere \u201cal sicuro\u201d, prima della temuta (a ragione o torto, non importa) svalutazione con la conversione in lire. Si dovrebbero probabilmente chiudere per un certo tempo gli sportelli bancari. Il Soros di turno far\u00e0 investimenti per speculare sul cambio di valuta. Vi sarebbero certamente dei problemi di pagamenti nel settore privato, soprattutto nei confronti di fornitori esteri, con possibili fallimenti di imprese, da mettere in conto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intendiamoci: una volta che la lira fosse ridiventata la moneta sovrana, il governo potrebbe liberarsi dai <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=KUfKB_Bastg\">ricatti della BCE e dei \u201cmercati\u201d,<\/a> aumentando la spesa pubblica e riducendo il carico fiscale, ridando fiato all\u2019economia italiana. Tenuto conto dei vantaggi di avere la sovranit\u00e0 monetaria, fino a qui varrebbe certamente la pena di sopportare questi problemi di transizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019uscita unilaterale dall\u2019euro, per\u00f2, unitamente alla violazione unilaterale dei vincoli europei sul deficit e sull\u2019euro, costituirebbe una sfida aperta, anche formale, nei confronti dell\u2019establishment dell\u2019Unione europea. Non si tratterebbe solo di un\u2019uscita dalla moneta unica, entrando in una posizione simile a quella di nazioni come Svezia, Danimarca, Polonia, che sono nella UE pur senza adottare l\u2019euro. Si dovrebbe di fato recedere unilateralmente, senza accordi preliminari (e interminabili, stile Brexit) da tutti i trattati europei, con inevitabili tensioni anche rispetto ad altri trattati \u201coccidentali\u201d, come l\u2019adesione al WTO e l\u2019adesione alla NATO. Una situazione complessa e difficile da prefigurare, in quanto entrerebbero in gioco anche le altre superpotenze mondiali, come gli USA, la Russia, la Cina\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I poteri forti che da decenni lucrano sulla situazione dell\u2019Italia avrebbero il pretesto formale, a motivo della violazione delle \u201cregole\u201d di attaccare l\u2019Italia imponendo sanzioni, ma soprattutto bloccando il sistema privato dei pagamenti bancari, come gi\u00e0 fecero con la Grecia nel 2013.<br \/>\nOltre alle reazioni formali, ci sarebbero le reazioni sostanziali dei \u201cmercati\u201d, per nulla intenzionati a mollare la \u201cpreda Italia\u201d. Farebbero di tutto, avendo il controllo dei mass media e di altri importanti governi europei, per mettere sotto pressione l\u2019Italia e l\u2019opinione pubblica degli italiani, per fare in modo che l\u2019Ital-exit non avvenga. Colpirebbero le nostre aziende sul mercato azionario, potrebbero boicottare delle forniture: non dimentichiamoci che siamo in guerra economica, le ritorsioni, almeno temporanee, sarebbero inevitabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un governo convinto della necessit\u00e0 di uscire dall\u2019euro probabilmente terrebbe duro, fino a superare anche questi ostacoli. Le \u201cpenalizzazioni economiche\u201d sarebbero certamente temporanee, in quanto i nostri paesi vicini non avrebbero alcun interesse a rompere i rapporti economici con l\u2019Italia. Il vero problema sarebbe, per\u00f2, di ordine politico. Per attraversare i mesi di messa in atto dell\u2019uscita dall\u2019euro sar\u00e0 necessario <strong>disporre di una robusta maggioranza politica<\/strong>. Non del 51%, ma <strong>almeno del 65-70%<\/strong>, considerando che una parte rilevante dei parlamentari ceder\u00e0 ai ricatti dei poteri finanziari, alla campagna di disinformazione messa in atto, alle proposte di corruzione (che certamente arriveranno) o alle minacce (non abbiamo a che fare con dei gentiluomini, ma con la mafia della finanza internazionale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E nello stesso tempo mantenendo un largo consenso dell\u2019opinione pubblica, che dopo 30 anni di propaganda contro la \u201cliretta\u201d e in favore di una moneta unica europea, subirebbe il rush finale dell\u2019azione di propaganda: ci sarebbero imponenti manifestazioni di piazza, proteste dei sindacati (scioperi), appelli degli intellettuali\u2026Ora, chiediamoci quanto tempo ci vorr\u00e0 a mettere insieme un\u2019alleanza politica solida, incorruttibile, coraggiosa, capace di resistere al calo di consenso dell\u2019opinione pubblica, capace di controllare un\u2019ampia maggioranza del 65-70% in Parlamento, che non scenda sotto il 50% dopo tutti i fatti politici di cui sopra e fermamente decisa ad uscire dall\u2019euro, nonostante tutto. Quanti \u201cduri e puri\u201d pensiamo di riuscire a mettere insieme?