{"id":51196,"date":"2019-05-14T09:00:37","date_gmt":"2019-05-14T07:00:37","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51196"},"modified":"2019-05-11T23:54:29","modified_gmt":"2019-05-11T21:54:29","slug":"li-zehou-la-duplice-articolazione-dellilluminismo-e-della-salvezza-nazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51196","title":{"rendered":"Li Zehou: La duplice articolazione dell\u2019illuminismo e della salvezza nazionale"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SINOSFERE (Traduzione: Marco Fumain)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Movimento del Quattro Maggio comprende due movimenti di diversa natura, il movimento per la Nuova Cultura da una parte, e il movimento studentesco patriottico anti-imperialista dall\u2019altra.<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_1\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">1)<\/sup> In molti studi si tende a celebrare questi due movimenti come un unico fenomeno, prestando raramente attenzione alla complessit\u00e0 del loro rapporto e alle conseguenze storiche e intellettuali derivanti da tale complessit\u00e0. Questo saggio intende tentare una discussione preliminare sull\u2019argomento.<br \/>\nNei miei <em>Saggi sulla storia del pensiero cinese moderno\u00a0<\/em>sostenevo che<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u2026ogni epoca ha un suo elemento focale, un nucleo distintivo dettato dai tempi. (\u2026) Nella prima modernit\u00e0 cinese, questo elemento consisteva nella discussione dei problemi politico-sociali. Nel periodo della prima modernit\u00e0 cinese, la tensione sempre pi\u00f9 esplosiva delle contraddizioni nazionali e della lotta di classe aveva fatto s\u00ec che l\u2019attenzione e le energie (degli intellettuali) si focalizzassero sullo studio, la discussione e l\u2019intervento pratico relativi agli urgentissimi problemi politico-sociali del tempo.<\/em>\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso testo, spiegavo anche che a motivare pi\u00f9 di ogni altra cosa le frange pi\u00f9 avanzate del sapere, nel periodo che andava dal movimento riformista del 1998 alla rivoluzione che aveva rovesciato la dinastia Qing nel 1911, era sempre stata, invariabilmente, la lotta politica. Al resto c\u2019era davvero poco tempo per pensarci, sicch\u00e9 anche problemi come quelli dell\u2019illuminismo e della cultura non ricevevano moltissima attenzione. Il pensiero illuministico-democratico espresso da Zou Rong nel suo libello del 1903 <em>L\u2019esercito rivoluzionario<\/em>, per esempio, completamente sommerso dai peana rivoluzionari della lotta militare, aveva finito per essere del tutto ignorato. Sun Yat-sen, invece, dopo la rivoluzione del 1911 era stato s\u00ec insignito del titolo di \u201cgrande generale\u201d, ma questo titolo era stato, appunto, nient\u2019altro che un simbolo. Per non parlare del pensiero spiccatamente illuminista di Song Shu, che con la sua critica al neoconfucianesimo Song e Ming, in un saggio scritto nel 1891, era stato a sua volta ancor pi\u00f9 lasciato ai margini, ignorato praticamente da tutti fino a oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo il 1911 non ci furono tutti questi grandi progressi, ma si apr\u00ec comunque una nuova pagina storica. L\u2019imperatore non c\u2019era pi\u00f9, e la vecchia carriera feudale per cui \u201cchi eccelleva negli studi faceva il funzionario\u201d non era pi\u00f9 la norma; nel mentre, la politica era nel caos, le idee in subbuglio, il controllo relativamente rilassato e l\u2019ideologia pareva essersi azzerata. Da un lato tutti i vecchi sistemi, norme, concezioni, costumi, fedi religiose e dottrine filosofiche, dato il crollo del potere imperiale, avevano cominciato a sgretolarsi, vacillare o a decomporsi giorno per giorno; dall\u2019altro, proprio a causa di ci\u00f2, le potenti forze conservatrici, dure a morire, continuavano