{"id":51371,"date":"2019-05-24T09:30:31","date_gmt":"2019-05-24T07:30:31","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51371"},"modified":"2019-05-19T14:57:08","modified_gmt":"2019-05-19T12:57:08","slug":"appunti-contro-la-modifica-costituzionale-di-renzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51371","title":{"rendered":"La \u00abvia di mezzo\u00bb di Merkel e Macron per la nuova Europa"},"content":{"rendered":"<p><strong>di DIARIO DEL WEB<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/archivi.diariodelweb.it\/img\/995\/540\/540346-995x498.jpg\" alt=\"Angela Merkel con il Presidente francese, Emmanuel Macron\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un accordo di cooperazione sancito a gennaio con il Trattato di Aquisgrana, ma due idee di Europa sostanzialmente differenti, nonostante un nemico comune da combattere: il sovranismo. L&#8217;approccio di Francia e Germania alle elezioni europee del 26 maggio \u00e8 lungo e datato di qualche mese. Risale al 22 gennaio 2019, giorno in cui Emmanuel Macron e Angela Merkel hanno sottoscritto un documento bilaterale ambizioso, con l&#8217;obiettivo di rafforzare il comune impegno alla collaborazione e contrastare il crescente nazionalismo in Europa. La realt\u00e0 dei fatti ha per\u00f2 smorzato l&#8217;entusiasmo della prima ora e il testo, firmato in pompa magna nel ricordo di quanto fecero nel 1963 Charles de Gaulle e Konrad Adenauer con il Trattato dell&#8217;Eliseo, ha confermato l&#8217;impressione iniziale: si tratta di una piattaforma a forte carattere bilaterale, senza l&#8217;ambizione di predeterminare altre decisioni su una pi\u00f9 ampia scala, a livello Ue. Anzi, in assenza, pressoch\u00e9 totale, di veri temi europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">D&#8217;altra parte, il programma ambizioso di riforme annunciato da Macron dopo la sua elezione all&#8217;Eliseo \u00e8 stato parzialmente e silenziosamente affossato da Angela Merkel. E anche quando, nel marzo scorso, il presidente francese ha inviato ai leader dei Paesi membri dell&#8217;Ue la sua lettera per un Rinascimento europeo, la cancelliera ha risposto in maniera piuttosto fredda. Anzi, non ha proprio risposto, lasciando la parola ad Annegret Kramp-Karrembauer, nuova leader della Cdu. E i distinguo espressi dell&#8217;erede di Merkel non sono stati di poco conto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Insomma, se Emmanuel Macron e Angela Merkel concordano sulla necessit\u00e0 per l&#8217;Europa di riposizionarsi su uno scacchiere mondiale in continua evoluzione, a fronte di sfide, interessi e strategie sempre diverse, \u00e8 sul come procedere che bisogna intendersi, allo scopo di trovare quella che la cancelliera tedesca ha definito oggi in un&#8217;intervista ad alcuni organi di stampa europei \u00abuna via di mezzo\u00bb. Che vi siano differenze di mentalit\u00e0 e di comprensione dei ruoli &#8211; sono ancora parole di Merkel &#8211; lo ha capito da tempo lo stesso presidente francese. E infatti, Macron, nel corso del suo mandato, ha drasticamente ridimensionato i suoi programmi, cercando di superare le asincronie e puntando su un nuovo possibile sbocco dell&#8217;alleanza franco-tedesca: un europeismo sovranista. Per renderlo attuale, la Francia di Macron dovrebbe innanzitutto ambire a pi\u00f9 controlli alle frontiere e a una serie di limitazioni a Schengen, soprattutto per quei Paesi dell&#8217;Europa considerati non solidali e poco responsabili. Ma anche, a un antitrust comunitario capace di penetrare le intricate maglie della burocrazia e alla creazione di forti conglomerati europei in grado di affrontare e superare la sfida di colossi targati Stati Uniti e Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un&#8217;azione che Macron dovr\u00e0 portare avanti senza lasciarsi distrarre dalla difficile situazione sul fronte interno. La pi\u00f9 agguerrita, su questo piano, \u00e8 Marine Le Pen che insiste e non poco sul tema dei migranti, rinfaccia a Macron di voler cedere parte della