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ultima considerazione: le conseguenze economiche di una uscita unitalerale dell\u2019Italia dall\u2019euro.<br \/>\nL\u2019euro \u00e8 gi\u00e0 una costruzione estremamente fragile ed instabile, sopravvissuta negli ultimi anni solo grazie ad iniezioni di liquidit\u00e0 di centinaia di miliardi di euro da parte della BCE, tramite il Quantitative Easing.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia \u00e8 un paese fondamentale per gli equilibri per l\u2019euro e per la sua sostenibilit\u00e0 finanziaria. E politica. In caso di uscita rapida e non coordinata con gli altri paesi (si pensi alle interminabili trattative della Brexit ed alla difficolt\u00e0 di sabilire dei\u00a0 nuovi accordi), i vari governi prenderebbero delle decisioni urgenti fra loro non coordinate, che porterebbero quasi certamente al tracollo finanziario dell\u2019euro, scatenando una crisi finanziaria mondiale di proporzioni mai vista prima d\u2019ora nella storia.<br \/>\nAlla fine anche l\u2019Italia, pur essendo ritornata all\u2019agognata sovranit\u00e0 monetaria, subirebbe i danni di questa crisi economica internazionale, mettendo in ancora maggiori difficolt\u00e0 il coraggioso governo che fosse, nonostante tutto, riuscito a traghettare l\u2019Italia dall\u2019altra parte del fiume. Al di l\u00e0 delle temporanee sofferenze economiche per la situazione, il rischio sarebbe un ritorno al potere delle forze politiche strettamente legate al neoliberismo, che \u201cce lo avevano detto\u201d che sarebbe andata a finire male.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E uscire dall\u2019euro senza poi cambiare il paradigma economico, ci riporterebbe rapidamente nella stessa situazione di oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La soluzione di una \u201cuscita secca dell\u2019euro\u201d, cos\u00ec come viene immaginata da chi la propone come slogan politico, \u00e8 certamente giusta dal punto di vista teorico, se si guarda solo alla necessit\u00e0 di trovarsi dall\u2019altra parte del ponte. Ma la sua fattibilit\u00e0 concreta \u00e8 piena di ostacoli politici che a mio avviso, come spiegato sopra, vengono sottovalutati nella loro estrema difficolt\u00e0 e che comportano un alto rischio di insuccesso, unito al rischio di ricadere in un neoliberismo pi\u00f9 selvaggio di quello attuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se fosse l\u2019unica strada da percorrere, non ci resterebbe che tentare di percorrerla. Ma se vi fossero delle alternative pi\u00f9 semplici e rapide da mettere in atto, il non prenderle in considerazione significherebbe, nei fatti, condannare l\u2019Italia ad una pi\u00f9 lunga permanenza nella moneta unica, con tutto il bagaglio di sofferenze e di disperazione a carico degli italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li><strong>INTRODUZIONE DI UNA MONETA PARALLELA AD USO NAZIONALE<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">I trattati europei non vietano all\u2019Italia di emettere mezzi di pagamento diversi dall\u2019euro. Le euro-banconote riportano il marchio \u00a9 del copyright: solo la BCE, con relative filiali (Banca d\u2019Italia, Bundesbank, Banque de France, ecc.) ha il diritto giuridico di emettere euro. Non esiste, per\u00f2, un divieto formale ad emettere titoli di stato, che certamente possono essere utilizzati come mezzi di pagamento, cambiali o addirittura forme di moneta vere e proprie, come altre banconote o forme di moneta scritturale elettronica, come lo \u00e8 la moneta bancaria, che attualmente costituisce il 90-95% della liquidit\u00e0 che utilizziamo