{"id":51383,"date":"2019-05-20T08:00:53","date_gmt":"2019-05-20T06:00:53","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51383"},"modified":"2019-05-19T20:38:43","modified_gmt":"2019-05-19T18:38:43","slug":"venezuela-no-a-golpe-ed-invasione-militare-ma-appoggiare-maduro-senza-se-e-senza-ma-proprio-non-si-puo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=51383","title":{"rendered":"Venezuela: no a golpe ed invasione militare, ma appoggiare Maduro \u201csenza se e senza ma\u201d proprio non si pu\u00f2."},"content":{"rendered":"<p><strong>di ALDO GIANNULI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per me scrivere sul e del Venezuela diventa sempre pi\u00f9 difficile. Lo \u00e9 perch\u00e9 pur avendoci trascorso in diverse permanenze quasi 9 mesi, non ci metto pi\u00f9 piede da quasi 6 anni, e perch\u00e9 di fronte alla complessit\u00e0 raggiunta l\u00ec dalla situazione, scrivendone a distanza si rischia di perdere dei pezzi importanti della situazione concreta sul terreno. Prover\u00f2 lo stesso a fissare alcuni punti, aiutato forse dal fatto che trovandomi in Argentina, si tratta di una distanza relativa che perlomeno apre squarci sulle differenti sensibilit\u00e0 con le quali da quaggi\u00f9 si guarda agli eventi in corso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cominciamo da Juan Guaido\u2019.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nChe quella da lui incarnata sia una strategia di tipo golpista, mi pare fuori di dubbio. Se non bastassero gli ossessivi richiami alla ribellione delle forze armate, si guardi coloro che ne sono, in nome di democrazia e diritti umani, i principali sponsor nella regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cominciamo dalla Colombia di Ivan Duque. Secondo le stime pi\u00f9 ottimistiche, nonostante gli accordi siglati con le Farc, nel solo 2018 in Colombia son stati assassinati quasi 160 attivisti e dirigenti politici e sociali di opposizione. Altre stime invece sempre per il solo 2018, portano questa cifra ad oltre 600. Pu\u00f2 quindi un paese, che ancora oggi spicca nel mondo come un terrificante mattatoio di chi non \u00e9 allineato al potere, ergersi a fustigatore del governo Venezuelano in nome della democrazia\u2026? Direi di no.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scarse anche le credenziali a riguardo esibite da due altri \u201dfari della democrazia\u201d nel mondo, distintisi per gli attacchi a Maduro: gli Usa di Trump ed il Brasile di Jair Bolsonaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine guardiamo all\u2019Argentina di Mauricio Macri, che mentre con una mano si atteggia a restauratore della democrazia in Venezuela, con l\u2019altra promuove il consolidamento di uno stato di polizia nel suo paese, dove le brutali politiche neoliberali promosse dal suo governo, stentano ad imporsi a fronte di una energica e diffusa opposizione politica, sociale e sindacale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che tutti questi signori, fieramente impegnati a distruggere o mantenere ai minimi termini la democrazia nei loro paesi, abbiano poi tanto a cuore la democrazia in Venezuela, risulta perlomeno sospetto\u2026..e puzza molto di bruciato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aggiungo solo che un fattore determinante in questo scenario, \u00e9 certamente il limpido ed evidente rafforzamento del cambio della politica USA verso il Sudamerica. Potenza declinante, impegnata in una fiera competizione non solo con le nuove potenze globali emergenti o ri-emergenti, ma anche verso i suoi stessi presunti alleati, gli Stati Uniti han bisogno di riprendere il controllo del \u201dcortile di casa\u201d, in parte sfuggito con l\u2019inizio del nuovo secolo, cortile che come noto custodisce immense risorse di ogni genere. Il Venezuela in particolare ne custodisce pi\u00f9 di altri. Se no ditemi voi che ci va davvero a fare lo scorso Aprile il segretario di stato USA nonch\u00e9 ex direttore della CIA Mike Pompeo, in un posto un po\u2019 sperduto come Cucuta, al confine fra Colombia e Venezuela?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Detto questo allora tutto \u00e9 a posto\u2026.? Possiamo aderire felicemente all\u2019appello di quanti nel mondo e anche in Italia dicono che ora \u00e9 il momento di serrare i ranghi ed \u201d<a href=\"http:\/\/contropiano.org\/interventi\/2019\/05\/01\/al-fianco-del-venezuela-bolivariano-contro-limperialismo-senza-se-e-senza-ma-0115022\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"appoggiare Maduro senza se e senza ma''\u2026? (si apre in una nuova scheda)\">appoggiare Maduro senza se e senza ma\u201d\u2026?