a incalzare promuovendo il culto di Confucio e la restaurazione imperiale, cercando di far tornare indietro le lancette dell\u2019orologio ai tempi della dinastia Qing. Per gli intellettuali, e in particolare quelli pi\u00f9 giovani, il futuro della Cina e dei cinesi, cos\u00ec come la via per arrivarci, erano immersi nella nebbia pi\u00f9 profonda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo zelo dei rivoluzionari pi\u00f9 vecchi, intanto, era scemato. In molti, tolti alcuni che ancora portavano avanti una lotta politico-militare velleitaria e scarsamente efficace fiancheggiando Sun Yat-sen, si erano ormai disanimati. Era l\u2019epoca dei vari Fan Ainong, L\u00fc Weipu e Wei Lianshu:<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_2\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">2)<\/sup> lo stesso Lu Xun, per quasi dieci anni, era rimasto in silenzio, a ingannare il tempo leggendo classici buddhisti, ricalcando antiche iscrizioni\u00a0 e copiando gli scritti di Xi Kang. Proprio in quell\u2019asfissiante silenzio di tomba, per primo, Chen Duxiu aveva dato la scossa lanciando il grido di \u201cscienza e democrazia\u201d. Il problema, tuttavia, \u00e8 che anche se il movimento per la Nuova Cultura percepiva se stesso non come un movimento politico, ma bens\u00ec culturale \u2013 il suo obiettivo, infatti, consisteva nella trasformazione del carattere nazionale e nella distruzione della tradizione, la sua base per il progresso sociale era la trasformazione delle idee nella sfera ideologica e l\u2019iniziativa illuministico-democratica \u2013, sin dall\u2019inizio esso conteneva, in modo esplicito o sommerso, degli elementi e delle istanze politiche, come nel caso dell\u2019 \u201cultimissimo risveglio\u201d invocato da Chen Duxiu, il cui obiettivo, in ultima analisi, consisteva nella trasformazione e nel progresso dello stato, della societ\u00e0 e dei gruppi sociali.<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_3\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">3)<\/sup><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il che vale a dire che tanto le istanze illuministiche quanto la trasformazione culturale e l\u2019abbandono della tradizione continuavano ad avere come fine lo stato-nazione, tuttora servivano a cambiare la situazione politica e il volto della societ\u00e0, mentre ancora non si erano affrancate n\u00e9 dalla tendenza tradizionale autoctona tipica dei letterati-funzionari di \u201cassumere su di s\u00e9 la responsabilit\u00e0 del paese\u201d, n\u00e9 dal leitmotiv della salvezza nazionale, tipico della prima modernit\u00e0, incentrato sulla resistenza alle aggressioni straniere e sulla ricerca di \u201cricchezza e potenza\u201d per la nazione. L\u2019abbandono della tradizione (la vecchia cultura e la vecchia morale incentrate sulla dottrina confuciana), la distruzione degli idoli (Confucio), l\u2019occidentalizzazione totale e le tendenze illuministico-democratiche, in altre parole, erano tutti elementi volti a far diventare la Cina ricca e potente, a far progredire la sua societ\u00e0, a impedire che venisse ancora umiliata e oppressa, e a migliorare, in linea di massima, la vita della popolazione. Loro scopo non era, viceversa, la conquista dei \u201cdiritti naturali\u201d dell\u2019individuo, ovvero la libert\u00e0, l\u2019indipendenza, e l\u2019uguaglianza tipici della dottrina dell\u2019\u201cindividualismo puro\u201d. Cos\u00ec, nel momento in cui la cultura occidentale, che su tale individualismo era appunto fondata, era stata introdotta per attaccare la tradizione e rovesciare Confucio, essa si era subito saldata, inavvertitamente, a un preesistente atteggiamento pi\u00f9 o meno cosciente collettivista, e a una tradizione politico-culturale, anch\u2019essa non necessariamente cosciente, caratterizzata da un\u2019attenzione straordinaria per gli affari dello stato e le sofferenze del popolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una delle ragioni pi\u00f9 importanti dell\u2019acerrimo attacco a Confucio negli anni precedenti al Quattro Maggio, per esempio, era stato l\u2019uso strumentale di quest\u2019ultimo da parte di personaggi come Yuan Shikai e Zhang Xun al fine di portare avanti le loro politiche restauratrici. Nei primissimi anni dell\u2019era repubblicana, verso il 1914-15, i richiami a \u2018ritornare all\u2019antico\u2019 imperversavano, e una dopo l\u2019altra si moltiplicavano le proposte di recupero delle virt\u00f9 confuciane, conducendo infine verso la restaurazione dinastica. Il che dimostra come queste idee ostinate, all\u2019epoca, venissero sempre a braccetto con le sozzure della politica.\u00a0 Cos\u00ec scriveva Li Dazhao: \u201cHo sempre pensato che tra i \u2018santi della Cina\u2019 (i confuciani, <em>ndt<\/em>) e l\u2019imperatore ci fosse un qualche legame: prima che arrivasse Hongxian<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_4\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">4)<\/sup> c\u2019erano stati il culto di Confucio e i sacrifici al cielo, quindi con l\u2019arrivo simultaneo a Pechino di Kang Youwei e Zhang Xun l\u2019imperatore era tornato sul trono, mentre adesso c\u2019\u00e8 ancora chi si fa in quattro attorno a questi stessi santi: \u00e8 una cosa che mi atterrisce, che mi fa molto temere per la repubblica.\u201d Oppure: \u201cLa storia della Cina \u00e8 stata fatta dall\u2019unione fra gli ipocriti e i ladroni. Se i ladroni non si univano agli ipocriti non diventavano imperatori, se gli ipocriti non si univano ai ladroni non diventavano santi. Perci\u00f2 io dico: l\u2019imperatore era il rappresentante dei ladroni, i santi erano i rappresentanti degli ipocriti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec non c\u2019\u00e8 da stupirsi che oggi le anime degli imperatori e dei santi confuciani siano tornate a tormentarci con il culto di Confucio e la restaurazione imperiale; il problema, per\u00f2, sono tutti questi tiranni militari e politici insipienti che si sono reincarnati negli ipocriti e nei ladroni di un tempo!\u201d Inoltre, un\u2019altra ragione per cui questi intellettuali, pur imbevuti di sapere classico, avevano potuto rinnegare del tutto la tradizione abbracciando la cultura occidentale, aveva ancora a che fare con il fatto che, mancando la loro cultura di elementi religiosi, essi non erano vincolati dogmaticamente a una fede, e dunque perseguivano attivamente il proprio miglioramento personale facendo della riflessione razionale il proprio metro e il proprio fondamento per ogni cosa. Era quindi la ragione, non importa se basata sulla tradizione o sul sapere straniero, a dover discernere, giudicare, scegliere e utilizzare, essendo proprio tale razionalit\u00e0 pratica lo spirito fondamentale con cui i cinesi per migliaia di anni si erano adattati all\u2019ambiente sopravvivendo e sviluppandosi. Tale spirito, maturato inizialmente nelle varie filosofie politico-sociali del periodo pre-imperiale, si era pienamente manifestato, in seguito, proprio nella tradizione confuciana. Ironicamente, furono cos\u00ec proprio questi nemici giurati della tradizione confuciana a portare avanti, consciamente o inconsciamente, il meglio della loro tradizione, ovvero il retaggio confuciano caratterizzato dalla preoccupazione per gli affari dello stato e le sofferenze del popolo, l\u2019intervento attivo nel mondo e la responsabilit\u00e0 verso il paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ci\u00f2 fece s\u00ec che nelle circostanze particolari in cui il movimento per la Nuova Cultura \u2013 con la sua finalit\u00e0 illuministica e la critica della tradizione che lo contraddistingueva \u2013 si veniva a incrociare con il movimento impegnato a criticare la vecchia politica, i due finissero per fondersi con la massima facilit\u00e0 sostenendosi a