nei nostri scambi economici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attualmente questo tipo di soluzione \u00e8 promossa in Italia, con poche differenze sostanziali, dall\u2019economista <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=TcsQlAA1uQ0\">Nino Galloni<\/a> (emissione di stato-note) e dall\u2019associazione <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=GUFKM9SBO-U\">Moneta Positiva<\/a> di Fabio Conditi (emissioni di moneta \u201cSIRE\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019emissione di una moneta parallela a solo uso interno, sul territorio italiano, consentirebbe effettivamente di porre fine ai principali problemi causati dall\u2019euro:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>1)<\/strong> Fine dei ricatti nei confronti del governo italiano di lasciarlo senza liquidit\u00e0 per i pagamenti, in quanto i pagamenti sarebbero garantiti dalle stesse emissioni di \u201cneo-lire\u201d fatte dallo Stato stesso.<br \/>\n<strong>2)<\/strong> Fine del ricatto di bloccare il sistema dei pagamenti bancari, in quanto, per legge, le banche dovrebbero accettare anche pagamenti in \u201cneo-lire\u201d.<br \/>\n<strong>3)<\/strong> Fine dei problemi legati al tasso di cambio, in quanto le variazioni del tasse di cambio fra \u201cneo-lira\u201d e le altre valute estere potrebbero seguire il loro corso naturale di svalutazione o di rivalutazione. Ci sarebbe di conseguenza la possibilit\u00e0 di aumentare i salari in euro aggiungendo una quota in \u201cneo-lire\u201d, aumentando il potere di acquisto delle famiglie, questo senza penalizzare le nostre esportazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Recuperare la sovranit\u00e0 monetaria non significa \u201cconvertire gli euro in lire\u201d, ma significa la libert\u00e0 per lo stato sovrano di emettere una propria moneta e di utilizzarla per i pagamenti sul territorio nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nDopo di che nulla vieta che sul territorio nazionale si possa continuare ad accettare pagamenti in euro o persino in dollari. Per lo Stato non sarebbe un problema: chi vuole paga in euro, chi vuole paga in neo-lire, sia nel settore privato, sia per quanto riguarda il pagamento delle imposte. Lo Stato, invece, pagherebbe in neo-lire, liberandosi totalmente dalla dipendenza dalla BCE. I pagamenti pubblici in neo-lire metterebbero in circolazione la nuova moneta sovrana nel mercato privato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nGli incassi fiscali in euro consentiranno allo Stato di disporre di importanti riserve in euro da utilizzarsi nel modo pi\u00f9 opportuno. Il settore privato naturalmente accetterebbe le neo-lire, potendole certamente usare per il pagamento delle tasse (500 miliardi l\u2019anno di \u201cpossibilit\u00e0 di spesa\u201d, pari a 8\u2019300 euro-equivalenti per ogni italiano). Ma non solo: accettando pagamenti in neolire i commercianti avrebbero la possibilit\u00e0 di acquisire nuovi clienti. Uno dei problemi dell\u2019euro, infatti, \u00e8 che ne circolano troppo pochi nell\u2019economia reale, per cui molte persone e molte imprese non possono esprimere la loro domanda semplicemente per mancanza di denaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La messa in circolazione di neolire, tramite un aumento della spesa pubblica (stipendi pubblici, ma soprattutto appalti pubblici a beneficio delle imprese private), unita ad una riduzione del carico fiscale, lascerebbe nelle tasche dei soggetti privati pi\u00f9 denaro da investire, da cui l\u2019aumento della domanda interna e la ripresa dell\u2019economia. Dato che l\u2019aumento di liquidit\u00e0 disponibile sarebbe in neolire, e non in euro, la spesa potr\u00e0 avvenire solo verso produttori italiani, non verso operatori esteri che continuano ad usare gli euro. Nel caso di acquisto di beni esteri, sarebbe comunque necessario convertire le neolire in euro (o altre valute). In caso di squilibri la neolira si svaluterebbe rispetto all\u2019euro, facilitando il riequilibrio della bilancia commerciale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si avrebbero, insomma, gli stessi