<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lettura golpista della vicenda politica venezuelana da parte delle opposizioni antichaviste non \u00e9 una novit\u00e0: basti solo pensare al fallito golpe dell\u2019aprile 2002, o all\u2019indomani della pesante sconfitta chavista alle elezioni parlamentari del dicembre 2015, alle minacce dell\u2019allora presidente della neo eletta Assemblea Nazionale, di cacciare Maduro dalla presidenza in sei mesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La differenza per\u00f2 \u00e9 che sino a che al timone ci stava Chavez, alle strategie golpiste replicava con le armi del consenso e della egemonia fra i settori popolari. Armi delle quali disponeva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La svolta avviene esattamente dopo la sconfitta al voto di fine 2015. Di fronte alla prima vera batosta elettorale, il gruppo di potere raccolto intorno a Maduro, invece di tentare di riprendere lo spirito originale del chavismo, fondato su consenso, partecipazione di massa, e costruzione di forme di democrazia pi\u00f9 avanzate di quella rappresentativa, sceglie un altra strada. Una strada del tutto analoga a quella scelta da molte delle giustamente tanto vituperate democrazie neoliberali, quando sono in crisi di consenso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La strada scelta da Maduro \u00e9 quella della verticalizzazione e concentrazione di potere, della costruzione di meccanismi che permettano di \u201dmantenere la governabilit\u00e0\u201d a tutti i costi, anche quando il consenso comincia a scarseggiare. Quindi \u00e9 vero che Maduro \u00e9 \u201ddemocratico\u201d, ma nel senso peggiore e manipolatorio del termine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli argomenti a sostegno di quanto sopra scritto sono sovrabbondanti, e quindi rimando a quanto contenuto in miei precedenti contributi. Mi limito solo a citare alcuni passaggi. L\u2019Assemblea Nazionale dominata dalla opposizione viene neutralizzata dal Tribunale Supremo che la dichiara \u201dinadempiente\u201d per avere confermato l\u2019insediamento di tre deputati sui quali pendevano accuse di brogli, quando sarebbe risultato pi\u00f9 logico limitarsi a ripetere le elezioni dei tre deputati contestati. L\u2019azzeramento della Assemblea Nazionale si perfeziona con la successiva elezione di una Assemblea Costituente, utilizzando un sistema elettorale peggiore dell\u2019Italicum di Matteo Renzi, e che a seguito del boicottaggio elettorale delle opposizioni diviene un monocolore madurista che vota all\u2019unanimit\u00e0 tutto quel che vuole il governo. Inoltre una Assemblea Costituente che invece di occuparsi solo di stendere una nuova costituzione, vota su qualunque cosa sostituendosi nei fatti alla Assemblea Nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A completare il quadro la inabilitazione a candidarsi a cariche pubbliche, di importanti esponenti dell\u2019opposizione, fra cui quel Capriles Radonski che aveva perso per un pelo le elezioni presidenziali vinte da Maduro nell\u2019Aprile 2013. E se non bastasse ancora nelle ultime elezioni dei governatori degli stati, ai neo eletti governatori non Maduristi viene imposto di giurare fedelt\u00e0 alla contestata Assemblea Costituente. Il neo eletto governatore dell\u2019importante stato di Zulia, quello che ha come capitale Maracaibo, si rifiuta di farlo, viene bloccato il suo insediamento, si ripetono le elezioni le quali vengono stavolta vinte da un Madurista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il definitivo scioglimento manu militari della Assemblea Nazionale, che proprio in questo periodo si torna a ventilare, sarebbe un ulteriore passaggio di questo processo di concentrazione autoritaria del potere. Ma non sottovaluterei nemmeno il blocco\/censura dell\u2019accesso al sito di www.aporrea.org, da me spesso utilizzato come una delle mie fonti; sito chavista e bolivariano ma non filogovernativo, al quale dallo scorso 14 Febbraio non si pu\u00f2 accedere dal Venezuela usando <a href=\"https:\/\/www.aporrea.org\/medios\/n341965.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"i portali dello stato. (si apre in una nuova scheda)\">i portali dello stato.<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualcuno pensa che basti che spunti il neo golpista Guaido\u2019, per cancellare tutto questo e convincere tutt@ a schierarsi con Maduro \u201dsenza se e ma\u201d?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La realt\u00e0 dimostra che non \u00e9 cos\u00ec. Le poche mobilitazioni convocate in Italia sulle vicende recenti venezuelane, han tentato di vincolare strettamente la opposizione alle minacce golpiste e di intervento militare esterno contro il Venezuela, al sostegno compatto ed acritico al governo di Maduro. Il fatto che nessuna di queste manifestazioni abbia mobilitato presenze significative, dimostra che questo ragionamento non convince.