vicenda e producendo una spinta enorme. Il Movimento del Quattro maggio \u00e8 stato esattamente questo. Il movimento illuminista per la Nuova Cultura, poco dopo essersi messo in moto, si era incrociato con il movimento politico anti-imperialista della salvezza nazionale con il risultato che i due erano rapidamente confluiti assieme. Ci\u00f2 che era cominciato principalmente come una critica culturale, aveva finito per fare di nuovo ritorno alla lotta politica. Il tema dell\u2019illuminismo e i temi di scienza e democrazia, allora, nuovamente si scontrarono e si intrecciarono con i temi patriottici della salvezza nazionale per poi riprendere a marciare in sintonia con essi. Cos\u00ec \u00e8 stato per tutta la storia della modernit\u00e0 cinese. Rispetto a prima di diverso c\u2019era solo che stavolta la sintonia da un lato e gli scontri dall\u2019altro avrebbero portato a un lungo periodo di rapporti complessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tale riguardo ci sono alcuni casi emblematici ed estremamente eloquenti. Prima dell\u2019esperimento riformista del 1898, per esempio, un letterato di nome Wang Zhao aveva consigliato a Kang Youwei di dedicarsi, prima che alla riforma politica, all\u2019attivit\u00e0 educativa; Kang Youwei aveva per\u00f2 risposto che la situazione era grave e che non c\u2019era pi\u00f9 tempo. Prima del 1911 anche Yan Fu, incontrando Sun Yat-sen a Londra, aveva consigliato a quest\u2019ultimo di occuparsi di educazione; Sun Yat-sen per\u00f2 gli aveva risposto che per dedicarsi a un simile ideale non gli sarebbero bastate mille vite, e che non c\u2019era pi\u00f9 tempo. Kang Youwei originariamente era stato fautore dei diritti e della creazione di un parlamento, ma poi alla fine, nel corso della riforma del 1898, aveva viceversa dato la priorit\u00e0 al potere monarchico chiedendo per l\u2019imperatore Guangxu il potere assoluto allo scopo di implementare le riforme. Sun Yat-sen dal canto suo inizialmente aveva promosso libert\u00e0, uguaglianza e fratellanza, ma in et\u00e0 matura aveva sovente rimarcato che \u201cin Europa, in passato, si era lottato per la libert\u00e0 dell\u2019individuo, ma oggi (\u2026) la libert\u00e0 deve essere usata a favore dello stato e non pi\u00f9 dell\u2019individuo. L\u2019individuo non pu\u00f2 essere troppo libero, semmai \u00e8 lo stato che deve ottenere libert\u00e0 assoluta. La Cina diventer\u00e0 uno stato forte e prospero solo quando lo stato potr\u00e0 avere libert\u00e0 di azione. Per arrivare a ci\u00f2, occorre che tutti si sacrifichino.\u201d E ancora: \u201cPensare di incitare il popolo con la libert\u00e0 e l\u2019uguaglianza \u00e8 del tutto irrealistico, sono cose che non gli fanno n\u00e9 caldo n\u00e9 freddo. Il popolo non risponder\u00e0 mai se non viene toccato nel profondo.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo illustra quanto gli obiettivi della salvezza nazionale, gli interessi dello stato, la fame e la sofferenza del popolo avessero sovrastato ogni altra cosa, comprese le aspirazioni e i bisogni di libert\u00e0, uguaglianza, democrazia, diritti e ogni altro bell\u2019ideale degli intellettuali e dei gruppi colti, comprese la dignit\u00e0 individuale e l\u2019attenzione e il rispetto dei diritti individuali. Cause come l\u2019indipendenza e la prosperit\u00e0 del paese, la soddisfazione dei bisogni primari del popolo, la cessazione delle vessazioni e delle umiliazioni da parte degli aggressori stranieri, erano priorit\u00e0 assolute che agitavano i cuori e risuonavano nelle orecchie, in virt\u00f9 delle quali tutte le riflessioni, dilemmi e rovelli tipicamente illuministici che \u201candavano dalla visione dell\u2019universo alla visione della vita, dagli ideali dell\u2019individuo al futuro dell\u2019umanit\u00e0\u201d, e \u201ctutti i problemi emersi in quella nuova epoca, che angustiavano a quel tempo la societ\u00e0 cinese, da quelli