vantaggi della soluzione 1. \u201cUscita secca dall\u2019euro\u201d. E non si avrebbero gli svantaggi di dover convertire tutti i contratti in essere da euro a lire. Il settore privato decider\u00e0 se mantenere i contratti in euro, se accettare anche pagamenti in neolire o se convertirli in neolire. Con una economia interna in forte ripresa l\u2019equilibrio si stabilir\u00e0 da solo. Non ci sarebbero timori per i risparmiatori, in quanto i loro risparmi in euro resterebbero in euro. Quindi nessun rischio di fughe di capitali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ci sarebbero violazioni formali delle regole europee. Certamente i falchi di Bruxelles alzerebbero la voce, ma non avrebbero appigli formali per farlo, in quanto non vi sarebbe alcuna violazione delle \u201cregole\u201d. Quindi non potrebbero comminare sanzioni e la campagna mediatica contro la ripresa della sovranit\u00e0 monetaria in Italia sarebbe evidentemente molto meno efficace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I mercati finanziari non sono particolarmente politicizzati, ma guardano soprattutto ai propri interessi. Se i loro interessi \u201cin euro\u201d non venissero toccati, non essendoci alcuna \u201cconversione in neolire\u201d dei contratti di investimento in euro, avrebbero molti meno timori nei confronti dell\u2019Italia. Quindi anche la loro eventuale azione aggressiva, da parte di qualcuno che lucra sulla recessione economica in Italia, ne risulterebbe complessivamente indebolita. Anzi, la ripresa dell\u2019economia italiana costituirebbe un segno positivo anche per i mercati, per cui eventuali tensioni sarebbero momentanee e poco durature, a differenza di quanto sarebbe accaduto nel caso di un\u2019uscita secca dall\u2019euro del caso 1.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Resterebbe, infine, il problema del rispetto formale delle regole dell\u2019Unione Europea, le quali, ovviamente, fanno riferimento ai bilanci in euro e non ai bilanci in neolire. Tuttavia il vantaggio di poter emettere moneta parallela senza generare nuovo debito porterebbe certamente vantaggi anche ai bilanci in euro, sia delle imprese, sia dello Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fatto di disporre di una moneta parallela sovrana consentirebbe di sottrarsi ai ricatti dell\u2019Unione Europea e dei mercati, aumentando quindi il potere contrattuale dell\u2019Italia nei loro confronti, potendo ottenere trattamenti pi\u00f9 benevoli (come accade oggi a Germania e Francia) in caso di sforamento dei parametri, avendo pi\u00f9 voce in capitolo nel caso si volessero modificare i trattati europei. E metterebbe l\u2019Italia in una situazione ideale per uscire, se lo riterr\u00e0, in tutto o in parte, dai trattati europei, senza creare eccessive tensioni con i vicini europei, con i quali, in ogni caso, abbiamo bisogno di intrattenere dei rapporti politici e commerciali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La messa in atto di questa soluzione sarebbe quindi indubbiamente pi\u00f9 semplice da mettere in atto rispetto alla soluzione 1 e con molti meno rischi. La difficolt\u00e0 di questa soluzione \u00e8 pi\u00f9 che tutto a livello politico ovvero nella possibilit\u00e0 di mettere insieme un\u2019alleanza politica capace di comprendere i vantaggi della reintroduzione di una moneta sovrana e parallela all\u2019euro e fermamente intenzionata a metterla in atto, nonostante l\u2019opinione pubblica (attualmente al 59%) sia ancora fiduciosa nei confronti dell\u2019euro e nonostante le pressioni (inferiori a quelle che avremmo nel caso 1, ma comunque importanti) dell\u2019Unione Europea e di una parte dei mercati finanziari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre il fatto di emettere una moneta ufficiale verrebbe letto come un atto di rottura nei confronti dell\u2019Unione Europea, in che ridurrebbe il numero di potenziali alleati politici per l\u2019attuazione della misura. Le difficolt\u00e0 politiche a mettere insieme una maggioranza su questo programma sono certamente inferiori rispetto ad uno scenario \u201cuscita secca dall\u2019euro\u201d, ma al momento non