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo stesso tempo va per\u00f2 riconosciuto che quelle di cui sopra son state le uniche o maggiori iniziative promosse, per quanto a mio avviso limitate e discutibili. In altre parole, sulla recente escalation della crisi venezuelana, non sono emerse in Italia altre posizioni, altri approcci capaci di concretizzarsi in iniziativa pubblica. Questo \u00e9 dovuto non solo ad una certa debolezza o scarsa presenza dei movimenti di base italiani sui temi internazionali o della lotta contro l\u2019imperialismo e la guerra. In questo caso gioca anche la oggettiva difficolt\u00e0 a schierarsi in una situazione intricata come quella Venezuelana e la non abbondanza di fonti dirette di informazione su cosa davvero sta accadendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur scontando il limite di non essere pi\u00f9 tornato in Venezuela da quasi sei anni, azzardo comunque qualche riflessione in pi\u00f9 su questo ultimo punto cruciale: come \u00e9 ora la concreta situazione nel paese?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riesce difficile anche solo pensare cosa voglia dire vivere in un paese con inflazione fuori controllo come quella attuale in Venezuela. Gi\u00e0 qui in Argentina, secondo paese nel Sudamerica per tasso di inflazione, con un \u201dmodesto\u201d tasso del 50% annuo, i problemi per le persone comuni non son pochi. Immagino come possa essere la situazione in Venezuela, dove fonti seppur non neutre ed interessate come il FMI, prevedono per il 2019 un tasso di inflazione di 10 milioni per cento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se quindi nonostante le enormi difficolt\u00e0 il paese non \u00e9 ancora andato del tutto a scatafascio, immagino sia per la proverbiale arte di arrangiarsi elevata al cubo, della quale i Venezuelani han gi\u00e0 dato prove in altre crisi come durante la serrata petrolifera del 2003. Grazie a forme di solidariet\u00e0, resilienza e resistenza dal basso. Suppongo anche grazie alle per quanto insufficienti erogazioni alimentari e politiche di assistenza mantenute dal governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine all\u2019apparente equilibrio di forze oggi esistente nel paese fra governo e opposizione, in fondo attestato dallo stesso fatto che Juan Guaido\u2019 sia ancora a piede libero, contribuiscono non solo i vari sponsor internazionali dei due campi, ma la stessa smaccata presenza degli USA di Trump dietro il tentativo golpista di Guaido\u2019. Una parte rilevante della popolazione che aveva con entusiasmo appoggiato Hugo Chavez ma delusa da Maduro, di certo non pu\u00f2 che esser diffidente verso il giovane deputato che vanta il sostegno di uno che non solo \u00e9 presidente degli Stati Uniti, ma si \u00e9 fra le altre cose distinto per le aggressive politiche contro i migranti latini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I vertici militari invece, i quali nel bene e nel male durante la intera epopea chavista han goduto di grandi poteri e privilegi, ho la sensazione che molleranno Maduro solo quando percepiranno che i rapporti di forza son cambiati a danno di quest\u2019ultimo. Invece per la parte di essi e dei quadri inferiori, genuinamente nazionalista e bolivariana, vale suppongo quanto detto per i chavisti delusi da Maduro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Detto questo poco fa pensare che l\u2019attuale apparente equilibrio di forze sia molto stabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per concludere, anche se non \u00e9 semplice, io credo che su quel che sta accadendo in Venezuela occorra schierarsi. Anzitutto occorre schierarsi contro qualunque forma di aggressione militare o intervento militare esterno in Venezuela, in qualunque modo esso venga mascherato o giustificato. Gi\u00e0 adesso il Venezuela \u00e9 uno dei paesi pi\u00f9 violenti della regione, con un tasso annuo di omicidi ogni 100.000 abitanti altissimo, inclusi dirigenti e attivisti sociali, di base, sindacali e indigeni. Immaginiamo in un contesto del genere che impatto genererebbe una invasione militare ed una guerra. E se a sconsigliare un intervento militare esterno non basta guardare le facce e gli inquietanti pedigree politici di coloro che lo sponsorizzano, sia dentro che fuori del Venezuela, si guardi anche alla attuale situazione di Irak o Libia, o Siria ed Ucraina, altri \u201dbeneficiari\u201d delle azioni filantropiche di USA ed alleati in nome della \u201dpromozione della democrazia\u201d nel mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma vincolare in modo perentorio la opposizione al golpe ed alla invasione, al sostegno obbligato ed incondizionato al governo di Maduro, oltre che arrogante e miope, \u00e9 anche poco efficace dal punto di vista della promozione di campagne politiche che raggiungano