della dottrina confuciana a quelli della donna fino a quelli del lavoro e della trasformazione sociale, da quelli linguistico-letterari fino a quelli della trasformazione della visione della vita\u201d\u2026 furono rapidamente accantonati, non essendoci pi\u00f9 il lusso, ormai, per riflettere, indagare e discutere di tali problemi. Il movimento del 30 maggio 1925, la spedizione contro i Signori della Guerra, la guerra civile durata dal \u201927 al 37, la guerra di resistenza anti-giapponese\u2026 furono tutti eventi che portarono svariate generazioni di giovani istruiti a gettarsi nella marea della rivoluzione finalizzata alla salvezza nazionale, offrendo se stessi sulla strada che dal patriottismo portava alla rivoluzione, finendo per trovarsi a lungo immersi nella lotta militare e nella guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa lotta militare cos\u00ec aspra, dolorosa e protratta, in questo combattimento all\u2019ultimo sangue, nazionale e di classe, ci\u00f2 che serviva naturalmente non era propagare i valori illuministi di libert\u00e0 e democrazia, n\u00e9 incoraggiare o promuovere idee come la libert\u00e0 o la dignit\u00e0 individuale; in primo piano, semmai, veniva messo tutto ci\u00f2 che obbediva alla lotta rivoluzionaria anti-imperialista: disciplina di ferro, volont\u00e0 unitaria, e forza collettiva. Cose come i diritti individuali, la libert\u00e0 personale, l\u2019indipendenza e la dignit\u00e0 dell\u2019individuo, al confronto, diventavano invariabilmente irrilevanti e irrealistiche. L\u2019io individuale, in questo contesto, era irrilevante al punto da scomparire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il successo della rivoluzione, nel 1949, produsse nella struttura psicologico-culturale di tutta la societ\u00e0 e la nazione un grande terremoto, che fece piazza pulita di alcuni vizi retrogradi perdurati per migliaia di anni. Un risultato, per esempio, fu la realizzazione di un\u2019uguaglianza di genere senza precedenti in ambito economico, politico, culturale, domestico e lavorativo, uguaglianza che, ormai, \u00e8 diventata un fatto pi\u00f9 o meno compiuto almeno nel mondo del sapere e negli organi dell\u2019amministrazione. Si tratta ovviamente di un enorme passo da gigante che ha superato addirittura la realt\u00e0 di molti avanzati paesi capitalisti. Con il suo spazzare via ogni lordura della vecchia cultura e della vecchia societ\u00e0, la \u201cliberazione\u201d ha avuto senz\u2019altro, in passato, un significato psicologico notevole. Eppure, proprio mentre la vecchia ideologia tradizionale veniva rimpiazzata con le leggi necessarie dello sviluppo storico-sociale e con la visione del mondo e la norme di comportamento collettiviste del marxismo, cominciava a diffondersi in maniera strisciante, camuffandosi, il vecchio \u201ccollettivismo\u201d di matrice feudale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un egualitarismo che negava la differenza e soffocava l\u2019individualit\u00e0, un sistema patriarcale dal potere illimitato che tutto controllava, un unico pulpito che dava ordini e decideva per tutti, un sistema gerarchico che divideva rigidamente in superiori e inferiori, il disinteresse e il disprezzo verso l\u2019educazione tecnico-scientifica moderna, il rifiuto della cultura capitalista occidentale\u2026 tutti questi vizi, in seguito alla gigantesca vittoria di quella che \u201cin sostanza \u00e8 stata una rivoluzione contadina\u201d, si erano consapevolmente o inconsapevolmente propagate, nel nome del socialismo marxista o del collettivismo proletario, in tutta la societ\u00e0 e fra gli intellettuali, finendo per dominare la vita e la coscienza delle persone. I vari movimenti di rettifica o di riforma del pensiero incentrate fra l\u2019altro sulla \u201ccritica dell\u2019individualismo borghese e piccolo-borghese\u201d nel periodo della guerra rivoluzionaria avevano prodotto grandi