si intravede ancora questa possibilit\u00e0. I poteri forti che lucrano dalla permanenza dell\u2019Italia nell\u2019Eurozona hanno gioco facile, tramite il controllo dei mass-media, a conservare una opinione pubblica maggioritaria in favore dell\u2019euro e a continuare a terrorizzare l\u2019opinione pubblica sui rischi di un ritorno alla lira (citando a sproposito il Venezuela, l\u2019Argentina, la Repubblica di Weimar, rischi di iperinflazione, ecc.). I partiti politici, purtroppo, guardano pi\u00f9 al consenso elettorale che al bene degli italiani, per cui difficilmente sosterranno la reintroduzione di una moneta sovrana parallela, fino a che non ci sar\u00e0 una opinione pubblica ampiamente favorevole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rischio di puntare sulla \u201csoluzione 2\u201d \u00e8 quindi quello di ritardare la messa in circolazione di una moneta sovrana a causa delle difficolt\u00e0 politiche a metterla in pratica, anche se certamente inferiori a quelle della \u201csoluzione 1\u201d. E questo significherebbe prolungare le sofferenze degli italiani legate alla crisi economica ed allo strapotere neoliberista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li><strong>MESSA IN CIRCOLAZIONE DI TITOLI DI STATO \u201cFISCALI\u201d: LA MONETA FISCALE.<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esiste una terza soluzione proposta per ridare all\u2019Italia la propria sovranit\u00e0 monetaria, quella portata avanti dal <a href=\"https:\/\/monetafiscale.it\/\">gruppo della Moneta Fiscale<\/a> (Marco Cattaneo, Stefano Sylos Labini, Biagio Bossone, Massimo Costa). Questa soluzione consiste nell\u2019emissione di speciali titoli di stato, chiamati Certificati di Credito Fiscale (CCF). Questi titoli verrebbero messi in circolazione dallo Stato tramite della spesa pubblica aggiuntiva rispetto a quella attuale, come assegno di sostegno ai pi\u00f9 poveri, come integrazione ai salari pi\u00f9 bassi, come forma complementare di pagamento dei fornitori dello Stato. Si tratta di dettagli di \u201cottimizzazione\u201d certamente perfezionabili, se il caso, in fase di attuazione politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nI CCF sarebbero utilizzabili per il pagamento delle tasse al posto degli euro dopo 2 anni dalla loro emissione. Il fatto di poter spendere i CCF per il pagamento delle tasse consentirebbe a cittadini e imprese di tenersi in tasca pi\u00f9 euro per le altre esigenze di spesa. L\u2019effetto sarebbe, quindi, quello di un aumento della liquidit\u00e0 circolante, in modo del tutto analogo alla soluzione 2 della moneta parallela, in quanto i CCF sarebbero cedibili a terzi, a differenza degli attuali crediti con il Fisco.<br \/>\nIn sostanza i CCF circolerebbero parallelamente all\u2019euro, senza che l\u2019Italia esca formalmente dall\u2019euro, ma usufruendo di tutti i benefici di avere una nostra moneta sovrana \u201cdi fatto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo sfasamento di 2 anni per poterli scontare \u00e8 un artifizio per garantire il rispetto formale della regola europea del limite al 3% di bilancio. Non perch\u00e9 la si ritenga una regola valida questa regola (<a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/finanza-e-mercati\/2019-04-03\/parametri-maastricht-basta-deficit-pil-3percento-ora-usiamo-immobili-come-leva-crescita-204415.shtml?uuid=ABPmWbkB\">\u00e8 noto<\/a> che si tratti di un valore buttato l\u00ec senza alcuna valenza macroeconomica), ma per evitare un motivo aggiuntivo di difficolt\u00e0 politica dell\u2019operazione. Se, infatti, oggi lo Stato emette 100 miliardi di CCF e poi incassa 100 miliardi di CCF per il pagamento delle tasse, incassa anche 100 miliardi in meno di euro, che costituirebbe un deficit pubblico aggiuntivo del 5,7% di PIL, il che porterebbe l\u2019Italia a sforare i parametri europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nMa se l\u2019incasso dei CCF avviene dopo 2 anni, la circolazione (circolano, perch\u00e9 sono cedibili a terzi) di 100 miliardi aggiuntivi di liquidit\u00e0 nei settori dell\u2019economia a maggiore propensione alla spesa comporter\u00e0, per <a href=\"https:\/\/www.attivismo.info\/il-moltiplicatore-il-reddito-di-cittadinanza-e-la-flat-tax\/\">l\u2019effetto del moltiplicatore fiscale<\/a>, un aumento del PIL del paese, con relativi incassi fiscali tali da compensare l\u2019ammanco futuro di 100 miliardi. Per chi lo volesse, i dettagli della proposta sono disponibili su <a href=\"http:\/\/bottegapartigiana.org\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/ProgettoMonetaFiscaleAprile2019.pdf\">questa pagina internet<\/a>. Il problema del rispetto del limite del 3% al deficit, senza andare allo scontro con le autorit\u00e0 europee, si presenterebbe peraltro anche con la soluzione 2 della moneta parallela. Con la soluzione 1, invece, il problema non si porrebbe, in quanto gi\u00e0 risolto a monte con la rottura dell\u2019Italia degli accordi europei, con le non trascurabili difficolt\u00e0 politiche di cui abbiamo parlato pi\u00f9 sopra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I vantaggi della soluzione \u201cmoneta fiscale\u201d rispetto alla soluzione \u201cmoneta parallela\u201d non stanno negli aspetti economici, sostanzialmente identici, ma stanno soprattutto nella comunicazione (rapporti con l\u2019opinione pubblica) e nelle minori tensioni politiche con l\u2019Unione Europea. Se la maggiore difficolt\u00e0 per l\u2019introduzione di una moneta sovrana parallela \u201cneolira\u201d sta nel riuscire a mettere insieme una maggioranza politica convinta che sia utile, e non un pericolo, emettere ufficialmente una nostra moneta, mettendosi in qualche modo di traverso alla UE, questo ostacolo verrebbe superato dal fatto di emettere non ufficialmente una moneta, ma semplicemente una diversa forma di titoli di stato, una di pi\u00f9 rispetto alle gi\u00e0 molte forme in circolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nNon dimentichiamoci che il sistema di potere dell\u2019euro \u00e8 stato costruito con l\u2019inganno, costruendo una falsa narrativa sugli effetti benefici di una moneta unica continentale e sulla \u201cinadeguatezza della liretta\u201d. Molti ci credono ancora oggi, in totale buona fede. I nuovi CCF sarebbero visti come dei \u201ccrediti fiscali\u201d, un concetto gi\u00e0 noto ai contribuenti italiani, non come una moneta sovrana. Questa diversa immagine esteriore ridurrebbe fortemente l\u2019opposizione di coloro ancora convinti della bont\u00e0 della moneta unica. Questo significa che non vi sarebbero resistenze da parte dell\u2019opinione pubblica e che, anzi, lo strumento sarebbe il benvenuto, il che faciliterebbe non poco la costituzione di una maggioranza politica parlamentare a sostegno del provvedimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nI mass-media manovrati dai poteri forti della finanza avrebbero difficolt\u00e0 a spiegare ai cittadini, spaventandoli, i rischi dell\u2019emissione di titoli fiscali, non potendoli equiparare ad una moneta sovrana. Per quanto riguarda i rapporti con l\u2019Unione Europea, \u00e8 chiaro che coloro che lucrano sulla crisi economica dell\u2019Italia tenteranno di opporre delle resistenze. Tuttavia non avranno appigli formali per farlo, non essendo l\u2019emissione di titoli vietata e non essendoci violazioni attuali ai regolamenti europei. Di conseguenza non potranno comminare delle sanzioni a nostro carico, n\u00e9 minacciare sanzioni per terrorizzare l\u2019opinione pubblica italiana. Quando l\u2019entrata in circolazione dei CCF dimostrer\u00e0 che non ci sono problemi per la maggior parte degli investitori finanziari, ma anzi benefici per gran parte dell\u2019economia italiana ed europea, le eventuali pressioni dei poteri finanziari si ridurranno, fino a scomparire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo tipo di soluzione potrebbe trovare facilmente sostegno sia da parte di coloro che intendono rompere definitivamente con la UE, sia da parte di coloro che ritengono che l\u2019Unione Europea da mantenere e da riformare, dando all\u2019Italia un maggior potere contrattuale in materia. Gli effetti benefici sull\u2019economia del paese sarebbero rapidi ed effettivi, il che sarebbe prima di tutto un bene per l\u2019economia