un minimo di soglia critica di partecipazione ed efficacia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre opporsi al golpe ed alla minaccia di aggressione o invasione, lasciando invece che sulle politiche del governo di Maduro, si sviluppi il pi\u00f9 ampio e libero dibattito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei motivi per il quale oltre 14 anni fa iniziai a occuparmi di Venezuela, derivava dalla sensazione che l\u00ec con l\u2019esperimento bolivariano animato da Hugo Chavez, 10 anni dopo la caduta del muro di Berlino, si stesse mettendo in moto un nuovo tentativo di costruire una alternativa al capitalismo ed al liberismo, che fosse anche una alternativa umanamente, socialmente ed eticamente sostenibile, presentabile e desiderabile. Faccio davvero fatica a cogliere questo tratto di alternativa desiderabile e presentabile, nelle scelte politiche fatte dal governo di Maduro dalla fine del 2015 in poi. Che poi da queste parti non sia certo solo Maduro a giocare sporco, si veda Paraguay, Honduras, Brasile, ci chiarisce il contesto e la fase politica regionale ma non cambia la sostanza. Perlomeno quegli altri non proclamano che stan costruendo un socialismo di tipo nuovo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto se c\u2019\u00e8 un angolo di mondo dove il dibattito critico sul governo di Maduro si era molto sviluppato in questi anni, \u00e9 proprio il Sudamerica, vedendo come protagoniste persone che pure avevano sostenuto l\u2019esperimento chavista sin dagli esordi. Certo da queste parti per ovvie ragioni si ha una percezione rafforzata delle minacce di interferenze USA, individuate come pericolo prioritario, e quindi dall\u2019avvio della nuova campagna golpista di Guaido\u2019 e soci, cos\u00ec smaccatamente sponsorizzata da Trump e destra sudamericana, si tende a mettere un poco pi\u00f9 in sordina le critiche a Maduro. Ma il risultato finale del meccanismo, persino qui invece di produrre attivazione e mobilitazione, produce una sorta di rimozione, a mio avviso segno di una difficolt\u00e0 politica, presente anche quaggi\u00f9, nella definizione di una posizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Faccio un esempio concreto. Sar\u00e0 pur vero che ora qui in Argentina, con inflazione al 50 %, povert\u00e0 in aumento ed elezioni presidenziali a fine anno, sono un poco concentrati sulle loro vicende interne. Sar\u00e0 anche vero che tutte le mobilitazioni convocate sinora, sia a favore di Guaido\u2019, che a favore di Maduro, che quelle contro golpe ed invasione ma critiche verso Maduro promosse dalla sinistra Trotskista, non hanno mobilitato moltitudini oceaniche. Ma il dato che a me ha pi\u00f9 colpito \u00e9 un altro ancora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi 2 anni ho trascorso parecchi mesi a Buenos Aires, ed ho partecipato a moltissime marce, cortei e concentramenti di ogni tipo. Non mi \u00e9 mai praticamente capitato, nemmeno in queste ultime settimane convulse segnate dalla nuova escalation golpista, di vedere in piazza striscioni o cartelli in appoggio a Maduro, o se \u00e9 avvenuto si \u00e9 trattato di eventi quasi sporadici. In pratica, si colgono comprensibili remore nell\u2019attaccarlo pubblicamente, ma anche nel difenderlo\u2026.Un bel dilemma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un dilemma che si pu\u00f2 affrontare, tornando all\u2019Italia, solo se tutte le realt\u00e0 di movimento e di base che sinora non si sono pronunciate o attivate, prendono atto che una eventuale invasione o aggressione militare ai danni del Venezuela avrebbe effetti altamente disastrosi per l\u2019intero subcontinente e per ognuno che abbia a cuore la lotta contro ingiustizia ed oppressione nel mondo. E che si pu\u00f2 distinguere la lotta contro le minacce militari di Trump e sodali, lotta urgente e doverosa, dal dibattito sulle attuali politiche del governo madurista, che va alimentato dal confronto fra diverse posizioni e lasciato libero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi invece di questa libert\u00e0 ha paura, e ritiene di avere gi\u00e0 risolto il dilemma coi proclami di appoggio a Maduro \u201dsenza se e senza ma\u201d, mi suscita il dubbio che lo faccia perch\u00e9 mentre con le mani inalbera la bandiera del \u201dSocialismo del siglo XXI\u201d del compianto Hugo Chavez, sotto sotto col cuore e la mente non si \u00e9 ancora troppo smarcato dal Socialismo Reale del Siglo XX, anni trenta sovietici inclusi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/venezuela-no-golpe-no-maduro\/\">http:\/\/www.aldogiannuli.it\/venezuela-no-golpe-no-maduro\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALDO GIANNULI Per me scrivere sul e del Venezuela diventa sempre pi\u00f9 difficile. 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