sovranit\u00e0 francese ai tedeschi, e spinge con insistenza su una soluzione definitiva delle tensioni sociali. Un argomento, quest&#8217;ultimo, che sta molto a cuore ormai da mesi anche al movimento dei \u00abgilet gialli\u00bb, seppure l&#8217;ultima fase di dialogo sembra avere placato parzialmente le proteste di piazza, o almeno la parte pi\u00f9 esagitata di queste. Senza contare che le banlieue, con il loro disagio sociale, continuano a rappresentare un problema, e che l&#8217;antisemitismo in Francia si \u00e8 riproposto come una questione seria e irrisolta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">D&#8217;altra parte, non meno complicata \u00e8 la situazione in Germania, dove Angela Merkel ha problemi soprattutto di colore politico. Le sconfitte della Cdu e dell&#8217;Spd nel 2018 alle elezioni in Baviera e in Assia hanno fortemente indebolito la Grande Coalizione, e costretto la cancelliera a lasciare la guida del suo partito ad Annegret Kramp-Karrembauer. Parallelamente, il Paese ha visto crescere due nuove formazioni che promettono di diventare grandi protagoniste non solo in casa, fin dalle prossime europee. La prima \u00e8 quella dei Verdi: hanno un programma liberale in economia e ovviamente fortemente inclinato verso i temi inerenti l&#8217;ambiente. Dopo l&#8217;exploit alle elezioni regionali in Baviera nel 2018, puntano ora a ripetersi il 26 maggio. La seconda forza che la Merkel dovr\u00e0 tenere d&#8217;occhio \u00e8 quella di Alternative fur Deutschland (Afd). Rappresenta l&#8217;estrema destra tedesca, una perfetta miscellanea di euroscetticismo, conservatorismo e islamofobia molto lontana dall&#8217;Europa ambita dalla cancelliera (e dallo stesso Macron).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul fronte esterno, le posizioni della Germania sembrano tutt&#8217;altro che allineate a quella della Francia. Berlino, ad esempio, appare pi\u00f9 convinta di Parigi sulla necessit\u00e0 di smarcarsi dagli Stati Uniti. Una posizione che Angela Merkel ha confermato alla Conferenza sulla Sicurezza a Monaco di Baviera, anche rispetto alle tensioni sul programma nucleare di Teheran e sulla sua reale minaccia: gli Stati Uniti lo hanno rinnegato, per la Germania funziona e va confermato. Macron alla Conferenza non si \u00e8 neppure presentato. E la Francia non si \u00e8 accodata alla Germania nemmeno sulla decisione di bloccare le esportazioni di armi in Arabia Saudita, cos\u00ec come ha evitato la neutralit\u00e0 tedesca in Siria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Insomma, per considerarsi leader indiscusse dell&#8217;attuale progetto europeo, a Francia e Germania non appare sufficiente il Trattato di Aquisgrana. Per gestire un&#8217;Europa sempre pi\u00f9 debole e minacciata da crescenti forze nazionaliste e sovraniste, a Macron e Merkel serve uno sforzo ulteriore: trasformare le intenzioni in risultati attraverso iniziative di respiro internazionale che non corrispondano solo a interessi circoscritti, di parte e di breve termine. Sulle questioni fondamentali &#8211; la direzione in cui si evolvono l&#8217;Europa e l&#8217;economia, la responsabilit\u00e0 nei confronti del clima e dell&#8217;Africa &#8211; Francia e Germania sono \u00abquasi sulla stessa lunghezza d&#8217;onda\u00bb. Parola di Angela Merkel. Ma quel \u00abquasi\u00bb, per l&#8217;Europa che verr\u00e0, fa tutta la differenza del mondo.<\/p>\n<div><\/div>\n<div><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.diariodelweb.it\/esteri\/articolo\/?nid=20190516-540346\">https:\/\/www.diariodelweb.it\/esteri\/articolo\/?nid=20190516-540346<\/a><\/strong><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DIARIO DEL WEB Un accordo di cooperazione sancito a gennaio con il Trattato di Aquisgrana, ma due idee di Europa sostanzialmente differenti, nonostante un nemico comune da combattere: il sovranismo. L&#8217;approccio di Francia e Germania alle elezioni europee del 26 maggio \u00e8 lungo e datato di qualche mese. 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