{"id":51293,"date":"2019-05-15T02:48:47","date_gmt":"2019-05-15T00:48:47","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51293"},"modified":"2019-05-14T22:55:37","modified_gmt":"2019-05-14T20:55:37","slug":"vivere-sopra-le-proprie-possibilita-la-verita-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51293","title":{"rendered":"Vivere sopra le proprie possibilit\u00e0: la verit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>di GIANLUCA BALDINI (FSI Pescara)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso qualche euro-entusiasta si riferisce a un passato non molto remoto nel corso del quale gli italiani avrebbero vissuto sopra le loro possibilit\u00e0, generando lo sfacelo finanziario che viviamo oggi. Questo passato di vizi e sperperi \u00e8 identificato nei rampanti anni \u201980 e il severo giudizio moralistico si basa sulla lettura distorta dell&#8217;aumento del debito pubblico di quegli anni e su una prospettiva di osservazione, quella dell\u2019individualismo metodologico, che \u00e8 propria dell\u2019ottica microeconomica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi secondo questa visione gli italiani, ebbri di conquiste sociali e con le tasche piene dopo anni di crescita economica, avrebbero portato nell\u2019arco di pochi anni il paese alla rovina permettendosi lussi insostenibili. Prova ne sarebbe il fatto che negli anni \u201980 nessuno rinunciava alla vacanza estiva o alla settimana bianca, tutti smaniavano per acquistare l\u2019auto nuova, in tanti si concedevano addirittura il lusso della seconda casa al mare o in montagna. E tutto ci\u00f2 limitandoci all\u2019osservazione dei costumi della classe media impiegatizia, per non parlare quindi delle ostentazioni di ricchezza dei cum\u00e9nda che avevano fatto i soldi con l\u2019impresa di famiglia e non potevano rinunciare alla barchetta, all\u2019orologetto e a pelliccia e collier per la sci\u00f9ra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prospettiva microeconomica, tuttavia, \u00e8 viziata dalla deformazione che si produce osservando certi fenomeni da una distanza eccessivamente ridotta, esaminando con una lente di ingrandimento il comportamento del singolo e ignorando l\u2019analisi dei dati aggregati. Una differente visuale richiede un allargamento della prospettiva, cio\u00e8 un allontanamento dall\u2019oggetto di analisi per cogliere il risultato dell\u2019azione dei singoli individui a livello macroeconomico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa vuol dire \u201cvivere sopra le proprie possibilit\u00e0\u201d?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In estrema sintesi direi che spendere mese dopo mese pi\u00f9 di quanto guadagno, affrontando impegni economici per lussi che non posso permettermi, cio\u00e8 fare debito per il superfluo, vuol dire vivere sopra le proprie possibilit\u00e0. E cosa ci dicono i dati macroeconomici riguardo il risparmio delle famiglie nel periodo in esame?\u00a0 Ci dicono che le famiglie italiane, negli anni \u201980, risparmiavano ancora in media 1\/4 del loro reddito. Cio\u00e8 ogni milione di lire di stipendio riportati a casa, circa 250.000 lire finivano in risparmio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dati aggregati ci restituiscono allora una fotografia a colori invertiti rispetto a quella proposta dagli \u201cOscar Giannino\u201d di turno.\u00a0 Dunque delle due l\u2019una: o questi osservatori sono daltonici e non distinguono il rosso delle uscite dal verde delle entrate, oppure ancora una volta i dati vengono falsificati per fini propagandistici e per impiantare una narrazione fantastica del passato, funzionale ad assumere oggi scelte di politica economica insensate facendo leva sui sensi di colpa della collettivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se proseguiamo nell\u2019analisi della dinamica del dato sul tasso di risparmio lordo delle famiglie, vediamo emergere un dato ancor pi\u00f9 \u201csorprendente\u201d: il risparmio si \u00e8 rarefatto progressivamente nel corso degli anni \u201990 ed \u00e8 crollato qualche anno dopo l\u2019adesione alla moneta unica, mentre lievitava in concomitanza il debito privato. Cio\u00e8 nel pieno dell\u2019accelerazione del processo di integrazione e con l\u2019adesione all\u2019unione monetaria gli italiani hanno iniziato a fare debiti. L\u2019esatto opposto di quello che la narrazione retorica dei Giannino di cui sopra vorrebbe far credere!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, se nella storia modificata ad usum degli euro-entusiasti l\u2019adesione all\u2019UE prima e all\u2019euro poi ci avrebbero salvato dalla catastrofe e ci avrebbe donato il senno e il senso di responsabilit\u00e0 di cui eravamo evidentemente sprovvisti, nella realt\u00e0 i passi in avanti nel processo di integrazione hanno comportato un progressivo avvicinamento verso l\u2019orlo di quel precipizio che \u00e8 stata la crisi del 2009 (risposta europea della crisi USA del 2007 dei mutui subprime): gli italiani hanno iniziato a spendere riducendo la quota di risparmio quando la disciplina del credito si \u00e8 modificata (anni \u201990) e hanno accelerato con l\u2019introduzione dell\u2019euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La disponibilit\u00e0 di moneta a basso costo (con i tassi schiacciati verso lo zero), la disciplina del credito pi\u00f9 libera e la promozione del ricorso all\u2019indebitamento scriteriato per l\u2019acquisto di beni di consumo (il \u201ccredito al consumo\u201d) ha generato s\u00ec un aumento della domanda aggregata che ha sostenuto la crescita dei primi anni \u201990 e 2000, ma drogato dal debito privato in aumento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco perch\u00e9, per assurdo, chi sostiene che gli italiani abbiano vissuto sopra le proprie possibilit\u00e0 dovrebbe guardare meglio gli aggregati, con una prospettiva macroeconomica, per avere pi\u00f9 chiaro il quadro della situazione. A quel punto, per\u00f2, dovrebbe ammettere che, se lo hanno fatto, se lo abbiamo fatto, cio\u00e8 se abbiamo cominciato a &#8220;sfrusciare&#8221; e a vivere sopra le nostre possibilit\u00e0, spendendo pi\u00f9 di quello che guadagnamo, questo fenomeno \u00e8 inequivocabilmente imputabile a comportamenti adottati negli ultimi vent\u2019anni, cio\u00e8 da Maastricht in poi, e in particolare dall\u2019euro in poi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 l\u2019Unione Europea ad averci indotto a vivere facendo debiti, promuovendo attraverso le liberalizzazioni il ricorso al credito al consumo senza vincoli, e con l\u2019euro questa tendenza si \u00e8 sorprendentemente accentuata con un effetto illusorio di incremento di ricchezza (in realt\u00e0 Eurispes certificava il crollo del potere d\u2019acquisto gi\u00e0 a un anno dall\u2019introduzione della moneta unica) dovuto anche alle \u201cbolle\u201d che si sono generate nei primi anni su mercato mobiliare e immobiliare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono gli europei che hanno vissuto sopra le proprie possibilit\u00e0, indotti da un sistema che incentiva l\u2019indebitamento, non solo gli italiani; e la crisi dei debiti sovrani (dei cosiddetti PIIGS) \u00e8 figlia di queste dinamiche. Questa \u00e8 l&#8217;innegabile verit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIANLUCA BALDINI (FSI Pescara) Spesso qualche euro-entusiasta si riferisce a un passato non molto remoto nel corso del quale gli italiani avrebbero vissuto sopra le loro possibilit\u00e0, generando lo sfacelo finanziario che viviamo oggi. 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