risultati; una volta riprodotti nel periodo della costruzione pacifica, per\u00f2, essi vennero a bloccare o ad allentare la vigilanza e l\u2019opposizione contro il feudalesimo, che del capitalismo era ancora pi\u00f9 arretrato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla seconda met\u00e0 degli anni Cinquanta alla Rivoluzione Culturale, in particolare, il feudalesimo si oppose al capitalismo in modo sempre pi\u00f9 feroce nel nome pretestuoso del socialismo, e agitando una bandiera etica fasulla predic\u00f2 lo spirito di sacrificio accusando \u201cl\u2019individualismo come fonte di ogni male\u201d mentre pretendeva che ognuno diventasse santo combattendo l\u2019egoismo e attaccando il revisionismo, causando infine la totale resurrezione nella coscienza cinese della tradizione feudale. Fino a che, dopo la caduta della Banda dei Quattro, non tornarono a tuonare gli appelli alla \u201cscoperta\u201d, al \u201crisveglio\u201d, e alla \u201cfilosofia dell\u2019uomo\u201d. Le istanze illuministiche, la scienza e la democrazia, i diritti umani e la verit\u00e0 promosse dal \u201cQuattro Maggio\u201d, parevano ancora possedere un\u2019attrattiva enorme e cos\u00ec di nuovo venivano riscoperti e invocati, mentre si ricominciava di nuovo parlare di \u201cappropriazionismo\u201d (<em>nalaizhuyi\u00a0<\/em><span lang=\"ZH-CN\">\u62ff\u6765\u4e3b\u4e49<\/span>) e \u201coccidentalizzazione totale\u201d (<em>quanpan xihua\u00a0<\/em><span lang=\"ZH-CN\">\u5168\u76d8\u897f\u5316<\/span>).<sup id=\"footnote_plugin_tooltip_5\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">5)<\/sup><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"applewebdata:\/\/2A07CE24-3D81-4EA6-998A-7418CBE0BEC2#_ftn5\" name=\"_ftnref5\"><br \/>\n<\/a>Non \u00e8 forse uno scherzo tragicomico della storia, che dopo tutto questo giro, passati settant\u2019anni, si ritorni di nuovo a questo argomento?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 la farsa della storia cinese moderna. Il feudalesimo insieme alla minaccia della dissoluzione nazionale non potevano dare al liberalismo uno sviluppo stabile e graduale: per risolvere i problemi della societ\u00e0 occorreva la \u201csoluzione radicale\u201d della lotta rivoluzionaria. La quale, per\u00f2, fin\u00ec per soffocare il movimento illuminista e gli ideali di libert\u00e0 dando al feudalesimo l\u2019opportunit\u00e0 di rinascere, facendo s\u00ec che molti problemi fondamentali, lungi dall\u2019essere risolti, venissero sepolti sotto alla coltre della \u201csoluzione radicale\u201d diventando invisibili. Il problema del rapporto fra i due temi\u00a0 dell\u2019illuminismo e della salvezza nazionale (o rivoluzione) dopo il \u201cQuattro Maggio\u201d non fu risolto in maniera razionale, e anzi non fu nemmeno oggetto di una reale discussione e di un\u2019attenzione sufficiente a livello teorico. Indebitamente trascurato nei trent\u2019anni del maoismo, tale problema ha portato infine conseguenze nefaste.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/sinosfere.com\/2019\/05\/04\/li-zehou-la-duplice-articolazione-dellilluminismo-e-della-salvezza-nazionale\/\">http:\/\/sinosfere.com\/2019\/05\/04\/li-zehou-la-duplice-articolazione-dellilluminismo-e-della-salvezza-nazionale\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINOSFERE (Traduzione: Marco Fumain) Il Movimento del Quattro Maggio comprende due movimenti di diversa natura, il movimento per la Nuova Cultura da una parte, e il movimento studentesco patriottico anti-imperialista dall\u2019altra.1) In molti studi si tende a celebrare questi due movimenti come un unico fenomeno, prestando raramente attenzione alla complessit\u00e0 del loro rapporto e alle conseguenze storiche e intellettuali derivanti da tale complessit\u00e0. Questo saggio intende tentare una discussione preliminare sull\u2019argomento. 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