reale del paese, al di l\u00e0 di quello che sar\u00e0 dei rapporti con l\u2019UE e di quello che ne sar\u00e0 dell\u2019euro. Il fatto di sottrarsi ai ricatti della UE, unito alla rapida ripresa economica del paese, consentir\u00e0 di dimostrare agli italiani con i fatti l\u2019importanza fondamentale di potere emettere e gestire un proprio mezzo di pagamento nazionale, il che faciliter\u00e0, al momento opportuno, l\u2019eventuale trasformazione dei CCF in neo-lire ed eventualmente, se la maggioranza politica (non pi\u00f9 sottoposta a pressioni e ricatti dei poteri finanziari e della UE) lo riterr\u00e0, anche la graduale uscita dai trattati europei, in modo concordato e senza causare sconquassi all\u2019economia europea e mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A mio avviso questa soluzione \u00e8 la strada migliore da percorrere, in quanto consente ai \u201cno-euro\u201d di trovare degli alleati temporanei in altre forze politiche critiche verso l\u2019Unione Europea, che vedano nei CCF un mezzo di ridare immediatamente fiato all\u2019economia italiana (cosa che tutte le forze politiche in buona fede desiderano) e per accrescere il potere contrattuale dell\u2019Italia nei confronti della UE. E\u2019 la soluzione politica concretamente realizzabile in tempi pi\u00f9 brevi. E l\u2019obiettivo \u201cintermedio\u201d di ridare fiato all\u2019economia italiana, grazie alla circolazione di una moneta parallela di fatto, non \u00e8 un obiettivo da disprezzare. A cosa ci servirebbe attendere 10-15 anni per mettere in atto la \u201csoluzione 1\u201d o 5-10 anni per mettere ini atto la \u201csoluzione 2\u201d, se nel frattempo milioni di italiani saranno stati ridotti alla povert\u00e0 e la maggior parte dei nostri giovani sar\u00e0 definitivamente emigrata all\u2019estero?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto meglio attuare subito la \u201csoluzione 3\u201d, risolvendo i problemi economici, per poi dedicarsi alla battaglia politica dell\u2019Unione Europea. Una volta messa in circolazione la moneta fiscale e fatta ripartire l\u2019economia del paese, si potr\u00e0 con molta pi\u00f9 serenit\u00e0 portare avanti il dibattito sull\u2019utilit\u00e0 di convertire i CCF in una moneta sovrana parallela \u201cufficiale\u201d (soluzione 2) e sull\u2019utilit\u00e0 di rinegoziare i trattati europei o addirittura di rompere con l\u2019Unione Europea, passando ad accordi di tipo bilaterale con le nazioni nostre vicine di casa. Personalmente ritengo che se l\u2019Italia mettesse in atto questa misura, dimostrando con i fatti che la sovranit\u00e0 monetaria \u00e8 la soluzione per porre fine a gran parte dei problemi economici dei 500 milioni di cittadini europei, le altre nazioni ci imiterebbero e l\u2019Unione Europea cesserebbe di esistere nel giro di pochi anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E con lei l\u2019isteria dell\u2019ideologia neoliberista dell\u2019austerit\u00e0 e della libera circolazione delle merci e dei capitali. Sar\u00e0 l\u2019occasione per costruire un\u2019economia italiana ed europea, come la chiama Valerio Malvezzi, di tipo umanistico, centrata sulla persona, con il denaro ridotto ad essere strumento politico per il benessere dei cittadini e non pi\u00f9 uno strumento di arricchimento di pochi ai danni di molti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"https:\/\/www.attivismo.info\/uscita-dalleuro-dellitalia\/?fbclid=IwAR1eWBX0_4AvbOO3VlmJ6pl6AeVnT56Z2EnDl9zj00jtn9qIacwPp97TyLo\">https:\/\/www.attivismo.info\/uscita-dalleuro-dellitalia\/?fbclid=IwAR1eWBX0_4AvbOO3VlmJ6pl6AeVnT56Z2EnDl9zj00jtn9qIacwPp97TyLo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ATTIVISMO.INFO (Davide Gionco) Mentre i sondaggi ci dimostrano che la fiducia degli Italiani nei confronti dell\u2019Europa \u00e8 scesa dall\u201985% dei primi anni 2000 all\u2019attuale 36%, altri sondaggi ci dicono che attualmente solo il 34% degli italiani sarebbe favorevole ad un\u2019uscita dell\u2019Italia dall\u2019Unione Europea. Cosa che per il momento nessuna forza politica in Parlamento propone. 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